17 March 2026

Greenwashing: nel mirino delle autorità europee le policy di 20 compagnie aeree

Sono 20 le compagnie aeree le cui policy in materia di sostenibilità sono finite sotto la lente di ingrandimento delle autorità di regolamentazione dell’Unione europea: queste ultime hanno aperto un’indagine per “pratiche di greenwashing” potenzialmente ingannevoli, che includono i vantaggi derivanti della compensazione delle emissioni prodotte dai voli.

La Commissione europea, come riferisce il Financial Times, ha inviato missive alle compagnie aeree e alle autorità nazionali per la tutela dei consumatori “individuando diversi tipi di affermazioni ecologiche potenzialmente ingannevoli”. Non sono stati resi noti i nomi dei vettori coinvolti, ma le autorità nazionali di regolamentazione sono belghe, olandesi, norvegesi e spagnole.

Le autorità europee hanno chiesto ai vettori di presentare entro 30 giorni proposte per risolvere le problematiche e raggiungere una serie di modifiche “concordate”. Le autorità nazionali hanno il potere di sanzionare le compagnie come ultima risorsa.

Sotto inchiesta ci sono le affermazioni secondo cui le emissioni di anidride carbonica prodotte dai voli possono essere compensate attraverso investimenti in progetti ambientali o l’uso di carburanti per jet più sostenibili, che emettono comunque anidride carbonica quando vengono bruciati ma sono meno inquinanti del cherosene attualmente utilizzato.
“Le compagnie aeree non hanno ancora chiarito se tali affermazioni possano essere comprovate da solide prove scientifiche”, ha specificato la Commissione.

Airlines for Europe è intervenuta affermando che i vettori partner dell’associazione “riconoscono l’importanza di informazioni chiare e trasparenti sulla sostenibilità e sui nostri sforzi per raggiungere emissioni nette di carbonio pari a zero”.

Attualmente sono diversi i programmi creati dalle compagnie aeree per consentire ai passeggeri di contribuire ai piani di compensazione delle emissioni di carbonio o al costo più elevato dei carburanti sostenibili per l’aviazione.

La Commissione sostiene però di aver riscontrato una serie di affermazioni potenzialmente fuorvianti, tra cui quella di “creare l’impressione errata che il pagamento di una quota aggiuntiva per finanziare progetti climatici con un minore impatto ambientale o per sostenere l’uso del Saf possa ridurre o controbilanciare completamente le emissioni di CO₂ (derivanti dal volo)”.

Ha inoltre osservato che le compagnie aeree hanno fatto dichiarazioni sui piani per raggiungere emissioni nette zero “senza impegni chiari e verificabili, obiettivi e un sistema di monitoraggio indipendente”.

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