24 June 2026

Due blogger raccontano i villaggi per famiglie di Veratour

Stefano Pompili

Stefano Pompili

Con l’operazione Inviato Speciale, Veratour ha voluto dare visibilità e aumentare la reputazione del brand attraverso il racconto di due travel blogger: Valentina Cappio, autrice del blog http://thefamilycompany.it e Cristina Rampado, autrice di www.crinviaggio.com, entrambe specializzate sul tema di viaggi e vacanze per la famiglia. Le due travel blogger sono partite rispettivamente alla volta del Madagascar (Veraclub Palm Beach & Spa) e di Marsa Matrouh, sulla costa mediterranea dell’Egitto (Veraclub Jaz Oriental), che fanno parte dell’offerta di villaggi Veratour per famiglie. Le due blogger hanno viaggiato con marito e figli documentando la propria esperienza con foto, video, post e tweet. Veratour ha messo online un sito web web dedicato (http://inviatospeciale.veratour.it), destinato a raccogliere in tempo reale il diario di viaggio delle due blogger e diventare punto di riferimento di tutta l’iniziativa. Stefano Pompili, direttore generale Veratour, spiega che con questa operazione «Veratour ha voluto dare ai viaggi un valore aggiunto, quello di un punto di vista esterno all’azienda. La voce di blogger indipendenti crea autenticità, immediatezza e autorevolezza. Abbiamo selezionato due persone che rappresentano una delle principali tipologie dei nostri clienti, la famiglia con bambini. Questo progetto conferma l’attenzione che Veratour riserva al web e ai social network, coltivando da circa quattro anni una community di oltre 180 mila utenti e un programma di comunicazione online dedicato alle agenzie di viaggio e al consumatore finale». Aggiunge Gerardo Grasso, web marketing manager Veratour: «Veratour è il primo operatore ad aver creato una piattaforma social strutturata e totalmente dedicata. La nostra vocazione 2.0 non è solo un attributo di cui ci fregiamo a livello di marketing ma un modo di concepire la nostra attività».

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Non si tratta di una singola azione promozionale, ma di un ecosistema che stiamo costruendo giorno dopo giorno: dal refocus del brand per abbracciare l’intero sud-est siciliano, alla partecipazione alle fiere con un’immagine coordinata, fino all’introduzione dell’intelligenza artificiale, all’organizzazione di fam trip e workshop, ai potenziamenti della mobilità sostenibile e della rete di centri informativi. Con questi strumenti sonori offriamo oggi una chiave di accesso emozionale e innovativa che arricchisce l’esperienza del visitatore. La vera sfida per il nostro territorio non è solo promuoverlo, ma organizzarlo e renderlo una destinazione matura e integrata». Accanto al percorso dedicato a Montalbano, il canale propone altri 46 contenuti che raccontano il Sud Est della Sicilia attraverso diverse chiavi di lettura. 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La permanenza media è di 7,6 giorni e la fascia più rappresentata è quella tra i 30 e i 39 anni.\r\n\r\n ","post_title":"Aruba incontra il trade: focus su sostenibilità ed esperienze","post_date":"2026-06-22T14:34:05+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1782138845000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517153","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Scendendo dal Trenino dell’Albula alla stazione di Bergün si raggiunge un’altra unicità della tratta che attraversa il verde territorio dei Grigioni: il Kurhaus Hotel Bergün.\r\n\r\nUn hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».\r\nAnno 1906\r\n«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».\r\n\r\n«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. 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