23 novembre 2010 14:02
Garuda Indonesia ha firmato oggi un accordo per entra in SkyTeam nel 2012, ampliando così la presenza dell’alleanza nell’area del Sud-est asiatico e aggiungendo 30 nuove destinazioni alla propria rete. «Come prima compagnia aerea indonesiana ad essersi unita a questa alleanza di livello mondiale, il nostro obiettivo strategico è rafforzare continuamente la nostra redditività e la competitività sul mercato internazionale» ha dichiarato Emirsyah Satar, presidente e ceo di Garuda. «Giacarta fungerà da ulteriore gateway da e per l’Asia – ha sottolineato Marie-Joseph Malé, direttore generale di SkyTeam -. L’interesse di Garuda per l’ampliamento della sua rete intercontinentale verso Francoforte, Parigi, Londra e Roma porterà la compagnia ad essere sempre più una valida scelta per chi viaggia per affari o per vacanza».
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Ci sono destinazioni che sembrano avere un momento perfetto per essere visitate, poi c’è l’Egitto: un Paese capace di regalare emozioni in ogni stagione dell’anno.
Con un viaggio in Egitto, puoi scoprire le meraviglie della terra dei faraoni scegliendo il periodo più adatto alle tue esigenze.
Ogni stagione offre un volto diverso dell’Egitto: alcuni mesi sono ideali per esplorare templi e siti archeologici, altri per vivere il fascino del deserto, mentre altri ancora sono perfetti per una rilassante crociera sul Nilo tra paesaggi unici e antiche città faraoniche. Ecco cosa vedere e quali esperienze vivere durante tutto l’anno.
Inverno: la stagione dei templi e delle tombe
Da dicembre a febbraio l'Egitto vive il suo momento migliore per l'archeologia. Le giornate sono limpide, le temperature nella valle del Nilo restano piacevoli e camminare tra i templi è un piacere puro dalla mattina alla sera.
Cosa vedere assolutamente in questi mesi:
Le Piramidi di Giza e la Sfinge — l'inverno regala la luce migliore dell'anno sull'altopiano. Il sole basso allunga le ombre e la pietra assume tonalità dorate che d'estate non si vedono.
Il Grande Museo Egizio — il museo archeologico più grande al mondo dedicato a un'unica civiltà, con la collezione completa di Tutankhamon finalmente riunita in un solo luogo.
La Valle dei Re — le tombe dipinte si visitano scendendo sottoterra, e l'inverno rende la discesa molto più confortevole. I colori sulle pareti sono ancora quelli originali, dopo più di tremila anni.
Il tempio di Karnak — il complesso religioso più vasto dell'antichità. La sala ipostila, con le sue centotrentaquattro colonne, va vista al mattino presto, quando la luce entra di taglio tra i pilastri.
Il Cairo storico — con il clima fresco la città si esplora a piedi: la Cittadella di Saladino, la moschea di Mohammed Ali, i vicoli di via al-Muizz e il mercato di Khan el-Khalili.
È il periodo più amato da chi programma un viaggio in Egitto completo, tra archeologia, città e navigazione fluviale.
Primavera: la stagione del deserto e delle oasi
Marzo, aprile e maggio portano una luce nuova. Le rive del Nilo si tingono di verde, l'aria è limpida e le temperature nel deserto diventano finalmente vivibili.
Cosa vedere in primavera:
L'oasi di Siwa — a ridosso del confine libico, tra palmeti sterminati, sorgenti naturali e le rovine del Tempio dell'Oracolo, dove secondo la tradizione Alessandro Magno venne proclamato figlio di Amon.
Il Deserto Bianco — formazioni calcaree modellate dal vento in forme che sembrano scolpite: funghi, torri, animali di pietra. Dormire lì sotto un cielo stellato è un'esperienza che resta.
Il Deserto Nero e Bahariya — colline di basalto scuro che si alternano alle dune chiare, in un contrasto cromatico che sorprende chiunque.
Sham el-Nessim — la festa con cui gli egiziani accolgono la primavera, celebrata da migliaia di anni. Le famiglie si riversano nei parchi e lungo il fiume: è l'occasione di vedere l'Egitto contemporaneo che vive una tradizione nata all'epoca dei faraoni.
Abu Simbel — i colossi scavati nella roccia sono spettacolari tutto l'anno, ma in primavera il viaggio verso sud è particolarmente piacevole.
Estate: la stagione dei siti tutti per te
L'estate egiziana riserva una sorpresa bellissima: i siti archeologici sono quasi tutti tuoi. Il clima è secco e luminoso, e organizzando le visite nelle ore più belle della giornata si vive un Egitto che pochi hanno la fortuna di vedere.
Cosa vedere in estate:
I templi all'alba — il tempio di Hatshepsut alle sette del mattino, con la roccia che si scalda lentamente e nessuno attorno, è uno di quei ricordi che non si dimenticano. Lo stesso vale per Karnak e per la Valle dei Re.
Il volo in mongolfiera su Luxor — decolla prima del sorgere del sole, quando l'aria è fresca. Dall'alto si vedono contemporaneamente il Nilo, i campi coltivati, i templi della riva occidentale e il deserto che comincia di colpo.
Il Cairo di sera — d'estate la capitale si anima dopo il tramonto. Le terrazze sul fiume si riempiono, i mercati restano aperti fino a tardi e la città rivela un ritmo notturno che negli altri mesi non si coglie.
Alessandria d'Egitto — affacciata sul Mediterraneo, con la sua atmosfera diversa dal resto del Paese: la Biblioteca moderna, le catacombe di Kom el-Shoqafa e la brezza mediterranea che accompagna ogni passeggiata.
Il bello dell'estate sta nel ritmo della giornata: visite all'alba con la luce più morbida dell'anno, pausa rigenerante nelle ore centrali e ripresa nel tardo pomeriggio, quando i templi si accendono di oro.
E nell'agosto 2027 l'Egitto avrà un motivo in più: il 2 agosto un'eclissi solare totale attraverserà il Paese, con oltre sei minuti di totalità proprio sopra Luxor. Un fenomeno di questa durata non tornerà prima del prossimo secolo.
Autunno: la stagione della navigazione sul Nilo
Settembre, ottobre e novembre sono forse i mesi più sottovalutati. Le giornate sono lunghe e luminose, l'aria è dolce e il fiume è al suo massimo splendore. È il momento perfetto per vivere il Nilo.
Cosa vedere in autunno:
La crociera sul Nilo tra Luxor e Assuan — tre o quattro giorni di navigazione lenta, con le rive che scorrono tra palme e villaggi. Ci si sveglia con un paesaggio diverso ogni mattina.
Il tempio di Edfu — dedicato al dio falco Horus, è il tempio meglio conservato di tutto l'Egitto. Si raggiunge dalla riva del fiume ed entrarci è come entrare in un edificio ancora intatto.
Il tempio di Kom Ombo — unico perché doppio: una metà dedicata a Sobek, il dio coccodrillo, l'altra a Haroeris. Affacciato direttamente sull'acqua, al tramonto è magnifico.
Il tempio di Philae ad Assuan — smontato pietra per pietra e ricostruito su un'isola per salvarlo dalle acque. Sembra galleggiare, e la visita si raggiunge in barca.
I villaggi nubiani — case dipinte di azzurro e giallo lungo il fiume, con un'ospitalità e una tradizione musicale completamente diverse dal resto dell'Egitto.
La dahabeya — in autunno tornano più facilmente disponibili le imbarcazioni tradizionali a vela: poche cabine, navigazione silenziosa e soste in punti dove le navi grandi non arrivano.
Chi cerca il miglior equilibrio tra clima, tranquillità e disponibilità trova spesso proprio in autunno la finestra ideale per delle vacanze Egitto ben pianificate.
In sintesi: quale stagione fa per te?
Inverno — se il sogno sono le Piramidi, i templi di Luxor e le tombe dipinte, con il clima più comodo dell'anno.
Primavera — se il richiamo è il deserto, le oasi e il silenzio delle dune, con la possibilità di assistere alle feste locali.
Estate — se vuoi camminare tra i colossi quasi da solo, volare in mongolfiera all'alba e scoprire il Cairo notturno.
Autunno — se il desiderio è navigare lentamente lungo il fiume che ha creato questa civiltà, tra templi che appaiono sulle rive.
Una costante che vale in ogni mese
Cambiano le stagioni, cambiano gli itinerari, ma una cosa resta identica tutto l'anno: l'accoglienza.
In Egitto il viaggiatore viene ricevuto con una curiosità sincera che sorprende sempre. Ti offrono un tè, ti chiedono da dove vieni, ti raccontano qualcosa di sé. E spesso è proprio questo, più ancora dei monumenti, il ricordo che si porta a casa.
Perché l'Egitto è un Paese che si continua a scoprire, stagione dopo stagione, e che ha la bellissima abitudine di far tornare chi lo visita una prima volta.
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Msc Crociere ha annunciato alcune novità per la stagione invernale 2027/2028, con un potenziamento della propria offerta in due aree strategiche: il Mediterraneo occidentale e i Caraibi meridionali e Antille.
Inizialmente prevista in Medio Oriente, Msc World Europa continuerà a fare crociere di sette notti nel Mediterraneo occidentale, con la possibilità di imbarcarsi da Genova, Civitavecchia o Messina.
La nave farà scalo nelle destinazioni più richieste della regione, combinando alcune delle coste del Mediterraneo con città ricche di storia, cultura e arte, tra cui Barcellona (Spagna), Marsiglia (Francia), La Valletta (Malta) oltre a Genova, Civitavecchia e Messina.
Msc World Asia proporrà itinerari di 7 e 14 notti, con possibilità di imbarco da Fort-de-France (Martinica), Pointe-à-Pitre (Guadalupa) e Bridgetown (Barbados). Per chi lo desidera, Msc Crociere rende disponibile anche il pacchetto “cruise&flight” con un volo diretto dall’Italia verso Fort-de-France.
Gli itinerari toccheranno alcune delle destinazioni più belle e autentiche della regione, tra cui Castries (Santa Lucia), St. George’s (Grenada), Philipsburg (Sint Maarten), St. John’s (Antigua e Barbuda), Basseterre (Saint Kitts e Nevis), Roseau (Dominica) e Kingstown (Saint Vincent e Grenadine).
In qualità di nuova ammiraglia di Msc Crociere, Msc World Asia porterà nei Caraibi meridionali e Antille un’offerta ricca di esperienze, tra cui Cliffhanger, l’emozionante altalena sospesa sull’acqua, la più grande esperienza Venchi dedicata al cioccolato a bordo di una nave, attrazioni pensate per tutta la famiglia, vivaci spazi dedicati all’intrattenimento e ampie aree all’aperto, ideali per vivere al meglio una crociera in una destinazione dal clima tropicale.
I passeggeri che hanno prenotato una crociera su uno degli itinerari inizialmente previsti per l’inverno 2027/2028 sono stati già contattati direttamente e hanno ricevuto tutte le informazioni necessarie sulle opzioni a loro disposizione.
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[post_content] => L’enoturismo entra sempre più nella vacanza estiva degli italiani, anche quando il viaggio non nasce esclusivamente per scoprire il vino. All’avvio della campagna vendemmiale 2026, quest’anno fortemente anticipata per ragioni climatiche, e mentre Calici di Stelle, in programma fino al 16 agosto con il clou degli eventi nel corso dell’ultima settimana, porta degustazioni, incontri con i produttori, passeggiate nei vigneti ed eventi culturali nelle cantine, nei borghi e nelle piazze italiane, il nuovo Rapporto “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”, a cura di Roberta Garibaldi e in collaborazione con Ascovilo-Associazione dei Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi e con The Data Appeal Company , fotografa una domanda che si amplia e si integra con il mare, il paesaggio, la gastronomia e la scoperta dei territori.
Il turismo enogastronomico coinvolge ormai una platea stimata di circa 18 milioni di italiani, 4,5 milioni in più rispetto al 2024. Ma è soprattutto la geografia a mostrare un cambiamento significativo: Cinque Terre e Salento sono le destinazioni enoturistiche più desiderate, entrambe indicate dal 20% dei turisti italiani, seguite dal Chianti, al 19%, dalla Costiera Amalfitana e dall’Etna, entrambe al 18%. Quattro delle prime cinque mete sono quindi costiere o situate in prossimità del mare . Seguono Montepulciano, al 16%, Montalcino, al 15%, Langhe-Barolo e Gallura – anche quest’ultima in prossimità del mare –, entrambe al 14%.
La graduatoria evidenzia come il vino non rappresenti più soltanto la motivazione di una vacanza specialistica, ma diventi una componente qualificante di soggiorni più ampi: una visita in cantina, una degustazione o una cena tra i vigneti possono arricchire
La preferenza per le destinazioni costiere non appare casuale. Nella scelta di una meta enoturistica, i primi fattori considerati dagli italiani sono il rapporto qualità-prezzo, indicato dal 76%, la bellezza del paesaggio rurale, al 75%, e la prossimità geografica, al 65%.
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Il governo francese e Groupe ADP – la società che gestisce, tra gli altri, gli aeroporti di Parigi – hanno raggiunto un accordo fondamentale su un nuovo Accordo di regolazione economica, che apre la strada a un programma di investimenti record da 8,2 miliardi di euro per gli aeroporti di Parigi-Charles de Gaulle e Parigi-Orly nei prossimi otto anni.
L'accordo, che richiede ancora l'approvazione delle autorità competenti prima di entrare in vigore il 1° gennaio 2027, mira a rafforzare la competitività dei due principali scali internazionali francesi, mantenendo al contempo sotto controllo le tariffe aeroportuali.
Il piano di investimenti
Il piano di investimenti è il più ingente mai proposto per gli aeroporti parigini e giunge al termine di mesi di negoziati che hanno coinvolto il Ministero francese dell'Aviazione Civile, i rappresentanti delle compagnie aeree e l'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART). L'amministratore delegato di Groupe ADP, Philippe Pascal, ha dichiarato che il pacchetto trova un equilibrio tra investimenti, competitività e sostenibilità finanziaria.
Ha inoltre affermato che il programma da 8,2 miliardi di euro rafforzerà il ruolo degli aeroporti di Parigi come infrastrutture strategiche a sostegno dell'economia e dell'attrattiva internazionale della Francia, consentendo al contempo alla società di continuare a investire nella crescita futura.
L'accordo entra ora in una fase di consultazione finale con le compagnie aeree, prevista per settembre, prima di essere sottoposto all'ART per il parere vincolante. L'approvazione definitiva è attesa entro la fine di novembre. Groupe ADP stima una crescita media annua del traffico dell'1,9% nel periodo compreso tra il 2026 e il 2034.
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All’aeroporto Catullo di Verona, l’estate 2026 di Volotea entra nel vivo e, con il decollo dei nuovi collegamenti per Malaga, Atene, Minorca e Karpathos, la compagnia aerea amplia il proprio network internazionale dalla città scaligera e dà il via all'operatività delle novità annunciate per la stagione estiva, rafforzando ulteriormente la propria offerta verso Grecia e Spagna.
Ad aprire il programma è stato il volo inaugurale per Malaga, partito lo scorso 1° agosto e operato con due frequenze settimanali, ogni martedì e sabato. Ieri, 2 agosto, è stata la volta dei voli inaugurali per Atene e Minorca, entrambe destinazioni che tornano a essere servite da Verona, disponibili con doppia frequenza settimanale, la domenica e il giovedì. Infine, il prossimo 5 agosto prenderà il via anche la nuova rotta per Karpathos, operata ogni mercoledì.
Le inaugurazioni di agosto si inseriscono in un 2026 già ricco di novità per Volotea al Catullo. Nei mesi scorsi, infatti, la compagnia ha avviato il collegamento per Comiso, che ha segnato il ritorno della destinazione nel network veronese, e la nuova rotta internazionale per Aalborg, rafforzando ulteriormente l'offerta dello scalo.
“L’avvio di un nuovo collegamento è sempre un momento significativo perché rappresenta il risultato di un investimento concreto sul territorio e offre ai passeggeri nuove opportunità di viaggio – ha commentato Valeria Rebasti, international market director di Volotea –. Siamo felici di inaugurare queste quattro destinazioni da Verona: Malaga, Atene, Minorca e Karpathos arricchiscono ulteriormente il nostro network internazionale e confermano l’impegno della compagnia nel proporre collegamenti diretti verso destinazioni molto richieste dal mercato leisure”.
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[post_content] => Sarebbe atteso a breve l'annuncio da parte del governo della Cambogia per la revisione delle condizioni relative ai visti per i viaggiatori stranieri.
Lo riferisce Travel Mole, citando la dichiarazione di Thourn Sinan, presidente della sezione cambogiana della Pacific Asia Travel Association e presidente della B2B Cambodia Co., Ltd.
La Cambogia sta affrontando una forte contrazione dell’attività turistica, con una sensibile flessione degli arrivi dall’inizio dell’anno, che nei primi sei mesi 2026 ha segnato un meno 47,9%, con 1.751.886 visitatori stranieri. Si tratta del risultato peggiore tra tutti i paesi dell’Asean. Ciascuno dei primi 10 mercati di provenienza dei turisti in Cambogia ha registrato una diminuzione, che va dal -96% della Thailandia al -10,7% dell’Australia.
La flessione è legata alla chiusura del confine terrestre tra Cambogia e Thailandia, alla pubblicità negativa sulle truffe online e all’impatto del conflitto in Medio Oriente. I voli settimanali tra la Cambogia e il Medio Oriente sono scesi di fatto a 44 dai circa 52 registrati tra febbraio e luglio.
Gli arrivi dall’estero via aerea sono diminuiti del 22,8%, mentre quelli via terra e via acqua sono crollati del 66,4%. Secondo i dati riportati, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti al Parco Archeologico di Angkor sono scesi del 29,8%, attestandosi a 18,5 milioni di dollari.
“Vediamo chiaramente che il governo sta affrontando la questione della crisi del turismo, poiché questo settore rappresenta la quarta fonte più importante di reddito e di posti di lavoro per la Cambogia - ha dichiarato Thourn Sinan -. Le misure vengono messe in atto, ma ci vuole tempo. Accolgo con favore, ad esempio, il giro di vite del governo sulle reti di truffe online, poiché contribuisce a ripristinare l’immagine della Cambogia. Tuttavia, permangono ancora dei punti deboli che il governo deve affrontare rapidamente».
Secondo il manager sarebbe necessario "potenziare il marketing delle destinazioni e la trasformazione digitale. Dobbiamo inoltre ideare itinerari o prodotti specifici per mercati di nicchia quali il turismo per i senior, il turismo nel Golfo, il trekking nella giungla e in montagna. La comunicazione digitale è quindi fondamentale e dobbiamo investire di più per svilupparla".
Altro capitolo delicato quello della connettività aerea, che "è essenziale e continuiamo a registrare una carenza di voli. La situazione è addirittura peggiorata di recente a causa del conflitto nel Golfo. L’aumento dei prezzi del carburante per aerei ha costretto alcune compagnie aeree a sospendere temporaneamente i propri servizi verso Phnom Penh o Siem Reap. Dobbiamo fornire maggiori incentivi per attrarre i vettori aerei e moltiplicare le possibilità di collegarci a nuovi hub e offrire nuovi servizi aerei diretti. Poiché la situazione con la Thailandia rimane incerta, dobbiamo ottenere più voli con Cina, India, Malesia, Singapore e Vietnam per potenziare la connettività aerea”.
Infine, la questione visti: sebbene la Cambogia offra condizioni di ingresso relativamente semplici, con il visto gratuito concesso ad alcuni paesi e il visto elettronico disponibile per gli altri, la mancanza di flessibilità nella tipologia di visto sta diventando un problema. La maggior parte dei turisti può entrare solo con un visto per ingresso singolo, del costo di 30 dollari.
"L’obbligo di acquistare un visto ogni volta che un turista entra in Cambogia può rappresentare un fattore dissuasivo. Per questa Green Season il governo sta sperimentando il visto gratuito all’arrivo per i viaggiatori cinesi. Non conosciamo ancora l’esito di questa politica, ma posso affermare che il governo estenderà sicuramente questa opzione ad altri paesi. Il cambiamento della politica sui visti includerebbe anche alcuni mercati di provenienza a lungo raggio, come la Francia…".
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[post_content] => La società Le Polene gestirà per 12 anni il Museo tecnico navale della Spezia
Il contratto di concessione per la gestione economica e la valorizzazione, comprensiva delle attività di “business museum”, per la durata di 12 anni, del museo è stato firmato tra Cristiana Pagni, presidente ed amministratore delegato di Le Polene società consortile e Luca Andreoli amministratore delegato di Difesa Servizi, società in house del ministero della difesa che valorizza in chiave duale ed economica gli asset che le Forze Armate le affidano, tra cui i Musei Militari.
La società consortile Le Polene è stata costituita, quale società di scopo, dall’aggregazione di realtà imprenditoriali e cooperative del territorio e del settore culturale, turistico e dei servizi. Ne fanno parte: Italian Blue Growth, capofila del progetto, Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre, Fluid Global Solutions, Zoe Gestione Servizi Culturali, Turismo Sostenibile Cinque Terre, C.A.B.I. Cattaneo, Euroguarco e Opera Laboratori Fiorentini.
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L’accordo affida a Le Polene la gestione e lo sviluppo delle attività di "business museum" del museo della Marina Militare, con l'obiettivo di rafforzarne l’attrattività culturale e turistica, ampliare i servizi per i visitatori e valorizzare ulteriormente il patrimonio storico e identitario custodito al suo interno e quello della città della Spezia che, con questa nuova progettazione, guarda alle capitali europee in quanto a proposta culturale.
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[post_content] => I giochi sull’estate 2026, ormai, sono fatti. Non usa mezzi termini Andrea Mele, ceo di Mappamondo, e con la consueta lucidità traccia il bilancio di un’annata che, una volta di più, sta mettendo a dura prova gli operatori turistici.
«Quello che si è perso questa estate ormai non è più recuperabile – spiega il manager a Travel Quotidiano -. Non abbiamo assistito alla ripresa delle prenotazioni su vasta scala e anche il last minute sulle destinazioni a lungo raggio che programmiamo è molto limitato».
Trend imprevedibile
Il trend è il frutto di un insieme di fattori, già fin troppo noti e studiati dai tour operator: «L’incertezza sulla situazione è l'elemento che sta pesando di più nelle decisioni dei viaggiatori. Più che di paura, si tratta proprio di incognita sul futuro, incapacità di prevedere, al di là dei proclami, la reale evoluzione della situazione geopolitica internazionale. I potenziali viaggiatori non credono più alle dichiarazioni diffuse dai media e a questa incertezza si aggiunge anche il lato economico. Se si escludono le compagnie che fanno scalo in Medio Oriente, l’offerta dei voli diretti dall’Europa verso l’Asia è necessariamente più limitata, e i prezzi salgono».
Con il grosso del booking estivo ormai alle spalle - «a fine febbraio, fortunatamente, avevamo già registrato un buon volume di prenotazioni, che non sono poi state annullate» - si guarda all’inverno.
«La flessione estiva sul lungo raggio può quantificarsi in un 20% - precisa Mele –, anche se le difficoltà registrate sul fronte dell’Estremo Oriente sono state mitigate dalla positiva performance di altre destinazioni come Africa, Brasile e Sudamerica in generale».
Parzialmente diverso il discorso di Shiruq, marchio dedicato ai viaggi tailor made per individuali e piccoli gruppi. «In questo caso stiamo registrando prenotazioni anticipate anche su ottobre e novembre, ma si tratta di piccoli numeri su viaggi che, per loro vocazione, sono indirizzati a una cerchia particolare di viaggiatori».
Importante sarà il bilancio da tracciare a fine agosto, che delineerà anche i primi riscontri sull’inverno. «Restiamo con il fiato sospeso. Attendiamo l’evoluzione della situazione internazionale per capire come muoverci. Comunque, già una buona parte della nostra offerta per Capodanno è disponibile sul sito e credo che nelle prossime settimane scioglieremo le riserve inserendo anche il Capodanno a Dubai».
Per ora, si viaggia a freno tirato, sperando però che la situazione si sblocchi anche perché le destinazioni mediorientali, fra le quali Emirati Arabi e Arabia Saudita, hanno il loro periodo di punta proprio nel periodo invernale. Una stagione che non bisogna assolutamente perdere.
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La partnership avrà in Borgo Egnazia il suo principale riferimento ma coinvolgerà anche gli altri hotel gestiti da Egnazia Ospitalità Italiana: in Puglia, Ostuni a Mare; in Basilicata, Santavenere a Maratea; nelle Dolomiti, Hotel de Len, Hotel Ancora e Castel Badia; in Costa Smeralda, La Tiara di Cervo.
Il programma
Il programma prenderà forma attraverso esperienze di guida ed itinerari studiati per ciascuna struttura, pensati per mettere in relazione il carattere dei territori attraversati con le caratteristiche delle vetture Maserati coinvolte. In Puglia, tra Borgo Egnazia e Ostuni a Mare, nella driving experience “Discovering Puglia”, le nuove GranTurismo e GranCabrio saranno protagoniste di un percorso che valorizza il piacere della strada, il paesaggio mediterraneo e la cultura dell’accoglienza.
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Completano il programma le esperienze esclusive dedicate ai clienti del gruppo Egnazia presso lo showroom a Modena progettato da Ron Arad, dove poter conoscere Maserati Fuoriserie e la sede del programm Maserati Classiche. Entrambe le location, ubicate in viale Ciro Menotti, offriranno l’opportunità di vivere un percorso immersivo alla scoperta dell'eccellenza artigianale, della personalizzazione e del patrimonio storico del Marchio. Infine, le attivazioni dealer on demand in Puglia e nelle Dolomiti sostenute da una flotta di Grecale, pensate per rafforzare il dialogo con i clienti e i partner locali.
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