25 August 2026

Fiavet: abolire l’Enit non è logico

Fortunato GiovannoniAnche la Fiavet si schiera contro la ventilata soppressione dell’Enit. «Non si può – afferma il presidente di Fiavet nazionale Fortunato Giovannoni – continuare a colpire il turismo italiano in questo modo. L’eliminazione dell’Enit, infatti comporterebbe minore forza delle nostre imprese e della nostra immagine sui mercati internazionali. Sarebbe un ulteriore atto di resa del nostro Paese nei confronti dei competitor internazionali. La posizione è illogica anche dal punto di vista strategico. I flussi internazionali sono di fatto l’unico elemento in grado di sostenere il turismo italiano e noi, invece di rilanciare su questo tema, proponiamo la chiusura dell’Enit. Una soluzione potrebbe essere quella di rivedere il sistema dirigistico dell’Ente con la partecipazione del mondo delle imprese, non come aspetto simbolico e insignificante, ma come necessità di un contributo essenziale per lo sviluppo del turismo da parte di chi è in trincea ogni giorno. Sarebbe una riforma a sostegno dell’attività promozionale  che ridurrebbe il peso della burocrazia. Non siamo contrari, infatti, ad una importante ristrutturazione dell’ente, che partendo dai punti di debolezza manifestati in questi anni, renda più efficaci le azioni di promozione dell’Enit misurate con parametri oggettivi di risultato piuttosto che a stereotipate azioni di immagine oramai obsolete ed inefficaci. Per questo motivo auspichiamo fortemente di concentrare l’attenzione – conclude  Giovannoni – sulla governance globale del turismo nel nostro Paese, perché ormai è chiaro a tutti che lo stato attuale delle cose rende impossibile qualsiasi azione di coordinamento del sistema turistico italiano e di fatto ne favorisce la progressiva perdita della capacità competitiva di tutto il sistema turistico nazionale come pure quello delle singole imprese».

 

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È ciò che Fipe, Federalberghi, Fiavet, Fto insieme con Assoturismo-Confesercenti hanno scritto all’Antitrust intervenendo compatte nella consultazione pubblica dell'AGCM sullo schema di linee guida per le recensioni online.\r\n\r\nIl primo nodo critico riguarda la differenziazione introdotta dallo schema dell’Agcm tra i professionisti che pubblicano recensioni dirette e le piattaforme che ospitano contributi su servizi di terzi. Si tratta di un'asimmetria priva di fondamento nella legge sulle pmi, che impone invece un regime unico. Dal punto di vista del consumatore, l'esigenza di affidabilità rimane identica: chi naviga in rete non percepisce queste distinzioni giuridiche ed esige la stessa trasparenza da qualsiasi sistema di recensioni. Le associazioni chiedono quindi un corpo di regole uniforme e senza zone franche.\r\n\r\nLa posizione delle sigle è netta anche laddove lo schema dell'Agcm si limita a prevedere blandi obblighi di trasparenza per le recensioni “incentivate”, mentre l'articolo 19 della legge sulle pmi ne sancisce l'illiceità assoluta. Sconti, regali e promesse di utilità alterano la spontaneità dei giudizi e si configurano come pratiche manipolatorie già condannate dalla Commissione europea. Non può esistere alcuna tolleranza: le recensioni incentivate vanno vietate in toto, e le sponsorizzazioni pubblicitarie devono essere nettamente separate dal calcolo del rating complessivo delle attività.\r\nAccordi fra piattaforme\r\nUn ulteriore cortocircuito è rappresentato dall'ipotesi di accordi tra piattaforme per lo scambio di recensioni cosiddette \"genuine\". La legge vieta in modo assoluto la cessione a qualsiasi titolo e l'apertura a deroghe non definite rischia di legittimare un mercato opaco. Sul piano operativo, le associazioni sollecitano inoltre l'inserimento di un chiaro riferimento alla base giuridica per il trattamento dei dati personali (come IP, mail di conferma e registrazioni) necessari alle verifiche antifrode. Un passaggio indispensabile per impedire ai colossi del web di usare la normativa sulla privacy come pretesto per non implementare i controlli.\r\n\r\nIl posizionamento (ranking) delle recensioni incide sulla visibilità aziendale quanto il contenuto stesso dei giudizi. Ricordando la sanzione da 4 milioni di euro inflitta a Trustpilot per la gestione opaca dei propri sistemi, il mondo del turismo esige che i criteri degli algoritmi e i relativi pesi di calcolo siano resi pubblici. A tutela della legalità e della dignità delle imprese, viene ribadito che una recensione è lecita solo se verificata, se inserita entro 30 giorni dall'esperienza reale e se non ha superato i due anni di vita. Lo schema deve quindi vietare i punteggi anonimi e privi di motivazione scritta, che impediscono l'esercizio del diritto di replica, e deve garantire canali di segnalazione immediata per la rimozione dei contenuti illeciti in linea con il Digital Services Act.\r\n\r\nLe Associazioni ribadiscono che le recensioni online non sono semplici commenti, ma oggi rappresentano un driver essenziale per il business, e che quelle non genuine — negative o positive — incidono direttamente sui bilanci aziendali, distorcendo il confronto concorrenziale. È fondamentale quindi che le Linee Guida pongano fine a queste distorsioni e garantiscano un ambiente digitale sicuro per imprenditori e consumatori, in piena coerenza con la Legge 34/2026. Pur apprezzando le tempistiche con cui l'Autorità è intervenuta per arginare un fenomeno che distorce il mercato, le sigle firmatarie evidenziano che il testo in consultazione rischia di neutralizzare l'efficacia del provvedimento.\r\nTrustpilot\r\n“Siamo in totale disaccordo con la decisione dell’Agcm, che ignora la realtà di come funziona Trustpilot. Trustpilot è una piattaforma aperta di feedback in cui il TrustScore di un’azienda riflette la qualità intrinseca del suo servizio e il coinvolgimento con la piattaforma garantisce che il sentiment dei clienti sia pienamente rappresentato. La fiducia si guadagna, non si compra, come dimostra il TrustScore medio di 4,4 sia per le aziende paganti che per quelle attive con piano gratuito in Italia. Applichiamo rigorosamente le regole contro gli inviti selettivi a lasciare recensioni e interveniamo laddove riscontriamo violazioni.\r\nTrustpilot è stata fondata sui principi di trasparenza e integrità. Rimaniamo saldi nella nostra missione di fornire una piattaforma affidabile dove consentiamo alle persone di condividere le loro esperienze autentiche con le aziende. Presenteremo un ricorso deciso contro questa conclusione errata”.","post_title":"Le Associazioni non ci stanno. Correttivi drastici sulle false recensioni","post_date":"2026-07-16T11:04:35+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1784199875000]}]}}