24 June 2026

O’Leary contro i metasearch: «Non servono, confrontiamoci tra noi»

Giorni fa annunciando i dati brillantissimi del primo trimestre (più 25% gli utili, a 245 milioni di euro) il capo di Ryanair ha confermato il lancio della nuova release del sito a ottobre, con prebooking interattivo (gli operatori dialogheranno con il passeggero offrendo anche occasioni per hotel, rentacar e altro) e una funzione di confronto dei prezzi.

E qui Michael O’Leary ha di nuovo dato scandalo, stavolta commerciale: «Ci piacerebbe – ha risposto a una domanda – che le grandi compagnie europee consentissero il confronto delle tariffe, reciprocamente, su tutti i nostri siti. Abbiamo scritto ai loro capi per proporlo…Dato che noi voliamo quasi sempre con occupazione oltre il 90%, certo non rischiamo di rubare loro molti passeggeri. Anzi potremmo dargliene quando siamo al completo».

Perché il bersaglio di O’Leary questa volta sono i motori metasearch: «È una cosa sulla quale dovremmo lavorare insieme – ha aggiunto – se le compagnie fossero competitive e avessero un’offerta digitale adeguata, i motori metasearch che confrontano le tariffe non esisterebbero neppure».

 

Senza sfiorare il tema dei Gds e della loro videata neutrale, O’Leary ha ammesso che per ora nessuno dei grandi vettori ha risposto al suo appello. Ma gli ha già risposto energicamente Hugo Burge, ceo di Momondo, metasearch del trasporto aereo: «I motori metasearch indipendenti come Cheapflights assicurano ai clienti una visione trasparente del mercato, e una informazione completa quando viaggiano. I consumatori si fidano di noi perché sanno che siamo indipendenti, quindi è sorprendente sentire che non dovremmo esistere».

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