13 ottobre 2007 09:31
A seguito del perdurare di una situazione di crisi finanziaria e in considerazione dei disservizi che si ripercuotono sui passeggeri Enac ha sopeso la licenza ad Alpi Eagles con contestuale rilascio di una licenza provvisoria valida fino al 20 ottobre. Secondo Enac "in questi ultimi mesi si sono verificati disagi e disservizi per i passeggeri a seguito delle inadempienze finanziarie di Alpi Eagles nei confronti delle società di gestione aeroportuale (nello specifico violazioni degli obblighi di pagamento di diritti e tariffe) per i servizi resi negli aeroporti e nei confronti di Eurocontrol". Entro il prossimo 20 ottobre Alpi Eagles "dovrà presentare un piano definitivo di rientro che, anche nel medio e lungo termine, assicuri la continuità dei voli e la stabilità finanziaria" – segue –
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Il nuovo protocollo, specifico per gli scali di Fiumicino e Ciampino, si inserisce nel percorso avviato a livello nazionale con il Protocollo d’intesa siglato lo scorso ottobre dal direttore generale Enac Alexander D’Orsogna, dal prefetto Claudio Galzerano, direttore centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, e dalle principali associazioni del trasporto aereo.
L’intesa nazionale punta a rafforzare la prevenzione dei comportamenti aggressivi o molesti nei confronti degli operatori aeroportuali e ad accrescere la consapevolezza sull’inaccettabilità di tali condotte e sulle possibili conseguenze. In questa cornice, il Protocollo declina tali obiettivi negli aeroporti romani, prevedendo azioni mirate di preparazione e sensibilizzazione dei lavoratori, così da favorire l’identificazione tempestiva di possibili criticità e una gestione più efficace degli episodi. In questo quadro di attività rientra anche la prima riunione operativa che, nei giorni scorsi, ha coinvolto, oltre all’ad di Adr Marco Troncone, anche i rappresentanti della Direzione Security di Enac, i rappresentanti di Ita Airways e il dirigente generale di Pubblica Sicurezza Vincenzo Trombadore.
Oltre alle azioni di sensibilizzazione su comportamenti da tenere a terra e in volo, parallelamente, saranno adottate misure operative per la gestione preventiva e tempestiva degli episodi critici. In particolare, verranno rese disponibili delle linee telefoniche dedicate per segnalare situazioni di pericolo alle Sale Operative di Adr Security di Fiumicino e Ciampino, che attiveranno l’intervento della Polizia di Frontiera presente presso gli aeroporti e, ove necessario, del personale sanitario.
Tra le ulteriori attività che Adr implementerà per il proprio personale è prevista la valutazione di strumenti a supporto della sicurezza, come body cam o l’estensione della videosorveglianza nelle aree più sensibili, insieme a percorsi formativi per la gestione delle situazioni conflittuali e a servizi di supporto psicologico e legale per i dipendenti vittime di aggressioni.
A presidio dell’efficacia delle misure adottate, il Protocollo prevede inoltre l’istituzione di un Comitato di Monitoraggio per Fiumicino e Ciampino, composto da 14 membri, con il compito di monitorare gli episodi registrati, analizzarne le cause e formulare eventuali proposte operative.
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[post_content] => Sospendere l'utilizzo dell'Ees è l'unico modo per evitare un "disastro" durante le prossime settimane di picco di traffico estivo: lo sostiene a chiare lettere Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, in un'intervista al Financial Times.
L'estate si annuncia decisamente calda e non soltanto per il clima torrido che investe l'Europa: l'Entry/Exit System, in vigore da aprile negli aeroporti dell’Unione europea per i passeggeri extra-Ue (con precedente test da ottobre 2025), non smette infatti di causare disagi e pesanti ritardi ai controlli, anche durante le giornate di normale traffico. Le code anche fino a sei ore, tanto da costringere alcuni scali a sospendere parte dei controlli.
"Siamo molto preoccupati per l'estate - ha precisato Troncone, dichiarando che su una scala da uno a dieci, i timori al momento si attestando tra "otto o nove". Ha aggiunto: "Il processo si sta dimostrando incompatibile con i picchi di traffico che dovremo affrontare".
Del medesimo avviso, ormai da mesi, Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe: "I processi devono funzionare meglio" ha dichiarato puntando il dito sull'automazione delle operazioni, "Abbiamo bisogno che le casse self-service funzionino, e al momento non è così". «Per i grandi mesi estivi abbiamo bisogno della possibilità di sospendere completamente la registrazione Ees», ha aggiunto Jankovec.
Bruxelles non è però del tutto allineata alle richieste degli aeroporti: "Nella maggior parte dei casi i lunghi tempi di attesa non sono legati al funzionamento dell’Ees, ma a fattori preesistenti, come carenza di personale, limitazioni infrastrutturali e concentrazione di voli in determinate fasce orarie", hanno spiegato. Precisando che "le norme prevedono una flessibilità per garantire la fluidità alle frontiere, in particolare in vista della prossima estate", ad esempio consentendo la sospensione dei controlli biometrici. «Spetta agli Stati membri garantire la corretta attuazione dell’Ees sul territorio".
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Nuova vita per l'aviosuperficie di Scalea, che diventerà un aeroporto territoriale, passaggio finalizzato all’inserimento dello scalo nel progetto Enac della Regional Air Mobility, per collegamenti tra scali minori.
A due giorni dalla delibera con la quale il Consiglio comunale di Scalea ha approvato all'unanimità tale intervento, quale primo passaggio formale di un iter che punta a inserire l'infrastruttura nella rete aeroportuale calabrese, è stato firmato un accordo che dà il via alla collaborazione istituzionale e ai relativi interventi.
Firmatari dell’accordo per Enac il presidente Pierluigi Di Palma, per Enac Servizi l’amministratore unico Marco Trombetti, per la Regione Calabria il Capo di Gabinetto Luciano Vigna e per il Comune di Scalea il sindaco Mario Russo.
L’aeroporto di Scalea diventerà parte del progetto avviato da Enac, attraverso la società in house Enac Servizi, della Regional Air Mobility che prenderà il via il prossimo 8 luglio, con una cerimonia che si svolgerà alla presenza anche del Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
"L’accordo firmato oggi su Scalea, rappresenta un ulteriore passo in avanti per rafforzare la connessione tra comunità, territori e sistemi economici locali, nel rispetto della sostenibilità. Uno strumento strategico per ridurre le distanze, favorire la coesione territoriale e creare nuove opportunità di sviluppo” ha dichiarato Di Palma.
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Chi visita Creta per la prima volta tende a concentrarsi sull’entroterra, con i siti minoici, i borghi, la tavola. L’offerta balneare, però, è altrettanto ricca e variegata: dalle lagune turchesi dell’ovest alle baie più selvagge del sud, è capace di soddisfare target molto diversi tra loro - dalle famiglie alle coppie, dal turismo attivo al segmento lusso.
Una varietà che merita di essere inclusa nella programmazione estiva 2026, soprattutto per il comodo collegamento dall’Italia. Infatti, easyJet collega entrambi gli scali dell’isola - Heraklion e Chania - a Milano Malpensa con fino a due voli quotidiani nel picco estivo, e a Napoli su Heraklion fino a tre volte a settimana a luglio e agosto.
Per le coste più interessanti è indispensabile l’auto — Heraklion è il gateway naturale, ma l’isola è estesa e la logistica dello spostamento può diventare l’occasione per costruire itinerari on the road più articolati. Nei dintorni del capoluogo si trovano già diverse opzioni: Agia Pelagia, Ammoudara, Malia e Limen Chersonisou sono tra le più frequentate, mentre Matala conserva un’atmosfera unica nel suo genere. Nella stessa area si trova Bali, piccola baia raccolta con ristoranti affacciati sul mare dove assaggiare la cucina locale.
Verso ovest, nella regione di Rethymno, il paesaggio costiero si apre su alcune tra le spiagge più lunghe dell’isola - Episkopi e Petres su tutte - alternate a calette più insolite come Preveli, celebre per il palmeto che incontra il mare attraverso un fiume, Triopetra, Agios Pavlos e Fragkokastello.
La regione di Chania custodisce le spiagge più iconiche: Balos, raggiungibile in barca o via sterrato panoramico, è una laguna turchese tra le più fotografate del Mediterraneo. Elafonissi, con la sua sabbia rosata e le acque basse ideali per le famiglie, e Falassarna, molto apprezzata dai windsurfer, completano un’offerta che da sola giustifica la scelta della destinazione nell’estate 2026.
A est, Lasithi propone un litorale più autentico: Elounda, affacciata sul golfo con vista sull’isola di Spinalonga, è la meta naturale per il segmento lusso; Vai sorprende con l’unica foresta di palme autoctone d’Europa. Per chi cerca esperienze fuori dai circuiti ordinari, le isole minori raggiungibili in giornata completano il quadro: Gavdos, punto più meridionale d’Europa, e Chrysi, area Natura 2000 con fondali cristallini e cedri che arrivano fino alla riva.
Quattro regioni, centinaia di chilometri di costa, target diversi: la Creta balneare è un prodotto articolato che vale la pena raccontare al cliente con la stessa profondità riservata all’offerta culturale.
(Micòl Rossi)
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[post_content] => L'estate 2026 offre l'occasione per scoprire Finale Ligure attraverso "Estate nei Castelli", il nuovo progetto che unisce Castel Gavone, Forte San Giovanni e Castelfranco in un unico itinerario culturale fatto di spettacoli, concerti, visite guidate, cinema all'aperto, mostre ed esperienze immersive.
Il viaggio comincia da Castel Gavone, antica residenza dei Marchesi Del Carretto e simbolo del potere del Marchesato del Finale.
Pochi chilometri più a valle, lungo l’antica Strada Beretta, si incontra Forte San Giovanni, possente fortezza seicentesca costruita durante la dominazione spagnola per difendere uno snodo fondamentale dei collegamenti tra il Mediterraneo e il Ducato di Milano.
Castelfranco rappresenta invece il capitolo genovese della storia del Finale. Costruita nel Trecento dalla Repubblica di Genova per controllare il porto e contenere l'influenza del Marchesato, la fortezza è stata nei secoli oggetto di ampliamenti e trasformazioni che ne hanno accompagnato l'evoluzione da presidio medievale a moderna struttura difensiva costiera.
Attorno a queste architetture si sviluppa oggi un grande museo diffuso all'aperto fatto di sentieri storici, antiche strade militari e panorami che spaziano dalle Alpi Liguri al Mediterraneo. È in questo scenario che prende vita “Estate nei Castelli”, trasformando gli antichi luoghi della difesa e del potere in spazi dedicati alla cultura contemporanea.
Castel Gavone per tutta l’estate ospita esperienze dedicate alla scoperta del monumento e del paesaggio che lo circonda. Tornano le “Storie al chiaro di luna”, le visite teatralizzate notturne a cura del Centro Storico del Finale.
Il Museo Diffuso del Finale propone invece esperienze che permettono di vivere Castel Gavone da prospettive diverse: alle visite guidate con gli archeologi “Archeologia al Castel Gavone” si affianca “Meditazione e bagno sonoro a Castel Gavone”, un percorso immersivo.
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Forte San Giovanni diventa invece il luogo dell'incontro tra patrimonio storico, spettacolo e natura. Tra i bastioni della fortezza trovano spazio i concerti del Voxonus Festival e della rassegna Musica in Chordis. Le antiche mura si trasformano inoltre in una suggestiva arena sotto le stelle con "CinemaForte 2026".
Accanto agli appuntamenti culturali, la fortezza ospita esperienze dedicate alla partecipazione e alla scoperta del territorio.
Castelfranco si apre infine ai linguaggi contemporanei, trasformando la fortezza affacciata sul mare in uno spazio dedicato all'arte, alla creatività e al benessere. Le mostre curate da Qui Arte dialogano con la storia del luogo attraverso percorsi che spaziano dalla ricerca contemporanea ai temi del simbolo, della memoria e della sostenibilità, affiancando le esposizioni dedicate all’artista Nenne Sanguineti Poggi e al progetto Riciclickamente.
Realizzata in collaborazione con Musei Nazionali Genova – Direzione Regionale Musei Nazionali Liguria, Centro Storico del Finale, MUDIF – Museo Diffuso del Finale, Museo Archeologico del Finale, associazioni culturali e operatori del territorio, la rassegna rappresenta uno dei progetti centrali di "Summer Vibes 2026", il calendario che coordina gli eventi della stagione estiva finalese.
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[post_content] => Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha rilasciato a Riyadh Air una licenza di vettore aereo straniero, consentendo alla neonata compagnia saudita di avviare voli di linea e charter tra Riyadh e gli Stati Uniti.
Questo via libera arriva mentre la flotta di Boeing 787-9 della compagnia si sta espandendo rapidamente e la sua rete è destinata a raggiungere 22 destinazioni entro l'inizio del 2027, nell'ambito della strategia saudita per trasformare la capitale in un hub globale .
Il via libera Usa
Secondo una decisione resa pubblica il 16 giugno, il Dipartimento dei Trasporti (DoT) ha concesso a Riyadh Air l'autorizzazione a operare voli di linea e non di linea tra l'Arabia Saudita e gli Stati Uniti, a seguito di una richiesta presentata a maggio. L'autorità statunitense ha sottolineato che tale autorizzazione è "nell'interesse pubblico " .
Questa autorizzazione fa parte della procedura standard per il rilascio di "permessi di vettore aereo straniero" ai vettori non statunitensi, un prerequisito per operare su qualsiasi rotta commerciale transatlantica. Riyadh Air ha presentato ufficialmente domanda al Dipartimento dei Trasporti (DoT) all'inizio di maggio per ottenere sia questo permesso che le esenzioni che le consentiranno di operare voli di linea e charter tra Riyadh e diverse importanti città statunitensi.
Usa mercato prioritario
Il mercato statunitense è tra le priorità dichiarate dal management di Riyadh Air, in particolare la costa orientale, da tempo indicata come obiettivo per la prima ondata di rotte a lungo raggio. In recenti dichiarazioni, l'amministratore delegato Tony Douglas ha sottolineato l'importanza del Nord Atlantico per la crescita della nuova compagnia aerea, che mira a collegare la capitale saudita a oltre 100 destinazioni entro il 2030.
Al momento, il programma di lancio preciso dei voli verso gli Stati Uniti non è stato ancora dettagliato, ma l'ottenimento dell'autorizzazione statunitense consente ora a Riyadh Air di includere questi voli nei suoi futuri programmi. I documenti procedurali indicavano fin dall'inizio l'intenzione di collegare direttamente Riyadh (Aeroporto Internazionale Re Khalid) a diverse importanti città statunitensi, nell'ambito di una rete iniziale che copre anche Europa, Medio Oriente e Asia.
Flotta
Dal punto di vista operativo, Riyadh Air si affida al Boeing 787-9 Dreamliner come spina dorsale della sua flotta a lungo raggio. Il costruttore americano ha consegnato alla compagnia aerea i primi due 787-9 all'inizio di giugno, seguiti da un terzo velivolo pochi giorni dopo. La giovane compagnia aerea punta a un ritmo di consegna di circa un 787-9 al mese per supportare la sua espansione.
Complessivamente, Riyadh Air ha in programma l'acquisto di un massimo di 72 Boeing 787 (39 ordini fermi e 33 opzioni), a cui si aggiungerà un ordine per un massimo di 50 Airbus A350-1000 e 60 A321neo per servire i mercati a medio raggio e nazionali. Questa combinazione dovrebbe consentire di impiegare una capacità significativa sulle principali rotte intercontinentali, in particolare verso Europa, Asia, Africa e Nord America, alimentando al contempo l'hub di Riyadh con una rete regionale più fitta.
“Vision 2030”.
Riyadh Air è uno dei progetti di punta della strategia "Vision 2030" dell'Arabia Saudita, che mira a trasformare Riyadh in un hub globale che colleghi Asia, Africa ed Europa, sviluppando al contempo il turismo e i servizi. La compagnia aerea, di proprietà del Fondo per gli Investimenti Pubblici (PIF), ha ottenuto il Certificato di Operatore Aereo (AOC) dall'Autorità per l'Aviazione Civile Saudita alla fine del 2024, seguito dall'autorizzazione ad avviare il servizio commerciale nel 2025.
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[post_content] => Il percorso del Trenino dell'Albula parte dall'antica Coira/Chur per poi attraversare il Mondo del Landwasser e raggiungere St.Moritz. Coira (592m di altitudine) è la città più antica della Svizzera e la capitale dei Grigioni: il cantone più ampio del paese, ma abitato solo dal 2,5% degli svizzeri, ovvero 205mila persone. Ricca di attrazioni culturali e naturali, si trova un un territorio montuoso - con cime che superano i 4000m - attraversato da 150 valli.
Anticamente Coira faceva parte della Rezia: una provincia dell’Impero Romano che, abitata dal popolo dei Reti, era collocata tra il sud e il nord della Alpi. Vi si stanziarono i Celti che la chiamavano “Coria” e controllavano le strade dirette verso l’Italia. Nel 15 aC arrivò l’allora pretore e futuro imperatore Tiberio, che ne comprese l’importanza strategica e fece costruire abitazioni, un forum e un ponte attraverso il quale le truppe romane raggiunsero poi la Germania. La convivenza fu pacifica e le lingue si mischiarono; oggi sono 3 gli idiomi ufficiali: dall’incontro del latino con il celtico è nato il romancio (parlato solo nei Grigioni), nelle 4 valli dirette verso l’Italia si parla l’italiano e dal 1464 si parla anche il tedesco. Coira ha una storia ricca e affascinante.
La ferrovia venne iniziata nel 1889 da un olandese: la moglie soffriva di tubercolosi e allora si pensava che l’aria fresca di località svizzere come Arosa, Laax, St.Moritz e Flims - da raggiungere in treno - potesse migliorare le condizioni di vita dei malati. Si costruì la tratta che da Landquart andava a Kloster e, poi, a Davos. In seguito la ferrovia si è estesa nel cantone arrivando a 382km, 3 dei quali sul suolo italiano con stazione a Tirano.
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Gli appassionati potranno visitare il Museo d’arte dei Grigioni, che raccoglie opere di importanti artisti locali come Alberto Giacometti, Giovanni Segantini, Ernst Kirchner e Angelica Kauffmann. A Coira si può anche visitare il futuristico Giger Bar, omaggio al creatore di Alien. A soli 3’ dalla stazione ferroviaria si trova la funivia che in 12’ porta al monte Brambrüesch (1600m), un altopiano dove si scia d’inverno e d’estate si possono percorrere sentieri escursionistici e piste ciclabili. A Coira, tra le diverse possibilità di accoglienza, c’è lo storico Hotel Chur, un 3* gestito dalla famiglia Schmid e specializzato in diverse attività: dalle escursioni in treno a quelle in centro città, dall’offerta mice ai percorsi in bicicletta. Si trova all’ingresso del centro storico in prossimità della stazione e offre 58 camere di 4 categorie.
Chiara Ambrosioni
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[post_content] => L'appuntamento è per il prossimo settembre, dal 3 al 6, quando in Spagna, ad Avila, andrà in scena un balzo indietro nel tempo di otto secoli grazie alle Jornadas Medievales Ciudad de Ávila.
Conosciute come il Mercado de las Tres Culturas, dedicato all’incontro tra le culture cristiana, ebraica e musulmana, l'evento è il più importante dell'anno per la città e uno degli appuntamenti più significativi della penisola iberica. Quest'anno il mercato si estenderà a quattro giorni, dal giovedì alla domenica, in risposta al grande apprezzamento del pubblico.
Il fulcro di tutto è la muraglia. Le mura di Avila sono un monumento che durante le giornate medievali diventa fondale vivo: si adorneranno di bandiere, stendardi e decorazioni ispirate all'epoca, mentre i camminamenti dell'adarve — il percorso sopraelevato a dodici metri d'altezza, con quasi 1.700 metri praticabili — offriranno una prospettiva che toglie il respiro sulla città e sui dintorni. Tra le novità di questa edizione spicca la riproposizione, dopo il successo dello scorso anno, della rievocazione dell'assalto alla sezione nord delle mura, con un accampamento militare d'epoca allestito lungo il perimetro.
Da vent'anni, ogni settembre, un gruppo di italiani percorre la strada per Avila. È La Comunità Montana di Camerino, nelle Marche, presente ininterrottamente dal 2005 con i propri sbandieratori. I loro lanci sono diventati parte integrante dell'identità delle giornate medievali, uno dei momenti più applauditi di un programma che non ne è avaro.
Tra gli spettacoli più attesi, le esibizioni di arcieri: 250 tiratori provenienti da tutta la Spagna si posizioneranno lungo le mura e scocceranno le loro frecce in un momento di grande effetto scenico,
Il sabato mattina, il cuore simbolico dell'evento: il Desfile de las Tres Culturas partirà da Plaza del Mercado Chico e attraverserà le vie del mercato medievale in un corteo di costumi riccamente ricamati, velluti, copricapi d'epoca e i celebri bailes de bandera.
Il Palacio de los Verdugo ospita ogni anno, già dal mese di agosto, la mostra fotografica che anticipa l'atmosfera delle giornate. Il Palacio de Superunda, che custodisce la Colección Caprotti-De la Torre - la raccolta d'arte dedicata alle opere del pittore italiano Guido Caprotti -, diventerà invece sede di una esposizione di costumi medievali e di laboratori di sartoria storica.
Avila è facilmente raggiungibile da Milano, Roma e dalle principali città italiane: il collegamento più comodo è un volo per Madrid e da lì autobus o treno ad alta velocità fino ad Avila: meno di un'ora e mezza di viaggio.
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Cala il sipario sul potenziale sviluppo intercontinentale dell'aeroporto di Milano Linate. Sulla prospettiva inizialmente delineata dal nuovo Piano nazionale degli aeroporti è lo stesso Enac a fare marcia indietro, per cui il city airport milanese continuerà ad avere soltanto i voli punto a punto e i collegamenti con una distanza massima di 1.500 chilometri.
Era stato Il Corriere.it a svelare che Linate «potrebbe essere aperto a nuove rotte extra Ue anche oltre i 1.500 chilometri» riportando il contenuto di una bozza del piano. A patto che le rotte venissero «operate esclusivamente con velivoli in configurazione business da compagnie legacy, per assicurare ai vettori una maggiore efficienza e una più ampia scelta nel definire i loro servizi di linea, conformemente ai diversi profili di domanda dei passeggeri, in modo trasparente e sulla base di criteri oggettivi».
La reazione di Sea, società di gestione degli scali milanesi di Malpensa e Linate era stata chiaramente contraria: «Il sistema dei due aeroporti è equilibrato: entrambi sono cresciuti, entrambi hanno trovato la loro vocazione. E ha funzionato - aveva dichiarato l'ad Armando Brunini - Non vedo motivo di rimettere in discussione qualcosa che ha dimostrato di reggere nel tempo».
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Ora l'Enac, «A seguito di successive valutazioni e approfondimenti» ritiene «che la modifica della previsione normativa di limitazione non possa essere affrontata nell’ambito del Piano stesso, ma piuttosto in un percorso di modifica del decreto ministeriale 01/09/2022. Si propone pertanto di eliminare dal Piano tale passaggio per lo scalo di Linate».
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