13 May 2026

Traveller Made: crescita ponderata

Quentin Desurmont

Quentin Desurmont

I numeri di Traveller Made, gruppo di agenzie che fa del viaggio di lusso il proprio core business attraverso interessanti partnership con dmc, destinazioni, alberghi, sono decisamente interessanti. «Abbiamo raggiunto, dopo due anni e mezzo di vita, 190 agenzie affiliate, partendo dalle 14 iniziali  – spiega Quentin Desurmont, presidente della Peplum.com, travel planner, fondatore della prima rete di agenzia dedicate al lusso al mondo -. Lavoriamo con 430 partner alberghieri e 60 dmc, in maniera diretta e personalizzata, che portano l’intera rete a muovere un fatturato di 1,3 miliardi di euro. La rete è in via di espansione, ma con grande selezione perché è importantissimo stabilire, mantenere e consolidare il vero standard che perseguiamo nei 48 paesi del mondo dove esiste un nostro presidio». Il punto focale è come catturare ancora più consensi nel mondo del turismo del lusso: essere ispirati e trovare soluzioni per accattivarsi un mercato che esige professionalità, capacità, fantasia e conoscenza. Nel mondo esiste un livello di ricchezza concentrato in pochissimi individui, che in Traveller Made definiscono “ultra wealthy individuals”. Ed è proprio in questo ristretto ed esigentissimo bacino di utenza che si muovono gli affiliati in un’ottica di condivisione collaborativa reciproca con un occhio attento alla globalità dei mercati, non chiusi nella realtà dei propri paesi.

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I nostri due brand, Una Hotels e Una Esperienze, ci consentono di adattare l’offerta rispettivamente ai segmenti upscale e upper-upscale, mantenendo sempre un’identità italiana forte e riconoscibile. Il valore aggiunto è radicato nell’incontro tra territorio e innovazione: ogni struttura interpreta la propria destinazione in modo unico, valorizzando identità e cultura locale con standard e servizi evoluti, pensati per un’ospitalità contemporanea. 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L’Italia resta il nostro primo mercato con una quota del 32% e un andamento stabile, mentre gli Stati Uniti, che rappresentano il secondo mercato con l’11,6% di share, hanno registrato una crescita del 3,4%. Leggermente in calo invece l’area Dach (-2,5%), che si conferma il terzo bacino di riferimento con il 7,5% di contribuzione. 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