29 aprile 2019 12:42
American Airlines stima in 350 milioni di dollari l’impatto sui costi del grounding dei 24 Boeing 737 Max: è lo stesso ceo della compagnia, Doug Parker (nella foto) a segnalare le conseguenze sui conti del vettore durante la presentazione dei risultati del primo trimestre 2019. La stima tiene conto di un potenziale ritorno in servizio dei velivoli il 20 agosto prossimo. La messa a terra dei Max (dallo scorso 13 marzo) ha comportato per American la cancellazione di 1.200 voli nel primo trimestre, per una spesa di 50 milioni di dollari nel relativo periodo; complessivamente, dal 13 marzo al prossimo 19 agosto il vettore prevede la cancellazione di 15.000 voli operati dai Max e la riprotezione di 700 mila passeggeri.
Oltre ai 24 Boeing 737 Max 8 in flotta, American ne conta altri 74 in ordine.
Tornando ai conti del trimestre, il grounding dei Max ha comportato un calo del 5,4% del risultato operativo rispetto ai primi tre mesi dell’anno scorso; ma il profitto netto della compagnia è comunque aumentato del 16% raggiungendo i 185 milioni di dollari.
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La diffusione di piattaforme come Airbnb, infatti, ha reso più facile per i proprietari di immobili entrare nel mercato dell'affitto breve, e un maggiore numero di persone vede nelle locazioni turistiche un'opportunità di reddito aggiuntivo: sul solo AirBnB, ad agosto, sono in offerta oltre 700mila sistemazioni, di cui l’85% circa appartamenti riconvertiti all’ospitalità turistica, per la maggior parte gestiti direttamente dal proprietario. A stimarlo è Confesercenti, sulla base dei dati camerali e dell’analisi dei principali portali di locazione turistica.
Il fenomeno è particolarmente forte nelle grandi città: nei comuni con oltre 250mila abitanti le imprese della ricettività diffusa passano in dieci anni da 2.823 ad 8.579, con un incremento del 204%. Di poco inferiore quello registrato dai comuni tra 50 e 250mila residenti (+196%) e dalle località intermedie (+182% per i comuni tra 15 e 50mila abitanti). L’ondata del turismo diffuso non risparmia neanche piccoli e piccolissimi: case vacanze, affitti brevi e B&B crescono anche nelle località con una popolazione compresa tra 5 e 15mila abitanti (+136%) e nei micro-comuni con meno di 5mila residenti (+80%).
Desertificazione
“Complessivamente, una tripla metamorfosi per i nostri centri urbani: gli appartamenti diventano attività ricettive, i negozi ed i servizi essenziali spariscono e il commercio si dematerializza”, è il commento di Confesercenti.
“Un fenomeno che va monitorato con attenzione: la deregolamentazione di fatto in cui si è sviluppato il mercato degli affitti brevi in Italia ha già portato a gravi squilibri, favorendo le non-imprese e svuotando molte località di residenti e sostituendole con turisti. Un processo che contribuisce a rendere meno sostenibili le imprese del commercio di vicinato, già in difficoltà per la concorrenza delle grandi catene e delle piattaforme di eCommerce, che grazie alla loro struttura multinazionale pagano in proporzione meno tasse.
"Così si rischia di trasformare non solo le nostre località turistiche e i centri storici delle città d’arte in gusci vuoti, privi di servizi per chi vi abita tutto l'anno, ma di desertificare anche le località minori. Località dove sta diventando difficile persino trovare ATM e Bancomat attivi per ritirare denaro”.
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