4 luglio 2023 10:22
L’ultima ricerca condotta dalla piattaforma per i viaggi Skyscanner, evidenzia che il 97% degli italiani sarebbe propenso a scegliere destinazioni alternative o meno note per le proprie vacanze estive.
7 viaggiatori su 10 (72%) dichiarano di essere disposti a sostituire le proprie mete preferite con opzioni meno popolari per ottenere un risparmio economico, un fattore sempre più importante.
Cresce in parallelo il desiderio di destinazioni insolite e originali: nel 2022, solo il 41% dei viaggiatori intervistati nel mondo aveva dichiarato di voler esplorare nuovi luoghi piuttosto che ritornare nelle mete preferite di vacanza. Quest’anno, invece, su Skyscanner spiccano le ricerche verso destinazioni più “sottovalutate”, tra cui Hanoi (Vietnam) con un sorprendente +446% e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) con il +237%.
A ridosso dell’estate 2023, oltre la metà (52%) degli intervistati dichiarava di dover ancora prenotare le vacanze estive, e il 44% ammetteva di essere ancora indeciso sulla meta. Per aiutare gli italiani a trovare alternative last-minute meno gettonate rispetto ai tradizionali luoghi di vacanza, Skyscanner ha creato il Destination Decider (Consulente di viaggio virtuale), un test su Instagram a cui i viaggiatori possono rispondere per essere associati ad una serie di destinazioni alternative rispetto alle mete più di tendenza dell’estate 2023.
Per il 63% dei viaggiatori italiani che preferiscono una vacanza diversa e più originale rispetto alle tipiche destinazioni estive (30%), una meta alternativa deve essere un luogo in cui rilassarsi, oltre che più economica rispetto alle solite opzioni di viaggio. Per esempio, i viaggiatori italiani potrebbero preferire alla barriera corallina di Sharm El Sheikh (voli andata e ritorno a partire da 193 € ad agosto) le meno gettonate architetture immacolate di Abu Dhabi (voli di andata e ritorno a partire da 94 euro ad agosto) e risparmiare oltre il 51%.
«I viaggi e più in generale la possibilità di godere delle proprie ferie restano un desiderio irrinunciabile degli italiani, ma siamo consapevoli che i mesi estivi possano rappresentare un periodo costoso per viaggiare – dichiara Stefano Maglietta, Travel Insights Expert di Skyscanner – È per questo che abbiamo deciso di dare risalto ad alcune località alternative ed inaspettate che il mondo offre. Non solo per scoprire bellezze che meritano valore e attenzione, ma anche per agire in un’ottica di risparmio economico. Abbiamo svelato alcune destinazioni davvero imperdibili, ma ancora lontane, nell’immaginario, dalle classiche mete del turismo estivo: per esempio Deauville in Normandia, che conserva l’atmosfera delle spiagge e dell’alta società del secolo scorso, oppure El Hierro, l’isola delle Canarie che probabilmente non si sente spesso nominare, con il suo geo-parco patrimonio dell’UNESCO e i suoi paesaggi mozzafiato”.
Sempre secondo il sondaggio, i voli per le vacanze estive degli italiani quest’anno costeranno in media più di 200 € a persona andata e ritorno. Tuttavia, utilizzando la ricerca “Ovunque” di Skyscanner, i viaggiatori possono trovare offerte più vantaggiose e alternative per il mese di agosto, tra cui Tolosa, Francia, a partire da 44 € andata e ritorno, Città del Lussemburgo a partire da 32 € andata e ritorno, Danzica, Polonia, a partire da 75 € andata e ritorno.
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E' tempo di "Best Holiday Ever". Parte da qui la strategia di Msc per spingere sul booking estivo riportando i clienti in agenzia. «Oggi ricorre la Giornata mondiale degli oceani e non c'è modo migliore per rilanciare l'attività di chi il mare, come Msc, lo ha ne cuore. Il nuovo spot televisivo realizzato nell'ambito di una campagna di marketing e comunicazione milionaria mira proprio a riportare il cliente in agenzia invogliandolo a prenotare - spiega Leonardo Massa, vice president Sud Europa di Msc Crociere -. Inutile negare che quello attuale sia un periodo molto complesso: il 2026 era iniziato sotto i migliori auspici, ma dalla fine di febbraio ha subito un forte rallentamento. Siamo stati coinvolti in prima persona nello scenario del conflitto con Msc Euribia, che al momento dello scoppio della guerra si trovava a Dubai, una destinazione per noi molto importante (quasi mille italiani trasportati ogni settimana, ndr). Rimpatriati tutti i passeggeri nel giro di poco tempo, la nave è rimasta bloccata per 60 giorni riuscendo infine a ripartire per il Nord Europa, dove era attesa per la stagione estiva».
Da queste difficoltà tuttavia sono stati tratti elementi positivi, necessari per ripartire nel migliore dei modi: «Abbiamo riconfermato al mercato di la certezza di poter contare su un prodotto affidabile e sicuro - 4500 passeggeri sono stati riportati a casa nel giro di 5 giorni - e abbiamo al nostro arco frecce importanti da scoccare anche in momenti come questo».
Massa fa riferimento ad alcuni elementi chiave che contraddistinguono il prodotto crociera: «Innanzitutto la raggiungibilità: abbiamo 13 navi in partenza da 14 porti di imbarco in tutta Italia. Inoltre, garantiamo una tutela a 360 gradi, con tanti voli in partenza per tute le destinazioni servite. Infine, stiamo sostenendo il mercato con promozioni ad hoc perchè anche la variabile prezzo, insieme alle altre, continua a rappresentare un elemento in grado di indirizzare le scelte di alcuni clienti».
Prossimità e "take care": questa è dunque la risposta della compagnia alla situazione attuale, quella che consente di «Viaggiare lontano partendo da vicino» come sottolineato dal direttore marketing, Andrea Guanci.
Le novità
Accanto alla rassicurazione dei clienti, Msc fa perno sulle novità di prodotto. «Da due settimane stiamo assistendo a una buona crescita della domanda e del booking - aggiunge Massa -. Stiamo ancora lavorando sull'estate 2026, spingendo su Mediterraneo, Nord Europa e Stati Uniti. Gli Usa in particolare stanno funzionando bene, anche perché il prodotto Msc viene recepito come qualcosa di differente rispetto al viaggio tradizionale».
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«Il trasporto aereo ultra-low cost ha sempre avuto l’obiettivo di rendere le opportunità accessibili a un numero sempre maggiore di persone - ha dichiarato Ian Malin, chief commercial officer di Wizz Air. -. Nel 2027 porteremo questa filosofia nell’era spaziale. I nostri clienti non dovrebbero essere costretti a scegliere tra tariffe convenienti e una connessione internet affidabile a bordo per rimanere in contatto con le persone, il lavoro e i momenti che contano di più. Siamo orgogliosi di guidare questo cambiamento collaborando con Starlink per offrire il massimo valore ai nostri passeggeri».
Le tappe
A partire dal 2027 prenderà il via l’installazione del sistema e il tempo di volo non sarà più tempo offline, ma tempo connesso. I passeggeri potranno usufruire di una connessione internet ad alta velocità, affidabile e a bassa latenza a oltre 9.000 metri di quota. Inoltre, tutti gli aeromobili di nuova generazione della flotta Wizz Air saranno equipaggiati con Starlink, garantendo un’esperienza di connettività uniforme indipendentemente dalla rotta o dalla destinazione.
«Siamo entusiasti di portare Starlink a bordo degli aeromobili Wizz Air e di trasformare l’esperienza di viaggio per milioni di passeggeri - ha aggiunto Jason Fritch, vice president of Starlink Enterprise Sales di SpaceX -. Garantire a passeggeri ed equipaggi una connettività continua e senza interruzioni a oltre 9.000 metri di quota è esattamente ciò per cui questa tecnologia è stata progettata. Non vediamo l’ora di offrire una connessione internet affidabile e ad alta velocità dal decollo all’atterraggio».
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In un universo in cui l'algoritmo pretende di risolvere tutto, Civitatis fa la scelta opposta: la sua piattaforma B2B, già adottata da oltre 46.500 agenzie di viaggio in tutto il mondo, fa del fattore umano il suo primo punto di forza. Analisi di un modello in cui la tecnologia è al servizio dell'agente, e non viceversa.
Il viaggio, questo grande racconto umano
Un tramonto condiviso sul Tago. La risata di una guida che racconta un aneddoto inaspettato tra i vicoli di Roma. L'orgoglio di un cliente che torna entusiasta di un'escursione che gli abbiamo consigliato guardandolo negli occhi. Il viaggio è questo: una successione di emozioni, incontri, ricordi che si affidano a qualcuno di cui ci si fida. E questa fiducia inizia in agenzia.
È proprio questa la convinzione che anima Civitatis, piattaforma di prenotazione di attività, visite guidate ed escursioni in italiano, diventata in pochi anni uno dei partner B2B più richiesti dell'ecosistema turistico. Il suo leitmotiv: rimettere l'essere umano al centro della catena di distribuzione, dalla prima ricerca fino al sorriso del viaggiatore al ritorno a casa.
L'agente di viaggio, un insostituibile trait d'union
L'IA generativa si sta diffondendo ovunque. I comparatori proliferano. I chatbot rispondono in diverse lingue. Eppure, il ruolo dell'agente di viaggio non è mai stato così determinante. Perché nessuna macchina saprà chiedere a una coppia in luna di miele se preferiscono una cena gastronomica o un giro in gondola privata. Perché nessun algoritmo risponderà al telefono alle 23:00 per rassicurare un cliente bloccato in aeroporto.
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Concretamente, cosa significa? Un'interfaccia B2B intuitiva che offre l'accesso, in due clic, a un ampio catalogo di attività accuratamente selezionate in tutto il mondo. Disponibilità in tempo reale, conferma immediata, monitoraggio delle prenotazioni, gestione dei pagamenti, statistiche dettagliate delle performance: la piattaforma centralizza tutto ciò di cui un'agenzia ha bisogno per vendere in modo rapido ed efficace.
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Questa è senza dubbio la firma più distintiva di Civitatis: dietro la piattaforma, ci sono persone in carne ed ossa. Un team commerciale dedicato, consulenti che si possono chiamare per nome, un servizio clienti B2B disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Nel 2025, questo servizio ha registrato un tasso di soddisfazione del 91,4%, segno che la promessa viene mantenuta, anche quando un volo viene cancellato la domenica sera o un cliente sbaglia orario dall'altra parte del mondo.
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La qualità prima della quantità
Laddove altre piattaforme moltiplicano i fornitori concorrenti per la stessa attività, Civitatis ha fatto una scelta radicale: una sola attività dello stesso genere selezionata in ogni destinazione. Niente duplicati, niente sovrapprezzi opachi, niente brutte sorprese. Ogni esperienza è verificata, ottimizzata e arricchita da recensioni autentiche dei clienti. Oggi, il catalogo conta oltre 5 milioni di recensioni verificate, con una valutazione media di 9,1 su 10. È possibile proporre con serenità e difendere la propria consulenza di fronte a un cliente sempre più informato.
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Viaggiare è umano, lavorare con Civitatis lo è ancora di piu. Dietro la formula c'è una convinzione: la tecnologia è utile solo a condizione di liberare tempo per la relazione. È questa la sfida di una partnership B2B di successo nel 2026, in un settore in cui i viaggiatori cercano tanto l'esperienza di un consulente quanto l'esperienza promessa dalla destinazione.
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Primo trimestre 2026 a segno più per il turismo italiano in Slovenia. I dati ufficiali dell'ufficio di statistica relativi al primo trimestre dell'anno registrano oltre 218 mila pernottamenti da parte di turisti italiani, con una crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di 97.131 arrivi (+1,5%).
Le più amate
Le destinazioni più amate dai visitatori italiani si confermano Lubiana, Pirano e Nova Gorica. «I dati del primo trimestre 2026 ci rendono orgogliosi: crescere del 3,3% sui pernottamenti italiani in un contesto geopolitico globale complesso e incerto è un risultato che premia anni di lavoro capillare sia sul fronte trade che consumer. L'Italia è un mercato che ci regala grandi soddisfazioni, sia in termini di volumi sia di qualità del viaggio e fidelizzazione della clientela» spiega Aljoša Ota, direttore dell'ente Ssloveno per il turismo in Italia
Nel primo trimestre 2026, tra i mercati esteri l’Italia mantiene una solida seconda posizione, seguendo la Croazia e precedendo l’Austria. Gli italiani che scelgono la Slovenia come destinazione per le loro vacanze mostrano un profilo variegato ma coerente: city break a Lubiana, soggiorni brevi sulla costa adriatica come Pirano e una componente crescente legata al benessere e alle terme, soprattutto nelle aree del centro e sud-est del Paese. Una domanda meno stagionale e più distribuita, che punta su cultura, gastronomia e relax.
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La compagnia di bandiera filippina diventerà quindi il 16° membro di oneworld, apportando all'alleanza 31 nuove destinazioni e ulteriori opzioni di collegamenti nella regione Asia-Pacifico.
Secondo Robert Isom, ceo di American Airlines e presidente di oneworld, il nuovo partner dell'alleanza si allinea perfettamente con l'obiettivo di oneworld di essere la più orientata al segmento premium tra le tre principali alleanze.
Parlando con i media durante l'evento, il presidente di Philippine Airlines Richard Nuttall ha spiegato come la riuscita ripresa della compagnia aerea dopo la pandemia di Covid-19 l'abbia resa un partner interessante per oneworld, il che ha portato il Consiglio direttivo dell'alleanza a estenderle un invito ad aderirvi. Il manager ha inoltre sottolineato come anche gli accordi di collaborazione già in essere tra la compagnia aerea e altri vettori rendessero l'adesione a oneworld una scelta piuttosto naturale.
Riguardo all'attuale situazione del vettore, Nuttall ha evidenziato le prestazioni molto soddisfacenti dell’Airbus A350-1000, che considera ideale per i voli a lungo raggio. Philippine Airlines ha ordinato nove A350-1000 nel 2023 e ha ricevuto il primo velivolo di questo tipo nel dicembre 2025. Il ceo ha chiarito che la compagnia aerea prevede la consegna di altri cinque velivoli di questo tipo entro la fine dell'anno (anche se non ha escluso che l'ultimo di questi possa arrivare a Manila all'inizio del 2027).
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[post_content] => Si entusiasma quando parla di “experiences” e non si sottrae nemmeno alle domande più spinose, quando gli si chiede conto di un’annata complicata: il vp worldwide sales di Costa Crociere, Luigi Stefanelli, ha la stoffa del manager di lungo corso e la freschezza di un’età nella quale le sfide sono tutte aperte e i traguardi raggiungibili.
Incontrato nella storica sede della compagnia, in piazza Piccapietra a Genova, il manager racconta di una rivoluzione cominciata da qualche anno e di un riposizionamento dell’offerta che è «molto più che una semplice strategia di marketing».
All’interno di Carnival Corporation, Costa ha scelto di stabilizzare la flotta per «tornare a fare quello per cui siamo nati: navigare e scoprire nuovi luoghi, da conoscere attraverso itinerari realizzati in modo differente rispetto al passato». Il cambio di passo è epocale e Stefanelli lo sottolinea: «Abbiamo creato una nuova piattaforma di marca, dedicata a sea & land itineraries. Una piattaforma fatta non più di porti, ma di esperienze sempre diverse». E la virata anche sul fronte della comunicazione e del marketing ne è una conseguenza diretta.
«Vogliamo trasmettere un altro modo di fare crociera, rivoluzionando anche la modalità in cui gli ospiti possono godere delle destinazioni a terra. In quest’ambito, per il 2027 abbiamo rivisto e ampliato il portfolio di esperienze, arricchendole anche con nuove opportunità “extraordinary”».
Le Land Experiences
Le tipologie di Land Experiences sono state razionalizzate e sono suddivise in quattro grandi macro categorie: See it all, percorsi rapidi e ottimizzati per visitare i principali punti di interesse di una destinazione in un solo giorno; Icons, che prevedono visite guidate ai monumenti, musei e realtà locali più iconici con accesso privilegiato per saltare le code; Extraordinary, esperienze uniche spesso ad alto tasso di adrenalina; Fun for Family, dedicate al target famiglia.
E’ proprio sulle Experiences che si sofferma anche Francesco Muglia, chief commercial officer e svp: «L’evoluzione della Sea & Land Wonder Platform è continua. Con i nuovi concept di itinerari, live dall’estate 2027, facciamo un passo ulteriore: ogni itinerario nasce da un’ispirazione precisa e si sviluppa come un percorso coerente, fatto di luoghi simbolo e momenti da vivere. È una direzione che trova conferma dai dati: l'85% del trade indica la coerenza esperienziale come elemento chiave nella scelta di un itinerario e l'intenzione di prenotazione sui nuovi concept cresce del 5%».
Le novità 2027
Le nuove crociere pensate per il 2027 già dal titolo evocano un’atmosfera particolare, che ne fa un unicum sul mercato: ad esempio, la proposta intitolata alla“Dolce Vita” consente di vivere una serie di destinazioni iconiche come Portofino, Saint Tropez, Taormina e la Costiera Amalfitana assaporandone gli aspetti più iconici. «Si tratta di itinerari ad hoc, tagliati sulle esigenze di singoli mercati per i quali si dimostrano particolarmente adatte e appetibili - aggiunge Stefanelli -. E’ davvero un altro modo di fare crociera, che si concentra non sulle navi o sui porti di attracco, ma sulla possibilità di vivere qualcosa di unico, irripetibile e strettamente legato al territorio visitato». In questo quadro assume particolare rilievo il concetto di “Special cruises”: ne è un esempio quella dedicata all’eclissi totale, che sta riscuotendo grande successo.
Cambio di passo
Il nuovo corso ha imposto un deciso cambio di passo anche a tutto lo staff di Costa Crociere: «Il fatto di trovarsi nel luogo giusto al momento giusto necessita grande flessibilità operativa da parte di tutti i componenti dell’equipaggio, a cominciare dai comandanti delle nostre navi, chiamati a rimodellare tempi e spostamenti in base alle esperienze da proporre durante la crociera». Uno sforzo enorme, che sta però dando i frutti sperati, con un tasso di soddisfazione degli ospiti particolarmente elevato e una percentuale di repeater importante, che «sul mercato italiano sfiora addirittura il 40%» spiega Stefanelli.
In questo quadro, la nave diventa un aspetto meno rilevante nella scelta della crociera: «Abbiamo investito 230 milioni di euro negli ultimi 5 anni per il refitting della flotta - spiega Muglia -. Un passo necessario per garantire il massimo livello di comfort e qualità a bordo. Non ritengo però che la crociera venga scelta in base alla nave, ma in base alle esperienze che grazie alla navigazione si possono vivere in tutto il mondo». Un mondo che per Costa è ancora più ampio: accanto alle crociere in Mediterraneo e Nord Europa, alle Canarie e ai Caraibi, la novità assoluta per il prossimo inverno saranno le crociere in Sudamerica, che toccheranno Brasile e Argentina. Anche in questo caso, garantite esperienze uniche sia a terra, sia a bordo di Costa Serena.
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[post_content] => Gli italiani non rinunciano a partire ma cambiano prospettiva: meno viaggi frammentati, più ricerca di serenità, semplicità organizzativa e luoghi capaci di far sentire protetti senza rinunciare alla scoperta. È l'anno della 'Soul-stay': la vacanza dell'anima, un modello che mette al centro il benessere interiore, la riscoperta del territorio e luoghi capaci di far sentire protetti senza rinunciare alla scoperta e al sicuro dallo scenario internazionale incerto.
In questo contesto, l'Italia torna centrale. In parallelo, si afferma un bisogno di protezione: flessibilità nelle prenotazioni (77,6%), assicurazioni (72,5%) e assistenza professionale (69,9%) diventano elementi sempre più decisivi nella scelta della struttura e della destinazione. In questo scenario, ville e dimore di pregio si confermano una delle grandi novità del 2026, con prenotazioni in crescita del +3% rispetto a quanto lo scorso anno si registrava alla stessa data per la stagione 2025.
Questa è la fotografia scattata dalla V edizione dell'Osservatorio Emma Villas.
«I dati del nostro Osservatorio confermano un cambiamento profondo - spiega Giammarco Bisogno, fondatore e ceo di Emma Villas - lo scenario internazionale non frena il desiderio di partire, ma orienta le scelte verso un'idea di lusso più consapevole, in cui sicurezza, qualità del tempo e benessere diventano driver sempre più centrali. Questa evoluzione trova conferma anche nei dati del nostro gestionale: a oggi registriamo una crescita delle prenotazioni. Accanto alla domanda italiana, si rafforza anche quella internazionale, con incrementi significativi da Germania (+32%) e Stati Uniti (+16%), oltre a nuovi flussi da mercati come Singapore e Cina. La spesa media per prenotazione si attesta intorno ai 6.900 euro. In questo quadro si inserisce anche la nuova funzione 'Fai la tua proposta!', che consente all'ospite di partecipare alla definizione del prezzo del proprio soggiorno su una selezione di proprietà. Un modello che trasferisce nel turismo le logiche dell'outlet, mutuate dal mondo dell'alta moda e del lusso. Dai nostri dati emerge una domanda sempre più orientata verso esperienze di qualità, autentiche e costruite su misura. In questo contesto, l'Italia torna a essere percepita come una destinazione privilegiata, capace di offrire identità, bellezza diffusa e soluzioni ideali per vacanze da condividere con la propria cerchia di amici e familiari. Non a caso, quest'anno la domanda degli italiani si orienta in media verso ville con 9/10 posti letto, confermando il desiderio di vivere il viaggio come un'esperienza collettiva, ma protetta e personalizzata».
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[post_content] => Una 'Serata Slovena' dedicata alle eccellenze gastronomiche e alle destinazioni più iconiche del Paese quella che ieri sera ha avuto come cornice il Principe di Savoia di Milano, dove Aljosa Ota, direttore dell'ente sloveno per il turismo in Italia, è stato anfitrione insieme allo chef stellato Tomaž Kavčič.
Un momento di condivisione e ringraziamento a media e partner dell'ente, per il lavoro di promozione della Slovenia in Italia, lungo un fil rouge che ne unisce i tratti distintivi di autenticità, natura, cultura e capacità di accogliere.
Un legame saldo e duraturo quello tra Italia e Slovenia, con i nostri connazionale che, nel primo trimestre 2026, hanno totalizzato 218.010 pernottamenti, con una crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di 97.131 arrivi, +1,5% (dati dell'Ufficio di Statistica della Repubblica di Slovenia).
Le destinazioni più amate dai visitatori italiani si confermano Lubiana, Pirano e Nova Gorica. «I dati del primo trimestre 2026 ci rendono particolarmente orgogliosi: crescere del 3,3% sui pernottamenti italiani in un contesto geopolitico globale complesso e incerto è un risultato che premia anni di lavoro capillare sia sul fronte trade che consumer. L'Italia è un mercato che ci regala grandi soddisfazioni, sia in termini di volumi sia di qualità del viaggio e fidelizzazione della clientela» afferma Aljoša Ota.
Nel primo trimestre 2026, tra i mercati esteri l’Italia mantiene una solida seconda posizione, seguendo la Croazia e precedendo l’Austria. Gli italiani che scelgono la Slovenia come destinazione per le loro vacanze mostrano un profilo variegato ma coerente: city break a Lubiana, soggiorni brevi sulla costa adriatica come Pirano e una componente crescente legata al benessere e alle terme, soprattutto nelle aree del centro e sud-est del Paese. Una domanda meno stagionale e più distribuita, che punta su cultura, gastronomia e relax.
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[post_content] => Neanche il ponte del 2 giugno ravviva il turismo organizzato. Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. “Il danno reale non è la guerra, ma la sua narrazione”. Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare.
La rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”.
Le agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. È questo il dato centrale che emerge dalla rilevazione di maggio dell’Osservatorio Aidit, l’indagine continuativa con cui l’Associazione Italiana Distribuzione Turistica raccoglie ogni mese, dall’inizio della guerra in Iran , la voce diretta delle agenzie — oltre 1.300 risposte complessive raccolte nelle diverse rilevazioni.
Business in calo
Il quadro congiunturale è netto. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo, e per quasi metà del campione (48%) si tratta di un calo “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, 9 agenzie su 10 (90%) segnalano vendite in diminuzione. Tra chi è in flessione, la contrazione di fatturato si concentra nella fascia tra il –10% e il –25% (34,1%), ma quasi un terzo (31,8%) stima una perdita superiore al –25%.
A pesare non è la disponibilità di spesa in sé, ma un’incertezza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto. Oggi i clienti cercano soprattutto sicurezza (77,4%), prezzo (55,5%) e flessibilità (24,1%); il 73% è meno fiducioso nel prenotare rispetto a un mese fa; servono più preventivi per chiudere una vendita (per il 75% delle agenzie il numero è aumentato) e si prenota molto più sotto data (il 78% rileva un accorciamento dell’anticipo). In altre parole: la domanda non è sparita, ma è diventata più lenta, più prudente e più difficile da convertire.
Il vero moltiplicatore della crisi: l’informazione allarmistica.
Il punto su cui le agenzie sono più compatte riguarda il ruolo dei media. L’87,6% indica che i media stanno influenzando “moltissimo” e in modo negativo la domanda (il 98,9% almeno “abbastanza”). E il lavoro di rassicurazione è ormai quotidiano: il 94,5% degli agenti si trova “sempre” (58,8%) o “spesso” (35,7%) a dover smentire informazioni non corrette ai propri clienti.
Tra i canali percepiti come più responsabili dell’allarmismo svettano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%). La disinformazione più frequente da smentire è stata, in modo nettissimo, la notizia secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo” (71,2%), davanti al generico “è pericoloso viaggiare a causa della guerra” (14,6%).
Prospettive e richieste al sistema
Lo sguardo sui prossimi tre mesi resta cauto: il 47,3% prevede prenotazioni in calo, il 31,9% stabili ma il 20,9% in crescita. Di fronte a questo scenario la richiesta delle agenzie è chiara: il 60,1% chiede prima di tutto supporto e riconoscimento dalle Istituzioni, il 24% linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza percepita è oggi quella comunicativa e reputazionale, prima ancora che operativa.
Gli italiani vogliono ancora partire
“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit
La fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). L’indice, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (−0,35 a dicembre) e ha toccato il minimo storico ad aprile 2026 (−1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e dell’ondata di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo, parziale assestamento (−1,10): il clima resta fortemente negativo, ma la curva interna risale di oltre mezzo punto rispetto al punto più basso, segnale di una possibile stabilizzazione ancora tutta da consolidare.
L’indice “andamento vendite” (la dinamica corrente) migliora ad maggio rispetto ad aprile (da −1,65 a −1,10), mentre l’indice “vendite rispetto all’anno precedente” resta sostanzialmente ancorato sul fondo (da −1,33 a −1,28). Tradotto: la ripartenza congiunturale di brevissimo periodo non ha ancora colmato il divario accumulato su base annua. La crisi, insomma, non è finita; al massimo ha smesso di peggiorare.
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