3 marzo 2010 08:43
Una sentenza dell’Alta Corte di Dublino ha confermato il diritto di Ryanair di condurre azioni legali in Irlanda contro siti stranieri non autorizzati alla vendita di biglietti che violano i termini d’uso del sito www.ryanair.com e della policy di distribuzione esclusiva di Ryanair. Ryanair ha intrapreso una procedura legale presso l’Alta Corte contro i siti tedeschi Billigfluege e Ticket Point nel settembre 2009, a seguito del loro rifiuto di mettere fine alla rivendita non autorizzata di biglietti dal sito di Ryanair. Sia Billigfluege sia Ticket Point lo scorso dicembre durante un’udienza hanno sostenuto che queste procedure legali non competevano al tribunale irlandese e che esse sarebbero dovute essere portate prima davanti ad un tribunale tedesco.
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[post_content] => Tra code interminabili e voli persi, il lancio completo dell'Ees, lo scorso venerdì, si è rivelato un vero e proprio dramma. E le principali organizzazioni del comparto aereo hanno nuovamente avvertito che alle autorità di controllo delle frontiere deve essere consentito di sospendere completamente il sistema europeo di registrazione biometrica per evitare tempi di attesa eccessivi.
Secondo Airlines for Europe (A4E) e Aci Europe, l'introduzione del sistema di entrata/uscita in vigore nei 29 Paesi membri dell’area Schengen ha comportato tempi di attesa compresi tra le due e le tre ore negli aeroporti di tutta Europa. I passeggeri sostengono che i disagi siano stati causati da una mancanza di organizzazione, carenza di personale e guasti tecnici.
E in Portogallo è stata temporaneamente sospesa la raccolta dei dati biometrici: la mattina dell'11 aprile gli aeroporti Humberto Delgado di Lisbona, Francisco Sá Carneiro di Porto e Gago Coutinho di Faro hanno interrotto l’Ees, per poi riattivarlo nel pomeriggio. Altri scali hanno continuato la registrazione biometrica, ma i passeggeri ne hanno pagato il prezzo. Come accaduto ad esempio a Milano Linate, ma anche in Spagna, Francia o Austria.
Michael O'Leary, ceo del gruppo Ryanair, aveva già avvertito la scorsa settimana che l'introduzione dell'Ees sarebbe stata un “disastro”, prevedendo che gli aeroporti più piccoli ne risentiranno maggiormente.
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L'operativo prevede partenza dalla Puglia il giovedì alle 15:40; la domenica il decollo sarà invece alle 18:15 (a.19:55); da Bergamo si parte il giovedì alle 18:10 (a. 19:50) e la domenica alle 20:45 (a.22:25).
Antonio Maria Vasile, Presidente di Aeroporti di Puglia, ha dichiarato: «Aeroporti di Puglia con l’attivazione di questo volo di Aeroitalia, ha deciso di rispondere ad un’esigenza del territorio e della Regione - ha dichiarato Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia -. Con l’annuncio del volo per Bergamo vogliamo restituire fiducia ai cittadini e alle comunità locali, in un momento di grande criticità per la mobilità di alcune aree geografiche italiane, come la provincia di Foggia. La volontà condivisa con la Regione e la compagnia aerea è quella di non lasciare indietro nessuna area, ma anzi di valorizzarne pienamente le potenzialità attraverso infrastrutture e servizi all’altezza delle sfide attuali e della connettività che il territorio merita».
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Si prevede infatti che il nuovo governo instauri nuove relazioni con l’Unione europea e i partner occidentali, ponendo l’accento sullo Stato di diritto, sulla trasparenza e sulla cooperazione. Un atteggiamento che influirà direttamente sul turismo: come evidenzia TravelMole, un'Ungheria vista come più democratica, politicamente stabile e in linea con i valori dell'Ue diventerebbe ancora più attrattiva per i viaggiatori internazionali, in particolare quelli provenienti dall'Europa occidentale.
Una delle opportunità più immediate risiede nel potenziale sblocco di oltre 6 miliardi di euro di fondi Ue precedentemente congelati. Se sbloccati, questi fondi potrebbero sostenere direttamente il turismo attraverso il potenziamento delle infrastrutture, inclusi aeroporti, ferrovie e strade, oltre alla rigenerazione urbana e al restauro dei siti culturali e del patrimonio.
I numeri del 2025
L'Ungheria, in ogni caso, è comunque forte di un comparto turistico in costante crescita, che il nuovo clima politico potrebbe accelerare ulteriormente. Il comparto rappresenta oltre il 14% del Pil e quasi il 10% delle entrate del governo centrale.
Nel 2025, secondo l’Agenzia ungherese per il turismo, gli arrivi internazionali sono aumentati del 12% rispetto all’anno precedente. I principali mercati di provenienza includono Germania, Romania, Polonia, Regno Unito e Repubblica Ceca. A livello nazionale, i pernottamenti sono saliti a quasi 49 milioni, rispetto ai 46,6 milioni del 2024.
Budapest si conferma la meta prediletta dei visitatori, con oltre 8,1 milioni di arrivi nel 2025, generando circa 18,5 milioni di pernottamenti. Il numero di ospiti è aumentato del 13% rispetto al 2024, mentre i pernottamenti sono aumentati di quasi il 10%.
Oltre alla capitale, anche le destinazioni regionali hanno registrato ottimi risultati: il lago Balaton ha attirato circa 3,4 milioni di visitatori, +3% rispetto all’anno precedente.
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Una nota della Sasa spa, società di gestione del 'San Francesco d'Assisi', spiega che è prevista la "Totale regolarità" dei voli programmati da e per l'aeroporto dell'Umbria.
"Con riferimento alle notizie apparse sulla stampa nazionale e alle informazioni pervenute da Ryanair, si informa che l'aeroporto internazionale dell'Umbria 'San Francesco d'Assisi' non subirà alcun taglio o cancellazione di voli a seguito della decisione della compagnia di ridurre le proprie operazioni in alcuni Paesi europei, tra cui Belgio e Spagna".
Si precisa inoltre che "presso l'aeroporto internazionale dell'Umbria non si registrano problematiche relative alla fornitura di carburante aereo.
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"Come comunicato nei giorni scorsi attraverso i media locali, il progetto GoToFly è concluso - si legge dalla pagina Facebook della compagnia -. Nato subito dopo il Covid, in un momento in cui mancavano compagnie e aeromobili, GoToFly è stato una risposta concreta per poter rimettere in moto collegamenti e fiducia sul territorio".
E ancora: "Sostenuto interamente da Forlì Airport e costruito con una struttura snella e sperimentale, in questi tre anni abbiamo fatto volare oltre 83 mila passeggeri verso 16 destinazioni e collaborato con circa 450 agenzie di viaggio, del territorio e non solo. Un dato semplice: il bacino c'è, e risponde. L'aeroporto torna a operare al 100% nel suo ruolo naturale".
In un'intervista a Il Resto del Carlino, Riccardo Pregnolato, accountable manager di F.A. ha spiega inoltre: "Riteniamo che abbia esaurito la sua funzione, una funzione che si era resa necessaria subito dopo il Covid, dato che in quella fase mancavano sia le compagnie che gli aeroplani. Riteniamo, però, che il trasporto dei passeggeri debba farlo chi lo fa di mestiere, così a ottobre Go to Fly ha operato il suo ultimo volo".
Il manager sottolinea come l'aeroporto ora si focalizzi sull'efficienza dei servizi, "dal check-in alla restituzione bagagli. Tra l’altro ora tra le nostre mete c’è anche Londra (rotta operata da Ryanair, ndr) che prevede il controllo passaporti: a questo scopo stiamo già allestendo il controllo automatizzato che eleverà la sicurezza. Le prossime sfide riguardano questo. Direi che la vera notizia è che il Ridolfi ora fa davvero l’aeroporto".
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La mobilitazione colpirà oltre 90.000 passeggeri di Lufthansa durante il rientro dalle festività pasquali e, secondo l'associazione aeroportuale Adv nella giornata odierna è prevista la cancellazione di oltre 520 voli. "Si tratta di una misura del tutto sproporzionata", ha criticato Ralph Beisel, direttore generale di Adv, accusando il sindacato degli assistenti di volo Ufo di accettare "consapevolmente i massimi disagi".
Lufthansa ha dichiarato che vi saranno ripercussioni sull'operativo sebbene il numero esatto delle cancellazioni sia rimasto inizialmente incerto. Solo entro le ore 17:00 di venerdì, circa 200 partenze dall'aeroporto di Francoforte risultavano già annullate, secondo i dati del sito web del gestore aeroportuale Fraport. Una portavoce di Fraport ha precisato che per venerdì erano previsti complessivamente circa 1.320 decolli e atterraggi con circa 176.000 passeggeri, ma che le cancellazioni dovute allo sciopero non erano ancora state contabilizzate in tale cifra. Di norma, l'intero Gruppo Lufthansa rappresenta circa il 60% del volume di traffico.
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[post_content] => Circa 1.700 viaggiatori britannici hanno intentato una causa contro Tui per essersi ammalati durante i loro soggiorni a Capo Verde, l'arcipelago atlantico.
Secondo queste denunce, otto persone sono morte a causa di un'infezione batterica. Gli avvocati affermano che i loro clienti hanno segnalato malattie causate da salmonella, E. coli, shigella e altre infezioni, dovute alle pessime condizioni degli hotel in cui alloggiavano.
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[post_content] => Il prezzo del carburante per aerei è schizzato alle stelle raggiungendo livelli senza precedenti in seguito allo scoppio della guerra scatenando l'indignazione delle compagnie aeree per quello che considerano un aumento dei prezzi "completamente privo di logica di mercato". "È una truffa", hanno dichiarato fonti del settore aeronautico a Preferente.
Secondo i dati ottenuti da questo giornale, lungi dal stabilizzarsi, il prezzo del carburante per aerei ha continuato a salire, raggiungendo i 1.736,19 dollari per tonnellata, con un aumento del 127,6% rispetto ai 762,80 dollari precedenti al conflitto. Due settimane fa, il prezzo era di 1.520,35 dollari per tonnellata.
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Pressione soffocante
Il settore aereo denuncia un'escalation sproporzionata che non ha alcuna relazione con l'andamento del prezzo del petrolio Brent, aumentato di circa il 30% rispetto ai livelli prebellici.
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