24 April 2026

Brussels Airlines decolla verso l’inverno: network potenziato, sia leisure sia business

Brussels AirlinesBrussels Airlines dà fiducia all’inverno, forte di una leggera crescita dei viaggi d’affari e un’elevata domanda leisure, soprattutto verso le destinazioni più calde, che lascia sperare in una stagione di vacanza prolungata, anche durante l’autunno.

Tra le novità del network della winter, l’aggiunta di Lanzarote (dal 31 ottobre) che si affianca a Tenerife e Gran Canaria. Kiev si unirà nuovamente alla rete, a partire dal 16 dicembre. Altra novità è il prolungamento di Yerevan, che prima era operato solo durante la stagione estiva.

Il network europeo include poi: Alicante, Barcellona, Basilea, Berlino, Bilbao, Birmingham, Bologna, Budapest, Copenhagen, Edimburgo, Faro, Francoforte, Ginevra, Göteborg, Gran Canaria, Amburgo, Lisbona, Lubiana, Londra, Lione, Madrid, Malaga, Manchester, Marsiglia, Milano Linate, Milano Malpensa, Nizza, Oslo, Parigi, Porto, Praga, Roma, Stoccolma (Bromma), Tenerife, Tolosa, Valencia, Venezia, Vienna e Vilnius. La compagnia volerà anche verso Atene, Heraklion, Kos e Rodi e Napoli fino alla fine delle vacanze autunnali.

Dal 31 ottobre tornano i voli su Hurghada, dopo uno stop che dura da marzo 2020; vero e proprio debutto invece per Marrakech, che si unisce al vasto network servito dal vettore in Africa. Infine, in risposta alla crescente domanda di viaggio verso gli Stati Uniti il vettore opererà i voli per New York Jfk quattro volte alla settimana durante la stagione invernale e potrebbe aggiungere voli extra durante il picco previsto per le festività.

 

 

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E, senza filtro alcuno, commenta il contesto e formula previsioni sui potenziali fallimenti di alcune compagnie aeree nel breve termine.\r\nIntanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. «Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze - avverte il ceo, ripreso da Adnkronos -. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi».\r\n\r\nInstabilità\r\nL'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait». Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti - Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, «anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità è totale: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.\r\n\r\nNonostante Ryanair abbia bloccato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% subisce gli aumenti vertiginosi del greggio: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un andamento che nel solo mese di aprile, è costato all'azienda 50 milioni di dollari extra. «Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni» spiega il ceo.\r\n \r\nUna pressione difficilmente sostenibile che potrebbe avere come conseguenza il termine delle operazioni di alcuni vettori: «Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air  ed airBaltic potrebbero fallire». Un'eventualità che sarebbe \"un'ottima notizia\" per il business della low cost irlandese. Ma il mercato è nervoso: Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran\". 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