25 August 2026

Il cda di Alitalia approva il piano: tagli per un miliardo di euro e 2.000 esuberi

Il cda di Alitalia ha approvato, dopo circa sei ore e mezza, il nuovo piano industriale per il quinquennio 2017-2021. Oggi il management della compagnia presenterà il piano al governo e, come si legge in una nota diffusa al termine del cda «successivamente i vertici di Alitalia incontreranno le organizzazioni sindacali per illustrare i dettagli del piano industriale, le misure relative al personale e riprendere i colloqui sul nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro». Il nuovo piano prevede che Alitalia, entro la fine del 2019, ridurrà i costi – operativi e del lavoro – per 1 miliardo di euro. Nello stesso arco temporale è previsto un aumento dei ricavi pari al 30%, dagli attuali 2,9 miliardi a 3,7 miliardi entro la fine del 2019. Il vettore prevede, inoltre, una riduzione della flotta di breve e medio raggio di 20 aeromobili e una nuovo offerta competitiva per le rotte di breve e medio raggio. Gli Advisor indipendenti ritengono che le performance finanziarie previste nel piano siano realistiche e fattibili e che riusciranno a riportare all’utile la Compagnia entro la fine del 2019. Sono quattro, secondo quanto evidenziato dalla stessa Alitalia, i pilastri fondamentali su cui si basa il piano di rilancio: rivisitazione del modello di business; riduzione dei costi e incremento della produttività; ottimizzazione del network di collegamenti e delle partnership; nuove iniziative commerciali attraverso soluzioni tecnologiche già disponibili. «Con l’approvazione della seconda fase del piano industriale, possiamo accelerare il rilancio di Alitalia – ha affermato l’ad di Alitalia, Cramer Ball -. Nella prima fase, abbiamo ricostruito il brand e fatto importanti investimenti nella formazione del personale e nelle nuove tecnologie; progressi che ci permetteranno ora di proseguire lungo il percorso necessario di profondo cambiamento. L’industria del trasporto aereo – ha aggiunto l’AD – è in continua evoluzione ed è caratterizzata da una concorrenza spietata: solo un cambiamento radicale potrà ridare un futuro alla nostra compagnia. Le misure radicali sono necessarie a garantire la sostenibilità di lungo termine di Alitalia. Un risultato che potremo conseguire solo se avremo la giusta dimensione, la giusta organizzazione, la giusta produttività e la giusta struttura di costi. Dobbiamo mettere in pratica questi cambiamenti soprattutto nelle rotte di breve e medio raggio, unico modo per poter tornare a crescere, in futuro, anche nei voli di lungo raggio. Si tratta di un aspetto cruciale perché la maggior parte dei nostri clienti vola nelle tratte di breve e medio raggio per proseguire poi sui collegamenti di lungo raggio. E se non saremo in grado di competere, in Italia e in Europa, con i vettori low cost, allora saremo destinati a perdere passeggeri anche sui voli intercontinentali. Alternative semplicemente non ci sono».

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