11 May 2021

Aeroporto Bologna, contrazione del 70% per il traffico passeggeri nei primi 9 mesi del 2020

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Il Consiglio di Amministrazione di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna S.p.A. ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2020.

«La pandemia dovuta al virus Sars-Covid-19 sta determinando una crisi senza precedenti nella storia del trasporto aereo con effetti dirompenti e critici, in primis, per i gestori aeroportuali, ma altresì per l’intera filiera – ha commentato Nazareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna – Ancora oggi, nonostante molti mesi di puntuale rendiconto dei negativi impatti e delle difficoltà che stiamo incontrando, non possiamo non sottolineare come le Istituzioni continuino a dedicare una scarsissima attenzione all’emergenza corrente per le società di gestione aeroportuale come per tutta la filiera economica che coinvolge imprese direttamente ed indirettamente coinvolte nel ciclo produttivo aeroportuale. Rinnoviamo pertanto la richiesta a tutte le Istituzioni affinché, come avvenuto in molti altri Paesi, e ciò altresì il linea con l’attuale regolamentazione UE in materia di Aiuti di Stato, sia assicurato ai gestori aeroportuali un supporto concreto, ed a questo punto sempre più urgente, che consenta agli scali di poter mantenere piani e impegni in materia di investimenti infrastrutturali e la tenuta dei livelli occupazionali”.

I primi nove mesi del 2020 si sono chiusi con un calo complessivo del traffico passeggeri pari al 70,4% rispetto allo stesso periodo del 2019 e con una riduzione dei movimenti del 59,6%. Il risultato, dopo l’ottima performance registrata nel mese di gennaio (+9,9% vs 2019) e nelle prime tre settimane del mese di febbraio (+5,3% vs 2019), risente della netta inversione di tendenza scaturita a partire dal 22 febbraio 2020 per effetto dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

L’aeroporto di Bologna è rimasto aperto ed operativo per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, seppur in presenza di volumi di traffico minimi, in quanto rientrante nella lista degli scali indicati dal decreto interministeriale n. 112 del 12 marzo 2020 (Ministero delle Infrastrutture di concerto con il Ministero della Salute). Alla cessazione del lockdown nazionale si è assistito ad una graduale, seppur modesta, ripresa del traffico aereo, con particolare riferimento alla componente domestica. Tuttavia, coerentemente a quanto osservato sia in ambito europeo che presso gli altri aeroporti nazionali, il recupero del traffico ha subito un rallentamento a partire dalla seconda metà di agosto, con coefficienti di riempimento degli aeromobili (Load Factor) da e per l’Aeroporto di Bologna in diminuzione rispetto alle settimane precedenti.

I provvedimenti nazionali che hanno limitato i voli da/per molti Paesi esteri, unitamente alla chiusura dello scalo dall’11 al 21 settembre per lavori programmati della pista di volo, hanno ulteriormente penalizzato i dati di traffico, che a settembre hanno nuovamente registrato una flessione superiore all’80% rispetto allo stesso mese del 2019. Contrariamente ai primi due mesi del 2020, in cui il forte aumento del traffico low cost ha coinciso con una sostanziale invarianza di quello del traffico di linea, la contrazione dei volumi nei mesi successivi ha interessato in egual misura entrambe le componenti. Dalla riapertura delle frontiere si è osservata in generale una ripresa più marcata del segmento low cost rispetto a quello del traffico di linea.

I ricavi consolidati nei primi nove mesi del 2020 ammontano a 53,8 milioni di euro, in calo del 43,1% rispetto ai 94,5 milioni registrati l’anno precedente, per via della contrazione del traffico dovuta alle misure poste in essere per fronteggiare l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19. I primi nove mesi del 2020 presentano un Margine Operativo Lordo (EBITDA) negativo per 1,1 milioni di euro, a fronte di un dato positivo di 36,2 milioni di Euro nell’analogo periodo del 2019, per effetto di una contrazione dei ricavi, strettamente correlata all’andamento del traffico, e di una maggiore rigidità dei costi, tenuto conto anche della struttura ad elevati costi fissi che contraddistingue i gestori aeroportuali. 




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