Malattie rare, al via campagna 'She SpeaXX' per dare voce alle donne con malattia di Fabry
29/04/2026 11:57
Roma, 29 apr. (Adnkronos Salute) - Accendere i riflettori su una patologia rara ancora poco conosciuta, soprattutto tra le donne, e promuovere una maggiore consapevolezza sui sintomi spesso sottovalutati e non riconosciuti: con questo obiettivo è stata presentata oggi a Roma la campagna 'She SpeaXX', promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell'Associazione italiana Anderson-Fabry (Aiaf). L'iniziativa nasce nel mese dedicato alla Malattia di Fabry e punta a colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile. La malattia di Fabry è una patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da un deficit dell'enzima α-galattosidasi A, che comporta un accumulo progressivo di sostanze nei tessuti e un coinvolgimento multisistemico, in particolare a carico di rene, cuore e sistema nervoso, con importanti ricadute sullo stato di salute e sulla qualità di vita. Per lungo tempo considerata impropriamente una malattia quasi esclusivamente maschile, oggi è noto che anche le donne possono sviluppare manifestazioni cliniche significative: fino a pochi anni fa venivano considerate portatrici sane della patologia, in quanto eterozigoti, mentre oggi è noto che circa l'80% dei soggetti di sesso femminile possono presentare sintomi o segni della malattia. E il ritardo diagnostico può arrivare fino a 20 anni rispetto agli uomini.
A sottolineare il valore dell'iniziativa nel portare l'attenzione sulla medicina di genere anche nell'ambito delle malattie rare, e sull'impegno dell'azienda nel migliorare la conoscenza e la presa in carico delle pazienti, è intervenuta Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean di Chiesi Global Rare Diseases: "Con SheSpeaXX riaffermiamo il nostro impegno nel promuovere una maggiore attenzione alle specificità della malattia di Fabry nelle donne, dove la complessità e la variabilità delle manifestazioni richiedono un monitoraggio costante e accurato. L'iniziativa si inserisce in una visione più ampia che integra medicina di genere e presa in carico lungo tutto l'arco della vita, accompagnando le pazienti anche in fasi cruciali come la gravidanza e la maternità. In questo contesto, Chiesi Global Rare Diseases si impegna a favorire modelli di gestione sempre più personalizzati e proattivi, con l'obiettivo di migliorare la qualità del percorso di cura e supportare decisioni terapeutiche più tempestive e appropriate".
Nel corso dell'incontro è stato evidenziato come, specialmente nelle donne, la patologia presenti caratteristiche peculiari lungo tutto l'arco della vita, con manifestazioni che possono emergere in età adolescenziale o adulta e coinvolgere diversi organi in modo progressivo. "La questione di genere è rilevante nella malattia di Fabry, sia dal punto di vista clinico, che psicologico - ha spiegato Irene Motta, professoressa associata di Medicina interna all'università degli Studi di Milano - Le donne, infatti, risultano ancora oggi sottodiagnosticate: non di rado i tempi per arrivare a una diagnosi sono spesso più lunghi rispetto agli uomini e l'identificazione avviene nell'ambito di screening familiari avviati a partire da un probando maschile. Persiste inoltre l'idea che la donna sia meno gravemente colpita, nonostante la letteratura dimostri chiaramente che anche le pazienti possono presentare quadri clinici sovrapponibili a quelli maschili. Questa percezione - ha sottolineato Motta - è legata in parte alla grande eterogeneità delle manifestazioni cliniche e, in parte, a una conoscenza ancora non del tutto adeguata della malattia. Le criticità riguardano anche le diverse fasi della vita: dal desiderio di maternità alla gestione della genitorialità, fino alla menopausa e alle complicanze legate all’invecchiamento. A questo si aggiunge un ulteriore aspetto spesso trascurato: molte donne si trovano a ricoprire contemporaneamente il ruolo di paziente e quello di caregiver, sostenendo un carico emotivo significativo e talvolta duplice, che merita la stessa attenzione riservata alle manifestazioni organiche della malattia".
Particolare attenzione è stata dedicata alle complicanze d'organo, in particolare a livello cardiologico e renale, che rappresentano una delle principali cause di morbilità nelle pazienti. In merito al coinvolgimento cardiaco e alla necessità di una diagnosi tempestiva, è intervenuta Cristina Chimenti, professoressa associata di Cardiologia alla Sapienza università di Roma, referente cardiologico Malattia di Fabry, Policlinico Umberto I, Roma. "Nelle donne con malattia di Fabry - ha evidenziato - il coinvolgimento cardiaco non è un'evenienza rara, ma una manifestazione clinica frequente, caratterizzata da ipertrofia ventricolare sinistra e fibrosi miocardica progressive. Poiché i sintomi compaiono spesso più tardi rispetto agli uomini, una diagnosi tempestiva è fondamentale per instaurare precocemente le terapie specifiche capaci di rallentare l'accumulo di substrato ed evitare danni strutturali irreversibili. Fare prevenzione oggi significa riconoscere i segnali precoci per proteggere il cuore e cambiare radicalmente la qualità e l'aspettativa di vita delle pazienti".
Le complicanze possono riguardare anche altri organi, come nel caso del rene. "Nella malattia di Fabry, il rene rappresenta uno degli organi bersaglio più critici", ha aggiunto Eleonora Riccio, ricercatrice in Nefrologia presso l'Aou Federico II di Napoli, sottolineando "il ruolo cruciale del monitoraggio nel tempo per individuare precocemente il danno renale e intervenire in modo appropriato. L'accumulo progressivo di glicosfingolipidi innesca un danno che, se non intercettato tempestivamente, evolve dalla microalbuminuria verso l'insufficienza renale terminale. Oggi però lo scenario è profondamente mutato. Lo stato dell'arte ci vede impegnati in una medicina di precisione che affianca al consolidato trattamento eziologico con terapia enzimatica sostitutiva o con terapia chaperonica l'uso di emergenti terapie di supporto, che mirano alla stabilizzazione della funzione renale nel lungo periodo".
Proprio il monitoraggio regolare e multidisciplinare rappresenta uno degli elementi chiave nella gestione della malattia: controlli periodici e una presa in carico specialistica consentono infatti di intercettare precocemente l'evoluzione della patologia e ridurre il rischio di complicanze. Accanto agli aspetti clinici, è stato affrontato anche l'impatto psicologico e sociale della malattia, che nelle donne può essere amplificato da ritardi diagnostici, difficoltà nel percorso di cura e non ultimo dal peso, ovvero dal senso di colpa, della trasmissione genetica.
A proposito delle difficoltà vissute quotidianamente dalle pazienti e dai caregiver è intervenuta Stefania Tobaldini, presidente Aiaf. "Per troppo tempo la malattia di Fabry è stata letta attraverso una lente maschile, considerando le donne come portatrici sane: un preconcetto che ha causato ritardi diagnostici e una diffusa sottovalutazione dei sintomi, confusi con stress o sovraccarico psicologico. Le donne invece non sono spettatrici della malattia - ha precisato - ma sono a tutti gli effetti delle pazienti che affrontano manifestazioni subdole e spesso non riconosciute tempestivamente, e per le quali un monitoraggio accurato e costante sarebbe l'unica via per prevenire danni d'organo irreversibili. Questa sfida clinica - ha proseguito - si intreccia poi con un impatto sociale profondo: la donna riveste spesso un doppio ruolo, quello di paziente e di caregiver non solo dei propri figli, ma spesso anche del genitore, proprio per la natura ereditaria della patologia che può coinvolgere più persone in uno stesso nucleo familiare. Promuovere l'empowerment femminile significa offrire alle donne ciò che serve per trasformare un peso silenzioso in un ruolo attivo e consapevole".
La campagna 'She SpeaXX', che nasce simbolicamente nel mese di aprile, ha dunque l'obiettivo di rispondere a queste esigenze: informare, sensibilizzare e offrire alle donne strumenti concreti per riconoscere i segnali della malattia, dialogare con i medici e partecipare in modo più consapevole al proprio percorso di cura. L'evento ha rappresentato un momento di confronto tra clinici, l'associazione di pazienti e gli organi di stampa presenti, con l'obiettivo condiviso di contribuire ad aumentare la conoscenza della malattia di Fabry e favorire quindi un percorso diagnostico più tempestivo ed equo, anche in un’ottica di medicina di genere.
Fonte Adnkronos
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Decreto primo maggio (cioè quello per i lavoratori. Diciamo).
Iniziamo con le dichiarazioni entusiasmanti del ministro Mazzi: « Questi provvedimenti rappresentano un passo importante verso la stabilità e la crescita di un comparto centrale per il Paese, che richiede molta manodopera e presenta peculiarità di produttività non facilmente standardizzabili». Deve essere un grande ottimista il ministro Mazzi (del resto l'ha detto già).
Comunque andiamolo ad analizzare questo passo importante. Iniziamo dai bonus.
Bonus donne 2026: esonero contributivo al 100% fino a 650 euro mensili (800 euro nelle regioni ZES (regioni del sud ndr)) per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate.
Bonus giovani 2026: esonero al 100% fino a 500 euro mensili (650 euro nelle aree ZES) per under 35 senza impiego stabile;
Bonus ZES: incentivo specifico per le imprese del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle aziende fino a 10 dipendenti.
Sono quindi questi i salari che il governo prende in considerazione: 650 euro per le donne e 500 per i giovani (quindi per la stragrande maggioranza per il lavoro estivo). In questi casi il datore di lavoro non paga contributi. Bene.
Ma vi sembra degno pagare qualcuno anche che abbia 35 anni 500 euro? Ma sapete quanto sono aumentati i prezzi in questi anni. Con 500 euro, se sei fortunato, a Milano, affitti una camera, e i soldi sono già finiti.
L'inganno del TEC
Secondo. E qui, siccome la materia diventa complicata, chiedi aiuto all'Unione sindacale di base che scrive: «Ma una novità di un certo rilievo nel decreto Primo maggio c’è e non è positiva. All’articolo 7 il decreto stabilisce il criterio di “salario giusto” al quale dovrebbero attenersi i datori di lavoro che intendano accedere alle decontribuzioni previste dal decreto stesso.
E qui si nasconde l’imbroglio: il contratto adottato deve prevedere un trattamento economico complessivo, il cosiddetto TEC, non inferiore al trattamento economico complessivo previsto dal CCNL stipulato dalle organizzazioni più rappresentative. Ma il TEC è una misura estremamente diversificata da contratto a contratto, poiché comprende i minimi tabellari (il cosiddetto trattamento economico minimo, TEM) più tutte le figure accessorie della retribuzione, dalla 13esima alla 14esima, alle più diverse indennità, al welfare aziendale, ai premi di produttività, ecc. Confrontare i TEC di due diversi contratti è un’operazione molto complessa che apre la strada a infiniti contenziosi».
Quindi tribunali strapieni di cause. Ottimo lavoro Giorgia.
Infine la sintesi di Landini, che mi sembra quella più efficace: «In questo decreto, i 960 milioni che hanno stanziato vanno alle imprese. I lavoratori non prendono un euro».
Il ministro Mazzi dovrebbe abbassare i toni davanti ai problemi reali dei lavoratori, anche quelli del turismo. Altro che: «valorizzare le peculiarità proprie di alcuni settori economici, come il turismo». Non avete nessuna idea di cosa sia la valorizzazione dei lavoratori.
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[post_content] => La Turkish Airlines ha deciso di sospendere i voli verso 23 località durante i mesi di maggio e giugno, presumibilmente quelle con i margini di profitto più ristretti.
Tra le destinazioni interessate figurano Bissau, in Guinea-Bissau; Freetown, in Liberia; Hurghada, sul Mar Rosso egiziano; Juba, nel Sud Sudan; Luanda, in Angola; Lusaka, in Zambia; e un lungo elenco di altre città, soprattutto in Africa. Alcune si trovano anche in Asia centrale, come Kirkuk in Iraq e Turkestan in Kazakistan. Sono stati inoltre sospesi i voli verso cinque città in Iran.
In Europa, la compagnia interrompe le attività a Billund, in Danimarca, e a Lipsia, in Germania. Nelle Americhe, ovviamente, chiude l'aeroporto dell'Avana.
La destinazione di Hurghada, a differenza delle altre, sembra essere stata rimossa a tempo indeterminato dagli orari dei voli di Turkish Airlines.
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[post_content] => Kyoto City Tourism Association ha nuovamente scelto Open Mind Consulting per la rappresentanza per l’Italia, riattivando un presidio strategico su uno dei mercati europei più rilevanti per il turismo culturale di qualità.
Un ritorno che segna la ripresa di un dialogo mirato con trade e media, e conferma l’interesse crescente verso il pubblico italiano, da sempre attento all’autenticità dell’esperienza di viaggio.
Al centro della nuova fase è il progetto “Hidden Gems of Kyoto”, iniziativa chiave per promuovere una fruizione più sostenibile della destinazione e contrastare l’overtourism. L’obiettivo è chiaro: ampliare lo sguardo oltre i luoghi simbolo, guidando i visitatori verso una Kyoto meno conosciuta ma altrettanto identitaria.
Sei le aree protagoniste: Fushimi, Ohara, Takao, Yamashina, Nishikyo e Keihoku - ciascuna custode di un patrimonio autentico fatto di tradizioni, natura e ritmi locali.
«Rappresentare nuovamente Kyoto è per noi motivo di orgoglio e responsabilità. Il nostro obiettivo è restituire al mercato italiano una narrazione più completa e contemporanea della destinazione, valorizzandone anche gli aspetti meno noti ma straordinariamente evocativi» commenta Angela Marini, managing director dell’agenzia.
Un approccio condiviso anche da Viorica Fait, marketing&communication manager per la destinazione: «Kyoto non è una città da consumare, ma da vivere. Le Hidden Gems invitano a rallentare, a osservare, a lasciarsi sorprendere. È questa dimensione più intima e autentica che vogliamo portare all’attenzione dei viaggiatori italiani».
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[post_content] => Emirates ha pubblicato un operativo provvisorio per il periodo compreso tra il 1° e il 15 maggio 2026, che prevede il ripristino dei voli verso 16 destinazioni del network globale.
Le rotte ripristinate includono Adelaide, Algeri, Antananarivo, Bahrein, Beirut, Bogotà, Brisbane, Houston, Kuwait City , Los Angeles, Miami, Muscat , Orlando, Osaka Kansai, Phnom Penh e San Pietroburgo.
La compagnia aerea di Dubai opera ora circa il 77% dello schedule precedentemente pianificato, sulla base di un confronto tra gli orari del 1° febbraio 2026 e del 26 aprile 2026. I collegamenti per Baghdad, Bassora, Teheran Imam Khomeini e la tratta da Malé a Colombo rimangono cancellati. Il vettore segnala comunque che ulteriori modifiche rimangono altamente probabili.
Al contempo Emirates ha potenziato le frequenze in diverse regioni, con svariate rotte chiave a lungo raggio che stanno beneficiando di un aumento della capacità attraverso frequenze settimanali più elevate o l'impiego all'Airbus A380.
Tra queste rotte ci sono anche quelle europee e italiane in particolare: Parigi Charles de Gaulle passa da 17 a 21 voli settimanali; Madrid da 11 a 14 voli settimanali, con la ripresa del servizio A380 sui voli EK141/142.
Roma Fiumicino passa da 10 a 14 voli settimanali; Francoforte aggiunge la ripresa del collegamento con l'A380 sui voli EK045/046, oltre all'attuale operatività con il 777-300Er. Monaco raddoppia a due servizi giornalieri con il 777-300ER.
Milano Malpensa vede il collegamento terminale non-stop potenziato con l’A380, in sostituzione del 777-300Er; Barcellona passa a un servizio giornaliero con 777-300Er da tre voli settimanali.
Bologna e Venezia aumentano entrambe le frequenze settimanali; Vienna passa a un servizio giornaliero con l'A380, in sostituzione dei 10 voli settimanali con il 777-300Er.
Il vettore aumenta la capacità anche verso numerose città nel Regno Unito (Londra, Manchester, Newcastle) e negli Stati Uniti, da New York a Miami, da Washington a Orlando solo per citarne alcune.
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[post_content] => Costa Crociere in pista con il Giro del mondo 2028, un viaggio di 139 giorni che attraversa 5 continenti e 3 oceani, con soste prolungate nelle città più iconiche del mondo. In partenza da Savona il 25 novembre 2027, Costa Deliziosa accompagnerà gli ospiti alla scoperta di un itinerario che tocca 51 destinazioni in 29 Paesi, incluse 21 isole.
Oltre all’itinerario completo di 139 giorni da Savona, è possibile usufruire anche di una ulteriore opportunità di prenotazione per la crociera di 100 giorni di Costa Deliziosa con imbarco a San Francisco, raggiungibile con voli dai principali aeroporti e che include quindi le destinazioni tra Oceania, Asia e Africa fino al termine della crociera a Savona l’11 aprile 2028.
Un'esperienza straordinaria
«Con il Giro del Mondo 2028 Costa Crociere propone un’esperienza di viaggio straordinaria, con un’offerta pensata per chi desidera esplorare il mondo senza fretta. Un itinerario di 139 giorni che attraversa cinque continenti e tre oceani, con soste prolungate, overland esclusivi e momenti iconici come il Capodanno a Los Angeles e l’accesso a Celebration Key, isola privata alle Bahamas aperta per la prima volta agli ospiti Costa. È una proposta che unisce emozione, profondità e qualità, e che riflette la nostra capacità di creare viaggi riconoscibili e di grande valore, dedicati a esploratori del mondo e viaggiatori che vogliono assaporare ogni destinazione in modo autentico» ha dichiarato Luigi Stefanelli, vice president worldwide sales.
Dopo aver lasciato il Mediterraneo, in Nord America, il viaggio di Costa Deliziosa prende forma tra le icone delle East e West Coast, con soste prolungate a New York e Los Angeles, fino al Capodanno sulla costa californiana. Un percorso che può essere ulteriormente arricchito da esperienze esclusive, come il tour del Grand Canyon in elicottero. Tra le novità dell’edizione 2028, un’esperienza a Celebration Key, la nuova isola privata alle Bahamas, che apre per la prima volta agli ospiti Costa..
Dal sole dei Caraibi la rotta si apre verso l’immensità del Pacifico. Seguono tappe alle Hawaii, proseguendo nell’Oceania più autentica, con le atmosfere delle Fiji e delle Samoa. Il viaggio continua in Nuova Zelanda e in Australia.
L’Asia segna un cambio netto di atmosfera. Il Giappone è protagonista con Tokyo, dove la nave si ferma due giorni. Dopo altre tappe giapponesi e in Corea del Sud, si arriva a Hong-Kong punto di passaggio chiave del viaggio che continua in Sud est-asiatico, con tappe come Langkawi, in Malesia e Phuket, in Thailandia. Sri Lanka, Maldive, Mauritius, Africa australe, con Sudafrica, Namibia e Capo Verde sono le ulteriori tappe prima del rientro in Europa, passando dalle Canarie, Barcellona e Marsiglia, fino a Savona, dove tutto è iniziato.
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[post_content] => Aman Group ha annunciato lo sviluppo di Amansanu nella regione di Texas Hill Country, la sua sesta proprietà negli Stati Uniti e la sua prima destinazione ispirata ai ranch.
Situato a nord-ovest di Austin, il progetto si inserisce in un paesaggio di colline, scogliere calcaree e corsi d'acqua naturali, offrendo un ambiente appartato pur rimanendo collegato a un importante centro urbano. Il nome Amansanu deriva dal sanscrito e significa "vetta pacifica".
Come riporta TravelDailyNews, il progetto prevede la realizzazione di un resort composto da padiglioni indipendenti, oltre a un numero limitato di residenze a marchio Aman con servizi completi. Il design si concentra sulle viste panoramiche su valli e canyon, ponendo l'accento sulla privacy e sull'integrazione con l'ambiente naturale circostante.
Il progetto
Il progetto è stato ideato da Olson Kundig con un'architettura in armonia con la topografia della regione. Le strutture sono posizionate in modo da seguire i contorni naturali del terreno e incorniciare le viste sul paesaggio. Le strutture del resort includeranno un edificio principale, diversi ristoranti e un centro benessere e spa Aman situato lungo un ruscello naturale. Tra i servizi aggiuntivi saranno presenti campi da tennis, sentieri escursionistici e scuderie completamente attrezzate, che rappresentano la prima offerta in stile ranch del marchio.
La componente residenziale comprenderà un numero limitato di proprietà situate su lotti collinari a partire da dieci acri. Le residenze sono progettate con planimetrie a pianta aperta, materiali naturali e terrazze esterne.
Vlad Doronin, presidente e ceo di Aman Group, ha dichiarato: «La presenza di Aman negli Stati Uniti, con Amangiri, Amangani e Aman New York , riflette il nostro impegno nel creare rifugi in destinazioni caratterizzate da bellezze naturali e ricchezza culturale. La regione di Texas Hill Country incarna queste qualità, con i suoi paesaggi ondulati e uno spirito indipendente che si allinea perfettamente alla filosofia di Aman. Amansanu rappresenta un'evoluzione significativa per Aman nelle Americhe, introducendo una nuova espressione del marchio pur preservando la pace, la privacy e il legame con l'ambiente circostante».
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A giugno Chapter Chianti aprirà le sue porte fra le colline toscane. La struttura da 82 camere segna la seconda apertura nel portfolio Chapter Italia, sviluppato da Marco Cilia dopo il successo di Chapter Roma nel 2019. Situata all’interno di un villaggio medievale del XVI secolo restaurato e immerso in oltre 40 ettari di natura, la struttura ridefinisce l’ospitalità italiana.
Design di alto livello
Chapter Chianti offre qualcosa di inaspettato grazie all’intervento del designer sudafricano Tristan Du Plessis, dello studio Studio A, che ha trasformato l’antico borgo in una destinazione che sfida le convenzioni pur rispettando l’heritage locale. Una struttura fortemente orientata al mondo del design che combina l’affidabilità e il comfort di un hotel di livello con la personalità, il calore e la creatività di una struttura indipendente.
A guidare la proposta culinaria di Chapter Chianti è lo chef Vincenzo Martella, che porta con sé oltre vent’anni di esperienza nell’alta ristorazione e nell’hôtellerie di lusso.
Gli spazi dedicati alla ristorazione sono progettati per essere vivaci, rilassati e adatti a tutte le età, con un focus su gusto, atmosfera e convivialità. Osso, il ristorante di punta ispirato alle tradizionali macellerie e grill house italiane, celebra la cucina toscana a base di carne con un tocco contemporaneo. Il Pool Bar Parasole propone piatti leggeri di ispirazione mediterranea sotto le pagode di Crema Outdoor, mentre il Main Bar richiama l’energia di New York. Aggiungendo un tocco dal sapore street, Hey Güey — il food truck messicano del gruppo Chapter già presente anche a Chapter Roma — serve tacos ed empanadas.
La spa F.A.R.M. Social da 500 metri quadrati reinventa il concetto di wellness come esperienza comunitaria.
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[post_content] => Airbnb includerà le camere d'albergo nel suo catalogo per compensare il colpo subito a causa delle restrizioni sugli affitti turistici e per rilanciare il prezzo delle sue azioni, che è aumentato solo del 2% dall'inizio della pandemia. Per il momento, ha avviato un progetto pilota a New York, Los Angeles, Parigi e Madrid.
Questa espansione della sua offerta si concentrerà sui piccoli hotel, noti anche come boutique hotel, sebbene Airbnb non escluda future alleanze con altre catene alberghiere più grandi, al fine di ampliare il mercato e attrarre nuovi profili come i viaggiatori d'affari, che tendono a preferire questa tipologia di soluzione agli appartamenti privati.
Airbnb sta subendo le conseguenze delle restrizioni sugli affitti a breve termine di appartamenti turistici in alcune destinazioni, come New York o Barcellona.
Nel 2025, Airbnb ha registrato un utile netto di 2,511 miliardi di dollari, in calo del 5% rispetto all'anno precedente, nonostante le vendite siano cresciute del 10% a 12,241 miliardi di dollari, e la sua strategia prevedeva "aumentare la nostra presenza in più parti del mondo, espandere la nostra offerta e integrare l'IA nella nostra applicazione"
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[post_content] => Michael O'Leary, ceo del gruppo Ryanair, traccia un quadro aggiornato sulla situazione del trasporto aereo colpito dal conflitto in Medio Oriente. E, senza filtro alcuno, commenta il contesto e formula previsioni sui potenziali fallimenti di alcune compagnie aeree nel breve termine.
Intanto, se la guerra in dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, il ceo stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. «Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze - avverte il ceo, ripreso da Adnkronos -. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi».
Instabilità
L'area più esposta sarebbe la Gran Bretagna «che dipende direttamente dal Kuwait». Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell'Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti - Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, «anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità è totale: «Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità». Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.
Nonostante Ryanair abbia bloccato l'80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% subisce gli aumenti vertiginosi del greggio: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un andamento che nel solo mese di aprile, è costato all'azienda 50 milioni di dollari extra. «Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni» spiega il ceo.
Una pressione difficilmente sostenibile che potrebbe avere come conseguenza il termine delle operazioni di alcuni vettori: «Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air ed airBaltic potrebbero fallire». Un'eventualità che sarebbe "un'ottima notizia" per il business della low cost irlandese. Ma il mercato è nervoso: Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran". Difficile fare previsioni sull'andamento delle operazioni di Ryanair, nessuno ha la sfera di cristallo: «Non abbiamo visibilità sui prezzi del carburante a giugno, per non parlare del prossimo inverno».
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