26 June 2026

Mister Holiday: l’associazione in partecipazione si espande

Lo staff di Mister Holiday

Tra le tendenze in atto nella distribuzione turistica, una delle più evidenti è il ritorno all’associazione in partecipazione, formula premiata per la sua flessibilità e i bassi costi fissi, proposta da molti player per supportare gli agenti di viaggio in un momento ancora complesso e incerto. In questo contesto cresce l’interesse del mercato nei confronti di Mister Holiday, rete di agenzie che ha fatto della propria formula di associazionismo la sua carta vincente e che oggi conta 75 punti vendita, di cui l’80% proprio in Aip, a cui si affiancano 15 personal travel agents.

«Il mercato ci sta rivalutando e premia la nostra consolidata esperienza nell’AIP, formula che ci contraddistingue ormai da 18 anni – dichiara Fabio Bignotti, Responsabile Commerciale Mister Holiday -. Il nostro modello è basato sullo sviluppo di un rapporto di fiducia reciproca con gli associati: forniamo loro tutti gli strumenti necessari per essere competitivi e vendere, senza vincoli a lungo termine e, soprattutto, valorizziamo le iniziative imprenditoriali individuali”.

Proprio la formula contrattuale proposta sul mercato è alla base del trend di crescita della rete che negli ultimi due anni ha mantenuto le stesse dimensioni del passato ed è in procinto di annunciare nuove aperture.

«Riceviamo manifestazioni di interesse sia da parte di agenzie indipendenti, sia da parte di affiliati ad altri gruppi – prosegue Bignotti – che dimostrano di apprezzare anche la competitività del prodotto e dei servizi offerti, a cominciare dagli ottimi accordi commerciali con i principali tour operator e dalla partnership con Volonline, basata su programmazione tailor made, flight consolidation e tool b2b2c Volonclick. Puntiamo molto anche sulla tecnologia, con diversi software e piattaforme di prenotazione e una suite di strumenti per il digital marketing: tool per la gestione di liste nozze e liste regali online, sistemi per l’invio centralizzato di sms, social media, app con notifiche “push” per i clienti e la possibilità di ottenere un sito internet personalizzato».

Positivo altresì il riscontro sul fronte dei personal travel agents, soluzione proposta anche in forma temporanea agli agenti di viaggio che hanno la necessità di contenere i costi, nell’ottica di tornare al negozio non appena le condizioni esterne lo renderanno possibile.

Laura Sandrini, ceo Mister Holiday, conclude: «Nell’Aip si cresce insieme, anche per questo abbiamo eliminato da oltre un anno le fee di affiliazione e abbiamo condiviso con gli associati il 50% dei ristori ricevuti. Il nostro impegno è costante e siamo sempre accanto agli agenti per fornire formazione, assistenza professionale e tutti gli strumenti necessari per affrontare questo momento. Recentemente, ad esempio, alcune filiali, a fronte dell’ottimo lavoro svolto nel 2021, hanno ottenuto importanti riconoscimenti da diversi tour operator e questo ci riempie di soddisfazione».

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L'arcipelago ottenne l'indipendenza dal Regno Unito il 29 giugno 1976, dopo oltre un secolo e mezzo di amministrazione coloniale britannica, pur conservando tracce profonde delle influenze africane, europee e asiatiche che ne hanno plasmato l'identità.\r\nIl conto alla rovescia verso il 29 giugno 2026 è già iniziato con il lancio ufficiale del portale dedicato alle celebrazioni e con una serie di iniziative che coinvolgono cittadini, istituzioni, imprese e visitatori internazionali. 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Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».\r\nAnno 1906\r\n«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».\r\n\r\n«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. 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