25 April 2026

Alitalia chiude la Milano Linate-Comiso

Comiso aeroportoAlitalia ha chiuso qualche giorno fa la rotta operata da e per Milano Linate su Comiso. La compagnia ha tagliato il collegamento bisettimanale perché ritenuto improduttivo e potrebbe sostituirlo nelle prossime settimane con un volo diretto dallo scalo siciliano per Torino. L’aeroporto di Comiso intanto ha chiuso il 2016 con un totale di 470 mila passeggeri, pari ad un incremento rispetto all’anno scorso ma di poco inferiore alle 500 mila presenze previste dal business plan. Durante l’anno appena chiuso lo scalo ha visto una diminuzione dei voli di Ryanair per Roma, che sono passati da quattro a tre alla settimana. «Vi sono però delle novità interessanti – sottolinea il presidente della società di gestione dell’aeroporto di Comiso, Rosario Dibennardo –: Ryanair dovrebbe tornare a quattro voli settimanali per Roma da qui a breve. Inoltre, vi sono trattative con Alitalia per un volo su Torino».

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Non si tratta necessariamente di extra spettacolari, ma di una diversa qualità della progettazione.\r\n\r\nUno dei cambiamenti più chiari riguarda la ricerca di itinerari che alleggeriscano il viaggio.\r\n\r\nIl cliente di fascia alta tende a premiare soluzioni che riducano l’attrito: meno attese, meno affollamento, più qualità nelle soste e maggiore controllo sull’esperienza.\r\n\r\nNegli Usa questa esigenza trova una risposta molto forte perché il territorio consente alternative e micro-scelte di grande impatto: visitare una zona in una fascia oraria diversa, scegliere accessi meno battuti, costruire una tappa urbana in modo più selettivo, soggiornare in lodge o hotel che migliorano davvero l’esperienza.\r\n\r\nÈ una forma di lusso più discreta, ma molto concreta, che si traduce in un viaggio percepito come più leggero, personale e intelligente.\r\nIl ruolo di Viaggiare in USA nel nuovo posizionamento del prodotto Stati Uniti\r\nIn un contesto in cui il prodotto Usa diventa più complesso e meno standardizzabile, la specializzazione torna a essere un vantaggio competitivo chiaro.\r\n\r\nÈ qui che il posizionamento di Viaggiare in USA assume rilievo: non solo come operatore dedicato a una singola destinazione, ma come player in grado di leggere l’evoluzione della domanda e tradurla in itinerari coerenti.\r\n\r\nQuando il viaggio richiede equilibrio tra città, parchi, road trip, esperienze premium e logistica, la competenza verticale non è un valore accessorio, ma parte integrante del prodotto.\r\n\r\nGli Stati Uniti richiedono infatti una conoscenza profonda del territorio, dei ritmi, delle stagionalità e delle combinazioni che funzionano davvero.\r\n\r\nLa specializzazione consente di costruire itinerari più precisi, più realistici e più vicini alle aspettative del cliente e di evitare gli errori più comuni: tappe troppo compresse, eccesso di chilometri, scelta poco efficace delle basi, costruzione di itinerari che “sulla carta” sembrano completi ma nella pratica diventano dispersivi.\r\n\r\nNel nuovo scenario del lungo raggio premium, quindi, il ruolo dell’operatore si sposta dalla distribuzione alla regia. 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