14 aprile 2026 10:07
Vietnam Airlines investe ulteriormente sulle rotte europee per l’estate 2026 con un operativo potenziato in partenza da Londra Heathrow e il lancio di un nuovo collegamento tra Hanoi e Amsterdam, proseguendo al contempo l’espansione del network in Asia.
Dallo scorso 29 marzo la compagnia opera da Londra-Heathrow tre voli diretti a settimana verso Hanoi e due voli diretti a settimana verso Ho Chi Minh City. Le rotte sono servite da Boeing 787-9 Dreamliner: i voli decollano in serata dal Terminal 4 di Heathrow, consentendo un arrivo in Vietnam durante il giorno e offrendo così ai viaggiatori la possibilità di godersi appieno il giorno di arrivo nel paese. La compagnia precisa che le frequenze saranno potenziate con il passaggio al programma invernale 2026, dal prossimo 25 ottobre, in linea con l’aumento di capacità già attuato nell’inverno 2025-2026.
Attualmente Vietnam Airlines è l’unica compagnia aerea a operare voli diretti tra il Regno Unito e il Vietnam: da qui i viaggiatori hanno poi a disposizione numerosi collegamenti via gli hub di Hanoi e Ho Chi Minh City verso il resto del Paese (Hue, Da Nang, Nha Trang, Phu Quoc…) nonché verso Cambogia, Laos, Singapore, Thailandia, Malesia, Indonesia, Cina, Corea del Sud, Giappone e Australia.
Questa posizione di “porta d’ingresso” verso l’Asia-Pacifico consente al vettore di proporsi come alternativa ai grandi hub del Golfo o di Istanbul, che finora assorbivano gran parte del traffico Regno Unito-Vietnam. Secondo Vietnam Airlines, questa strategia mira a «offrire un percorso più diretto e a ridurre i tempi di viaggio per i passeggeri dall’Europa verso il Vietnam e oltre ».
E’ invece previsto per il 16 giugno il decollo del nuovo collegamento diretto tra Hanoi e Amsterdam-Schiphol, che verrà operato con tre voli di andata e ritorno a settimana con Airbus A350-900.
Sarà il primo volo diretto tra il Vietnam e i Paesi Bassi, un mercato che oggi si basa principalmente su coincidenze via gli hub del Golfo, di Istanbul o dell’Asia. «La rotta Hanoi–Amsterdam consentirà di ridurre la durata del viaggio e di rafforzare la connettività tra il Vietnam e uno dei principali centri economici e logistici d’Europa».
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Si è tenuta presso la Commissione Finanze del Senato, l’audizione di Fiavet Confcommercio nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 1845, 1852 e 1865 in materia fiscale e di prezzi petroliferi.
Fiavet Confcommercio, ha rappresentato la voce degli agenti di viaggio in un momento di estrema fragilità per il comparto, esposto alla crisi geopolitiche nel Golfo e a nuovi oneri amministrativi.
Sono state esposte le criticità operative derivanti dal conflitto nel Golfo Persico, area che rappresenta lo snodo per circa il 60% dei flussi turistici dall'Italia verso Asia e Australia. La chiusura degli spazi aerei e l'aumento dei tempi di percorrenza hanno portato a un raddoppio del prezzo del jet fuel, costringendo alla cancellazione di numerose rotte e facendo impennare i costi dei biglietti. Per le agenzie di viaggio questa situazione si traduce in un gravoso lavoro di riprotezione, modifiche operative e assistenza continua ai clienti, con pesanti ricadute finanziarie e organizzative per le imprese.
Bollettini e ritenuta d'acconto
Inoltre, la Federazione esprime forte preoccupazione per i bollettini di criticità già diramati su alcuni aeroporti italiani relativi alla possibile scarsa disponibilità di carburante nei prossimi mesi.
Sul fronte economico, Fiavet Confcommercio ha ribadito con forza la richiesta di stralciare definitivamente l'obbligo della ritenuta d'acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio, introdotto dalla legge di bilancio 2026. Sebbene il decreto-legge n. 38 del 2026 ne abbia differito l'entrata in vigore al 1° maggio, la Federazione ritiene che tale misura sia profondamente penalizzante per le imprese italiane.
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Anticipazione di imposta
La Federazione ha evidenziato inoltre come la norma non generi nuove entrate per lo Stato, ma solo un’anticipazione di imposte comunque dovute, creando al contempo uno svantaggio competitivo per le agenzie con residenza fiscale in Italia rispetto ai competitor stranieri. Per questo ha chiesto in audizione di potenziare e prolungare le misure volte a contenere i costi e degli oneri di sistema finché perdureranno gli effetti dei conflitti in corso e, se possibile, confermare a tempo indeterminato l’esclusione delle agenzie di viaggio dall'applicazione della ritenuta d'acconto sulle provvigioni, ripristinando le disposizioni in vigore al 31 dicembre 2025.
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[post_content] => Air Canada alza il livello dell'esperienza di viaggio premium con le nuove cabine a lungo raggio per le future flotte di Airbus A321Xlr e Boeing 787-10. La compagnia, che ha svelato i progetti dettagliati durante l’Aircraft Interiors Expo di Amburgo, descrive i nuovi prodotti della business class come «un’esperienza tipicamente canadese fondata su comfort, attenzione e connessione» e ha promesso «una nuova esperienza per tutti i passeggeri».
In linea con il nuovo standard di design “Glowing Hearted” di Air Canada, sia il nuovo A321Xlr che il B787-10 mirano a offrire un viaggio premium e di livello superiore all'interno di uno “spazio moderno che evoca un senso di calma”.
«Questo investimento mira a ridefinire radicalmente l’esperienza di volo con Air Canada. Fin dal momento in cui i passeggeri salgono a bordo, stiamo definendo un nuovo standard nel modo in cui i canadesi e il resto del mondo interagiscono con il nostro marchio», ha dichiarato Mark Nasr, vicepresidente esecutivo e direttore operativo del vettore.
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Sui Boeing 787-10 ci saranno invece 42 posti in business class, tra cui quattro Signature Plus Suites: la Air Canada Signature Plus è una «nuova ed esclusiva suite nella parte anteriore dell'aereo, progettata per i passeggeri che cercano un'«esperienza di livello superiore con spazio extra».
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«Questa nuova connessione diretta tra Cuneo e Olbia unisce due territori ricchi di storia, cultura e grande attrattiva turistica - dichiara Gaetano Intrieri, amministratore delegato Aeroitalia -. Con questa rotta vogliamo avvicinare ancora di più il Nord Ovest d’Italia e la Sardegna, rispondendo concretamente alle richieste di mobilità dei nostri passeggeri. La nostra missione è quella di garantire un servizio affidabile, puntuale e confortevole, valorizzando anche gli aeroporti regionali e sostenendo lo sviluppo dei territori serviti».
«La nuova rotta Cuneo-Olbia arricchisce il network di destinazioni disponibili dall’aeroporto di Cuneo per la stagione estiva 2026 - afferma Paolo Merlo, presidente e amministratore delegato di Cuneo Airport -. Ringraziamo Aeroitalia per la fiducia dimostrata e per aver riconosciuto il potenziale di crescita del nostro scalo. Auspichiamo che questa collaborazione possa proseguire e consolidarsi, consentendo un’ulteriore espansione dell’offerta di collegamenti».
Inoltre, nella stagione estiva 2026 Aeroitalia conferma la prosecuzione della rotta Cuneo-Cagliari, con due frequenze settimanali (giovedì e domenica), offrendo così un’ulteriore opzione di collegamento diretto tra Piemonte e Sardegna.
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La sintesi è quella che emerge dal più recente report di Boston Consulting Group (Bcg) European Airports Add New Routes to Value Creation, realizzato con Aci Europe, che allarga l'attuale dibattito sul trasporto aereo, inevitabilmente focalizzato su costi di carburante, biglietti e sostenibilità delle rotte, ai cambiamenti che stanno attraversando il settore.
«L'aumento del traffico non si traduce più automaticamente in creazione di valore - commenta Gabriele Ferri, managing director e partner di Bcg -. Pressioni strutturali sui ricavi unitari, l’incremento dei costi operativi e degli investimenti necessari per lo sviluppo delle infrastrutture potrebbero mettere a rischio fino a 75 miliardi di euro di eebitda per il settore nei prossimi vent’anni».
La ricerca evidenzia come il flusso di viaggiatori, che prima della pandemia cresceva a un ritmo medio annuo di circa il 5%, è destinato a rallentare tra il 2% e il 2,5% fino al 2043, a causa dell’impatto combinato di politiche di sostenibilità più stringenti, aumento dei costi per le compagnie aeree e una maggiore pressione competitiva, con un possibile calo del traffico cumulato fino al 10% nei prossimi due decenni.
Parallelamente, si indebolisce il legame tra domanda di mobilità e ricavi. I proventi aeronautici per passeggero sono scesi da 18 euro nel 2015 a 14 euro nel 2023 e potrebbero ridursi ulteriormente fino a circa 11 euro entro il 2043. Anche le attività non aeronautiche, come retail e ristorazione, riscontrano difficoltà a causa di modelli commerciali non più allineati all’evoluzione della domanda.
A queste dinamiche si aggiunge l’incremento dei costi operativi, che crescono a un ritmo superiore all’inflazione, trainati soprattutto dal costo del lavoro, dell’energia e dei materiali. Nel lungo periodo, la carenza di manodopera specializzata potrebbe portare i costi del lavoro a circa 15 euro per passeggero entro il 2043.
Il quarto elemento riguarda gli investimenti infrastrutturali. Entro il 2030, il traffico passeggeri crescerà di circa 940 milioni rispetto al 2015, mentre la capacità si espanderà solo di circa 350 milioni, ampliando il divario tra domanda e offerta.
Gli interventi possibili
«Gli aeroporti stanno già reagendo, ponendo crescente attenzione al valore per il passeggero e accelerando sulla trasformazione digitale, priorità per oltre il 60% degli operatori intervistati», osserva Ferri.
L’adozione di soluzioni digitali e basate sull’intelligenza artificiale è infatti tra le principali leve di risposta: oltre il 90% dei grandi aeroporti ha già avviato iniziative in questo ambito, con un potenziale miglioramento fino a 3 punti percentuali dell’EBITDA, grazie a una maggiore efficienza operativa e a un migliore utilizzo della capacità esistente.
Accanto alla digitalizzazione, il 90% degli aeroporti di medie dimensioni sta riequilibrando il proprio mix di traffico per ridurre la dipendenza dai vettori low-cost e puntando su segmenti a maggiore rendimento, come il lungo raggio e il turismo premium.
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[post_content] => Da scuderie ad hub del benessere. A soli dodici mesi dall’inaugurazione (1° aprile 2025), Terme De Montel Milano si conferma come il nuovo punto di riferimento del termalismo contemporaneo, la spa urbana, trasformando il benessere da "fuga occasionale" a pratica urbana quotidiana.
Il primo bilancio operativo traccia il profilo di una nuova domanda turistica e locale a Milano. Sono 150.000 gli ingressi totali nel primo anno in un mix di clientela, di cui l’80% domestica (residenti e professionisti) e 20% straniera, consolidando il sito come nuova attrazione per i flussi internazionali.
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Parte del gruppo Terme & SPA Italia, il progetto dimostra come il benessere possa diventare una "destinazione urbana" accessibile e continuativa, un modello di business. "Oggi De Montel è una destinazione urbana a tutti gli effetti, capace di dialogare con le nuove motivazioni di viaggio legate al benessere consapevole – ha spiegato Maria Rosa Villa, direttore sales e marketing Terme & SPA Italia.
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[post_content] => Flibco si appresta ad inaugurare il nuovo collegamento diretto tra Como e l'aeroporto di Milano Bergamo, che sarà operativo dal prossimo 28 aprile, mentre sono aperte da oggi le vendite dei biglietti.
Dopo il recente lancio della linea Como-Milano Malpensa, il servizio di shuttle aeroportuali rafforza così la propria presenza sul territorio introducendo questa seconda importante tratta. Il servizio effettuerà tre fermate, per garantire la massima accessibilità : Como San Giovanni, a pochi passi dal centro città, Como Grandate e Milano Lampugnano, importante hub di interscambio per chi viaggia da e verso Milano, per poi raggiungere l’aeroporto di Orio al Serio, con 10 partenze giornaliere per direzione.
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[post_content] => Rimbalza sulle principali agenzie di stampa internazionali, da Bloomberg a Reuters, la notizia di un futuro, potenziale merger tra United Airlines e American Airlines. Scott Kirby, ceo di United, avrebbe infatti illustrato le potenzialità di una fusione con American in un incontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Secondo quanto spiegato da Reuters, la prospettiva di un accordo - che dovrebbe comunque affrontare notevoli ostacoli normativi - potrebbe ridisegnare il volto del settore: l'unione di due delle più grandi compagnie aeree statunitensi sarebbe la più grande operazione di consolidamento degli ultimi dieci anni, andando a ridurre ulteriormente un mercato interno già dominato da quattro operatori di dimensioni simili.
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Kirby aveva dichiarato in occasione di un forum che si è svolto lo scorso settembre che due terzi dei posti sui voli a lungo raggio da e verso gli Stati Uniti sono gestiti da vettori stranieri, ma il 60% dei passeggeri è costituito da cittadini Usa.
Esperti del settore osservano però che le possibilità di approvazione dell'accordo sarebbero scarse, evidenziando la probabile opposizione dei sindacati, delle compagnie aeree competitor, dei legislatori e degli aeroporti, nonché le preoccupazioni relative alla sovrapposizione delle rotte e alla perdita di posti di lavoro.
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In conclusione: un'operazione che difficilmente supererebbe gli ostacoli normativi, anche sotto l'amministrazione Trump, che in materia ha adottato un approccio più flessibile.
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