6 March 2021

E’ allarme occupazione in Italia. Turismo tra i settori più colpiti

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Numeri che fanno davvero paura. La crisi innescata dalla pandemia promette di avere conseguenze ben peggiori di quella del 2008, provocata dal crack Lehman Brothers, quando in Italia si persero nei cinque anni successivi circa un milione di posti di lavoro. Stando alle stime elaborate dalla segretaria confederale Uil, Ivana Veronese, e pubblicate dal Sole 24 Ore, gli impieghi a rischio nel solo 202o si aggirerebbero tra le 530 e le 655 mila unità. Ma questo solo nello scenario migliore, tenendo cioè conto della proroga del blocco dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali a tutti i settori fino alla fine dell’anno. Perché altrimenti si potrebbe arrivare fino a 850 mila posti di lavoro perduti.

Non sorprendentemente tra i comparti più colpiti c’è anche il turismo. Secondo quanto riportato dal segretario generale Fisascat Cisl, Davide Guarini, in un colloquio con i ministri del Lavoro e del Turismo, Catalfo e Franceschini, nel corso dell’anno verrà riattivato appena il 50% dei contratti stagionali del settore. Il riferimento è ovviamente soprattutto alle tante mansioni stagionali di hotel e ristoranti della Penisola. Ma la crisi non sta risparmiando nessuno degli operatori del comparto. E l’allarme occupazione suonerà presto, se non saranno prese misure urgenti a sostegno dell’intero settore, operatori dell’ospitalità, dell’incoming e dell’outgoing inclusi.




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