12 February 2026

Play modifica il business model: tagli sul Nord Atlantico e nuovo Coa maltese

Cambio radicale per il modello di business di Play, che decide di focalizzarsi sui collegamenti leisure dall’Islanda riducendo al contempo riducendo le rotte tra il Nord America e l’Europa.

Una modifica necessaria secondo la low cost in considerazione degli utili previsti per il 2024, inferiori alle aspettative del mercato. Le operazioni point-to-point di Play, principalmente i voli tra l’Islanda e l’Europa meridionale, hanno prodotto risultati positivi fin dall’inizio, ma la redditività dell’attività di hub della compagnia aerea attraverso l’Atlantico è stata deludente, soprattutto nel 2024. “Il mercato nordamericano è cambiato significativamente di recente, con un aumento generale dell’offerta, che sta avendo un effetto negativo sui risultati finanziari di Play”, si legge nella nota del vettore islandese.

L’adeguamento del network è già in corso e continuerà fino all’anno prossimo: il numero di destinazioni in Nord America e Nord Europa diminuirà entro la metà del 2025, mentre ci sarà una maggiore concentrazione sui mercati leisure della compagnia in Europa meridionale.

playDi conseguenza, la compagnia utilizzerà parte della sua flotta al di fuori dell’Islanda: il primo progetto sarà per il vettore statunitense GlobalX a Miami, dal 1° novembre al 15 marzo. Per sostenere questa strategia, Play ha fatto domanda per un Coa a Malta, che dovrebbe arrivavre per la primavera del 2025 e consentire al vettore di posizionare un aeromobile con il nuovo Coa a Tenerife, da dove opererà verso Keflavík e Akureyri in Islanda e altre destinazioni. In prospettiva, saranno da 6 a 7 gli aeromobili con Coa islandese e da 3 a 4 quelli con certificato maltese.

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La low cost, rappresentata nel nostro paese da Discover The World, mira a stabilire una partnership solida con le agenzie di viaggio, affinché «svolgano il ruolo di nostri ambasciatori e spieghino ai potenziali passeggeri italiani che JetBlue è un ottimo prodotto e un'alternativa valida per viaggiare attraverso l'Atlantico - afferma Maja Gedosev, general manager Europe del vettore -. E questo in virtù del forte rapporto che hanno saputo creare negli anni con i propri clienti, che si fidano di loro».\r\n\r\nEcco allora la serata milanese - in una location d'eccezione come il Museo Bagatti Valsecchi - per incontrare faccia a faccia agenti di viaggio e stampa trade e illustrare le potenzialità della nuova rotta e l'intero team europeo della compagnia, che con Milano raggiunge le otto destinazioni servite nel Vecchio Continente, utilizzando aeromobili a corridoio singolo, gli A321neo Lr, «da 138 posti totali - ricorda il sales manager Italia, Gabriele Mannucci -, configurati con 2 Mint Studios e 22 Mint Suites, 24 posti 'EvenMore' e 90 Core. Vogliamo proporci sul mercato con una proposta in grado di offrire il meglio dei due mondi, quello low cost e quello dei vettori tradizionali, con i nostri quasi 25 anni di storia, segnati da passi importanti come quello dell'introduzione a bordo del wi-fi gratuito ad alta velocità per tutti i passeggeri, per primi, nel 2017».\r\n\r\nL'ingresso di JetBlue sui collegamenti del Nord Atlantico risale invece al 2021, con il primo volo su Londra da New York: «La rotta su Milano comincia come stagionale (fino al prossimo ottobre, ndr): vedremo in base ai risultati come potrà evolvere» e, chissà, lasciare spazio anche a ulteriori sviluppi nel nostro Paese «con una seconda destinazione, forse Roma?» osserva Mannucci, anche se per ora è prematuro anticipare i piani, che comunque vedono la low cost raddoppiare quest'anno in unaltro Paese europeo, la Spagna, che dopo il lancio su Madrid, quest'estate vedrà l'aggiunta di una rotta per Barcellona (sempre da Boston).\r\n\r\nPasso fondamentale è quello di rendere riconoscibile il marchio JetBlue tra i clienti italiani: «Dobbiamo lavorare sulla brand awareness e, come dicevo, in questo il trade potrà sostenerci, le agenzie di viaggio sono sicuramente i nostri migliori partner - continua Maja Gedosev -. Stimiamo che in questo primo anno di operatività fino al 50% delle nostre vendite in Italia potrà arrivare dalle agenzie di viaggio. E questo sulla base di quanto già accaduto nel Regno Unito, dove operiamo ormai da cinque anni e il contributo delle adv è tuttora molto elevato».\r\n\r\nPositivi i risultati in termini di riempimento sulle rotte transatlantiche: «Voliamo con load factor piuttosto elevati, considerando che il nostro aereo non è così grande, ma è proprio per questo che è stato così conveniente quando abbiamo lanciato il servizio (la classe business si attesta a livelli di prezzo inferiori del 40-50% rispetto alla media). Siamo attorno all'80%, un dato che, guardando al quadro generale e tenendo conto che stiamo parlando comunque di nuovi mercati, è un livello elevato».\r\n\r\n[gallery ids=\"505014,505015,505013\"]\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"JetBlue, Gedosev: «Puntiamo ad un rapporto win-win con il trade italiano»","post_date":"2026-01-13T11:47:51+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1768304871000]}]}}