24 September 2021

Lazzerini e Ita: «Una rivoluzione di mercato che parte dalla sostenibilità»

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Il futuro di Ita non potrà prescindere da un impegno prioritario sulla sostenibilità: “Vorrei come linee guida per la nuova compagnia una sorta di ‘S’ al cubo che sta per sostenibilità economica, ambientale e sociale“, così Fabio Lazzerini, ceo della nuova Alitalia (che dobbiamo abituarci a chiamare Italia Trasporto Aereo, Ita appunto) delinea la sua mission in un’intervista a Il Messaggero. Il manager parte dunque dalla “sostenibilità ambientale che significa nuovi aerei green e tecnologicamente avanzati, con meno costi per i carburanti e la manutenzione, e servizi migliori per i passeggeri”; passando per la missione di sostenibilità sociale, “avendo il potenziale per essere una delle aziende più rilevanti per l’economia nazionale”. Da ciò deriva la sostenibilità economica. Perché tutto è collegato. In una azienda di servizi la persona è al centro”.

L’obiettivo è quello di diventare “molto competitivi, rivoluzionando i tempi di risposta al mercato e a tutta l’organizzazione. Sfrutteremo l’intelligenza artificiale in molti processi, dalle prenotazione ai controlli. Per la digitalizzazione investiremo 200-300 milioni”.

Hub a Roma Fiumicino, su Milano Linate il traffico medio raggio con attenzione particolare al corporate, una crescita del network “selettiva” che non vedrà il mantenimento di rotte in perdita. “Sfrutteremo all’inizio le tratte Covid free, verso gli Usa, poi il resto. Attenzione anche al Giappone”: il piano industriale è tuttora in corso di rifinitura “non ancora finalizzato. Ora la vecchia Alitalia ha 104 aerei: è probabile che nell’arco del piano quinquennale ci posizioneremo su un numero simile di aeromobili, ma con mix diverso e con un ribilanciamento a favore della flotta di lungo raggio per colmare un gap importante di connettività del Paese”.

Con una flotta composta dal 60% degli aerei di proprietà e da un 40% in leasing operativo, il piano è quello da sempre caro a Lazzerini, che vede puntare sul “lungo raggio per le tratte ad alto valore aggiunto nel segmento corporate e leisure“, con un naturale focus su Nord America, Sud America “ma anche Asia in modo selettivo”. A ciò si aggiunge un “presidio” sul medio e corto raggio “sia per servire i segmenti corporate che per assicurare un adeguato feederaggio al nostro hub”. 

Sul fronte discontinuità che dovrà passare il vaglio di Bruxelles, Lazzerini spiega che “il piano industriale rappresenta un’operazione di mercato e ha nella sostenibilità economica la sua ragion d’essere. Inoltre, strutturalmente ci sarà una holding che controllerà il settore volo e due società distinte per manutenzione ed handling. Queste due realtà saranno aperte ad investimenti industriali che ci permettano di competere sul mercato. Ita avrà il 70% delle attività concentrate sul mercato globale, ribaltando l’assetto della vecchia Alitalia. L‘organizzazione sarà sostanzialmente diversa, ben più che esteticamente diversa. Una rivoluzione di mercato“.




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