25 August 2026

Hogan risponde ai vettori Usa: «Etihad come Davide contro Golia»

Non si fa attendere la risposta di James Hogan, ceo di Etihad Airways, alle compagnie aeree statunitensi che avevano accusato i vettori del Golfo di beneficiare di vantaggi sleali, considerato il supporto dei rispettivi governi e in violazione degli accordi di open sky. Secondo Hogan questa accusa restringe la «scelta a disposizione dei passeggeri». Etihad in qualità di vettore «di proprietà del governo non è diversa da altre compagnie nel  mondo». Benché Etihad abbia sviluppato con successo l’aeroporto di Abu Dhabi con le caratteristiche di un hub globale, Hogan definisce la compagnia come «un Davide che affronta Golia fin dal 2003, quando cioè  ha iniziato ad operare. In ogni mercato in cui siamo entrati abbiamo dovuto fronteggiare diversi competitor, con un business consolidato, infrastrutture consolidate, brand, sales & marketing consolidati e una altrettanto consolidata base di clientela». Secondo Hogan le compagnie aeree con un business consolidato «hanno avuto a disposizione nel corso di più decenni aeroporti, terminal, slot e diritti di traffico. Per arrivare allo stesso livello noi abbiamo dovuto lavorare più duramente e in modo più intelligente. E questo è quel che si chiama competizione». Attualmente Etihad vola verso sei destinazioni Usa ((New York, Chicago, Houston, Los Angeles, Dallas/Fort Worth e Miami): Hogan ha sottolineato che nessun vettore americano finora ha considerato di aprire voli su Abu Dhabi. «I passeggeri ci scelgono perché offriamo un ottimo prodotto, con un servizio eccellente e prezzi competitivi in rapporto a questa offerta. Ci scelgono tra molti competitor, a seconda del mercato in cui siamo. Ma, onestamente, è raro che una compagnia Usa offra una valida alternativa in questo senso. Nessuna di loro vola ad Abu Dhabi. Pochi vettori Usa operano le rotte che Etihad effettua in India, Sud-est asiatico o nell’area mediorientale».

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