16 novembre 2020 12:08
Il Consiglio di Amministrazione di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna S.p.A. ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2020.
«La pandemia dovuta al virus Sars-Covid-19 sta determinando una crisi senza precedenti nella storia del trasporto aereo con effetti dirompenti e critici, in primis, per i gestori aeroportuali, ma altresì per l’intera filiera – ha commentato Nazareno Ventola, amministratore delegato e direttore generale di Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna – Ancora oggi, nonostante molti mesi di puntuale rendiconto dei negativi impatti e delle difficoltà che stiamo incontrando, non possiamo non sottolineare come le Istituzioni continuino a dedicare una scarsissima attenzione all’emergenza corrente per le società di gestione aeroportuale come per tutta la filiera economica che coinvolge imprese direttamente ed indirettamente coinvolte nel ciclo produttivo aeroportuale. Rinnoviamo pertanto la richiesta a tutte le Istituzioni affinché, come avvenuto in molti altri Paesi, e ciò altresì il linea con l’attuale regolamentazione UE in materia di Aiuti di Stato, sia assicurato ai gestori aeroportuali un supporto concreto, ed a questo punto sempre più urgente, che consenta agli scali di poter mantenere piani e impegni in materia di investimenti infrastrutturali e la tenuta dei livelli occupazionali”.
I primi nove mesi del 2020 si sono chiusi con un calo complessivo del traffico passeggeri pari al 70,4% rispetto allo stesso periodo del 2019 e con una riduzione dei movimenti del 59,6%. Il risultato, dopo l’ottima performance registrata nel mese di gennaio (+9,9% vs 2019) e nelle prime tre settimane del mese di febbraio (+5,3% vs 2019), risente della netta inversione di tendenza scaturita a partire dal 22 febbraio 2020 per effetto dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
L’aeroporto di Bologna è rimasto aperto ed operativo per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria, seppur in presenza di volumi di traffico minimi, in quanto rientrante nella lista degli scali indicati dal decreto interministeriale n. 112 del 12 marzo 2020 (Ministero delle Infrastrutture di concerto con il Ministero della Salute). Alla cessazione del lockdown nazionale si è assistito ad una graduale, seppur modesta, ripresa del traffico aereo, con particolare riferimento alla componente domestica. Tuttavia, coerentemente a quanto osservato sia in ambito europeo che presso gli altri aeroporti nazionali, il recupero del traffico ha subito un rallentamento a partire dalla seconda metà di agosto, con coefficienti di riempimento degli aeromobili (Load Factor) da e per l’Aeroporto di Bologna in diminuzione rispetto alle settimane precedenti.
I provvedimenti nazionali che hanno limitato i voli da/per molti Paesi esteri, unitamente alla chiusura dello scalo dall’11 al 21 settembre per lavori programmati della pista di volo, hanno ulteriormente penalizzato i dati di traffico, che a settembre hanno nuovamente registrato una flessione superiore all’80% rispetto allo stesso mese del 2019. Contrariamente ai primi due mesi del 2020, in cui il forte aumento del traffico low cost ha coinciso con una sostanziale invarianza di quello del traffico di linea, la contrazione dei volumi nei mesi successivi ha interessato in egual misura entrambe le componenti. Dalla riapertura delle frontiere si è osservata in generale una ripresa più marcata del segmento low cost rispetto a quello del traffico di linea.
I ricavi consolidati nei primi nove mesi del 2020 ammontano a 53,8 milioni di euro, in calo del 43,1% rispetto ai 94,5 milioni registrati l’anno precedente, per via della contrazione del traffico dovuta alle misure poste in essere per fronteggiare l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19. I primi nove mesi del 2020 presentano un Margine Operativo Lordo (EBITDA) negativo per 1,1 milioni di euro, a fronte di un dato positivo di 36,2 milioni di Euro nell’analogo periodo del 2019, per effetto di una contrazione dei ricavi, strettamente correlata all’andamento del traffico, e di una maggiore rigidità dei costi, tenuto conto anche della struttura ad elevati costi fissi che contraddistingue i gestori aeroportuali.
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[post_content] => Primo trimestre in crescita del 15,6% per il traffico al Torino Airport, per un totale di 1.426.300 passeggeri movimentati. Marzo 2026, in particolare, ha superato per la prima volta la soglia dei 500.000 passeggeri trasportati in un mese e risulta ad oggi il mese migliore di sempre, con 518.999 passeggeri (+15,6% su marzo 2025).
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[post_content] => Il mercato italiano continua a rappresentare un pilastro strategico per la Francia, con performance in crescita anche in uno scenario internazionale ancora incerto. Nel 2025, infatti, i flussi dall’Italia hanno generato 4 miliardi di euro di ricavi, segnando un incremento del 7%, a fronte di una sostanziale stabilità nei volumi, con 7,2 milioni di visitatori.
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[post_content] => Debutto all'aeroporto di Milano Bergamo per Qanot Sharq che ieri ha inaugurato il primo volo per Urgench: la compagnia aerea uzbeka, rappresentata da Distal Gsa Italia, rafforza così la propria presenza sul mercato italiano ed europeo, contribuendo ad ampliare l’offerta di collegamenti verso l’Asia Centrale, un’area in crescente espansione sia dal punto di vista turistico che commerciale.
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[post_content] => Allarme rosso nei cieli europei: la preoccupazione che avvolge l'intero sistema del trasporto aereo globale dall'inizio del conflitto in Iran si concretizza ora con la mancanza effettiva di carburante.
Di fatto, l'ultimo rifornimento di fuel per aerei proveniente da Golfo - prima del blocco dello stretto di Hormuz - è atteso a Rotterdam il 9 aprile, dopo di che il quadro che si prospetta è quello da tempo paventato dai vettori e dunque scorte in progressivo esaurimento, prezzi se possibile ancora più elevati e di conseguenza tagli ai voli estivi.
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[post_content] => Un 2025 da incorniciare per il gruppo Fs che archivia l'esercizio con il ritorno ai profitti: 30 milioni di euro, dato che ribalta nettamente il rosso da 208 milioni del 2024.
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