25 June 2026

Alitalia: niente collaborazione con Ryanair su Fiumicino

fiumicinoAlitalia rigetta al mittente la richiesta di collaborazione avanzata da Ryanair su Fiumicino e lo fa con una nota molto argomentata. Si parte dai ringraziamenti retorixci: «Alitalia ringrazia la società Ryanair per la sua proposta di collaborazione sull’aeroporto di Roma Fiumicino, ma tiene a ricordare che possiede una sua strategia, un suo Piano industriale, una sua flotta e propri equipaggi che le consentono di avere i necessari flussi di traffico per alimentare i collegamenti internazionali e intercontinentali in partenza dall’hub di Fiumicino. Ogni settimana Alitalia fa decollare e atterrare a Fiumicino oltre 2400 voli collegando lo scalo romano con 78 destinazioni». Poi si passa al pricing, vero punto di divaricazione fra le low cost e i vettori tradizionali. «I prezzi annunciati da Ryanair per i suoi nuovi voli da Fiumicino verso Catania, Palermo e Lamezia – continua la nota –  sono sostanzialmente in linea con quelli che già oggi Alitalia offre per gli stessi collegamenti. Ryanair ha annunciato per queste nuove rotte prezzi a partire da 49 euro sola andata. Alitalia già oggi offre per questi stessi collegamenti prezzi a partire da 52 euro sola andata: pochi euro di differenza per quanto riguarda il prezzo, ma un servizio, quello di Alitalia, completamente diverso e di maggior valore per il cliente. Inoltre, per particolari categorie di viaggiatori Alitalia offre biglietti a prezzi addirittura più convenienti di quelli Ryanair. Ogni mese Alitalia offre complessivamente 370.000 biglietti a prezzi intorno ai 50 euro per destinazioni nazionali ed internazionali. E’ bene sottolineare che in tutte le tariffe Alitalia sono sempre compresi: la possibilità di imbarcare gratuitamente un bagaglio in stiva, oltre al bagaglio a mano; snack e bevande a bordo; l’assegnazione del posto; il check-in in aeroporto (oltre al check-in via web o al mobile check-in) e l’opportunità di accumulare miglia con il programma dedicato MilleMiglia». Infine una nota abbatsanza polemica: «Spiace, infine, notare che, in tutti i Paesi avanzati, nei principali hub si evita la convivenza fra l’hub carrier e i vettori low cost che, non a caso, trovano spazio e operano in piccoli aeroporti lontani decine di chilometri dalle città».

 

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Ogni brand conserva una sua identità specifica e attraverso la piattaforma di Minor è possibile indirizzare il consulente di viaggio verso la struttura tagliata sulle esigenze del singolo cliente». La potenza di fuoco del gruppo è amplificata dal fatto di avere un sito web unificato e un programma fedeltà unico, ai quali si aggiunge anche Minor Pro Agencies Programme, il programma specifico riservato alle agenzie di viaggio.\r\n Focus lusso\r\nInnegabile che l’avventura del gruppo stia vivendo un importante sviluppo nel segmento lusso: «Attualmente Tivoli e Nh Collection sono i brand che stanno performando meglio quanto a ricavi e prezzo medio – dice Gilardi -. Anche se mantenere hotel di lusso richiede sicuramente un grande impegno, a cominciare dal costo del personale (all’Anantara Convento Amalfi, ad esempio, in una struttura di 52 camere lavorano 180 membri dello staff), c’è ancora ampio spazio di crescita per un segmento che, almeno in Italia, fino a qualche anno fa non era così sfruttato». E la ricchezza e varietà del nostro patrimonio e la presenza di innumerevoli siti Unesco rappresentano un importante valore aggiunto, in grado di attrarre la clientela high level.\r\n\r\n«Certo – ammette Gilardi – non può essere solo lusso, ma in questo momento si tratta di un segmento che catalizza l’attenzione del mercato e che ci consente di lavorare non solo sulle strutture ma anche sulle esperienze a contatto con il territorio».\r\nIl trend del mercato\r\nIn linea generale, Gilardi osserva un mercato «schizofrenico, con una booking window molto ristretta rispetto al passato. Questo trend riguarda anche i segmenti corporate e Mice, con le aziende che spesso dedicano all’ultimo minuto un budget ai viaggi».\r\nItalia in crescita\r\nL’andamento del nostro mercato è comunque positivo: «Quello italiano è fra i bacini internazionali che si stanno muovendo meglio»  malgrado la difficile congiuntura geopolitica. «Nel primo semestre dell’anno l’adr è cresciuto in media del 6%, ovviamente trainato da alcune località come la Sicilia, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno. Ottimi numeri anche su Napoli, Venezia, Torino. Meno bene Milano, che ha registrato valori un po’ più bassi rispetto al prezzo medio. A spingere i numeri sicuramente i grandi eventi, come la Biennale di Venezia o le Olimpiadi invernali».\r\n\r\nA fronte di questi risultati, il piano di espansione continua: «A fine anno dovremmo raggiungere le 63 strutture in Italia, per arrivare entro il 2030 a toccare la soglia delle cento. Un obiettivo molto ambizioso, che tuttavia ben si inserisce nel piano globale presentato dal nostro ceo, che auspica entro il 2028 di raggiungere un totale di 850 hotel nel mondo».\r\n\r\nIntanto, Gilardi anticipa tre nuove aperture entro l’anno in Italia, appartenenti ai marchi Tivoli, Nh Collection e Colbert. Proprio Colbert Collection ha inaugurato il suo primo hotel al mondo in Italia, il Porta Rossa Hotel Firenze. «Si tratta di un brand che seleziona boutique hotel dall’importante retaggio storico e con una specifica attenzione al progetto legato alla ristorazione, con la volontà di reinterpretare e sublimare la tradizione culinaria del luogo». Fra gli altri progetti, l’arrivo del brand Tivoli a Lecce con il Tivoli Palazzo 1880 Lecce.","post_title":"Minor Hotels, Gilardi: «Obiettivo a 100 strutture in Italia entro il 2030»","post_date":"2026-06-24T15:14:55+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1782314095000]}]}}