6 October 2026

Assaeroporti chiede la riduzione dell’addizionale comunale «che incide fino a 9 euro a biglietto»

Carlo Borgomeo, presidente di Assaeroporti

Assaeroporti a muso duro sulla questione dell’addizionale comunale: in una lettera aperta a Parlamento e Governo, l’associazione degli aeroporti italiani chiede di ridurre l’imposta che grava fino a 9 euro sul costo del biglietto e di destinare le risorse al Fondo del Trasporto aereo ed ai Comuni aeroportuali.

«I passeggeri in partenza dagli aeroporti italiani – spiega la missiva ripresa da La Stampa – pagano una tassa che varia, a seconda della città, tra i 6,5 e i 9 euro, direttamente caricata sul costo del biglietto aereo. È la cosiddetta addizionale comunale sui diritti di imbarco, una imposta che non solo rischia di aggravare il fenomeno del caro voli e di deprimere il mercato, ma è oggi di fatto estranea rispetto agli obiettivi della norma originaria».

«Negli anni, provvedimenti poco chiari e contradditori ne hanno incrementato l’importo, a danno della connettività dei territori, destinando gran parte del gettito a finalità non attinenti al trasporto aereo, come ad esempio i 3,5 euro versati genericamente all’Inps. Sporadiche iniziative, invece, hanno per brevi periodi abolito l’addizionale comunale su alcuni scali».

Assaeroporti con la lettera “chiede con forza di mettere ordine alla materia, rivedendo urgentemente l’intero quadro normativo e puntando ad una progressiva riduzione dell’imposta su tutti gli scali italiani, a partire da quelli più piccoli. L’obiettivo è quello di portare la tassa a 2,5 euro nell’arco di 5 anni, conservando le sole quote riservate al comparto: 1,5 e 1 euro destinate, rispettivamente, al Fondo del Trasporto Aereo ed ai Comuni aeroportuali.

«Le esigenze delle singole amministrazioni locali di ridimensionare o sopprimere la tassa o, all’opposto, di incrementarla per ragioni di Bilancio determinano oggi un quadro precario e frammentato, che contraddice i più elementari principi della concorrenza e condiziona la necessaria attività di programmazione degli operatori”, commenta il presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo.

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Le conseguenze pratiche per i consumatori potrebbero infatti rivelarsi a doppio taglio.\r\n\r\nSecondo i vertici di Ryanair e di altre compagnie di settore, l'obbligo di includere il trolley nella visualizzazione del prezzo base porterà alla progressiva scomparsa dei famosi biglietti super-scontati. Si stima che le tariffe base di partenza per i voli continentali potrebbero assestarsi intorno agli 80 euro. Tuttavia, associazioni dei consumatori sottolineano come questi rincari siano spesso solo \"apparenti\": oggi un biglietto da 20 euro finisce quasi sempre per costarne 70 o 80 una volta aggiunti il bagaglio, il posto a sedere e le fee di prenotazione. La riforma garantirà, semplicemente, che il passeggero conosca quel prezzo finale fin dal primo istante.\r\n\r\nL'eccezione Brexit: va ricordato che le regole europee si applicano a tutti i voli in partenza da un aeroporto dell'UE e a quelli diretti nell'Ue operati da vettori europei. 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L'A350 sarà impiegato su rotte a lungo raggio dall'hub di Amsterdam-Schiphol verso destinazioni come Toronto, rafforzando così il network globale della compagnia.\r\n\r\nL'A350 appena consegnato al vettore olandese è configurato con 331 posti suddivisi in tre classi: 34 suite in business class con accesso diretto al corridoio, 26 poltrone in Premium comfort e 271 posti in economy. L'aeromobile è dotato della spaziosa e confortevole cabina Airspace, progettata per migliorare l'esperienza di volo a lungo raggio sia per i passeggeri che per l'equipaggio grazie a un'ergonomia ottimizzata e a un maggiore comfort; offre inoltre una maggiore capacità per i bagagli, un'illuminazione d'ambiente avanzata e connettività satellitare ad alta velocità.\r\n\r\n\"Si tratta di un traguardo importante per Klm e per i Paesi Bassi - ha dichiarato Marjan Rintel, presidente e ceo della compagnia aerea -. 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