29 March 2026

Gartour: Sandro Saccoccio nuovo direttore marketing

Gartour, da sinistra: Fabrizio Guidoni direttore vendite, Paolo Dello Strologo ceo, Stefano De Cupis direttore Eastern Europe, Sandro Saccoccio direttore marketing.

Gartour, da sinistra: Fabrizio Guidoni direttore vendite, Paolo Dello Strologo ceo, Stefano De Cupis direttore Eastern Europe, Sandro Saccoccio direttore marketing.

Sandro Saccoccio è il nuovo direttore marketing di Gartour. In carica dal 1° ottobre, il nuovo manager si occuperà dello sviluppo del marketing e del web per l’operatore che da anni è un consolidato protagonista dell’incoming in Italia. Gartour ha infatti appena aperto una terza sede in Cina a Guangzhou e oltre al mercato cinese, si occupa in particolar modo dell’accoglienza di turisti da Russia, Brasile, Sud America, Australia ed Emirati Arabi. Grazie all’esperienza riconosciuta, Gartour è stato appena nominato da Emirates dmc di riferimento in Italia: Emirates Holidays. Inoltre, l’anno prossimo aprirà i suoi programmi incoming anche al mercato italiano.

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È senza dubbio la nostra destinazione emergente più interessante».\r\nGli eventi del fine settimana hanno però bruscamente interrotto questa crescita.\r\n«Per le destinazioni che i governi di Stati Uniti e Regno Unito hanno inserito nelle liste no-go o no-fly abbiamo purtroppo visto un'ondata di cancellazioni», spiega Khaled. «I voli sono interrotti e i viaggi verso quelle aree sono praticamente sospesi».\r\n\r\nUn nuovo rapporto di Tourism Economics contiene previsioni sull'impatto della guerra sul turismo regionale, in linea con le valutazioni dell'alleanza.\r\n\r\n«Stimiamo che gli arrivi in ingresso in Medio Oriente possano diminuire dall'11% al 27% su base annua nel 2026 a causa del conflitto, rispetto alla nostra previsione di dicembre che indicava una crescita del 13%», affermano la direttrice delle previsioni globali Helen McDermott e la senior economist Jessie Smith.\r\n\r\n«In termini assoluti ciò significherebbe tra 23 e 38 milioni di visitatori internazionali in meno rispetto al nostro scenario di base, e una perdita compresa tra 34 e 56 miliardi di dollari (29-48 miliardi di euro) di spesa turistica. 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