25 June 2026

Iata, de Juniac: “Servirebbero altri 80 miliardi di aiuti dai governi per limitare i fallimenti”

Solo 70-80 miliardi di dollari in aiuti aggiuntivi da parte dei governi potranno fornire una speranza di sopravvivenza alla crisi innescata dalla pandemia: questa la stima di Alexandre de Juniac, direttore generale della Iata. Il settore “ha già ricevuto 160 miliardi di dollari di aiuti dai governi, ma nei prossimi mesi potrebbero servirne altri 70-80”, altrimenti “le compagnie non sopravviveranno”, ha sottolineato in un’intervista a La Tribune, che anticipa i temi in discussione all’odierna Assemblea generale annuale dell’organizzazione.

Secondo de Juniac son circa 40 i vettori sull’orlo del fallimento e, “più dura sarà la crisi, maggiore sarà il rischio di bancarotta”. Oggi, con la seconda ondata di contagi, il traffico aereo stenta a ripartire, amplificando le perdite miliardarie già registrate durante la prima parte dell’anno. “Vero che le scoperte sui vaccini offrono speranza, ma il ritorno ai viaggi di massa rimane ancora un obiettivo quasi impossibile da raggiungere. Nel frattempo un nuovo aumento delle infezioni da Covid-19 e delle restrizioni in vigore hanno ulteriormente offuscato le prospettive finanziarie per il settore”. Le previsioni indicano perdite per il 2020 “vicine ai 100 miliardi piuttosto che agli 87 miliardi stimati in precedenza”.

Il futuro, secondo il direttore generale della Iata, vedrà in campo “meno player, a causa dei fallimenti” e vettori “un po’ più piccoli, perché saranno stati costretti a vendere gran parte della loro flotta o a ridimensionare i network”. La Iata ha previsto un recupero particolarmente lento con un ritorno ai livelli di traffico pre-crisi solo nel 2024 e un numero di passeggeri ancora in calo del 30% l’anno prossimo. Una stima che potrebbe rivelarsi ottimistica, ha avvertito de Juniac. “Stimiamo che il traffico aereo sarà al 33% del suo livello del 2019 alla fine del 2020 e poi, speriamo, al 50-60% alla fine del 2021″.

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