5 aprile 2023 12:16

Matteo Ciccalè
Il mercato dell’e-commerce raggiungerà i 740,2 miliardi di euro nel 2022 a livello globale con un tasso di crescita annuale del 12,50% e con un volume di mercato previsto di 1.054 miliardi di euro entro il 2025. A partire da queste stime condivise, la fintech Scalapay ha recentemente condotto uno studio sugli effetti del modello buy now pay later (bnpl) analizzando i dati di oltre 3.500 brand, inclusi alcuni protagonisti dell’industria dei viaggi.
Si scopre così che le esigenze e le aspettative dei consumatori e-commerce sono aumentate. E ciò ha portato i rivenditori ad adattarsi rapidamente a questo trend, sforzandosi di garantire ai propri acquirenti metodi di pagamento dinamici e un processo di checkout efficiente e produttivo (fattore determinate per arrivare alla conclusione dell’acquisto). Secondo le statistiche, il 21% degli utenti web non completa infatti il check-out se la procedura di pagamento è più lunga di 1 minuto, mentre il 15% abbandona l’acquisto se non trova tra le opzioni il proprio metodo di pagamento preferito.
Il punto di forza dei servizi bnpl è dunque legato alla user experience. Un modello che, sostiene la ricerca, in Italia negli ultimi anni ha portato a un aumento del 48% del valore medio degli ordini, dell’11% del tasso di conversione e del 64% di tasso di acquisto ripetuto, generando inoltre un incremento del 55% dei clienti totali. Il mercato buy now pay later ha inoltre un tasso di crescita annuo del 27% e supererà i 3 miliardi di euro complessivi entro il 2026. Le ragioni sono molteplici: la principale è l’esperienza di acquisto più rapida e semplificata (52%), seguita dai servizi sicuri (27%), dai marchi affidabili (9%) e dallo stesso frazionamento del pagamento (6%).
Anche il settore del travel ha raggiunto notevoli risultati con Scalapay. Qui il buy now pay later è responsabile oggi, secondo i dati della fintech, del 12% di tutte le transazioni online. La soluzione bnpl incide anche sull’aumento del valore medio della transazione, fino a un +45%, mentre 500 euro è l’importo medio degli acquisti effettuati dai clienti online e nei negozi fisici dei brand che utilizzano Scalapay come metodo di pagamento. Infine, un ultimo dato da evidenziare, è la percentuale di ordini provenienti dai clienti che utilizzano già Scalapay: si aggira intorno al 48%, rispetto al totale degli ordini effettuati.
“Siamo molto orgogliosi di questo report che racchiude mesi di analisi e risultati raggiunti grazie al lavoro svolto insieme ai nostri partner – commenta il partnerships director travel di Scalapay, Matteo Ciccalé -. In particolare nel segmento dei viaggi, siamo orgogliosi di essere anche gli unici a poter dare dati concreti sull’impatto del buy now pay later. Grazie agli oltre 500 brand che ci hanno scelto nel mondo del tour operating, degli hotel & resort, dei trasporti e delle attrazioni ed esperienze, abbiamo infatti raccolto numeri preziosi, che ci posizionano come un riferimento nel settore. Siamo molto felici di poter condividere e rendere pubblici questi risultati e di aiutare la travel industry a utilizzare al meglio questo potente strumento di acquisizione clienti e di marketing”.
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[post_content] => Un piano di investimenti da 64 milioni di euro: è quello annunciato per l'Aeroporto dello Stretto dal sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro e dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, insieme al nuovo presidente di Sacal. Obiettivo: "proiettare Reggio e la sua area metropolitana al futuro e farlo in maniera stabile".
Come si legge dall'Ansa, nei 64 milioni di interventi rientrano la nuova area partenze (36 milioni); l'adeguamento funzionale del distaccamento aeroportuale dei Vigili del fuoco (2,5 milioni); demolizione di ruderi e manufatti pericolosi con riqualifica della intera area antistante la struttura aeroportuale (3,5 milioni); riqualifica della pavimentazione dell'area di movimento aeromobili (3,5 milioni); riqualifica ambientale dell'area a valle dello scalo, prospiciente il mare (3,5 milioni); interventi per security e la digitalizzazione dell'intero aeroporto (5 milioni); e infine gli interventi di riqualificazione dell'intera viabilità di accesso e transito prospiciente lo scalo, per la quale sono destinati quasi 8 milioni.
Vigna ha poi evidenziato come lo scalo "passerà dalle 36 rotazioni dello scorso inverno alle 43 di quest'anno, con una offerta di 30.000 posti in più rispetto alla passata stagione".
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La presentazione si terrà in una delle location più affascinanti e panoramiche della città: la splendida terrazza di Ecoverticale. Questo spazio non è solo un luogo di ospitalità, ma un hub culturale e di co-working, fondendo l'architettura scavata nel tufo con l'innovazione sociale.
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[post_content] => Renfe archivia il 2025 con un utile netto consolidato di 60,2 milioni di euro, a fronte delle perdite di 2,9 milioni registrate un anno prima, segnando così il ritorno del bilancio in attivo per la prima volta dal 2019.
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Il volume di passeggeri è stato nuovamente uno dei principali fattori alla base del miglioramento economico: nel corso del 2025 Renfe ha trasportato 531,4 milioni di persone, mentre i ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti sono aumentati del 19%, raggiungendo i 2 miliardi di euro. Tale crescita dell’attività si è riflessa in particolare su Renfe Viajeros, che ha chiuso l’esercizio con un utile netto superiore a 70 milioni, contro i 5,4 milioni del 2024.
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[post_content] => Bilancio positivo per Volver tour operator, fondato in Liguria da Giada Marabotto nel 2012. L’operatore prevede di chiudere il 2026 con un volume d’affari che sfiorerà i 10 milioni di euro. Volver opera con sedi a Genova e Savona nei segmenti turismo scolastico, viaggi tailor made, gruppi proprietari, luxury travel e incoming in Liguria. Di fronte ad un turismo che continua a generare domanda, Volver tiene a sottolineare che una delle sfide del turismo organizzato è passare dalla logica del fatturato a quella della crescita sostenibile. L’impegno non deve essere indirizzato solo ad aumentare le vendite ma a costruire le persone e le competenze necessarie per gestirle.
Obiettivo crescita sana
«Nel nostro settore parliamo molto di fatturato, ma movimentare più denaro non significa necessariamente avere un’impresa più sana – spiega Giada Marabotto -. Quando aumentano i volumi devono crescere anche organizzazione, competenze, marginalità e capacità di controllo».
Ancora una volta l’intermediazione è di fronte ad un cambiamento. «Internet non ha eliminato le agenzie, ha eliminato una parte del lavoro per il quale il cliente era obbligato a rivolgersi a noi. L’AI accelererà questo processo. Dobbiamo diventare più utili proprio nelle cose che sono difficili da fare da soli. E nell’empatia, nella relazione umana che nessuna AI potrà mai toglierci».
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[post_content] => Blackstone si sta preparando per l'Ipo di Hotel Investment Partners (Hip), uno dei maggiori proprietari di asset alberghieri nell'Europa meridionale, con l'intenzione di avviare le negoziazioni tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Secondo Cinco Días, il fondo statunitense sta già predisponendo la documentazione necessaria da presentare alla commissione nazionale del mercato dei valori spagnola.
L'operazione, come riporta Hosteltur, porterebbe in Borsa una società con 61 hotel e circa 20.000 camere in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, con un portafoglio valutato intorno ai 6 miliardi di euro. Le sue proprietà sono concentrate principalmente in località turistiche e sono gestite con marchi appartenenti ad alcune delle principali catene alberghiere internazionali, come Hyatt Hotels Corporation, Marriott International, Hilton, Meliá Hotels International, Barceló Hotel Group e Minor Hotel.
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Gli azionisti di Hip
Attualmente Blackstone controlla il 65% di Hip, mentre il fondo di Singapore Gic detiene il restante 35%. Il gruppo statunitense sta valutando diverse opzioni per cedere la propria partecipazione nella società dallo scorso anno, tra cui una potenziale vendita a Gic.
Prima del debutto in borsa, la struttura societaria di Hip dovrebbeessere riorganizzata per consolidare i diversi portafogli immobiliari attualmente facenti parte del gruppo sotto un'unica società.
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Santander, Morgan Stanley, Citi, BNP Paribas e Goldman Sachs sono tra gli enti che coordineranno l'operazione, insieme ad altre banche internazionali.
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[post_content] => George Kamal, ceo ad interim e direttore generale del gruppo Kenya Airways, si è dimesso dopo meno di un anno dall’assunzione dell’incarico.
In un comunicato di i ieri, 1° settembre, la compagnia aerea africana ha spiegato che Kamal si è dimesso per motivi personali.
Kamal rimarrà in servizio presso Kenya Airways per un periodo di transizione di 30 giorni prima di lasciare formalmente la compagnia, il prossimo 30 settembre. In precedenza aveva ricoperto la carica di direttore operativo della compagnia aerea per tre anni, prima di essere nominato ceo ad interim del gruppo 16 dicembre 2025.
Il cda del vettore ha nominato Habil Waswani, segretario della società e direttore dei servizi legali e della conformità normativa, come nuovo ceo ad interim, con effetto dal 15 settembre 2026. In parallelo viene avviato un processo di selezione per la nomina di un ceo a titolo definitivo.
La società ha affermato di rimanere concentrata sulla propria strategia di risanamento, con gli obiettivi primari di garantire l’affidabilità operativa, tornare a risultati finanziari positivi e sostenibili e raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati.
L’uscita di scena di Kamal arriva infatti in un momento difficile per Kenya Airways, con un primo semestre 2026 chiuso con un rosso da 123 milioni di dollari.
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[post_content] => Secondo i dati dell'ufficio nazionale di statistica e informazione, Cuba ha accolto 419.863 visitatori internazionali tra gennaio e luglio 2026, con un calo del 62,8% rispetto a 1.128.831 visitatori registrati nello stesso periodo del 2025.
Gli ultimi dati confermano un calo del turismo internazionale già evidente nel 2025, quando Cuba ha accolto 1.810.663 visitatori stranieri, circa il 18% in meno rispetto al 2024. Gli arrivi internazionali sono stati circa 2,2 milioni nel 2024 e 2,4 milioni nel 2023. I volumi attuali, come si legge su TravelDailyNews, restano ben al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia. Cuba ha accolto oltre 4,2 milioni di visitatori internazionali nel 2019 e circa 4,6 milioni nel 2018. Le autorità cubane hanno precedentemente stimato le entrate annuali del turismo a circa 3 miliardi di dollari, con il settore che storicamente rappresenta una delle principali fonti di valuta estera del Paese.
I mercati di riferimento
Nei primi sette mesi del 2026, il Canada si è confermato il principale mercato di provenienza per i turisti cubani, con 127.645 visitatori. A titolo di confronto, nello stesso periodo del 2025 si erano registrati circa 478.000 visitatori. Tra gennaio e luglio, i cubani residenti all'estero hanno generato 88.525 visite, rispetto alle 140.546 dell'anno precedente. Gli arrivi dagli Stati Uniti sono stati 37.351, in calo rispetto ai circa 77.200 dell'anno precedente, mentre la Russia ha registrato 21.374 visitatori e il Messico 19.828.
La contrazione degli arrivi ha coinciso con cambiamenti sostanziali nel settore alberghiero cubano. Il governo cubano ha annunciato a fine luglio che sette catene alberghiere internazionali avevano lasciato il Paese, dopo aver gestito in precedenza il 46% delle camere d'albergo. Tra gli operatori internazionali che hanno sospeso o ridotto le proprie attività figurano Meliá Hotels International, Iberostar, Barceló, Blue Diamond Resorts, Archipelago International, Atg e Royalton.
Il 24 luglio Meliá ha completato il suo ritiro da Cuba, ponendo fine alla gestione delle proprietà rimanenti dopo aver precedentemente ridotto il proprio portafoglio. Il gruppo spagnolo gestiva 34 hotel nel Paese ed era presente a Cuba dal 1990. Anche Iberostar e Barceló hanno cessato le loro attività alberghiere a Cuba nel corso del 2026, dopo precedenti riduzioni dei loro portafogli. Royalton è stato tra gli operatori alberghieri internazionali che hanno ridotto o sospeso le attività a seguito del mutamento delle condizioni operative.
A fine luglio, il primo ministro cubano Manuel Marrero ha dichiarato all'Assemblea Nazionale che il 73% delle strutture alberghiere del Paese era chiuso e che circa 25.000 dipendenti del settore alberghiero si trovavano senza una normale attività lavorativa. Le prestazioni del settore alberghiero si erano già indebolite significativamente prima dell'ultima contrazione. Il tasso di occupazione medio degli hotel di Cuba è sceso al 18,9% nel 2025, oltre quattro punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente.
Nel corso del 2026, anche la connettività aerea internazionale è stata influenzata dalla carenza di carburante per aerei e dal mutare delle condizioni operative. Compagnie aeree come World2Fly, Air France, Turkish Airlines, Iberia e Air Canada hanno sospeso o ridotto i voli verso Cuba in diversi momenti dell'anno.
Il contesto operativo per i visitatori internazionali è stato ulteriormente compromesso a giugno, quando le transazioni con Visa e Mastercard hanno cessato di funzionare a Cuba. Sono rimasti disponibili altri metodi di pagamento in valuta estera, tra cui contanti, carte prepagate cubane e carte internazionali Mir e UnionPay.
Il governo cubano ha annunciato misure volte ad ampliare la partecipazione al turismo in seguito al ritiro degli operatori internazionali. Queste includono la possibilità di nuove forme di coinvolgimento del settore privato nella gestione alberghiera, nel noleggio auto e nel trasporto passeggeri. Il governo ha inoltre annunciato un'imposta dell'1% sulle imprese che operano secondo le nuove disposizioni, con l'obiettivo di sostenere la sostenibilità del turismo e la promozione delle destinazioni.
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[post_content] => Barceló ha inaugurato l'Occidental Cairo Grand Museum, la sua seconda struttura a Il Cairo, un hotel a 4 stelle con 207 camere situato di fronte al Grande Museo Egizio. Con l'Occidental Cairo Grand Museum, la catena punta a rafforzare la propria presenza in Medio Oriente e Nord Africa, «Una regione con un elevato potenziale di crescita turistica» spiega l'azienda in una nota riportata da Hosteltur.
Barceló evidenzia l'Egitto, e in particolare la città de Il Cairo, come «un mercato chiave e in continua espansione, capace di attrarre sia i viaggiatori per piacere, sia il segmento business e incentive».
Destinazione strategica
Secondo José Canals, chief operations officer per il Mediterraneo, il Medio Oriente e l'Asia di Barceló Hotel Group, «Il Cairo è una destinazione strategica grazie al suo valore iconico, alla sua rilevanza commerciale e alla sua capacità di offrire esperienze culturali. L'aggiunta dell'Occidental Cairo Grand Museum rafforza la nostra presenza in un mercato strategico e dimostra la solidità del nostro modello di gestione nel generare valore sostenibile a lungo termine per proprietari, ospiti e destinazioni».
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Oltre alle sue 207 camere e suite, l'Occidental Cairo Grand Museum vanta una piscina e un bar panoramico sul tetto con vista sul tramonto e sulle piramidi di Giza. I servizi dell'hotel includono anche un centro fitness, un centro benessere e una sala riunioni che può ospitare eventi fino a 60 persone. L'offerta gastronomica comprende un ristorante principale che propone cucina internazionale e una selezione di tre bar concepiti come punti d'incontro e di socializzazione.
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[post_content] => In un'intervista rilasciata a Hosteltur, Victor Fernandez, ceo di Room Mate Hotels, riconosce che nel mercato delle transazioni alberghiere «tutto è incredibilmente costoso, con prezzi alle stelle. In oltre 20 anni di attività della catena, il dna di base è rimasto invariato, ma il modello è stato adattato. Ovviamente, c'è una curva di apprendimento in cui si affina tutto molto di più. E una delle cose che si impara è che non tutto è accettabile a qualsiasi prezzo, né si può fare nulla di avventato, perché poi si vede cosa succede sul mercato. Quindi, siamo in una fase in cui dobbiamo prendere decisioni sensate. Non direi con calma, perché c'è una forte voglia di crescere, ma con lucidità».
La strategia di espansione
«Nei paesi in cui vantiamo già una solida presenza, come Spagna e Italia , continueremo a crescere. Tuttavia, stiamo lavorando in modo molto proattivo e con strategie operative avanzate anche nei paesi in cui non siamo ancora presenti, come Francia e Germania, dove siamo determinati ad espanderci. Ci stiamo inoltre concentrando sull'apertura di nuovi hotel nei Paesi in cui attualmente ne abbiamo solo uno, come Regno Unito e Svizzera, puntando ad aprire nuove strutture a Londra o in altre grandi città, oppure ad aggiungere Zurigo al nostro hotel di Ginevra. Ricerchiamo sempre location eccezionali, un elemento fondamentale del nostro marchio, in destinazioni iconiche con un forte appeal urbano. In Germania, ad esempio, questo include non solo Berlino, ma anche Monaco e Amburgo, tra le altre città. Vorremmo crescere più rapidamente, ma entrare in queste destinazioni è molto difficile a causa dei prezzi elevati».
I piani di crescita non riguardano poi solo l'Europa. «Il proprietario dell'azienda è un fondo con sede in Europa, quindi per il momento ci stiamo concentrando qui. Questo non significa, però, che se domani si presentasse un'opportunità incredibile a New York , non la prenderemmo in considerazione. Il nostro obiettivo, tuttavia, è quello di espanderci nel Vecchio Continente, ma senza fissare un numero specifico di hotel entro un determinato periodo di tempo».
Fra le sfide principali che il settore deve affrontare, quella legata alla dinamica dei prezzi. «I costi rappresentano un fattore determinante, poiché l'inflazione ha reso tutto molto più caro, con aumenti vertiginosi delle materie prime e dei costi energetici. Il problema dei costi è significativo, dato che da oltre due anni assistiamo a un'inflazione galoppante. A ciò si aggiunge la difficoltà nel reperire manodopera, soprattutto in alcune destinazioni. Questo problema non è così accentuato in Spagna e in Italia, ma in altri Paesi, in particolare nei Paesi Bassi e in Svizzera, con tassi di occupazione prossimi alla piena occupazione, non c'è nessuno disponibile. Spesso, l'unica opzione è assumere personale già impiegato, offrendo condizioni migliori, ma si tratta di un'operazione molto difficile ed estremamente competitiva. Un'altra possibilità è quella di trasferire personale dalla Spagna o dall'Italia, destinazioni molto attraenti con un elevato turnover. Alla fine, si riesce a trovare qualcuno, ma è vero che questo è un problema che il settore non si trovava ad affrontare fino a pochi anni fa. Entro il 2026 prevediamo una maggiore stabilizzazione dei prezzi, sebbene dipenda dalla città, perché in alcune stiamo già raggiungendo il limite».
La clientela internazionale proviene soprattutto dal Nord America: «Americani e canadesi insieme rappresentano il 20% della nostra clientela, seguiti dai latinoamericani, la cui presenza nei nostri hotel è cresciuta significativamente negli ultimi anni e ora rappresenta l'8% dei nostri ospiti. Questi tre mercati insieme rappresentano un terzo della nostra domanda e sono clienti altamente redditizi grazie alla durata media dei soggiorni e alla maggiore spesa. Anche la clientela asiatica è in aumento, così come quella mediorientale, sebbene questa tendenza al rialzo sia stata interrotta dalla guerra nella regione, che non si prevede si risolva a breve termine. Tuttavia, il segmento più ampio della nostra clientela è costituito da ospiti britannici, olandesi, italiani e francesi».
Grande soddisfazione dal lato repeater. «E' piuttosto comune che un ospite, durante un soggiorno di una settimana o dieci giorni, visiti tre o quattro dei nostri hotel, quasi fosse in un tour. Infatti, il nostro tasso di clienti abituali supera già il 20%. Abbiamo un'altissima percentuale di clienti che tornano più di 10 o 20 volte. In altre parole, viaggiano in molte destinazioni e scelgono Room Mate ovunque vadano».
Living Gallery
Per aumentare la fidelizzazione del cliente è stato lanciato il progetto Living Gallery. «Si tratta di un progetto del team marketing, ideato per promuovere i nostri hotel, e si basa sulla filosofia originale di Room Mate,. Crediamo fermamente che il modo migliore per viaggiare sia soggiornare da un amico, ed è per questo che ogni nostro hotel è diverso; ognuno ha la sua identità e il suo carattere. Questo progetto è nato per organizzare eventi, magari uno al mese, per mettere in risalto il carattere unico di ogni hotel. Ne abbiamo già organizzati due: uno al Gerard di Barcellona e un altro quest'estate all'Alba di Madrid. Il prossimo è previsto a Roma. Inizialmente, questi eventi sono riservati agli ospiti della Room Mate Collection e si svolgono sempre in collaborazione con artisti o altre realtà rilevanti che potrebbero interessare i partecipanti. Il nostro obiettivo è anche quello di supportare imprenditori e titolari di aziende che operano in modo diverso e in linea con la nostra filosofia. Ma deve essere sempre divertente».
Infine, spazio all'AI. «Un concierge basato sull'intelligenza artificiale ha lo scopo di integrare e migliorare il team dell'hotel, che continuerà ad essere lì come un amico che vi accoglie a casa sua. Ci affidiamo a questa tecnologia affinché i profili che danno il nome ai nostri hotel, ognuno con la propria personalità, possano comunicare con gli ospiti qualche settimana prima del loro soggiorno per pianificare il viaggio, fornire consigli e prenotare ristoranti o eventi, se lo desiderano. Abbiamo condotto i test più recenti ed è proprio come parlare con una persona reale. L'evoluzione è impressionante. Ciononostante, se qualcuno non si sente a suo agio e preferisce gestire le cose con una persona, quest'ultima sarà sempre disponibile. Questo progetto è attualmente in fase beta e prevediamo di lanciarlo entro la fine dell'anno, inizialmente come programma pilota con alcuni hotel, per poi estenderlo a tutti».
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