5 February 2026

Peci: «Stiamo ripartendo bene». La Digital evolution di Quality Group

Marco Peci

L’evoluzione di Quality Group passa anche attraverso il digitale, l’innovazione, la condivisione e la formazione, il tutto declinato in ambiti e format differenti.

«In queste settimane alcuni nostri reparti sono ripartiti con buono slancio su Giordania, Israele, UAE, Mauritius, Seychelles e Maldive che si aggiungono alle destinazioni scandinave. Le vendite e le partenze, anche sotto data, sono oltre le aspettative che avevamo solo qualche settimana fa. Forti le aspettative e richieste anche per gli Usa e altre mete che potrebbero a breve riaprirsi. Il nostro gruppo, in questi lunghi mesi di pandemia, ha messo in campo nuovi strumenti digitali e un ricco calendario editoriale on line di appuntamenti e contenuti a disposizione delle agenzie e dei loro clienti. Tutte attività e mezzi volti a fornire gli strumenti necessari per affrontare la promozione delle destinazioni che man mano riapriranno e il cambiamento del mercato con nuove competenze, entusiasmo e in costante condivisione e sinergia con le agenzie di viaggio». Dichiara Marco Peci, direttore commerciale Quality Group.

Si parte quindi con la QG Digital evolution una nuova serie di attività e strumenti a disposizione delle agenzie che desiderano prendere parte al progetto, per coinvolgere i propri clienti e approcciarne di nuovi.

A fianco delle piattaforme Flexy, è a disposizione delle agenzie, da settembre 2021, una nuova piattaforma digitale per gestire i contenuti editoriali interamente prodotti da Quality Group da poter diffondere sui principali canali social in un’ottica di awareness e promotion.

In modo intuitivo e veloce, attraverso un programma dedicato, le agenzie possono condividere nelle loro pagine Facebook e account Instagram contenuti precostituiti, pronti all’uso, modulabili e personalizzabili, attingendo da 10 rubriche tra le più curiose e interessanti: i luoghi più fotografati del pianeta, esplora like a local, dove siamo nel mondo, lo sapevi che, food from the world, perché andare in e collegamenti live con il resto del mondo per conoscere la reale situazione delle destinazioni che vanno riaprendosi.

È iniziata da qualche giorno anche la Quality Group Academy che proporrà circa 550 incontri – dall’autunno alla prossima primavera – con gli ormai consueti approfondimenti su paesi, destinazioni e prodotti. Durante l’Academy verranno proposte alcune lezioni “digital” come anteprima del corso master promosso in partnership con Andrea Bosetti di Marketing digital mind. Un vero e proprio master in Digital marketing specificamente disegnato per il mondo delle agenzie di viaggi con l’obiettivo di far acquisire agli agenti tutte le competenze necessarie per divenire un Digital tourism pr specialist, un professionista 3.0 che all’expertise classica di un agente di viaggio possa affiancare competenze tecniche nella gestione dei social media, fondamenti di storytelling e copywriter, produzione video e fotografica, advertising e molto altro ancora.

Prosegue la collaborazione con Matteo Saudino, il professore di Filosofia più famoso del web, che nel corso di 4 incontri, all’interno della sezione Academy denominata QG Culture, spiegherà come sono nati i diversi sistemi di pensiero e le diverse società umane nei diversi continenti e come si siano evoluti per una comprensione più avanzata delle destinazioni che fanno parte della programmazione del Quality Group.

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È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.\r\n\r\nUn appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.\r\n\r\nUn approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».\r\n\r\nAl centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.\r\n\r\nDal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.\r\n\r\nUna visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».\r\n\r\n[gallery ids=\"506484,506485,506486,506487,506488,506489,506490,506491,506492\"]","post_title":"Palazzo di Varignana accende il confronto sulla sostenibilità che crea valore","post_date":"2026-02-04T09:40:19+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["palazzo-di-varignana","sostenibilita"],"post_tag_name":["Palazzo di Varignana","sostenibilità"]},"sort":[1770198019000]}]}}