17 March 2026

Covid19: le aziende turistiche altoatesine anticipano la chiusura della stagione invernale

“La salute di ospiti, collaboratori e cittadini ha la precedenza”.
Con questo credo, le aziende turistiche altoatesine autoregolamentano il proprio impegno con il risultato che in Alto Adige le strutture alberghiere e gli impianti di risalita si impegnano a terminare anticipatamente la stagione invernale e ad aprire più tardi per la stagione primaverile.
Le attività cesseranno da da mercoledì 11 marzo 2020 fino al 3 aprile 2020.
Così reagiscono agli sviluppi delle ultime 48 ore in Europa e Italia. Le autorità provinciali e per la salute dell’Alto Adige sostengono la decisione.
In una conferenza stampa tenutasi a Bolzano ieri, Manfred Pinzger, presidente dell’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti dell’Alto Adige (HGV), Helmut Sartori, presidente dell’Associazione Esercenti Funiviari dell’Alto Adige, Leo Tiefenthaler, presidente dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi (agriturismo), e Esther Mutschlechner-Seeber, presidente dell’Associazione Locatori Privati dell’Alto Adige (VPS), hanno annunciato questo provvedimento.
«Come albergatori e ambasciatori dell’Alto Adige abbiamo una responsabilità particolare nei confronti dei nostri ospiti, dei nostri collaboratori e cittadini. La salute delle persone per noi ha la massima priorità”, ha affermato Manfred Pinzger, HGV. E ha aggiunto: “Con la nostra iniziativa andiamo anche oltre i regolamenti governativi. In questa crisi a ognuno di noi è richiesto fare tutto il possibile per arginare la diffusione del virus. Raccomandiamo alle nostre aziende di fare ogni sforzo per offrire agli ospiti date alternative nell’ambito delle possibilità e di essere il più possibile accomodanti in caso di cancellazioni».
Le aziende turistiche avevano deciso insieme il provvedimento di ampio respiro in un incontro tenutosi domenica dopo che la situazione era diventata sempre più imprevedibile in un lasso di tempo molto breve a causa della diffusione del nuovo coronavirus in tutta Europa e in particolare in Italia. Il 7 marzo il Governo Italiano ha dichiarato la Lombardia e 14 province “zona rossa”. L’Alto Adige non è una di queste, ma ha anche registrato un aumento del numero di persone risultate positive e di casi sospetti. Poi, con la comunicazione di ieri sera della presidenza del Consiglio, la decisione appare quanto mai appropriata.
Leo Tiefenthaler, presidente dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi ha affermato: «Non abbiamo preso facilmente la decisione a nome dei nostri soci. Molte delle nostre piccole imprese familiari sono state duramente colpite dalla crisi e dalla chiusura prematura. Ma abbiamo preso la situazione sul serio fin dall’inizio e continueremo a fare tutto il possibile per proteggere i nostri ospiti e giustificare la loro fiducia».
Arno Kompatscher, Presidente della Provincia Autonoma dell’Alto Adige, sostiene la decisione delle aziende: «La cosa più importante ora è contenere il virus in modo da poter proteggere i nostri ospiti e tutti i cittadini altoatesini. Pertanto, a mio avviso, queste chiusure sono necessarie. È un segno della massima responsabilità da parte degli operatori turistici».
A margine della conferenza stampa Arno Kompatscher ha anche aggiunto che la provincia sta già lavorando a pacchetti per sostenere l’economia e le aziende turistiche. I responsabili in Alto Adige analizzano continuamente la situazione. Sono già in programma ulteriori misure per le aree non turistiche.

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