25 April 2026

Gesac progetta l’unione degli scali di Napoli e Salerno: piano da 120 milioni di euro

Creare una vera e propria «rete aeroportuale campana per sviluppare il pieno potenziale dell’industria turistica e facilitare la mobilità internazionale di cittadini ed imprese»: è questo l’obiettivo dichiarato da parte di Gesac, la società di gestione dell’aeroporto internazionale di Napoli, che ha messo a punto un progetto da 120 milioni di euro per unire lo scalo partenopeo con quello di Salerno-Costa d’Amalfi.

Secondo quanto pubblicato oggi da Il Corriere del Mezzogiorno, per la sostenibilità della operazione Gesac richiede una «concessione per la gestione di Salerno-Costa d’Amalfi allineata almeno a quella di Napoli Capodichino (2043)»; investimento iniziale di 40 milioni di euro dello Sblocca Italia e di 80 milioni a carico della finanza pubblica nel rispetto delle regole sugli aiuti di Stato»; realizzazione dei lavori infrastrutturali per migliorare l’accessibilità degli scali di Napoli e Costa d’Amalfi (20 milioni di euro per la rete stradale di Costa d’Amalfi e 5 milioni per Napoli)»; investimenti post start-up necessari per il massimo sviluppo del Costa d’Amalfi (122 milioni di euro) a carico della società di gestione»; decreto di ripartizione del traffico»; società di gestione unica dal 2018 in grado di assorbire le perdite durante i primi anni di attività del Costa d’Amalfi (circa 10 milioni di euro)»; programma di incentivi per i vettori allo start-up di Costa d’Amalfi».

Il piano industriale indica anche quali vettori potrebbero essere trasferiti per decreto al Costa d’Amalfi: Aer Lingus, Condor, El Al; Finnair; Jet2; Luxair; Mistral Air; Sas e Smartwings. Gesac prevede di sviluppare una particolare vocazione dello scalo salernitano: il turismo segmento lusso business jet e quello dei voli charter. Ma «ad integrazione» anche di trasferirvi «le rotte trafficate presenti a Napoli, sia nazionali che internazionali». Secondo il piano occorre realizzare, in 4 anni, gli investimenti necessari per dotare il Costa d’Amalfi di una capacità di 3,5 milioni di passeggeri l’anno. Tuttavia, prima è necessario espropriare 480 mila metri quadrati di terreno; ampliare la pista di volo di 2200 metri; realizzare un terminal di 14 mila metri quadrati; puntare su 11 stand aeromobili. E se l’avvio dei lavori per l’ampliamento della pista è fissato nel 2018, è possibile per l’anno prossimo ipotizzare anche parte del trasferimento dell’aviazione generale. Da completare, però, nel 2020. Mentre l’avvio della operatività della aviazione commerciale è fissata per il 2022. «Le ipotesi di sviluppo infrastrutturale — precisa Gesac — prevedono investimenti pari a 120 milioni di euro» a fronte di una proiezione di crescita, entro i prossimi 25 anni, «di 9 milioni di passeggeri l’anno» in Campania (rispetto agli attuali 8,4 milioni), «di cui 5,5 milioni a Salerno» e «12 milioni a Napoli».

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