17 March 2026

Anef: gli impianti a fune, pronti a ripartire, chiedono al governo di aiutarli

Valeria Ghezzi, Presidente di ANEF

Un’altra richiesta di aiuto si aggiunge alla pletora di petizioni al governo. Si tratta, questa volta,  dell’Anef, Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, che, dopo lo stop dello scorso 9 marzo, sta lavorando per garantire il via della stagione estiva con l’applicazione di tutte le doverose e necessarie misure di sicurezza.

Ad oggi, purtroppo, non è ancora stata definita una data di apertura per gli impianti a fune e, anche se gli operatori capiscono la gravissima emergenza, e la necessità delle altre priorità del governo, ci tengono a sottolineare che la crisi del turismo coinvolge anche gli impianti a fune quale settore trainante dell’economia di montagna e risulta pertanto urgente pianificare la riapertura.
«Abbiamo la necessità – afferma in una nota Valeria Ghezzi, presidente di Anef – di definire al più presto la data della ripartenza, che ci auguriamo possa essere in prossimità della data di riapertura di bar e ristoranti. Gli impianti a fune sono il volano di un’importante filiera, che a valle trova albergatori, commercianti, maestri di sci e guide alpine, ristorazione; e a monte, grazie a costanti e ingenti investimenti diretti, genera lavoro per imprese locali e non, innescando un processo virtuoso con benefici in termini di benessere sociale e introiti per le casse dello Stato».

La montagna, nei prossimi mesi, sarà certamente una meta importante per moltissimi italiani: i suoi spazi aperti e l’aria pura la rendono infatti ideale per una vacanza nella delicata fase di ripartenza post Covid-19. Tanto le passeggiate estive quanto lo sci invernale, oltretutto, sono attività che ben si prestano ad essere svolte da soli o in ridottissimi nuclei familiari, secondo le attuali disposizioni e norme vigenti.
Proprio per questo, nelle scorse settimane, in attesa di disposizioni, Anef ha elaborato e sottoposto all’attenzione del governo una serie di regole e comportamenti virtuosi per garantire la sicurezza dei lavoratori e degli utenti.
L’attività degli impianti a fune è attività di trasporto e pertanto soggetta alle regolamentazioni del Ministero dei Trasporti. Presenta tuttavia una forte valenza turistica, ambientale e di valore strategico per gli equilibri socio-economici del sistema montagna, attività che la rende presidio del territorio, con una particolare attenzione ad aspetti idrogeologici, di manutenzione di boschi e prati, corsi d’acqua e strade forestali. Nel contempo è profondamente diversa dalle altre attività di trasporto, e per questo motivo, non è possibile adottare misure similari a quelle del trasporto urbano ed extraurbano, sia per ragioni tecniche (la durata del trasporto sugli impianti a fune difficilmente supera gli 8 /10 minuti) sia per ragioni pratiche connesse ai servizi correlati al trasporto funiviario (parcheggi, casse, conformazione della stazione di partenza, assistenza agli utenti sul piano di imbarco.
Come già si è avuto modo di constatare all’inizio dell’emergenza sanitaria, ridurre la portata e quindi limitare il numero di utenti trasportati simultaneamente sugli impianti, non è efficace né idoneo ad evitare gli assembramenti. Al contrario, l’effetto rilevato è stato un allungamento dei tempi di attesa in coda, con conseguente aumento del rischio per i turisti, in particolare quando l’attesa avviene al chiuso e senza dispositivi di protezione individuale.

La scelta di Anef è quindi di bilanciare l’affluenza con la portata, favorendo il più possibile la fluidità e la costante mobilità. In assenza di code, infatti, il riempimento dei veicoli si riduce automaticamente.
Tra le misure di sicurezza proposte, l’obbligo del distanziamento fisico di almeno 1 metro tra le persone in tutte le fasi preparatorie al trasporto, l’obbligo di utilizzare mascherina e guanti per l’estate (da non togliere mai durante il trasporto). Obbligatoria l’areazione della cabinovia e funivia con il blocco di uno o più finestrini anche durante il trasporto, l’apertura delle porte delle cabinovie o funivie (solo se vuote) per una areazione completa laddove possibile, e l’igienizzazione  delle cabine. Difficile, per ora, l’ipotesi di procedere alla misurazione della temperatura degli utenti tramite dispositivi tipo termoscanner, a causa della scarsa attendibilità di questo tipo di procedure.

Le misure proposte sono improntate ad una reale valutazione delle caratteristiche specifiche del servizio di trasporto funiviario, che si differenzia in modo significativo dalle altre tipologie di trasporto pubblico di persone. Anef propone inoltre al governo che le suddette misure siano oggetto di una valutazione e di un’eventuale revisione a scadenze ravvicinate (es. ogni 2 mesi) in modo tale da renderle il più possibile coerenti con l’evolversi del contesto sanitario nazionale e con le esigenze dell’utenza.

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