20 dicembre 2024 09:37
British Airways ha sospeso tutti i voli tra Londra e Abu Dhabi a causa del protrarsi dei problemi legati alla fornitura dei motori Rolls-Royce Trent 1000 che equipaggiano la sua flotta di Boeing 787.
La rotta non verrà quindi operata durante la stagione estiva 2025, tra il 30 marzo e il 25 ottobre. Attualmente il vettore serve la destinazione ogni giorno utilizzando i 787-9, dopo lo stop forzato di quattro anni a causa della pandemia.
Il vettore britannico era già stato costretto a modificare il network a causa dei problemi del Trent 1000, eliminando il collegamento giornaliero da Londra Heathrow all’aeroporto internazionale di Dallas-Fort Worth nell’estate 2025 e cancellando le operazioni per l’aeroporto internazionale del Kuwait.
British si appresta inoltre a sospendere il secondo volo giornaliero da Londra Heathrow a Miami, annunciato a settembre, mentre quello tra Londra Heathrow e Nuova Delhi sarà mantenuto a 2 volte al giorno nell’estate 2025, anziché a 3 volte al giorno come precedentemente previsto.
La compagnia ha inoltre ridotto la capacità verso Doha, in Qatar, ha ritardato il lancio di un nuovo collegamento per Kuala Lumpur e ha tagliato i voli tra l’aeroporto di Londra Gatwick e l’aeroporto internazionale John F. Kennedy di New York dal 12 dicembre al 25 marzo.
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Tour operator ancora una volta in difficoltà a causa della crisi che ha colpito il Medio Oriente e, anche se indirettamente, molte altre aree del mondo. Se è vero che instabilità geopolitica e caro prezzi dei collegamenti aerei stanno scoraggiando l'advance booking tipico di questo periodo, è altrettanto vero che non tutte le aree del mondo si muovono allo stesso ritmo. Lo conferma Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer - World Explorer, che spiega come «attualmente la richiesta di preventivi sull'Africa sia del 10% circa superiore rispetto a quella registrata nel corrispondente periodo dello scorso anno. Un dato che testimonia inequivocabilmente come la voglia di viaggiare, di vivere esperienze autentiche e di scoprire territori lontani, sia entrata nel dna di noi italiani».
Un mercato imprevedibile
Simonetti traccia però un quadro chiaro: «La crisi in atto sta creando non pochi problemi a livello di aumento dei costi dei viaggi, che stiamo cercando di contenere intervenendo sia sulla marginalità sia sugli accordi con i nostri corrispondenti. A loro quali chiediamo non tanto di intervenire sui prezzi, quanto di rivedere le policy sulle tempistiche di conferma dei servizi. E devo dire che, in linea generale, i nostri partner stanno rispondendo favorevolmente».
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Lo comunica la stessa compagnia olandese in una nota, spiegando che la decisione è figlia "dell’aumento del prezzo del cherosene, che fa lievitare drasticamente i costi unitari sui voli a corto e medio raggio. Klm ha sottolineato che si tratta di un «numero limitato di voli all’interno dell’Europa che, a causa dell’aumento dei costi del cherosene, non sono più finanziariamente sostenibili».
"Nessuna carenza di cherosene"
Mentre il moltiplicarsi delle cancellazioni in alcuni paesi alimenta regolarmente le voci di difficoltà di approvvigionamento, Klm insiste sul carattere strettamente economico di questa riorganizzazione del network. «Non c'è carenza di cherosene», ha tenuto a precisare la compagnia, che punta esplicitamente a un aumento dei costi del carburante piuttosto che a una mancanza fisica di jet fuel.
Questo incremento della voce carburante si inserisce in un contesto già teso per Air France-Klm, che deve affrontare prezzi energetici volatili e requisiti crescenti in materia di incorporazione di Saf, nettamente più costosi del cherosene fossile. Secondo le analisi di settore, questi vincoli gravano in modo sproporzionato sui vettori europei, che devono procedere più rapidamente di molti dei loro concorrenti internazionali sulla strada della decarbonizzazione.
La compagnia informa che i "passeggeri interessati da queste modifiche saranno riprotetti sul prossimo volo disponibile. Trattandosi di destinazioni che Klm serve più volte al giorno, come Londra e Düsseldorf, i viaggiatori possono solitamente essere sistemati rapidamente".
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La bozza del piano d'azione per l'energia si concentra sui trasporti come area chiave di intervento. Bruxelles chiede agli Stati membri di promuovere sussidi per ridurre le tariffe ferroviarie e incentivare l'uso del trasporto pubblico per gli spostamenti quotidiani. Inoltre, promuove l'utilizzo di veicoli elettrici e la riduzione della dipendenza dalle auto private.
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[post_content] => Le conseguenze della guerra in Iran che si abbattono sulla domanda di viaggio e sui prezzi del petrolio avranno un impatto sui profitti di easyJet, dopo aver fatto lievitare i costi del carburante di 25 milioni di sterline solo nell'ultimo mese.
Kenton Jarvis, ceo della compagnia aerea (nella foto), stima un incremento della perdita ante imposte compresa tra 540 e 560 milioni di sterline per i sei mesi terminati lo scorso 31 marzo, in aumento rispetto ai 394 milioni di sterline della prima metà del 2024-25.
Secondo quanto riporta oggi The Guardian, easyJet resta comunque fiduciosa riguardo alle forniture di carburante: sebbene abbia coperto il 70% del proprio fabbisogno per il resto dell'anno fiscale fino a settembre, ha però evidenziato che ogni variazione di 100 dollari nel prezzo spot del carburante per aerei per tonnellata metrica comporta un aumento di 40 milioni di sterline nei costi per le forniture non coperte – e attualmente il prezzo è di circa 800 dollari superiore a quello precedente all'inizio del conflitto.
Jarvis sottolinea inoltre che la domanda rimane forte nel breve termine, ma che i viaggiatori stanno posticipando le prenotazioni a causa dell'incertezza economica.
Tuttavia, ha dichiarato che le forniture di carburante procedono normalmente e ha definito pura speculazione qualsiasi ipotesi di dover cancellare i voli - una possibilità sollevata da Michael O'Leary di Ryanair per la fine dell'estate, qualora lo stretto di Hormuz dovesse rimanere chiuso -.
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[post_content] => Agenparl, l'agenzia di stampa parlamentare, ci informa che il 15 aprile (cioè ieri), il ministro Mazzi ha incontrato le associazioni di categoria. Presso la sede del dicastero a Villa Ada. Ha incontrato i rappresentanti di Cna Turismo e Commercio, Assoturismo e Federturismo Confindustria per discutere, anche alla luce dell’attuale crisi internazionale, le priorità del settore, nel solco di un dialogo già consolidato negli ultimi anni. Gli incontri continueranno anche nei prossimi giorni con il resto delle categorie del settore.
Mi sembra una cosa buona e giusta. In un momento così complesso del turismo italiano, dove le cancellazioni si contano più delle prenotazioni, è naturale che il ministro del turismo abbia una quadro completo per agire di conseguenza secondo le modalità che verranno decise.
7 e 8 aprile
Un plauso al ministro. Il problema è un altro. Che ben prima di convocare le associazioni di categoria, il ministro Mazzi ha invitato, il 7 aprile, Sofia Goggia, e l'8 aprile Andrea e Veronica Bocelli. Niente da dire per carità sono due fenomeni nei loro campo e li amiamo entrambi. Ma Sofia Goggia fa la sciatrice (eccezionale sciatrice), mentre Bocelli è uno dei cantanti italiani più apprezzati nel mondo.
Certo ha tutto il diritto di farlo, ci mancherebbe, ma qualcuno non gli ha riferito lo stato delle cose del turismo organizzato? Appena seduto sulla poltrona di ministro doveva iniziare a consultare le associazioni del turismo organizzato.
E poi cosa c'entrano col turismo? Perché il ministro ha sentito l'urgenza di incontrare Goggia e Bocelli prima delle associazioni di categoria, che come ripeto sono relatori di problemi gravi e reali? E' un mistero. Per quanti sforzi faccia non riesco a capirlo.
Quali saranno allora i prossimi incontri? Fiavet, Astoi, Fto e altri o Gianni Morandi (è il primo nome che mi è venuto in mente, e comunque grande Gianni)?
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«Non commentiamo le voci di mercato e le speculazioni», ha dichiarato Spirit in un comunicato. La notizia, anticipata da Bloomberg nei giorni scorsi, arriva proprio mentre il comparto aereo statunitense sta chiudendo il picco di traffico legato alle vacanze di primavera.
Il carburante è la voce di spesa più consistente per le compagnie aeree dopo il costo del personale.
I sindacati dei piloti e degli assistenti di volo avevano fatto concessioni negli ultimi mesi nel tentativo di aiutare Spirit a sopravvivere. La compagnia aerea aveva pianificato di ridimensionarsi e concentrarsi sui periodi e sulle rotte di viaggio ad alta domanda nel tentativo di uscire dal fallimento già questa primavera.
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I problemi si sono aggravati dopo il richiamo dei motori Pratt & Whitney, che ha costretto a terra decine degli Airbus della flotta Spirit, a partire dal 2023 e la prevista acquisizione da parte di JetBlue Airways è stata bloccata due anni fa da un giudice federale.
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Alle porte di un’estate che si preannuncia ancora in larga parte condizionata dalla geopolitica, Aiav scommette sulla superiorità del turismo organizzato e trasforma l’attuale momento di crisi della domanda turistica in un’opportunità per riportare al centro dell’attenzione la sicurezza garantita dalle prenotazioni in agenzia di viaggio rispetto al fai-da-te. Una visione che trova la sua concreta applicazione nel portale Viaggiare Senza Problemi, fulcro del messaggio pubblicitario: il sito raccoglie le agenzie aderenti ad Aiav in possesso di tutti i requisiti di legge a tutela dei consumatori, ovvero licenza, direzione tecnica, polizza di responsabilità civile e fondo di garanzia, offrendo un punto di riferimento affidabile a chi desidera viaggiare senza brutte sorprese.
“La crisi in Medio Oriente è solo l’ultimo, ennesimo, stress test per il settore -dichiara Fulvio Avataneo, presidente Aiav -. Ancora una volta, i turisti assistiti dalle agenzie hanno beneficiato di un servizio risolutivo ed efficace, mentre chi aveva prenotato in autonomia si è trovato senza garanzie, a rincorrere fornitori irraggiungibili e fronteggiare costi spropositati. Con questa campagna vogliamo che ogni italiano capisca cosa significa avere al proprio fianco un agente di viaggio professionista: non solo quando tutto va bene, ma soprattutto quando le cose si complicano. Il 25° anniversario di Aiav è il momento giusto per portare questo messaggio nelle case di tutti gli italiani”.
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[post_content] => Le chiusure dello spazio aereo nei principali hub del Medio Oriente a causa del conflitto, hanno spinto al rialzo il traffico passeggeri del Gruppo Singapore Airlines.
Nel mese di marzo il gruppo, che include Sia e la low-cost Scoot, ha trasportato 3,8 milioni di passeggeri, pari ad una crescita del 14,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; il dato corrisponde inoltre al volume mensile di passeggeri più alto di sempre.
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