Tam Airlines: l’A350 XWB debutterà a gennaio sulla San Paolo-Manaus
10 luglio 2015 11:09
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[post_content] => L'Anantara World Islands Dubai Resort ha chiuso definitivamente il 10 aprile.
Minor Hotels, società madre di Anantara Hotels & Resorts, ha confermato la chiusura, affermando che si è trattato di una decisione congiunta con il proprietario della struttura, Seven Tides. Minor ha attribuito la chiusura a "una combinazione di fattori esterni".
Il resort di 70 camere, inaugurato all'inizio del 2022 nell'arcipelago di Dubai World Islands, è stato il primo hotel di lusso a debuttare sull'isola artificiale, situata a circa 4 chilometri dalla costa di Dubai.
Come riporta TravelWeekly, Minor ha dichiarato di «rimanere impegnata» nei confronti del resto del suo portfolio negli Emirati Arabi Uniti, che comprende Anantara The Palm Dubai Resort, Anantara Retreat Santorini Abu Dhabi, Anantara Mina Ras Al Khaimah Resort, Qasr Al Sarab Desert Resort by Anantara, Dukes The Palm Dubai Hotel, Nh Collection Dubai The Palm e Oaks Ibn Battuta Gate Dubai.
La crisi di Dubai
La chiusura arriva in un momento in cui il turismo di Dubai è duramente colpito dalla guerra con l'Iran, con le compagnie aeree che operano a capacità ridotta e i tassi di occupazione alberghiera in forte calo.
Il governo di Dubai mira ad alleviare il peso economico sugli hotel, ai quali è consentito di posticipare il pagamento di alcune tasse, tra cui le imposte sulle vendite di camere e di cibo e bevande, per tre mesi a partire dal 1° aprile.
Nel frattempo, diverse proprietà di lusso di Dubai stanno sfruttando il periodo di bassa stagione per completare i lavori di ristrutturazione. All'inizio di aprile, il Jumeirah Burj Al Arab ha annunciato un piano di ristrutturazione a fasi della durata di 18 mesi
Inoltre, il Park Hyatt Dubai ha comunicato sul proprio sito web che prevede una chiusura temporanea il 1° maggio per lavori di ristrutturazione, con una riapertura prevista per novembre, mentre l'Armani Hotel Dubai ha annunciato tramite Instagram il 2 aprile di essere «entrato in un periodo di miglioramenti» e la sua piattaforma di prenotazione non mostra disponibilità fino all'inizio di gennaio 2027.
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[post_content] => All’Excelsior Dolomites Life Resort a San Vigilio di Marebbe i bambini fino a 8 anni soggiornano gratis se in camera con i genitori. Il Kids Club li aspetta con il suo castello dotato di scivolo, una parete di arrampicata interna, angoli creativi dove dare forma alla fantasia. Per i più grandi, c'è lo Junior Club: videogiochi di ultima generazione, l'iWall interattiva, biliardo, ping pong e persino un cinema con un grande schermo.
Il resort
C'è anche la Dolomites Family Spa. La piscina interna con scivolo, con temperatura di 33 gradi, è ideale per tuffi e giochi. All'esterno, l'idromassaggio a 35 gradi regala momenti di relax, mentre le saune dress-on permettono alle famiglie di rigenerarsi insieme. E poi Dolomites Sky Spa, riservata esclusivamente agli adulti.
Il resort organizza escursioni guidate 6 giorni alla settimana con le guide alpine. Gli appassionati di bicicletta trovano tour guidati da vivere in mountain bike ed e-bike, mentre i più temerari possono sfidare la Dolomites Wall, una parete di arrampicata esterna all’hotel.
La cucina di Excelsior Dolomites celebra i prodotti dell'Alto Adige con creatività e rispetto per la tradizione.
Le camere e suite per famiglie sono molto accoglienti. La Fanes Family, ad esempio, è una camera matrimoniale con letto king-size e una stanza separata con letto a castello, due bagni e un soggiorno.
Con il pacchetto Excelsior Family Weeks, dal 30 maggio al 26 giugno 2026, le famiglie possono immergersi nella vita delle Dolomiti con una formula che include 7 pernottamenti nella camera o suite prescelta, la pensione gourmet ¾ plu, l'accesso illimitato alla Wellness & Spa su 2.500 metri quadrati, le escursioni guidate 6 giorni alla settimana, i tour in bicicletta, le attività outdoor e indoor, il tiro con l'arco e il picnic settimanale. Con il Guest Pass Plan de Corones, inoltre, la navetta è gratuita per il parco naturale Fanes-Senes-Braies e il passo Furcia, così come l’utilizzo di tutti i mezzi pubblici in Alto Adige.
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Sporting Vacanze, in collaborazione con Air Seychelles e Mason’s Travel, è partito alla volta di Seychelles insieme a un gruppo di agenti di viaggio.
Il gruppo, composto da una selezione di advdi tutta Italia, toccherà le isole di Mahé e Praslin per scoprire i resort più iconici e vivere l'atmosfera dell'arcipelago. Ad accompagnare i partecipanti il product manager Paolo Castellani e Alessandra Perpignani, del reparto booking di Sporting Vacanze.
A tutti gli ospiti verrà indirizzato un "welcome speciale" a sorpresa che verrà svelato solo al loro arrivo.
Un segnale concreto al mercato
«In un momento globale così particolare, abbiamo voluto dare un segnale concreto al mercato - commenta Andrea Vannucci, general manager di Sporting Vacanze -. Le Seychelles rappresentano per Sporting Vacanze una novità strategica già inserita nell’autunno del 2025 all’interno della collezione "Sfumature d’amore" dedicata al segmento honey mooners e che ora abbiamo scelto di presentare al mercato nel modo che sentiamo più nostro: facendo vivere la destinazione in prima persona alle agenzie».
Daniela Narici, direttore commerciale di Sporting Vacanze. «Crediamo fortemente nel valore dell’esperienza diretta, soprattutto su un prodotto di fascia alta come questo. Il volo Air Seychelles da Roma rappresenta un valore aggiunto importante e, qualora venisse confermato anche per la stagione estiva, renderebbe l’arcipelago ancora più accessibile e competitivo per il mercato italiano. Ringrazio Piercarla Lai, sales & marketing manager Italy di Tal Aviation Italy e Simona Bonetti sales manager Italia di Mason’s Travel, per aver condiviso con noi entusiasmo, visione e progettualità».
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[post_content] => Previsioni di utile 2026 ridimensionate per United Airlines che, malgrado abbia registrato una solida crescita del fatturato nel primo trimestre, rivede al ribasso le stime a causa dell’aumento dei prezzi del carburante innescato dalla guerra in Iran.
La compagnia aerea ha centrato il fatturato trimestrale più alto di sempre, 14,6 miliardi di dollari, sostenuta da un incremento del 14% della domanda di viaggi in classe premium e business. Il fatturato è risultato superiore del 10,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Per contro, le previsioni di utile per azione per l'intero anno passano da 12-14 dollari a 7-11 dollari: la fascia più bassa viene imputata ai miliardi di dollari in più che il vettore stima di spendere per i costi legati al carburante.
United ha inoltre dichiarato che prevede di ridurre la propria capacità del 5% rispetto a quanto originariamente programmato per il 2026. Il ceo, Scott Kirby, ha spiegato che la compagnia aerea sta apportando “adeguamenti tattici all'aumento dei prezzi del carburante, pur mantenendo la nostra attenzione a lungo termine”.
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Gli Stati Uniti continuano a occupare una posizione centrale nel lungo raggio, ma il modo in cui vengono richiesti e costruiti sta cambiando in modo evidente.
Accanto ai classici city break e ai grandi itinerari coast to coast, cresce infatti una domanda più selettiva, orientata verso viaggi su misura, maggiore qualità dell’esperienza e una costruzione del prodotto più articolata. Non si cerca soltanto una destinazione, ma un equilibrio preciso tra grandi città, natura, ritmo del viaggio e momenti ad alto valore percepito.
In questo scenario, la capacità di leggere bene il territorio e progettare itinerari coerenti fa sempre più la differenza.
È proprio qui che si inserisce il Tour Operator Viaggiare in USA, specializzato nella costruzione di percorsi personalizzati che combinano metropoli, parchi naturali, road trip curati ed esperienze premium.
Il prodotto USA, infatti, si evolve e diventa sempre meno standardizzabile: il cliente chiede più consulenza, più regia e una selezione più accurata delle tappe. Parchi naturali, soggiorni in lodge, esperienze private e combinazioni tra aree molto diverse tra loro entrano sempre più spesso nello stesso itinerario.
Stati Uniti e lungo raggio: perché il tailor-made torna protagonista
Nel lungo raggio, gli Stati Uniti si confermano una destinazione capace di intercettare target molto diversi, ma è soprattutto nel segmento medio-alto e premium che si osserva una trasformazione più interessante. Il punto non è solo la ripresa della domanda, ma il suo riposizionamento: il viaggio negli Usa viene richiesto sempre più spesso in forma tailor-made, con una costruzione che tiene conto di tempi, distanze, aspettative e stile di fruizione. In altre parole, si passa dal viaggio “da vedere” al viaggio “da progettare”.
Il motivo è strutturale. Gli Stati Uniti sono una destinazione ampia, stratificata e difficilmente comprimibile in formule troppo rigide.
Un itinerario efficace deve saper combinare geografie lontane, differenze climatiche, logiche di spostamento e una grande varietà di esperienze. Proprio per questo il valore della consulenza torna centrale: la qualità del prodotto non si misura soltanto sulle strutture o sui servizi, ma sulla capacità di costruire un percorso fluido e sensato.
Il tailor-made, quindi, non è un’aggiunta accessoria ma una risposta concreta alla complessità del Paese. Ed è anche il modo più efficace per trasformare una meta già nota in un’esperienza più personale, meno prevedibile e decisamente più rilevante sul piano del valore.
Dal viaggio standard all’itinerario progettato
Per anni il viaggio negli Stati Uniti è stato raccontato attraverso formule abbastanza riconoscibili: la grande città, il tour classico dell’Ovest, il fly&drive più o meno standardizzato.
Oggi, invece, cresce la richiesta di un prodotto più calibrato, in cui ogni tappa viene selezionata in base a un obiettivo preciso. Il cambiamento è culturale prima ancora che commerciale: il viaggiatore non cerca più soltanto un programma, ma un itinerario progettato attorno ai propri interessi e al proprio ritmo.
Questo comporta una diversa idea di costruzione del viaggio. Si riducono gli incastri eccessivi, si lavora meglio sulle soste, si evitano passaggi troppo compressi. La consulenza diventa parte del valore finale perché aiuta a distribuire tempi, distanze ed esperienze in modo più armonico. Il risultato è un prodotto meno replicabile, ma più forte sul piano della soddisfazione e del posizionamento.
Perché gli Usa si prestano più di altre destinazioni al su misura
Poche destinazioni offrono la stessa elasticità degli Stati Uniti. In uno stesso viaggio si possono combinare metropoli, parchi naturali, strade panoramiche, deserti, regioni costiere, ranch, località balneari e persino tratte ferroviarie iconiche.
Questa varietà rende il Paese particolarmente adatto al su misura, perché consente di modellare il prodotto su segmenti molto diversi: coppie, famiglie, honeymoon, viaggiatori repeat, clienti premium orientati alla natura o al lifestyle.
Inoltre, gli Usa dispongono di infrastrutture che facilitano la personalizzazione: ampia scelta di voli interni, grande diversificazione dell’hotellerie, servizi esperienziali evoluti, possibilità di combinare natura e urban experience senza perdere coerenza.
È una destinazione che permette di costruire itinerari ad alta identità, ed è proprio questa capacità di adattamento a renderla una delle piattaforme più efficaci per il prodotto tailor-made.
Natura, città, road trip: le nuove direttrici del prodotto Usa premium
Nel segmento premium, il prodotto Stati Uniti non ruota più attorno a una sola dimensione del viaggio.
Le grandi città continuano ad avere un ruolo importante, ma vengono sempre più spesso integrate con soggiorni nella natura, road trip costruiti con maggiore comfort e momenti esperienziali ad alto contenuto narrativo.
La forza del prodotto sta proprio nella sua capacità di tenere insieme mondi diversi: skyline e canyon, musei e lodge, ristorazione d’autore e grandi spazi.
Questa logica produce itinerari più ricchi ma anche più esigenti dal punto di vista progettuale. Il cliente non chiede semplicemente “New York e California”, ma un equilibrio tra urbanità, paesaggio e servizi.
Vuole evitare la sensazione di viaggio standardizzato, cerca un ritmo più sostenibile e un uso più intelligente del tempo. È qui che il prodotto Usa premium si differenzia: non nella somma delle tappe, ma nella qualità della combinazione.
Crescono così tre direttrici molto chiare: la rilettura delle città in chiave più selettiva, il forte valore assunto dai parchi naturali e l’evoluzione del road trip da formula libera ma rudimentale a esperienza curata, confortevole e sempre più coerente con le aspettative dell’alta gamma.
Le grandi città restano, ma cambiano ritmo e posizionamento
New York, Los Angeles, San Francisco e Miami continuano a essere porte d’ingresso fondamentali nel prodotto Usa, ma il loro posizionamento si sta trasformando.
Le città non sono più necessariamente il centro esclusivo del viaggio: diventano tappe da vivere con maggiore qualità, spesso all’inizio o alla fine dell’itinerario, con un approccio meno compulsivo e più selettivo. Si riduce il sightseeing “a lista” e cresce la domanda di esperienze urbane più mirate, legate a quartieri, gastronomia, design, arte e lifestyle.
Nel segmento premium, la differenza la fanno il ritmo e la lettura della città.
Un soggiorno ben costruito privilegia hotel in posizione strategica, visite private, tempi di respiro e una sequenza più coerente delle attività. Il valore percepito cresce quando la città smette di essere accumulo di attrazioni e diventa esperienza calibrata, capace di dialogare bene con la parte naturalistica o on the road del viaggio.
I parchi naturali salgono di valore nel segmento alto
I parchi naturali stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel prodotto Usa di fascia alta.
Yosemite, Yellowstone, Grand Canyon, Grand Teton, Zion, Bryce Canyon e l’Alaska non vengono più letti solo come tappe “da aggiungere”, ma come veri driver di scelta.
Il loro valore nel segmento premium è evidente: offrono grandi spazi, tempo lento, immersione nel paesaggio e la possibilità di vivere una dimensione del lusso meno ostentata e più esperienziale.
In questa lettura, la natura non è più il controcampo delle città, ma una componente primaria del viaggio.
Lodge selezionati, accessi studiati, soggiorni più lunghi e maggiore attenzione alle soste trasformano il parco in esperienza centrale. Non a caso, anche il trade continua a valorizzare questo immaginario, come dimostra il focus dedicato a gli Stati Uniti nascosti, sempre più rilevanti nel racconto della destinazione.
Il road trip evolve: più comfort, più regia, più esperienza
Anche il road trip sta cambiando pelle. Per molto tempo è stato percepito come formula libera, autonoma, quasi spontanea.
Oggi, nel segmento tailor-made, diventa invece un prodotto ad alta regia, dove la libertà resta importante ma viene sostenuta da una struttura più accurata. Cambiano la selezione delle tappe, la tipologia degli hotel, la distribuzione delle notti e la gestione dei tempi di guida. Il viaggio su strada non perde fascino, ma guadagna qualità.
Questo spostamento è rilevante perché rende il road trip pienamente compatibile con la domanda premium.
Non più improvvisazione, ma esperienza costruita in modo intelligente, con più comfort e maggiore attenzione al ritmo. È proprio qui che si misura la differenza tra un itinerario generico e un prodotto ben progettato: nella capacità di fare della strada non una fatica da gestire, ma una parte qualificante del viaggio. Un’impostazione che si inserisce bene anche nel rinnovato interesse per l’on the road, rilanciato da iniziative come The Great Usa Road Trip.
Esperienze premium e nuovi comportamenti del viaggiatore
Nel prodotto Usa di fascia alta, il concetto di lusso si è allontanato da una logica puramente materiale per avvicinarsi a una dimensione più relazionale ed esperienziale. Il cliente premium non chiede solo belle strutture o servizi inclusi, ma una qualità complessiva del viaggio fatta di accesso, fluidità, riservatezza e migliore utilizzo del tempo.
Questo produce un comportamento di acquisto più consapevole, in cui la destinazione resta importante, ma è il “come” a determinare la scelta finale.
Si osserva così una maggiore attenzione alla privacy, all’evitare la congestione, alla possibilità di vivere esperienze meno omologate.
Escursioni fuori orario, visite private, lodge in posizioni privilegiate, quartieri meno scontati, attività costruite su interessi reali: il valore dell’esperienza si sposta in questa direzione. Non si tratta necessariamente di extra spettacolari, ma di una diversa qualità della progettazione.
Uno dei cambiamenti più chiari riguarda la ricerca di itinerari che alleggeriscano il viaggio.
Il cliente di fascia alta tende a premiare soluzioni che riducano l’attrito: meno attese, meno affollamento, più qualità nelle soste e maggiore controllo sull’esperienza.
Negli Usa questa esigenza trova una risposta molto forte perché il territorio consente alternative e micro-scelte di grande impatto: visitare una zona in una fascia oraria diversa, scegliere accessi meno battuti, costruire una tappa urbana in modo più selettivo, soggiornare in lodge o hotel che migliorano davvero l’esperienza.
È una forma di lusso più discreta, ma molto concreta, che si traduce in un viaggio percepito come più leggero, personale e intelligente.
Il ruolo di Viaggiare in USA nel nuovo posizionamento del prodotto Stati Uniti
In un contesto in cui il prodotto Usa diventa più complesso e meno standardizzabile, la specializzazione torna a essere un vantaggio competitivo chiaro.
È qui che il posizionamento di Viaggiare in USA assume rilievo: non solo come operatore dedicato a una singola destinazione, ma come player in grado di leggere l’evoluzione della domanda e tradurla in itinerari coerenti.
Quando il viaggio richiede equilibrio tra città, parchi, road trip, esperienze premium e logistica, la competenza verticale non è un valore accessorio, ma parte integrante del prodotto.
Gli Stati Uniti richiedono infatti una conoscenza profonda del territorio, dei ritmi, delle stagionalità e delle combinazioni che funzionano davvero.
La specializzazione consente di costruire itinerari più precisi, più realistici e più vicini alle aspettative del cliente e di evitare gli errori più comuni: tappe troppo compresse, eccesso di chilometri, scelta poco efficace delle basi, costruzione di itinerari che “sulla carta” sembrano completi ma nella pratica diventano dispersivi.
Nel nuovo scenario del lungo raggio premium, quindi, il ruolo dell’operatore si sposta dalla distribuzione alla regia. E la regia, negli Usa, è spesso il vero elemento che determina la qualità del viaggio finale.
Conclusione
Gli Stati Uniti continuano a essere una destinazione strategica nel lungo raggio, ma la loro forza oggi non sta soltanto nella notorietà.
Sta nella capacità di adattarsi a una domanda che cerca più personalizzazione, più qualità dell’esperienza e una costruzione del viaggio meno rigida. Natura, grandi città, road trip e servizi premium non sono più mondi separati, ma componenti di un prodotto che cresce proprio nella loro combinazione.
In questo scenario, il tailor-made torna protagonista perché risponde meglio alla complessità della destinazione e alle nuove aspettative del cliente.
E con il ritorno del tailor-made cresce anche il valore degli operatori specializzati, capaci di trasformare un grande classico del lungo raggio in un’esperienza più contemporanea, più coerente e decisamente più distintiva.
Informazione PR
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[post_content] => "La forte domanda di viaggi e le tariffe più elevate stanno contribuendo a compensare il forte aumento dei costi del carburante": Alaska Airlines fotografa così la situazione attuale in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre 2026. La compagnia fa però marcia indietro sulle sue previsioni per l'intero esercizio, anticipando un forte impatto sugli utili del secondo trimestre.
Il vettore spiega che le prenotazioni sono rimaste stabili nonostante i forti aumenti delle tariffe. Nelle ultime settimane, le tariffe aeree nei principali mercati statunitensi serviti da Alaska Airlines sono cresciute di oltre il 20% rispetto a un anno fa, sostenendo una forte crescita dei ricavi nel secondo trimestre se la tendenza dovesse continuare.
Malgrado ciò, ha precisato il ceo del vettore, Ben Minicucci, le tariffe più elevate coprono solo una parte dell'aumento dei costi. Alaska ha dichiarato che attualmente sta recuperando circa un terzo dell'aumento dei costi del carburante, lasciando un divario che dovrebbe pesare sugli utili nel trimestre di giugno.
L'impennata dei costi è stata aggravata dai margini di raffinazione. Alaska ha dichiarato che i margini a Singapore sono aumentati di oltre il 400% nel primo trimestre, trasformando quella che di solito è una delle sue fonti di carburante più economiche nella più costosa e influenzando circa un quinto della fornitura.
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Le previsioni
Alaska Airlines al momento non prevede interruzioni nell'approvvigionamento di carburante sul proprio network: il vettore ha ridotto la capacità in alcuni mercati per proteggere i margini, pur continuando a investire su traffico premium, espansione internazionale e programmi fedeltà.
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[post_content] => Lufthansa cancella 20.000 voli a corto raggio previsti da qui alla fine di ottobre, a causa dell'impennata del costo del carburante: sono i collegamenti della controllata CityLine, la cui uscita dal mercato era stata annunciata dal gruppo tedesco nei giorni scorsi.
Con questo intervento, spiega Lufthansa, si risparmieranno "circa 40.000 tonnellate di carburante per aerei, il cui prezzo è raddoppiato dallo scoppio del conflitto con l’Iran".
Adeguamenti
Una nota della compagnia spiega che gli "adeguamenti dell’orario riducono il numero di voli a corto raggio non redditizi in tutta la rete del gruppo Lufthansa. Il previsto consolidamento della rete europea viene attuato nei sei hub del gruppo a Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Bruxelles e Roma. I passeggeri continueranno quindi ad avere accesso alla rete globale di rotte, in particolare ai collegamenti a lungo raggio.
Tuttavia, a causa dell’aumento dei prezzi del carburante per aerei, ciò sarà realizzato in modo significativamente più efficiente rispetto al passato. Il gruppo Lufthansa sta inoltre accelerando un ulteriore passo strategico fondamentale nel consolidamento delle reti europee all'interno delle sue compagnie aeree hub: Lufthansa Airlines, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines e Ita Airways".
Già ieri sono state attuate "le prime 120 cancellazioni di voli giornalieri, in vigore fino alla fine di maggio, e i passeggeri interessati sono stati informati. Con il taglio delle rotte da Francoforte a Bydgoszcz e Rzeszów (Polonia) nonché a Stavanger (Norvegia), almeno tre destinazioni sono state temporaneamente rimosse dall'attuale orario dei voli".
Quanto ai prossimi mesi, il gruppo precisa che sta vagliando la "pianificazione delle rotte a medio termine alla luce della riduzione di capacità e sarà pubblicata tra la fine di aprile e l'inizio di maggio. Ciò comprenderà ottimizzazioni dell'offerta a corto raggio per l'intera stagione estiva, garantendo così la stabilità degli orari per il periodo di validità del piano di volo".
Infine Lufthansa conferma che per i voli previsti durante l'estate, "l'approvvigionamento di carburante è sostanzialmente stabile: il gruppo sta infatti adottando una serie di misure, tra cui l'approvvigionamento fisico di carburante per aerei e la copertura dei prezzi".
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[post_content] => Lvg Group comunica l'inserimento di tre nuovi cluster manager: Massimiliano Ameri, Antonio Pellegrino e Paolo Manzoni, chiamati a guidare alcuni dei territori più strategici per lo sviluppo di Lvg Hotel Collection.
Le nuove nomine si inseriscono nel percorso di espansione del gruppo, che negli ultimi anni ha ampliato rapidamente il proprio portfolio alberghiero in Italia rafforzando la presenza in diverse destinazioni turistiche e di business travel.
Le tre nuove figure
Nel dettaglio, Massimiliano Ameri assume il ruolo di cluster manager per le aree di Verona e Mantova, territori chiave per lo sviluppo di Lvg Hotel Collection nel Nord Italia. Con oltre vent’anni di esperienza nel settore alberghiero, maturata in ruoli operativi e manageriali, Ameri ha sviluppato solide competenze nella gestione delle strutture, nel coordinamento dei team e nella creazione di esperienze di ospitalità di alto livello. La sua nomina accompagnerà lo sviluppo delle attività del gruppo in Veneto, dove Lvg ha recentemente consolidato la propria presenza con strutture di riferimento come l’hotel Gardenia di Verona.
Antonio Pellegrino entra invece nel gruppo nel ruolo di cluster manager per la città di Novara, dove LvgHotel Collection è già attiva con tre strutture e progetti legati allo sviluppo dell’ospitalità urbana. Con oltre trent’anni di esperienza nell’hotellerie internazionale, Pellegrino ha diretto hotel a 4 e 5 stelle, resort di lusso, boutique hotel e progetti di albergo diffuso, sviluppando competenze trasversali che spaziano dalla leadership strategica alla gestione operativa, fino alla valorizzazione dei principali segmenti dell’hospitality.
Per il territorio del lago Maggiore, una delle destinazioni leisure più iconiche del portfolio Lvg, il gruppo ha nominato Paolo Manzoni come cluster manager. Con una lunga esperienza internazionale, Manzoni ha lavorato in diversi paesi tra Europa, America Latina e Caraibi, maturando una solida esperienza nella gestione di strutture turistiche internazionali e nell’ottimizzazione delle performance operative.
«Nell’ultimo anno Lvg Hotel Collection ha intrapreso un percorso di crescita molto significativo, che ci ha portato ad ampliare il numero delle strutture gestite e a rafforzare la nostra presenza sul territorio italiano - commenta Claudio Lavagna, ceo di Lvg Group -. Per continuare a crescere in modo solido e sostenibile è fondamentale rafforzare la struttura manageriale con professionisti di grande esperienza, capaci di supportare i team locali e coordinare lo sviluppo delle destinazioni. L’ingresso di Massimiliano Ameri, Antonio Pellegrino e Paolo Manzoni rappresenta un passo importante in questa direzione».
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A seguire, anche le cabine Delta One sugli Airbus A330-200/300 verranno dotate di nuove suite con porte scorrevoli per garantire totale privacy - una novità assoluta per la flotta – e l’esperienza di bordo verrà ulteriormente migliorata in tutte le classi di servizio.
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Per chi preferisce il binge-watch durante i lunghi viaggi notturni, la suite dell'A350-1000 offre uno schermo da 24 pollici di qualità cinematografica, il più grande mai realizzato da Delta.
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