18 luglio 2017 14:33
Rimanere bloccati in aeroporto è il peggior incubo di qualasiasi passeggero di una campagnia aerea. Nel primo semestre del 2017, FlightStats riporta che quasi un volo su 5 in Europa (403.247 su 2.075.208) ha subito qualche tipo di problema.
Tuttavia il vero incubo inizia quando un volo viene cancellato. In questo caso, i passeggeri sono costretti a fare i salti mortali per trovare un albergo sul posto con una camera disponibile. I passeggeri abbastanza fortunati da trovare una camera devono poi rimanere in aeroporto, allineati in lunghe code, con una notevole carenza di informazioni in tempo reale, per aspettare che gli addetti della compagnia aerea, asseidati dalla folla, consegnino loro i voucher che devono essere presentati all’albergo per ottenere una camera.
Questo è il modo in cui le cancellazioni dei voli sono sempre state gestite. Ma oggi, grazie a una nuova tecnologia mobile, disponibile da Travelport per la prima volta nel settore, tutto questo disservizio grave appartiene al passato.
Travelport lancia Travelport Resolve – un nuovo prodotto per le compagnie aeree che mette il viaggiatore al primo posto, automatizzando la ricerca e la distribuzione delle camere alberghiere, la riprenotazione dei voli, dei pasti e del trasporto in un’unica esperienza digitale e integrata, ogni volta che un volo viene cancellato o rinviato. Travelport Resolve consente alle compagnie aeree di gestire i problemi in modo veloce e preciso, comunicando immediatamente ai passeggeri ogni eventuale variazione del loro itinerario e quindi permettendo loro di utilizzare il loro dispositivo mobile per trovare e prenotare rapidamente la loro sistemazione alberghiera preferita tra quelle disponibili.
«Bastano pochi e semplici tocchi sul loro dispositivo mobile: Travelport aiuta i passeggeri con voli cancellati a evitare la frustrazione delle code per i voucher alberghieri e di ristorazione e a raggiungere velocemente una comoda camera d’albergo” – spiega Derek Sharp, senior vice president and managing director di Travelport per l’Air Commerce – Per le compagnie aeree, Travelport Resolve aiuta i vettori a migliorare il servizio ai clienti in caso di volo cancellato, evitando un notevole danno al loro brand e offrendo l’occasione di costruire una buona relazione con i clienti colpiti dal problema».
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[post_content] => Ita Airways ha cancellato «circa il 38% del proprio operativo» previsto per oggi a seguito della «proclamazione di azioni di sciopero che coinvolgono il settore del trasporto aereo in Italia (...) della durata di 8 ore (dalle 10:00 alle 18:00)».
Sulla pagina web della compagnia aerea è possibile consultare la lista dei voli cancellatiThe link will be opened in a new browser tab.
Ita invita inoltre «tutti i viaggiatori che hanno acquistato un biglietto per la giornata dello sciopero, a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, sul sito ita-airways.com, nella sezione Stato del volo, oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto».
Il vettore ricorda che «i passeggeri che hanno acquistato un biglietto Ita Airways per viaggiare l’11 maggio, in caso di cancellazione o di modifica dell'orario del proprio volo, potranno cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto (solo se il volo è stato cancellato o ha subito una partenza anticipata di oltre 60 minuti o un ritardo pari o maggiore di 5 ore) entro e non oltre il 18 maggio chiamando il numero +39 06 85960020 dall'Italia e dall'estero, oppure contattando l'agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto».
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[post_content] => Le compagnie aeree non possono aumentare retroattivamente il prezzo del biglietto aereo già acquistato "semplicemente perché il carburante è risultato più costoso di quanto previsto".
A chiarire, una volta per tutte, la questione è la Commissione europea che, come previsto, ha adottato il pacchetto di linee guida rivolto al settore del trasporto aereo colpito dalla crisi in Medio Oriente.
In pratica le compagnie aeree i cui termini e condizioni consentono ancora l’applicazione di supplementi carburante dopo la vendita del biglietto “devono modificarli, in quanto non conformi al regolamento sui servizi aerei“.
“In questo momento l’aumento dei prezzi di carburante è chiaramente prevedibile”, spiega Anna-Kaisa Itkonen, portavoce della Commissione europea responsabile per il dossier, lasciando intendere che i vettori non possono approfittare della situazione. Ad ogni modo mette in chiaro che in Commissione europea “non consideriamo il caro-carburanti come circostanza eccezionale“. Quindi, “aumentare i costi di biglietti già acquistati non è giustificabile, e pone questioni di concorrenza leale” e funzionamento del mercato unico e delle sue regole. Pertanto non è consentito addebitare retroattivamente costi aggiuntivi come i supplementi carburante".
La questione rimborsi per i voli cancellati
La Commissione precisa inoltre che il diritto al rimborso per i passeggeri aerei va sempre garantito a meno di circostanze eccezionali. In tal senso, “le cancellazioni causate da prezzi del carburante eccezionalmente elevati, a differenza delle carenze locali di carburante, non possono essere considerate come ‘circostanze straordinarie’“.
Resta fermo che il caso di mancanza di carburante il volo può essere annullato e il diritto al rimborso potrebbe essere negato, ma “la carenza va dimostrata - sottolinea Itkonen -. In questo momento non vediamo alcuna evidenza tangibile di carenze”.
Viene ribadito quindi che i passeggeri a cui è stato cancellato un volo devono beneficiare del diritto al "rimborso, all'imbarco su un altro volo o al ritorno, all'assistenza in aeroporto e al risarcimento in caso di cancellazioni dell'ultimo minuto".
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Genova continua a crescere sul fronte turistico, rafforzando il proprio posizionamento come destinazione culturale, outdoor e sempre più internazionale. Dalla destagionalizzazione ai nuovi mercati esteri, fino al valore delle sinergie tra pubblico e privato, l’assessore al Turismo Tiziana Beghin racconta a Travel Quotidiano la fase positiva che sta vivendo il capoluogo ligure.
Assessore, Genova sembra attraversare un momento particolarmente favorevole per il turismo. Quali sono oggi i segnali più evidenti?
La percezione della città è cambiata molto. Sempre più persone ci raccontano di vedere Genova come una destinazione vivace, frizzante, autentica. Lo vediamo anche dal numero crescente di influencer e creator che arrivano spontaneamente per raccontarne le bellezze, spesso ancora poco conosciute. Genova sta tornando a occupare un posto importante nel panorama turistico internazionale e i numeri confermano questo percorso, con incrementi vicini alla doppia cifra nelle presenze.
Quanto è importante la collaborazione tra amministrazione e operatori privati nello sviluppo turistico della città?
È fondamentale. Il turismo funziona davvero quando si lavora in sinergia e si promuove la destinazione nella sua interezza. In questo senso iniziative come quella dei “Libri della Buonanotte” dell’Hotel Bristol Palace rappresentano un esempio molto bello di valorizzazione dell’identità cittadina. È un progetto di qualità, capace di lasciare un ricordo autentico a chi soggiorna a Genova. Gli operatori stanno investendo molto e l’amministrazione continuerà a supportare queste collaborazioni perché contribuiscono a rafforzare l’immagine della città nel mondo.
La destagionalizzazione resta uno degli obiettivi principali. Su quali mercati state lavorando?
Stiamo puntando molto sull’Est Europa e sul Nord Europa. Penso, ad esempio, alla Polonia, che è un mercato in forte crescita e sul quale stiamo investendo con attività promozionali dedicate. L’obiettivo è consolidare Genova come destinazione all season. E i risultati si vedono già: durante le ultime vacanze natalizie abbiamo registrato un aumento del 27% delle presenze rispetto all’anno precedente, che sale al 40% per gli stranieri, con circa 63 mila visitatori in più nelle due settimane centrali.
Quali sono gli elementi che permettono a Genova di proporsi come meta turistica tutto l'anno?
Sicuramente il clima mite aiuta, ma il vero valore aggiunto è la varietà dell’offerta. Genova unisce mare, cultura e outdoor in modo unico. Abbiamo un patrimonio culturale straordinario, fatto di musei, palazzi, chiese e mostre di grande livello, ma anche una componente outdoor sempre più apprezzata: trekking, biking, il sistema delle fortificazioni con panorami spettacolari sul mare. A questo si aggiunge tutto il turismo legato al mare, non solo balneare ma anche esperienziale e sportivo, fruibile in tutte le stagioni. È un mix che permette anche di allungare la permanenza media dei visitatori.
Come stanno evolvendo invece i mercati internazionali e il turismo crocieristico?
Il turismo crocieristico continua ad avere un ruolo importante soprattutto in termini di visibilità della destinazione. Molti visitatori scoprono Genova attraverso le crociere e poi tornano successivamente per soggiorni più lunghi. Inoltre stiamo collaborando con alcune compagnie per proporre itinerari dedicati alla scoperta della città, delle botteghe storiche e dello shopping. Esiste infatti anche un turismo luxury molto interessante, in particolare dal Sud America, attratto dal made in Europe e dalla convenienza fiscale sugli acquisti.
In un contesto internazionale ancora incerto, Genova riesce a mantenere competitività rispetto ad altre destinazioni mediterranee?
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(Enzo Scudieri)
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In Ue la Commissione Europea lavora a nuove linee guida rivolte alle compagnie aeree per affrontare la crisi del carburante. Il documento dovrebbe includere raccomandazioni tecniche dell'Agenzia Ue per la sicurezza aerea. Tra le questioni affrontate, anche la possibilità di importare carburante di tipo "A" utilizzato negli Stati Uniti.
E il 5 maggio, il commissario Ue ai trasporti, Apostolos Tzitzikōstas, in audizione in commissione trasporti del Parlamento europeo, ha precisato: "Al momento non ci sono prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei. Tuttavia, la situazione è piuttosto critica e dobbiamo essere pronti, e lo siamo, per tutti gli scenari".
Tzitzikōstas ha chiarito che, se un volo viene cancellato per reale mancanza di carburante, questo può essere considerato una "circostanza eccezionale". Di conseguenza, i passeggeri avranno diritto al rimborso, ma non all'indennizzo automatico.
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[post_content] => In tutto il mondo, le rotte aeree con un basso volume di passeggeri vengono cancellate in massa. Lo evidenzia una recente analisi della Iata, secondo la quale circa 6.500 collegamenti esistenti l'anno precedente sono stati soppressi nel 2025, la stragrande maggioranza dei quali relativi a rotte con una bassa capacità di posti a sedere.
Il rapporto indica che le rotte con meno di 20.000 posti all'anno rappresentano il 41,8% della rete globale, ma sono responsabili del 91,8% delle cancellazioni. All'interno di questo gruppo, anche i collegamenti più piccoli (meno di 10.000 posti all'anno) rappresentano oltre i tre quarti delle cancellazioni, pur raggiungendo a malapena poco più del 20% del numero totale di rotte esistenti.
Tutte le regioni del mondo
Il fenomeno interessa tutte le regioni senza eccezioni. In Nord America, dove quasi la metà delle rotte è a basso volume di traffico, il 97% delle cancellazioni si è verificato in questo segmento. In Europa, queste rotte rappresentano il 45% del totale, ma sono responsabili del 92% delle chiusure. Situazioni simili si registrano in America Latina, Africa, Asia-Pacifico e Medio Oriente, con tassi di cancellazione molto elevati anche su queste tipologie di rotte.
La Iata riconosce che, dal punto di vista operativo, queste tipologie di rotte registrano una domanda più debole e meno stabile, risultando quindi meno redditizie. A ciò si aggiungono fattori quali l'aumento dei costi operativi e le fluttuazioni della domanda. Di fatto, le compagnie aeree spesso operano con frequenze ridotte, su rotte regionali con aeromobili più piccoli o con collegamenti occasionali utilizzando aerei più grandi.
Tuttavia avverte che molti di questi collegamenti sono essenziali per le regioni remote, dove rappresentano un anello fondamentale per l'accesso ai servizi di base e all'attività economica. Pertanto, esorta i paesi a valutare questo equilibrio e ad attuare misure di protezione per evitare che la perdita di rotte riduca ulteriormente la connettività e ostacoli lo sviluppo di queste comunità.
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[post_content] => Ne è passata tanta di acqua sotto i ponti da quando “i ragazzi di Ostia”, come ama definirli il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, hanno cominciato la propria avventura nel mondo del turismo. Da allora i tre soci – insieme a Curzi anche Roberto Maccari e Stefania Fusacchia – hanno costruito un piccolo impero nel mondo del turismo organizzato, forte di una squadra di 170 dipendenti e di un giro d’affari 2025 pari a 160 milioni.
Ma il cuore, almeno qualche volta, richiama alle origini. Ed è proprio questa strategia, «non solo basata sul valore del business, ma su una visione forse un po’ romantica» che ha portato l’azienda a «mettere in sicurezza il marchio Cts Viaggi» come commenta a caldo dopo l’acquisizione del brand lo stesso Curzi.
Un brand che ha fatto la storia del turismo organizzato. «Si tratta di un’operazione differente rispetto a quelle relative all’acquisizione di Marcelletti prima e di Chinasia poi. In questo caso, abbiamo voluto preservare un marchio storico (Curzi ha lavorato in Cts dal 1984 al 1986, ndr) e onorare la memoria di Luigi Vedovato, che ne ha guidato la nascita e il successo. Un progetto geniale, precursore dei tempi, che fin dagli anni Settanta parlava di network di agenzie, di turismo giovanile e di mercato b2c. Un progetto che purtroppo non ha saputo poi adeguarsi a un mercato che ha vissuto cambiamenti profondi».
Operazione nostalgia
“Operazione nostalgia”? «Può darsi – replica Curzi-. Quel che è certo è che per un rilancio futuro del brand non penso tanto al mercato dei giovani quanto a una linea di prodotto che vada a intercettare quanti avevano conosciuto e apprezzato il marchio proprio negli anni Ottanta e Novanta».
L’intuizione nasce da una constatazione importante: «I viaggi di gruppo vanno molto forte e il turismo organizzato, al di là degli eventi contingenti, sta prendendo quota in maniera decisa. E anche se a oggi registriamo in generale un calo sensibile, sono certo che alla fine verremo premiati con un aumento sul 2025, in particolare proprio nel segmento gruppi».
Gruppi che tuttavia, in base all’analisi dei dati effettuata da Idee per Viaggiare, «non sono omogenei. Dai qui la necessità di clusterizzare il cliente indipendentemente dalla fascia di soggiorno prescelta».
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[post_content] => Si chiama “Prenota senza pensieri” l'iniziativa che easyJet dedica ai viaggiatori preoccupati dai potenziali aumenti di prezzo dei voli per le vacanze estive. La compagnia aerea garantisce tariffe bloccate dopo la prenotazione e che i passeggeri non subiranno successivi aumenti di prezzo o supplementi per il carburante. Nella remota ipotesi in cui ci fosse necessità di cancellare il volo, per motivi indipendenti dalla volontà della compagnia aerea, ai clienti easyJet sarà sempre garantito il rimborso o l’offerta di un volo alternativo.
Nella stagione estiva, grazie alla completa operatività del network, il vettore prevede di trasportare oltre 50 milioni di passeggeri in tutta Europa. Per quanto riguarda l’Italia, sono 12 le novità della stagione, a cui si aggiungono due nuovi collegamenti da Napoli per Bordeaux e Cairo West (Sphinx), disponibili per l’acquisto da domani, 6 maggio, per volare a partire da dicembre.
«Comprendiamo che gli eventi globali possano influire in questo momento sulla fiducia dei viaggiatori e che molti sono preoccupati da costi aggiuntivi e imprevisti, ma vogliamo che tutti possano prenotare i voli per le proprie vacanze con serenità. Per questo abbiamo lanciato la nostra promessa “Prenota senza pensieri”, così i nostri passeggeri possono essere certi che il prezzo pagato al momento della prenotazione non cambierà e che non applicheremo supplementi per il carburante - ha dichiarato Lorenzo Lagorio, country manager Italia di easyJet -. E dopo aver trasportato un numero record di passeggeri durante il periodo di Pasqua, confermiamo la piena operatività del nostro programma estivo, che pure si arricchisce di due nuove rotte dedicate ai nostri viaggiatori campani: Napoli-Bordeaux e Napoli-Cairo West (Sphinx)».
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[post_content] => «Non siamo preoccupati. Almeno non nell'immediato»: Lorna Dalziel, country manager Italia di Condor, spiega la posizione del vettore tedesco in relazione al complesso contesto attraversato dal trasporto aereo a causa del conflitto in Iran, con particolare riferimento al caro carburante.
Grazie alla politica di hedging portata avanti dalla compagnia «posso affermare che per tutta l'estate siamo tranquilli. Poi, certo, i cambiamenti geopolitici possono accadere, con conseguenze imprevedibili, ma ad oggi il nostro fabbisogno di carburante è coperto». E anche a livello tariffario la manager tranquillizza partner e passeggeri: «Non abbiamo aumentato i nostri prezzi e non abbiamo in preventivo di farlo», salvo, ancora una volta, eventi straordinari.
Lorna Dalziel sottolinea come, a favore della compagnia, giochi poi il fatto di non soffrire «di over capacity su nessuna rotta. I tre voli giornalieri, sia da Venezia sia da Milano sono operati con A320neo - o talvolta da Malpensa con un Embraer - quindi parliamo di 180 o 100 posti, che per il 35%, a volte anche il 40%, sono occupati da passeggeri p2p su Francoforte. E dal nostro hub non abbiamo comunque così tanti voli lungo raggio giornalieri da riempire come accade per altri vettori. Questi ultimi, considerati l'andamento delle prenotazioni, spesso molto sotto data, sono costretti a cancellare voli o rivedere rotte. Ma non è il nostro caso. Anzi, Condor si trova a gestire su alcune destinazioni, richieste che vanno oltre la capacità disponibile» come ad esempio verso l'oceano Indiano con Mauritius e Zanzibar, tra i principali desiderata dei viaggiatori italiani.
La manager conferma poi come la situazione in Medio Oriente si rifletta su una maggiore attrattività di alcune deestinazioni «dai Caraibi all'Alaska passando da Mauritius» e sulle richieste del trade: «Da sempre l'Italia è un late booking market, ma mentre in passato gli operatori che avevano dei gruppi prenotati in questo periodo avrebbero già confermato, ora a causa della grande incertezza dei viaggiatori, ci stanno chiedendo una time limit extension. La nostra risposta è ovviamente improntata alla flessibilità, così da trovare un punto d'incontro». Un legame, quello con il trade, sempre più strategico e importante che «oggi convoglia il 70% delle vendita in Italia».
Da notare, come «i bookings individuali si sono molto diversificati, e per questo abbiamo aumentato la capacità su Mauritius (5 frequenze a settimana), Zanzibar e Mombasa (4 frequenze settimanali su entrambe), Cancun e Punta Cana (voli giornalieri); Bangkok viene servita tutto l'anno, come pure Johannesburg. Infine, una destinazione che prima era vista molto costoso è Antigua, che invece sta andando tantissimo d'inverno, mentre d'estate vendiamo tantissimo Alaska».
I piani futuri
Con nove voli al giorno durante la stagione estiva dall'Italia a Francoforte - da Milano (annuali, anche se d'inverno le frequenze sono due), Venezia e Roma - Condor ribadisce il grande interesse per il nostro mercato, lasciando spazio a nuovi investimenti: «Ora il focus principale è quello di portare tutti i voli ad una operatività annuale: Roma per certo, direi dal prossimo anno, e poi vedremo per Venezia. E, sì, per il 2027 potremmo avere ulteriori sorprese».
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A un mese dal suo insediamento come area manager per Italia e Malta di Royal Jordanian, Hamza Abzakh si presenta al trade italiano portando con sé una lunga esperienza all’interno della compagnia, maturata anche sul mercato libanese.
Negli ultimi anni, in uno scenario internazionale complesso, Royal Jordanian ha garantito la continuità delle proprie operazioni. «Non abbiamo mai interrotto completamente le attività, se non nei casi in cui alcuni aeroporti sono stati chiusi per ragioni legate allo spazio aereo. Per il resto abbiamo continuato a volare, soprattutto in Europa, assicurando la massima regolarità possibile».
Uno scenario non privo di criticità, in particolare sul fronte dei costi. «L’aumento del prezzo del carburante ha avuto un impatto importante. Abbiamo lavorato per gestire al meglio sia il fuel sia i costi assicurativi, con l’obiettivo di contenere gli effetti sulle tariffe. Tuttavia, gli aumenti sono stati inevitabili, anche se differenziati a seconda delle aree».
Italia mercato chiave e sviluppo del network
Nonostante ciò, la compagnia guarda avanti, puntando con decisione sul rilancio del turismo verso la Giordania. «Il Paese si è confermato una delle destinazioni più sicure della regione. Il turismo non si è mai fermato del tutto: abbiamo registrato solo una lieve flessione, più legata a una generale cautela nei viaggi che a timori specifici. Ora ci aspettiamo una ripresa della domanda».
In questa direzione, Royal Jordanian sta lavorando a stretto contatto con il trade. «Sono in programma diverse iniziative con i partner italiani e i tour operator, che conoscono bene la destinazione e sono pronti a rilanciare i programmi».
Parallelamente, la compagnia prosegue il piano di rinnovamento della flotta. «Abbiamo già introdotto nuovi aeromobili e aggiornato gran parte della flotta con servizi moderni: nuovi sedili, sistemi di intrattenimento e Wi-Fi. Anche la flotta Airbus è stata rinnovata con A320 e A321 di nuova generazione».
Sul lungo raggio, l’attenzione è rivolta ai Boeing 787. «Stiamo aggiornando gli interni dei 787 con le tecnologie più avanzate e prevediamo l’arrivo di nuovi 787-9, più capienti, per sostenere l’espansione del network».
Espansione del network che riguarda diverse aree geografiche: «Stiamo riaprendo rotte in India e Africa precedentemente sospese e continuiamo a crescere in Europa e negli Stati Uniti».
L’Italia rappresenta uno dei mercati chiave. «Operiamo voli giornalieri su Roma e stiamo lavorando per rendere giornaliere anche le frequenze su Milano. Inoltre, Venezia è tra le destinazioni in programma, con alcune frequenze settimanali». Un legame, quello con il nostro Paese, che affonda le radici nella storia della compagnia. «Il primo volo di Royal Jordanian è stato proprio su Roma: per noi l’Italia ha un valore storico e strategico».
Guardando avanti, il piano industriale è chiaro: «Entro il 2028 puntiamo a una flotta di 40–45 aeromobili, tra Embraer, Airbus e Boeing 787, per coprire tutte le tipologie di rotte».
Già oggi, sottolinea Abzakh, la flotta è relativamente giovane, soprattutto sul segmento narrow-body.
Sul fronte commerciale, la stagionalità resta un fattore determinante. «L’estate è sempre un periodo importante: la domanda si mantiene su livelli positivi e confidiamo in un buon andamento della stagione, pur in un contesto ancora variabile. Continuiamo a lavorare per mantenere prezzi competitivi e una disponibilità adeguata».
In parallelo, arrivano segnali incoraggianti dal mercato turistico. «Stiamo registrando un progressivo miglioramento della domanda verso la Giordania, soprattutto in vista dell’alta stagione e con prospettive interessanti anche per l’autunno. Riceviamo diverse richieste da parte di gruppi e operatori, con prenotazioni che iniziano ad allungarsi su orizzonti più lunghi, fino alla Pasqua 2027. In un contesto internazionale ancora incerto, il quadro resta positivo, pur mantenendo un approccio prudente».
Sul piano operativo, la compagnia ha dimostrato capacità di adattamento. «Non abbiamo cancellato voli, ma modificato alcune rotte quando necessario, mantenendo la continuità delle operazioni e garantendo collegamenti efficienti e sicuri».
(Quirino Falessi)
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