24 May 2024

Buy Wedding in Italy: il valore ed i numeri della wedding industry italiana

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Anche le coppie famose scelgono l’Italia come sede dei loro matrimoni

E’ sempre più professionale l’approccio al “wedding” da parte dei player del mercato italiano dell’offerta, riuniti a Bologna fino al 14 novembre, al V Buy Wedding in Italy.
Da una approssimazione empirica, si è passati ad una seria analisi di mercato, in un settore che sta prendendo sempre più forma e consistenza economica.
L’analisi congiunturale del sistema nazionale della Wedding Industry italiana permette di avere la visione complessiva dell’evoluzione del settore con l’individuazione degli elementi strutturali ed economici che la caratterizzano. Si parla esclusivamente  dell’analisi che fa riferimento al solo wedding incoming, escludendo dalla rilevazione il mercato nazionale o matrimoni di italiani che si recano all’estero. E questo è importante per isolare i dati acquisiti.
Nel 2019 la wedding industry italiana sarà molto vicina a questi numeri: 9.018 matrimoni di stranieri realizzati, con un incremento rispetto al 2018 del 2,1% di eventi realizzati; 440mila 102 stranieri arrivati in Italia in connessione con questi matrimoni. Di questi, 18mila 037 sono gli sposi, i restanti 422mila 065 sono gli invitati a vario titolo. 1milione 783mila 136 le presenze complessive registrate grazie al wedding tourism, dalle quali sono scaturite 137mila 081  “notti” di soggiorno degli sposi, e le restanti 1milione 646mila 055 date dagli invitati. Il fatturato complessivo del settore si aggira sui 486milioni 854mila euro, per un costo medio (per sposarsi in Italia) sostenuto di 53mila 984 euro. 
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Ancora prima di arrivare in hotel l’ospite l’ospite, una volta scaricata l’app Homie, potrà selezionare e prenotare il tipo di camera di cui ha bisogno e pagare il soggiorno direttamente online; una volta giunto in struttura, non dovrà più passare dalla reception ma, tramite una chiave digitale, potrà accedere alla propria stanza.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_467952\" align=\"alignright\" width=\"300\"] Un momento dell'inaugurazione[/caption]\r\n\r\nMinimalismo ed essenzialità contraddistinguono l’albergo e si riflettono anche nelle sue 41 camere, ispirate a uno stile nordeuropeo e più precisamente scandinavo e danese. Materassi alti 30 centimetri garantiscono un’ottima qualità del sonno, mentre nei bagni sono presenti docce ampie e spaziose; le tv in camera sono dotate di abbonamento Sky. Anche per quanto riguarda la colazione, Homie propone un’esperienza innovativa, grazie alla Breakfast Box Homie: un vero e proprio cestino della colazione contenente prodotti dolci e salati e succo d’arancia.\r\n\r\nNelle aree comuni è poi presente un’ampia zona di co-living e co-working, aperta a tutti, non solo agli ospiti dell’hotel, dove ci si potrà pure concedere una pausa caffè grazie alla Starbucks coffee station e a food vending machine. L’obiettivo di Homie è infatti quello di intercettare anche una clientela business ed è per questo motivo che  sarà un hotel con apertura annuale.\r\n\r\n“Siamo molto orgogliosi di Homie - sottolinea Filippetti -. Questa new entry inaugura una nuova linea di prodotto per noi, che si fonda sulla totale digitalizzazione dei servizi. Viviamo in un mondo in continua evoluzione, ogni giorno è una sfida. E quindi eccoci qui con Homie, nato proprio dalla necessità di offrire al mercato un prodotto con eccellenti caratteristiche a un prezzo super competitivo”.","post_title":"Lindbergh inaugura Homie: l'hotel all digital di Rimini","post_date":"2024-05-23T13:14:40+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1716470080000]}]}}

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