17 July 2026

I talk show di Buy Wedding in Italy: interesse e partecipazione da parte di Enit

Il tavolo det talk show

Uno dei momenti più interessanti, anche al fine di acquisire crediti formativi, sono stati i talk show che il Bwi ha organizzato, con un panel di speaker davvero di alto livello. La sinergia con Enit, che appoggia questo segmento interessante e in continua crescita del turismo, è stata testimoniata dalla presenza di Sandro Pappalardo, consigliere di amministrazione, (assieme a Giorgio Palmucci, presidente e Magda Antonioli).
Il talk show, avente per oggetto il Marketing territoriale ha visto partecipare anche Bianca Trusiani, presidente del comitato tecnico BWI, Carmen Bizzarri, docente e coordinatrice del Master ibn in Management delle organizzazioni turistiche Unier, Università Europea di Roma, Stefano Crugnola, agente di viaggio, e membro del comitato permanente di promozione del turismo in Italia.

Interressanti i dati forniti da Sandro Pappalardo, proprio relativi al segmento, che hanno evidenziato, per il 2018, 94 milioni di viaggiatori internazionali giunti in Italia che hanno speso 41,7 miliardi di euro (+6,5% sul 2017). «Il dato interessante che spinge Enit a “sposare” il segmento, non solo per ragioni istituzionali,  – prosegue Pappalardo – riguarda la permanenza media di questi passeggeri, che è di più di 7 giorni (contro i 4.1 del turista regolare) e gli introiti dall’estero per i viaggi di nozze, circa 212 milioni di euro, che rappresentano lo 0,5% del totale, ma con una spesa pro capite per giorno di 178 euro contro i 107 del turismo generico. Su 387,3 milioni di pernottamenti complessivi, le notti per i viaggi di nozze, circa 1,2 milioni, pesano lo 0,3%».
Insomma è un turismo altospendente e di qualità, e come tale va trattato.
«E’ importante individuare un interlocutore per sensibilizzarlo sulle tematiche del wedding tourism – prosegue Pappalardo – a livello istituzionale e l’interlocutore principale è la conferenza Stato-Regioni, perché la politica turistica deve passare per i governi regionali, magari con il supporto di Enit per ottimizzarla e promuoverla su quei mercati dove sia un assunto interessante e richiesto».
Secondo i dati dell’Ufficio studi Enit, su dati Banca d’Italias, i primi 5 paesi di provenienza, in termini di spesa per viaggi di nozze, sono USA (59,4 mln di €), Brasile (41,7 mln di €), Canada (20,3 mln di €), Regno Unito (14,7 mln di €) e Australia (14,1 mln di €)
«Alcuni mercati di provenienza hanno una forte incidenza sul totale del segmento in questione – conclude Pappalardo – primo su tutti l’Uzbekistan con una quota parte del 33% circa, seguito da Costarica (12,6%) e Brasile (5,6%). Quest’ultimo oltre ad emergere per incidenza sulla spesa totale, investe sui viaggi di nozze in Italia ben 41,7 milioni di euro. Un altro aspetto importante sta nel fatto che i picchi di matrimoni avvengono in “stagioni di spalla”, giugno e ottobre, il che si inserisce nel piano di destagionalizzazione in maniera perfetta».
Insomma anche Enit ha compreso l’importanza del wedding tourism.

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