6 October 2026

Visit Finland: crescono dell’1,1% gli italiani in Finlandia

visit_finland_crescono_dell_1_1_gli_italiani_in_finlandia_imagelarge

Crescono le presenze italiane in Finlandia: con quasi 125 mila 900 pernottamenti registrati nei primi otto mesi del 2008, gli italiani in Finlandia sono aumentati dell’1,1% rispetto al periodo gennaio/agosto 2007. «All’indomani dalla nostra grande riorganizzazione interna che, dallo scorso giugno, ci vede presenti con il nuovo brand Visit Finland per la promozione turistica della Finlandia e con una nuova organizzazione – commenta in proposito Mari Hongisto, senior consultant tourism Visit Finland Finpro West & South Europe -, vogliamo confermare tutti gli impegni portati avanti in passato dall’ente nazionale finlandese per il turismo, a partire da quelli nei confronti del trade. Ttg Incontri rappresenta una vetrina importante per la nostra destinazione, per rinforzare e allacciare relazioni professionali con gli intermediari del turismo in Italia». Visit Finland presenterà inoltre in fiera la "Guida ufficiale per l’inverno finlandese 2008/2009" disponibile anche online all’indirizzo www.visitfinland.com/it.

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523615 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Caroline Beteta è la presidente e ceo ad interim di Brand Usa, con decorrenza dal 9 novembre. Beteta, andata in pensione a settembre dopo quasi tre decenni come presidente e ceo di Visit California, apporta una consolidata esperienza di leadership nel settore del turismo e un legame di lunga data con Brand Usa, che include il precedente incarico come presidente del board of directors e ceo ad interim. «Caroline ha già guidato questa organizzazione in passato, conosce i nostri partner e la nostra missione, e ha trasformato Visit California in una delle organizzazioni di destination marketing più rispettate al mondo - ha dichiarato Todd Davidson, Presidente del Board of Directors di Brand Usa -. Brand Usa e l'industria dei viaggi e del turismo degli Stati Uniti sono fortunate che una professionista di grande esperienza, con la sua profonda conoscenza e passione, faccia un passo avanti ancora una volta, in questo momento cruciale, mentre lavoriamo per garantire il rinnovo dell'autorizzazione di Brand Usa». Beteta ha guidato Visit California come presidente e ceo dal gennaio 1998 fino al suo pensionamento nel settembre 2026, servendo al contempo lo Stato come Vice Segretario per il Turismo e, successivamente, come consigliera strategica per l'Ufficio del Governatore per lo Sviluppo Economico e Aziendale. Durante il suo mandato, Visit California ha istituito il primo programma statale di valutazione del turismo della nazione, ha aperto uffici internazionali, lanciato campagne di marketing globali e guidato la ripresa del settore da incendi boschivi, recessioni e dalla pandemia di Covid-19, contribuendo a rendere la California una delle destinazioni più ambite al mondo. Secondo Visit California, l'industria del turismo dello Stato sostiene ora direttamente 1,2 milioni di posti di lavoro e genera oltre 150 miliardi di dollari in spesa annuale dei visitatori. «Brand Usa è stata vicina al mio cuore fin dalla sua nascita e sono onorata di intervenire in un momento così importante per l'organizzazione e per il nostro settore”, ha affermato Beteta -. Il mio obiettivo sarà uno solo: garantire la riautorizzazione di Brand Usa e assicurare che questa organizzazione fondamentale possa continuare la sua missione di accogliere il mondo negli Stati Uniti. I viaggiatori internazionali sono vitali per l'economia della nostra nazione, per le comunità e per la competitività globale, e non vedo l'ora di lavorare al fianco del Board, del team di Brand Usa e dei nostri partner del settore per aiutare a portare a termine la riautorizzazione». Beteta raccoglie il testimone da Fred Dixon, che lascerà Brand Usa il 13 novembre dopo oltre due anni come presidente e ceo; Dixon tornerà a New York City come presidente e ceo di Nyc Tourism + Conventions il 1° dicembre. [post_title] => Brand Usa: Caroline Beteta è presidente e ceo ad interim, in carica dal 9 novembre [post_date] => 2026-10-06T11:01:51+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1791284511000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523574 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Due giorni sono pochi per conoscere davvero Tangeri e Rabat. Sono però sufficienti per capire quanto possano essere diverse e, proprio per questo, quanto bene riescano a completarsi. Il viaggio, organizzato nei giorni scorsi dall’Office National Marocain du Tourisme, comincia a Tangeri, città affacciata sullo stretto di Gibilterra e da sempre punto d'incontro tra mondi, culture e commerci. Qui la posizione geografica non è soltanto un dato sulla carta: si percepisce ovunque. Lo si comprende bene raggiungendo Cap Spartel, con il suo faro, nel punto in cui Mediterraneo e Atlantico si incontrano. Poco distante, la spiaggia di Achakar e le Grotte d'Ercole offrono un primo incontro con il paesaggio, prima di rientrare verso la città. Lungo la costa, la Corniche restituisce invece un'immagine più contemporanea di Tangeri, tra mare, locali e vita cittadina. Poi si entra nella Medina, cuore della città antica, dove il ritmo cambia completamente. È un intreccio di vicoli e piccoli negozi, porte colorate e botteghe, dove si mescolano profumi di spezie, pane e cucina e dove ogni angolo sembra avere una tonalità diversa. Più che un luogo da attraversare velocemente, la Medina invita a perdersi, lasciandosi guidare dai colori, dai rumori e dai profumi della vita quotidiana. Salendo verso la Kasbah, la parte più alta e fortificata della città antica, l'atmosfera si fa ancora più raccolta. Qui si trova anche l'antico Palazzo Reale, oggi Museo delle Culture Mediterranee, che aggiunge alla visita una dimensione culturale e permette di guardare alla città anche attraverso la sua storia e il suo rapporto con il mare. Tangeri, tra storia e sapori Ma Tangeri si scopre anche attraverso esperienze più intime. Tra quelle vissute, una delle più piacevoli è stata la cooking experience da Blue Door Cuisine, dove abbiamo preparato un tajine di pesce in un ambiente tradizionale, curato nei dettagli. Non una semplice lezione di cucina, ma un modo immediato per entrare nella cultura locale attraverso profumi, gesti e sapori. E poi ci sono luoghi nei quali viene spontaneo fermarsi. Il Café Hafa, aperto nel 1921 e affacciato sul Mediterraneo, è uno di questi. Come Villa Mabrouka, la dimora che fu di Yves Saint Laurent, dove anche un aperitivo diventa un momento da assaporare con calma, immersi in un'atmosfera particolare. La giornata si chiude al Safran by Koya, a Tanja Marina Bay, dove la cucina marocchina incontra quella mediterranea, in una cena accompagnata da musica originale e danze. Un'esperienza che unisce sapori, spettacolo e convivialità e che completa una giornata vissuta attraverso le diverse anime di Tangeri. Da Tangeri a Rabat con Al Boraq Il passaggio alla seconda città è semplice e confortevole. A collegare Tangeri e Rabat è Al Boraq, il treno ad alta velocità di ONCF, che in poco più di un'ora porta da Tangeri a Rabat, cambiando rapidamente paesaggio e atmosfera. Rabat appare più ordinata, elegante e misurata. È una capitale, ma senza la frenesia che spesso associamo alle grandi città. Qui il patrimonio storico convive con una dimensione contemporanea sempre più evidente. Uno dei luoghi che meglio raccontano questa stratificazione è Chellah. Le testimonianze dell'antica città romana di Sala Colonia convivono con la necropoli merinide, la moschea e la Medersa. E poi ci sono le cicogne. I loro grandi nidi sulle antiche strutture sono diventati parte integrante del paesaggio. Tra le rovine, la natura sembra essersi presa il proprio spazio, creando un'immagine che rimane impressa. Si prosegue verso la Torre Hassan e il Mausoleo di Mohammed V, due dei simboli di Rabat, fino al Palazzo Reale, che restituisce la dimensione istituzionale della capitale. Anche la cucina entra nel racconto del viaggio. Al La Tour Hassan Palace, palazzo centenario oggi elegante hotel di lusso, abbiamo gustato alcuni piatti della tradizione marocchina, soprattutto un ottimo couscous. Una pausa piacevole in una struttura di grande fascino, dove l'atmosfera storica accompagna l'esperienza dell'ospitalità e della cucina marocchina. Il volto contemporaneo di Rabat Eppure Rabat non è soltanto la sua storia. Sulle rive del Bouregreg, il fiume che separa Rabat dalla vicina Salé, emergono due segni del Marocco contemporaneo: la Mohammed VI Tower, nuovo elemento dello skyline della capitale, e il Grand Théâtre de Rabat, progettato da Zaha Hadid, con le sue forme fluide che sembrano dialogare con il corso dell'acqua. Il contrasto è evidente: da una parte le rovine di Chellah e i monumenti che attraversano i secoli, dall'altra un'architettura decisamente contemporanea. È forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti di Rabat: la capacità di far convivere epoche e linguaggi diversi senza perdere la propria identità. Due città, un viaggio Tangeri e Rabat sono vicine, ma non si assomigliano. La prima ha lo sguardo rivolto verso il mare e verso l'Europa, con una storia internazionale che ancora oggi si percepisce nelle sue atmosfere. La seconda ha il passo più tranquillo della capitale e un patrimonio nel quale passato e futuro convivono. A renderle ancora più interessanti insieme è proprio la facilità con cui si possono collegare: poco più di un'ora di Al Boraq e il paesaggio cambia, così come cambia l'atmosfera. Due città diverse, quindi, ma capaci di completarsi. E forse è proprio questa la sorpresa di un viaggio breve: scoprire, in pochi giorni, quanto possa essere sfaccettato il Marocco. (Quirino Falessi) [gallery ids="523577,523578,523579,523580,523582,523581,523716,523717,523718,523719,523720,523722"]   [post_title] => Tangeri e Rabat, il Marocco che non ti aspetti [post_date] => 2026-10-06T09:30:13+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1791279013000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523536 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Alicante ha dato ufficialmente il via alla sua nuova strategia per conquistare il mercato turistico italiano. Se finora i viaggiatori del nostro Paese hanno scoperto la splendida città della Costa Blanca quasi "per inerzia", oggi l'Alicante City Tourist Board è pronto a coltivare questo bacino con un piano mirato e strutturato. Con lo slogan "Oltre il Mare", la città ha presentato un'offerta poliedrica che va ben oltre la classica vacanza balneare: una proposta che fonde investimenti nel segmento Mice, eccellenza gastronomica, lifestyle e cultura, posizionando la località come meta ideale per il bleisure. A supporto di questa visione strategica vi sono solidi collegamenti diretti e un'infrastruttura congressuale d'eccellenza. Ana Poquet, consigliera per il turismo di Alicante, ha evidenziato l'enorme potenziale del mercato italiano che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante del 3% pur muovendosi in modo del tutto spontaneo. «I viaggiatori italiani arrivano ad Alicante quasi per inerzia, senza che finora sia mai stata realizzata una campagna dedicata», ha spiegato la consigliera. «Ora l'Italia diventa per noi un mercato prioritario che coltiveremo intensamente. Alicante è sole, spiaggia e un porto fantastico, ma siamo anche patrimonio, cultura e tradizione. Inoltre, diventeremo presto la capitale spagnola della gastronomia: vogliamo condividere tutto questo con il pubblico italiano». La consigliera ha poi posto l'accento sulla facilità di collegamento, ricordando la solidità dei voli diretti attivi tutto l'anno con i principali aeroporti italiani (tra cui Milano, Roma, Venezia, Napoli e Catania, a cui si aggiungono diverse tratte stagionali) per un traffico annuale complessivo che conta ben 520.000 posti aerei. José Gutiérrez Flores, marketing executive dell'Ente spagnolo del turismo a Milano ha inserito Alicante in una precisa e vincente strategia nazionale di valorizzazione territoriale: «La Spagna sta lavorando per promuovere le sue 'gemme nascoste', quelle destinazioni meno note al grande pubblico ma con un potenziale immenso. Alicante ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, investendo molto sulla qualità. Seguendo il modello vincente di Malaga, la città punta a consolidarsi come meta culturale a misura d'uomo, qualità della vita e turismo d'esperienza». Meta ideale per il bleisure e i city break, la città offre un'infrastruttura congressuale d'eccellenza, a partire dai 28.000 mq dell'Adda, e una ricettività in forte crescita che conta già 50 hotel e oltre 8.200 posti letto. Il suo punto di forza è la facilità di abbinare il business a esperienze uniche, come le escursioni all'isola di Tabarca o le visite al Castello di Santa Bárbara. Tra le novità spiccano le nuove aperture alberghiere previste tra il 2026 e il 2027 e l'inaugurazione dell'International Cigarreras Museum, mentre a gennaio 2027 la città si confermerà, per la sesta volta consecutiva, porto di partenza della celebre regata mondiale The Ocean Race. (Anna Morrone) [post_title] => Alicante punta a conquistare l'Italia: la Costa Blanca si svela "Oltre il Mare" [post_date] => 2026-10-05T15:07:17+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( [0] => alicante [1] => ente-del-turismo-spagnolo ) [post_tag_name] => Array ( [0] => Alicante [1] => Ente del turismo spagnolo ) ) [sort] => Array ( [0] => 1791212837000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523543 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Presentata in un incontro promosso dall'Ambasciata di Turchia la Troia Wine Route, il nuovo itinerario enoturistico sviluppato nella regione di Çanakkale, nella Turchia nord-occidentale. Un progetto pensato per andare oltre la semplice visita in cantina, per integrare enogastronomia, paesaggio e archeologia in un'unica proposta di viaggio, con l'obiettivo di incentivare soggiorni più lunghi e una conoscenza più approfondita di tutto il territorio. La Troia Wine Route si propone anche di modificare la fruizione di questa parte della Turchia, oggi concentrata nei mesi estivi e nei fine settimana. Puntare sull’enoturismo consente invece di costruire motivazioni di viaggio legate anche alla primavera, alla vendemmia e all'autunno, affiancandosi a un patrimonio archeologico fruibile durante tutto l'anno. L'obiettivo indicato dal progetto è estendere progressivamente l'attività turistica lungo un arco di sette-otto mesi, favorendo soggiorni più lunghi su tutto il territorio e una presenza internazionale più consistente. Tra le linee di sviluppo figurano la promozione sui mercati esteri, la collaborazione con il settore turistico e il futuro collegamento con reti europee dedicate alle strade del vino. La Troia Wine Route punta a valorizzare il patrimonio ampelografico locale, considerato parte integrante dell'identità agricola della regione: un’identità da tutelare e preservare, anche a fronte della crescente diffusione dei vitigni internazionali. La valorizzazione delle uve tradizionali diventa così un elemento distintivo tanto della produzione vinicola quanto dell'offerta enoturistica complessiva della regione. A Bozcaada, storicamente conosciuta con il nome di Tenedo, il Bozcaada Çavuşu è una delle uve più rappresentative del territorio. Questa varietà, che si distingue per acini di grandi dimensioni e un profilo aromatico marcato, ha ottenuto nel 2020 il riconoscimento di indicazione geografica. Insieme al Çavuşu, anche il Vasilaki (varietà bianca a maturazione precoce) da origine a un vino leggero e aromatico, dall’acidità contenuta. Tra le uve rosse si distinguono il Kuntra (o Karasakız), diffuso tra Bozcaada e l'area di Bayramiç e il più strutturato Karalahna. La rete riunisce oggi cinque produttori vinicoli e una struttura alberghiera. A Eceabat, figurano le cantine Asmadan Bağcılık ve Şarapçılık e Etruscan Bağcılık ve Şarapçılık. A Bozcaada si incontrano invece realtà dalla storia più lunga e radicata, come Çamlıbağ Bağcılık ve Şarapçılık e Talay Bağcılık ve Şarapçılık. Completa il gruppo dei produttori Yükseltan Bağcılık ve Şarapçılık, attiva nell'area di Gallipoli, mentre Çanakkale Avec Hotel rappresenta il primo tassello dedicato all'ospitalità. Elisa Biagioli   [post_title] => Troia Wine Route, in Turchia l’enoturismo come leva di crescita del territorio [post_date] => 2026-10-05T11:41:34+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1791200494000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523522 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Bilancio positivo per il primo anno di operatività della Milano-Hanoi firmata Vietnam Airlines: lanciata il 1° luglio 2025, la rotta ha registrato performance superiori alle previsioni, con un load factor medio dell’80%. In oltre un anno il vettore ha operato più di 300 voli da e per Milano, trasportando circa 70.000 passeggeri, per la maggior parte del segmento leisure. Lo schedule prevede tre voli al la settimana con partenza martedì, venerdì e sabato. La rotta da Milano - al momento operata esclusivamente da A350 - consente un accesso diretto e competitivo a un network in forte espansione, sostenuto da una flotta moderna e da un servizio full-service riconosciuto a livello internazionale. «Siamo soddisfatti dei risultati del primo anno di operatività, sebbene influenzati dalla congiuntura geopolitica che ha portato a riflessi negativi sulla domanda e sui costi del carburante - dichiara Dang Minh Tung, direttore generale Vietnam Airlines Italia (nella foto) - La rotta Milano-Hanoi si conferma un asse strategico per il traffico leisure e business, con una domanda in costante aumento sia dei passeggeri vietnamiti in viaggio verso l’Europa, sia da parte dei viaggiatori italiani diretti in Vietnam e verso tutta l’area orientale. Guardiamo con fiducia anche all’espansione dei collegamenti verso i paesi asiatici e al nuovo volo da Osaka per la Capitale, che avvantaggerà i tour operator italiani che propongono tour in Giappone». Milano come porta d’accesso al Vietnam e all’Asia Il volo diretto su Hanoi consente di visitare facilmente tutto il Vietnam attraverso le connessioni per le principali destinazioni del Paese - 39 voli domestici, 22 destinazioni, 300 voli al giorno per le rotte ad alta frequenza - tra queste Ho Chi Minh City, Phu Quoc e Da Nang, recentemente inserita da Lonely Planet tra le 50 destinazioni Best in Travel del 2027. La città costiera al centro del Paese combina molteplici esperienze in un unico viaggio: spiagge, natura, una scena gastronomica in forte ascesa e numerosi punti di interesse storico-culturale, come i vicini siti Unesco dell’antica Cittadella imperiale di Hué, il Santuario di My Son e la suggestiva città di Hôi An. Nuova frequenza sulla Osaka-Hanoi Hanoi rappresenta inoltre un hub fondamentale per raggiungere numerose città dell’Asia orientale e sud-orientale, in primis Cambogia, Laos, Thailandia e Giappone, che offrono tempi di connessione ideali.  È proprio per il Giappone, dalla fine di ottobre, Vietnam Airlines introduce una nuova frequenza pomeridiana da Osaka a Hanoi che offre una comoda coincidenza con il collegamento diretto Hanoi-Milano Malpensa. La novità rappresenta un importante vantaggio per i tour operator italiani che propongono il classico itinerario del Giappone, con Tokyo, Kyoto, Nara, Hiroshima e tappa finale a Osaka. Grazie al network di Vietnam Airlines sarà, infatti, possibile organizzare un itinerario "open jaw", con partenza da Milano Malpensa verso Tokyo Haneda (l’aeroporto metropolitano vicino alla città) via Hanoi e rientro da Osaka Kansai, sempre via Hanoi, evitando così di dover tornare nella capitale giapponese al termine del viaggio. Il vettore ha inoltre pianificato una serie di attività di co-marketing e formazione con tour operator italiani attivi nel turismo leisure e nel business travel. [post_title] => Vietnam Airlines: bene la Milano-Hanoi, con load factor medio all’80% [post_date] => 2026-10-05T10:37:40+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1791196660000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523496 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Prosegue la crescita di Uvet Global Business Travel (Uvet Gbt), l’azienda del gruppo Uvet nata nel 2001 in joint venture con American Express Gbt focalizzata sul settore corporate e viaggi d'affari e leader nell'offerta di servizi e soluzioni per i viaggi d’affari. Dopo aver chiuso il 2025 con un giro d’affari di circa 677,8 milioni di euro (+11,9%), arriverà quest’anno a 730 milioni. «La nostra strategia è costituita da 4 aspetti fondamentali. - afferma Massimo di Pasquale, head of national sales & account manager di Uvet-American Express Gbt - Il primo è la fiducia dei clienti, che per noi rappresentano un bene molto prezioso. Ogni giorno ci affidano le loro esigenze e problematiche: il nostro compito è ascoltarli, comprenderne le necessità e accompagnarli con servizi semplici, affidabili e personalizzabili. Il secondo elemento è la visione dell'imprenditore, che significa avere un progetto e il coraggio di portarlo avanti guardando al futuro. Il terzo elemento è dato dal sostegno e dall’entusiasmo della squadra di Uvet, che lavora per i nostri clienti in ciascun passaggio della filiera risolvendo imprevisti anche nei momenti più complessi e di crisi. Grazie a questo impegno manteniamo elevata la qualità del servizio e costruiamo rapporti solidi con i nostri clienti. Il quarto elemento è la capacità di innovare, rappresentata anche dai milioni di euro investiti nella tecnologia, che viene utilizzata per migliorare concretamente la qualità del servizio. La tecnologia è sempre più importante, è uno strumento al servizio delle persone che porta risultati grazie alle competenze, all'esperienza e alla sensibilità di chi la utilizza». Le innovazioni tecnologiche «Grazie all'integrazione diretta con i software Erp dei nostri clienti e i self booking tool abbiamo raggiunto circa il 72% d'automazione: ogni anno 3 milioni e mezzo di transazioni vengono processate in maniera elettronica. - prosegue di Pasquale - Guardando poi le logiche del self booking tool: la nostra piattaforma interna per la pianificazione e gestione dei viaggi d’affari BizTravel Evolution è attiva da 15 anni e sui nostri sistemi raggiungiamo anche picchi dell'85% di transazioni processate. Questi dati dimostrano che l'innovazione ci aiuta a ridurre i tempi delle operazioni, rende i processi sempre più efficienti e consente ai nostri operatori di concentrarsi su attività più complesse. Negli ultimi mesi abbiamo migrato la nostra piattaforma telefonica verso una soluzione totalmente digitale e conversazionale e questo ci permetterà di integrare sistemi di voicebot e di chatbot con l'utilizzo dei massimi sistemi di intelligenza artificiale, facilitando la conversazione verso l'esterno. Il 28 settembre abbiamo rilasciato una versione aggiornatissima della nostra app e il 15 ottobre lanceremo al suo interno BizTravel Sos: un nuovo servizio di geolocalizzazione che permetterà alla security o al travel manager di capire dov’è geolocalizzato un passeggero in difficoltà, allestendo il processo di assistenza necessario. Infine il 15 novembre sulle piattaforme di BizTravel Evolution uscirà BizTravel Map, che garantirà sempre maggiore sicurezza localizzando rapidamente tutti i dipendenti, secondo un concetto di duty of care». Chiara Ambrosioni [post_title] => Uvet Global Business Travel: visione e strategia nel turismo d’affari [post_date] => 2026-10-05T10:20:26+00:00 [category] => Array ( [0] => mercato_e_tecnologie ) [category_name] => Array ( [0] => Mercato e tecnologie ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1791195626000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523433 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese. [caption id="attachment_471241" align="alignleft" width="300"] Pier Ezhaya presidente Astoi[/caption] La novità, introdotta con l'ottavo emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax), determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile. Per i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato.    Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste. Mancata definizione Nelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi. Per un tour operator internazionale l'adempimento richiede attività molto onerose, come l'integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche; Il secondo: difficoltà nella determinazione del valore imponibile. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;  Terzo:  molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva rende particolarmente importante comprendere in modo chiaro e coerente come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli distributivi; in tali casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti; Impatto economico Quarto:  tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti. La data di entrata in vigore della Goods and Services Tax è stata fissata al 1° ottobre 2026; tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento. La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso; Quinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale.  Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. In nessun'altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa. Abrogazione Alla luce delle criticità evidenziate, Astoi ha quindi chiesto alle autorità maldiviane di valutare l'abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst delle Maldive ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione. La combinazione tra l'incompletezza delle disposizioni attuative e l'assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile crea una situazione nella quale l'adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira. L'Associazione auspica che le istituzioni maldiviane ripristinino quanto prima le condizioni che consentono agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione in modo stabile e sostenibile.   [post_title] => Astoi chiede di abrogare la nuova tassa delle Maldive per i tour operator [post_date] => 2026-10-02T13:52:52+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1790949172000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523402 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Il mercato alberghiero italiano si conferma motore trainante dell’ospitalità di lusso europea per il 2026. La formula vincente risiede nel perfetto equilibrio tra l'identità unica degli hotel indipendenti e la potenza commerciale del network. Ne abbiamo parlato con Ron Pohl, presidente di WorldHotels, che ha tracciato il bilancio dell’anno in corso e svelato le strategie di espansione del brand upper-upscale del gruppo Bwh Hotels. Italia regina di resilienza nel contesto europeo Nel 2026 l'industria alberghiera italiana ha dimostrato una straordinaria capacità di generare valore. Secondo Ron Pohl, l’Italia ha registrato un eccellente inizio d'anno e una crescita costante, confermandosi come uno dei mercati più performanti d'Europa. La solida domanda interna ed europea, unita a un forte potere di prezzo, ha permesso al Paese di superare i competitor continentali dimostrandosi così più resiliente rispetto a mercati legati alle fluttuazioni di calendario o dinamiche temporanee. Le tensioni geopolitiche e i grandi eventi estivi, come i mondiali di calcio, hanno frenato i viaggi dal Nord America, causando una contrazione del 12% dei pernottamenti a lungo raggio dagli Stati Uniti a partire da marzo 2026, come spiegato da Pohl. Nonostante questa flessione, la crescita dei prezzi medi in Italia è stata compensata dalla domanda domestica e intra-europea, supportata dalla capacità del network Bwh Hotels di generare flussi da mercati alternativi. Le previsioni a medio termine restano ottimistiche, trainate da una domanda costante di viaggi esperienziali e di alta qualità. Risultati 2026: ricavi in crescita del 4% e occupazione stabile Nel 2026 gli hotel italiani vedono ricavi in crescita del 4% e un'occupazione stabile in tre quarti delle destinazioni su oltre il 75% delle destinazioni nazionali. Il gruppo conferma, così, l'Italia come mercato prioritario con 11 hotel in via di sviluppo e l'obiettivo di raggiungere quota 20 strutture per WorldHotels nell'area Italia e Sud-Est Europa entro la fine dell’anno. «La nostra ambizione è crescere in modo selettivo, - sottolinea Pohl -. Puntiamo su strutture con un'identità forte nel Sud Italia, nelle città d'arte principali come Roma e in mete secondarie ad alto valore culturale». Il portfolio del brand si arricchisce con importanti novità in Italia, tra cui l'Hotel Savoia e Jolanda a Venezia, l'Horizon Wellness & Spa a Varese e la dimora storica Villa La Personala a Mirandola. Queste strutture ampliano ulteriormente la presenza del gruppo nel Paese, affiancandosi ai recenti ingressi del Sublimis Boutique Hotel a Camogli e dell'Hotel Terme San Michele & Spa a Ischia. La rivoluzione del Glamping con il marchio "Backdrop" Il debutto italiano di WorldHotels Backdrop nell'ospitalità open-air di lusso intercetta una domanda di viaggiatori premium orientati a un contatto profondo con la natura senza rinunciare ai comfort. Secondo Ron Pohl, l'Italia rappresenta il terreno ideale per questo modello grazie alla varietà dei suoi paesaggi, offrendo agli albergatori indipendenti l'opportunità di valorizzare concetti non convenzionali. Il concetto di lusso sta vivendo una profonda metamorfosi orientandosi sempre più verso autenticità, personalizzazione, benessere e immersione culturale. La clientela di fascia alta cerca oggi un legame profondo con le comunità locali e la natura circostante, premiando i soft brand e le collezioni di alberghi indipendenti. «La capacità di preservare l'unicità e la storia di una proprietà alberghiera offrendo al contempo gli standard di sicurezza, visibilità e tecnologia di una grande piattaforma mondiale è la vera chiave per conquistare l'ospite del futuro», conclude Pohl. (Anna Morrone) [post_title] => WorldHotels: l’Italia dell’hotellerie indipendente vola nel 2026. Parla Ron Pohl [post_date] => 2026-10-02T13:47:35+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( [0] => bwh-hotels [1] => hotellerie-indipendente [2] => in-evidenza [3] => ron-pohl [4] => worldhotels ) [post_tag_name] => Array ( [0] => Bwh Hotels [1] => hotellerie indipendente [2] => In evidenza [3] => Ron Pohl [4] => WorldHotels ) ) [sort] => Array ( [0] => 1790948855000 ) ) [8] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 523428 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Parabola ascendente per l'industria turistica della Malesia, che continua a mostrare un trend positivo, con 28,8 milioni di visitatori internazionali tra gennaio e agosto 2026, pari ad un incremento dell'1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il vicedirettore generale (promozione) di Tourism Malaysia, Mohd Akbal Setia, ha affermato che questi risultati positivi riflettono il costante fascino della Malesia come destinazione turistica e l'importanza di rafforzare le partnership internazionali nel settore. "Questo sviluppo è particolarmente significativo mentre il Paese continua a potenziare il comparto nell'ambito della campagna 'Visit Malaysia 2026-2027'". Mohd Akbal Setia ha fatto le veci del ministro del Turismo, dell'Arte e della Cultura, Datuk Seri Tiong King Sing, in occasione dell'inaugurazione della fiera e conferenza internazionale sul turismo, l'arte e la cultura (Intact) 2026, presso il Kuala Lumpur Convention Centre. Mohd Akbal ha sottolineato che il turismo rappresenta "oltre il 15% al ​​prodotto interno lordo della Malesia; i suoi benefici si estendono lungo l'intera filiera turistica, sostenendo imprese e mezzi di sussistenza che spaziano dagli hotel e dai servizi di trasporto tramite app (e-hailing) agli artigiani locali e ai ristoranti a gestione familiare". "Giunta appena alla sua seconda edizione, Intact ha riunito 154 espositori provenienti da 35 Paesi, a testimonianza dell'impegno degli organizzatori e dei partner del settore nel consolidare questo evento come piattaforma internazionale per i comparti del turismo, dell'arte e della cultura". [post_title] => Malesia: 28,8 mln di visitatori internazionali tra gennaio e agosto 2026 [post_date] => 2026-10-02T13:19:56+00:00 [category] => Array ( [0] => estero ) [category_name] => Array ( [0] => Estero ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1790947196000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "visit finland crescono dell 1 1 gli italiani in finlandia" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":73,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":2228,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523615","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Caroline Beteta è la presidente e ceo ad interim di Brand Usa, con decorrenza dal 9 novembre. Beteta, andata in pensione a settembre dopo quasi tre decenni come presidente e ceo di Visit California, apporta una consolidata esperienza di leadership nel settore del turismo e un legame di lunga data con Brand Usa, che include il precedente incarico come presidente del board of directors e ceo ad interim.\r\n\r\n«Caroline ha già guidato questa organizzazione in passato, conosce i nostri partner e la nostra missione, e ha trasformato Visit California in una delle organizzazioni di destination marketing più rispettate al mondo - ha dichiarato Todd Davidson, Presidente del Board of Directors di Brand Usa -. Brand Usa e l'industria dei viaggi e del turismo degli Stati Uniti sono fortunate che una professionista di grande esperienza, con la sua profonda conoscenza e passione, faccia un passo avanti ancora una volta, in questo momento cruciale, mentre lavoriamo per garantire il rinnovo dell'autorizzazione di Brand Usa».\r\n\r\nBeteta ha guidato Visit California come presidente e ceo dal gennaio 1998 fino al suo pensionamento nel settembre 2026, servendo al contempo lo Stato come Vice Segretario per il Turismo e, successivamente, come consigliera strategica per l'Ufficio del Governatore per lo Sviluppo Economico e Aziendale. Durante il suo mandato, Visit California ha istituito il primo programma statale di valutazione del turismo della nazione, ha aperto uffici internazionali, lanciato campagne di marketing globali e guidato la ripresa del settore da incendi boschivi, recessioni e dalla pandemia di Covid-19, contribuendo a rendere la California una delle destinazioni più ambite al mondo. Secondo Visit California, l'industria del turismo dello Stato sostiene ora direttamente 1,2 milioni di posti di lavoro e genera oltre 150 miliardi di dollari in spesa annuale dei visitatori.\r\n\r\n«Brand Usa è stata vicina al mio cuore fin dalla sua nascita e sono onorata di intervenire in un momento così importante per l'organizzazione e per il nostro settore”, ha affermato Beteta -. Il mio obiettivo sarà uno solo: garantire la riautorizzazione di Brand Usa e assicurare che questa organizzazione fondamentale possa continuare la sua missione di accogliere il mondo negli Stati Uniti. I viaggiatori internazionali sono vitali per l'economia della nostra nazione, per le comunità e per la competitività globale, e non vedo l'ora di lavorare al fianco del Board, del team di Brand Usa e dei nostri partner del settore per aiutare a portare a termine la riautorizzazione».\r\n\r\nBeteta raccoglie il testimone da Fred Dixon, che lascerà Brand Usa il 13 novembre dopo oltre due anni come presidente e ceo; Dixon tornerà a New York City come presidente e ceo di Nyc Tourism + Conventions il 1° dicembre.","post_title":"Brand Usa: Caroline Beteta è presidente e ceo ad interim, in carica dal 9 novembre","post_date":"2026-10-06T11:01:51+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1791284511000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523574","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nDue giorni sono pochi per conoscere davvero Tangeri e Rabat. Sono però sufficienti per capire quanto possano essere diverse e, proprio per questo, quanto bene riescano a completarsi.\r\nIl viaggio, organizzato nei giorni scorsi dall’Office National Marocain du Tourisme, comincia a Tangeri, città affacciata sullo stretto di Gibilterra e da sempre punto d'incontro tra mondi, culture e commerci. Qui la posizione geografica non è soltanto un dato sulla carta: si percepisce ovunque.\r\nLo si comprende bene raggiungendo Cap Spartel, con il suo faro, nel punto in cui Mediterraneo e Atlantico si incontrano. Poco distante, la spiaggia di Achakar e le Grotte d'Ercole offrono un primo incontro con il paesaggio, prima di rientrare verso la città.\r\nLungo la costa, la Corniche restituisce invece un'immagine più contemporanea di Tangeri, tra mare, locali e vita cittadina. Poi si entra nella Medina, cuore della città antica, dove il ritmo cambia completamente. È un intreccio di vicoli e piccoli negozi, porte colorate e botteghe, dove si mescolano profumi di spezie, pane e cucina e dove ogni angolo sembra avere una tonalità diversa. Più che un luogo da attraversare velocemente, la Medina invita a perdersi, lasciandosi guidare dai colori, dai rumori e dai profumi della vita quotidiana.\r\nSalendo verso la Kasbah, la parte più alta e fortificata della città antica, l'atmosfera si fa ancora più raccolta. Qui si trova anche l'antico Palazzo Reale, oggi Museo delle Culture Mediterranee, che aggiunge alla visita una dimensione culturale e permette di guardare alla città anche attraverso la sua storia e il suo rapporto con il mare.\r\n\r\nTangeri, tra storia e sapori\r\nMa Tangeri si scopre anche attraverso esperienze più intime.\r\nTra quelle vissute, una delle più piacevoli è stata la cooking experience da Blue Door Cuisine, dove abbiamo preparato un tajine di pesce in un ambiente tradizionale, curato nei dettagli. Non una semplice lezione di cucina, ma un modo immediato per entrare nella cultura locale attraverso profumi, gesti e sapori.\r\nE poi ci sono luoghi nei quali viene spontaneo fermarsi. Il Café Hafa, aperto nel 1921 e affacciato sul Mediterraneo, è uno di questi. Come Villa Mabrouka, la dimora che fu di Yves Saint Laurent, dove anche un aperitivo diventa un momento da assaporare con calma, immersi in un'atmosfera particolare.\r\nLa giornata si chiude al Safran by Koya, a Tanja Marina Bay, dove la cucina marocchina incontra quella mediterranea, in una cena accompagnata da musica originale e danze. Un'esperienza che unisce sapori, spettacolo e convivialità e che completa una giornata vissuta attraverso le diverse anime di Tangeri.\r\n\r\nDa Tangeri a Rabat con Al Boraq\r\nIl passaggio alla seconda città è semplice e confortevole. A collegare Tangeri e Rabat è Al Boraq, il treno ad alta velocità di ONCF, che in poco più di un'ora porta da Tangeri a Rabat, cambiando rapidamente paesaggio e atmosfera.\r\nRabat appare più ordinata, elegante e misurata. È una capitale, ma senza la frenesia che spesso associamo alle grandi città. Qui il patrimonio storico convive con una dimensione contemporanea sempre più evidente.\r\nUno dei luoghi che meglio raccontano questa stratificazione è Chellah. Le testimonianze dell'antica città romana di Sala Colonia convivono con la necropoli merinide, la moschea e la Medersa.\r\nE poi ci sono le cicogne. I loro grandi nidi sulle antiche strutture sono diventati parte integrante del paesaggio. Tra le rovine, la natura sembra essersi presa il proprio spazio, creando un'immagine che rimane impressa.\r\nSi prosegue verso la Torre Hassan e il Mausoleo di Mohammed V, due dei simboli di Rabat, fino al Palazzo Reale, che restituisce la dimensione istituzionale della capitale.\r\nAnche la cucina entra nel racconto del viaggio. Al La Tour Hassan Palace, palazzo centenario oggi elegante hotel di lusso, abbiamo gustato alcuni piatti della tradizione marocchina, soprattutto un ottimo couscous. Una pausa piacevole in una struttura di grande fascino, dove l'atmosfera storica accompagna l'esperienza dell'ospitalità e della cucina marocchina.\r\n\r\nIl volto contemporaneo di Rabat\r\nEppure Rabat non è soltanto la sua storia. Sulle rive del Bouregreg, il fiume che separa Rabat dalla vicina Salé, emergono due segni del Marocco contemporaneo: la Mohammed VI Tower, nuovo elemento dello skyline della capitale, e il Grand Théâtre de Rabat, progettato da Zaha Hadid, con le sue forme fluide che sembrano dialogare con il corso dell'acqua.\r\nIl contrasto è evidente: da una parte le rovine di Chellah e i monumenti che attraversano i secoli, dall'altra un'architettura decisamente contemporanea.\r\nÈ forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti di Rabat: la capacità di far convivere epoche e linguaggi diversi senza perdere la propria identità.\r\n\r\nDue città, un viaggio\r\nTangeri e Rabat sono vicine, ma non si assomigliano. La prima ha lo sguardo rivolto verso il mare e verso l'Europa, con una storia internazionale che ancora oggi si percepisce nelle sue atmosfere. La seconda ha il passo più tranquillo della capitale e un patrimonio nel quale passato e futuro convivono.\r\nA renderle ancora più interessanti insieme è proprio la facilità con cui si possono collegare: poco più di un'ora di Al Boraq e il paesaggio cambia, così come cambia l'atmosfera.\r\nDue città diverse, quindi, ma capaci di completarsi. E forse è proprio questa la sorpresa di un viaggio breve: scoprire, in pochi giorni, quanto possa essere sfaccettato il Marocco.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n(Quirino Falessi)\r\n\r\n\r\n[gallery ids=\"523577,523578,523579,523580,523582,523581,523716,523717,523718,523719,523720,523722\"]\r\n\r\n\r\n\r\n \r\n","post_title":"Tangeri e Rabat, il Marocco che non ti aspetti","post_date":"2026-10-06T09:30:13+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1791279013000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523536","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\nAlicante ha dato ufficialmente il via alla sua nuova strategia per conquistare il mercato turistico italiano. Se finora i viaggiatori del nostro Paese hanno scoperto la splendida città della Costa Blanca quasi \"per inerzia\", oggi l'Alicante City Tourist Board è pronto a coltivare questo bacino con un piano mirato e strutturato.\r\n\r\nCon lo slogan \"Oltre il Mare\", la città ha presentato un'offerta poliedrica che va ben oltre la classica vacanza balneare: una proposta che fonde investimenti nel segmento Mice, eccellenza gastronomica, lifestyle e cultura, posizionando la località come meta ideale per il bleisure. A supporto di questa visione strategica vi sono solidi collegamenti diretti e un'infrastruttura congressuale d'eccellenza.\r\n\r\nAna Poquet, consigliera per il turismo di Alicante, ha evidenziato l'enorme potenziale del mercato italiano che negli ultimi anni ha registrato una crescita costante del 3% pur muovendosi in modo del tutto spontaneo. «I viaggiatori italiani arrivano ad Alicante quasi per inerzia, senza che finora sia mai stata realizzata una campagna dedicata», ha spiegato la consigliera. «Ora l'Italia diventa per noi un mercato prioritario che coltiveremo intensamente. Alicante è sole, spiaggia e un porto fantastico, ma siamo anche patrimonio, cultura e tradizione. Inoltre, diventeremo presto la capitale spagnola della gastronomia: vogliamo condividere tutto questo con il pubblico italiano». La consigliera ha poi posto l'accento sulla facilità di collegamento, ricordando la solidità dei voli diretti attivi tutto l'anno con i principali aeroporti italiani (tra cui Milano, Roma, Venezia, Napoli e Catania, a cui si aggiungono diverse tratte stagionali) per un traffico annuale complessivo che conta ben 520.000 posti aerei.\r\n\r\nJosé Gutiérrez Flores, marketing executive dell'Ente spagnolo del turismo a Milano ha inserito Alicante in una precisa e vincente strategia nazionale di valorizzazione territoriale: «La Spagna sta lavorando per promuovere le sue 'gemme nascoste', quelle destinazioni meno note al grande pubblico ma con un potenziale immenso. Alicante ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, investendo molto sulla qualità. Seguendo il modello vincente di Malaga, la città punta a consolidarsi come meta culturale a misura d'uomo, qualità della vita e turismo d'esperienza».\r\n\r\nMeta ideale per il bleisure e i city break, la città offre un'infrastruttura congressuale d'eccellenza, a partire dai 28.000 mq dell'Adda, e una ricettività in forte crescita che conta già 50 hotel e oltre 8.200 posti letto. Il suo punto di forza è la facilità di abbinare il business a esperienze uniche, come le escursioni all'isola di Tabarca o le visite al Castello di Santa Bárbara. Tra le novità spiccano le nuove aperture alberghiere previste tra il 2026 e il 2027 e l'inaugurazione dell'International Cigarreras Museum, mentre a gennaio 2027 la città si confermerà, per la sesta volta consecutiva, porto di partenza della celebre regata mondiale The Ocean Race.\r\n\r\n(Anna Morrone)","post_title":"Alicante punta a conquistare l'Italia: la Costa Blanca si svela \"Oltre il Mare\"","post_date":"2026-10-05T15:07:17+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":["alicante","ente-del-turismo-spagnolo"],"post_tag_name":["Alicante","Ente del turismo spagnolo"]},"sort":[1791212837000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523543","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Presentata in un incontro promosso dall'Ambasciata di Turchia la Troia Wine Route, il nuovo itinerario enoturistico sviluppato nella regione di Çanakkale, nella Turchia nord-occidentale.\r\n\r\nUn progetto pensato per andare oltre la semplice visita in cantina, per integrare enogastronomia, paesaggio e archeologia in un'unica proposta di viaggio, con l'obiettivo di incentivare soggiorni più lunghi e una conoscenza più approfondita di tutto il territorio.\r\n\r\nLa Troia Wine Route si propone anche di modificare la fruizione di questa parte della Turchia, oggi concentrata nei mesi estivi e nei fine settimana. Puntare sull’enoturismo consente invece di costruire motivazioni di viaggio legate anche alla primavera, alla vendemmia e all'autunno, affiancandosi a un patrimonio archeologico fruibile durante tutto l'anno. L'obiettivo indicato dal progetto è estendere progressivamente l'attività turistica lungo un arco di sette-otto mesi, favorendo soggiorni più lunghi su tutto il territorio e una presenza internazionale più consistente. Tra le linee di sviluppo figurano la promozione sui mercati esteri, la collaborazione con il settore turistico e il futuro collegamento con reti europee dedicate alle strade del vino.\r\n\r\nLa Troia Wine Route punta a valorizzare il patrimonio ampelografico locale, considerato parte integrante dell'identità agricola della regione: un’identità da tutelare e preservare, anche a fronte della crescente diffusione dei vitigni internazionali. La valorizzazione delle uve tradizionali diventa così un elemento distintivo tanto della produzione vinicola quanto dell'offerta enoturistica complessiva della regione.\r\n\r\nA Bozcaada, storicamente conosciuta con il nome di Tenedo, il Bozcaada Çavuşu è una delle uve più rappresentative del territorio. Questa varietà, che si distingue per acini di grandi dimensioni e un profilo aromatico marcato, ha ottenuto nel 2020 il riconoscimento di indicazione geografica. Insieme al Çavuşu, anche il Vasilaki (varietà bianca a maturazione precoce) da origine a un vino leggero e aromatico, dall’acidità contenuta. Tra le uve rosse si distinguono il Kuntra (o Karasakız), diffuso tra Bozcaada e l'area di Bayramiç e il più strutturato Karalahna.\r\n\r\nLa rete riunisce oggi cinque produttori vinicoli e una struttura alberghiera. A Eceabat, figurano le cantine Asmadan Bağcılık ve Şarapçılık e Etruscan Bağcılık ve Şarapçılık. A Bozcaada si incontrano invece realtà dalla storia più lunga e radicata, come Çamlıbağ Bağcılık ve Şarapçılık e Talay Bağcılık ve Şarapçılık. Completa il gruppo dei produttori Yükseltan Bağcılık ve Şarapçılık, attiva nell'area di Gallipoli, mentre Çanakkale Avec Hotel rappresenta il primo tassello dedicato all'ospitalità.\r\n\r\nElisa Biagioli\r\n\r\n ","post_title":"Troia Wine Route, in Turchia l’enoturismo come leva di crescita del territorio","post_date":"2026-10-05T11:41:34+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1791200494000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523522","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Bilancio positivo per il primo anno di operatività della Milano-Hanoi firmata Vietnam Airlines: lanciata il 1° luglio 2025, la rotta ha registrato performance superiori alle previsioni, con un load factor medio dell’80%.\r\n\r\nIn oltre un anno il vettore ha operato più di 300 voli da e per Milano, trasportando circa 70.000 passeggeri, per la maggior parte del segmento leisure. Lo schedule prevede tre voli al la settimana con partenza martedì, venerdì e sabato. La rotta da Milano - al momento operata esclusivamente da A350 - consente un accesso diretto e competitivo a un network in forte espansione, sostenuto da una flotta moderna e da un servizio full-service riconosciuto a livello internazionale.\r\n\r\n«Siamo soddisfatti dei risultati del primo anno di operatività, sebbene influenzati dalla congiuntura geopolitica che ha portato a riflessi negativi sulla domanda e sui costi del carburante - dichiara Dang Minh Tung, direttore generale Vietnam Airlines Italia (nella foto) - La rotta Milano-Hanoi si conferma un asse strategico per il traffico leisure e business, con una domanda in costante aumento sia dei passeggeri vietnamiti in viaggio verso l’Europa, sia da parte dei viaggiatori italiani diretti in Vietnam e verso tutta l’area orientale. Guardiamo con fiducia anche all’espansione dei collegamenti verso i paesi asiatici e al nuovo volo da Osaka per la Capitale, che avvantaggerà i tour operator italiani che propongono tour in Giappone».\r\nMilano come porta d’accesso al Vietnam e all’Asia\r\nIl volo diretto su Hanoi consente di visitare facilmente tutto il Vietnam attraverso le connessioni per le principali destinazioni del Paese - 39 voli domestici, 22 destinazioni, 300 voli al giorno per le rotte ad alta frequenza - tra queste Ho Chi Minh City, Phu Quoc e Da Nang, recentemente inserita da Lonely Planet tra le 50 destinazioni Best in Travel del 2027. La città costiera al centro del Paese combina molteplici esperienze in un unico viaggio: spiagge, natura, una scena gastronomica in forte ascesa e numerosi punti di interesse storico-culturale, come i vicini siti Unesco dell’antica Cittadella imperiale di Hué, il Santuario di My Son e la suggestiva città di Hôi An.\r\nNuova frequenza sulla Osaka-Hanoi\r\nHanoi rappresenta inoltre un hub fondamentale per raggiungere numerose città dell’Asia orientale e sud-orientale, in primis Cambogia, Laos, Thailandia e Giappone, che offrono tempi di connessione ideali.  È proprio per il Giappone, dalla fine di ottobre, Vietnam Airlines introduce una nuova frequenza pomeridiana da Osaka a Hanoi che offre una comoda coincidenza con il collegamento diretto Hanoi-Milano Malpensa.\r\n\r\nLa novità rappresenta un importante vantaggio per i tour operator italiani che propongono il classico itinerario del Giappone, con Tokyo, Kyoto, Nara, Hiroshima e tappa finale a Osaka. Grazie al network di Vietnam Airlines sarà, infatti, possibile organizzare un itinerario \"open jaw\", con partenza da Milano Malpensa verso Tokyo Haneda (l’aeroporto metropolitano vicino alla città) via Hanoi e rientro da Osaka Kansai, sempre via Hanoi, evitando così di dover tornare nella capitale giapponese al termine del viaggio.\r\n\r\nIl vettore ha inoltre pianificato una serie di attività di co-marketing e formazione con tour operator italiani attivi nel turismo leisure e nel business travel.","post_title":"Vietnam Airlines: bene la Milano-Hanoi, con load factor medio all’80%","post_date":"2026-10-05T10:37:40+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1791196660000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523496","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Prosegue la crescita di Uvet Global Business Travel (Uvet Gbt), l’azienda del gruppo Uvet nata nel 2001 in joint venture con American Express Gbt focalizzata sul settore corporate e viaggi d'affari e leader nell'offerta di servizi e soluzioni per i viaggi d’affari. Dopo aver chiuso il 2025 con un giro d’affari di circa 677,8 milioni di euro (+11,9%), arriverà quest’anno a 730 milioni.\r\n\r\n«La nostra strategia è costituita da 4 aspetti fondamentali. - afferma Massimo di Pasquale, head of national sales & account manager di Uvet-American Express Gbt - Il primo è la fiducia dei clienti, che per noi rappresentano un bene molto prezioso. Ogni giorno ci affidano le loro esigenze e problematiche: il nostro compito è ascoltarli, comprenderne le necessità e accompagnarli con servizi semplici, affidabili e personalizzabili.\r\n\r\nIl secondo elemento è la visione dell'imprenditore, che significa avere un progetto e il coraggio di portarlo avanti guardando al futuro. Il terzo elemento è dato dal sostegno e dall’entusiasmo della squadra di Uvet, che lavora per i nostri clienti in ciascun passaggio della filiera risolvendo imprevisti anche nei momenti più complessi e di crisi. Grazie a questo impegno manteniamo elevata la qualità del servizio e costruiamo rapporti solidi con i nostri clienti.\r\n\r\nIl quarto elemento è la capacità di innovare, rappresentata anche dai milioni di euro investiti nella tecnologia, che viene utilizzata per migliorare concretamente la qualità del servizio. La tecnologia è sempre più importante, è uno strumento al servizio delle persone che porta risultati grazie alle competenze, all'esperienza e alla sensibilità di chi la utilizza».\r\n\r\nLe innovazioni tecnologiche\r\n«Grazie all'integrazione diretta con i software Erp dei nostri clienti e i self booking tool abbiamo raggiunto circa il 72% d'automazione: ogni anno 3 milioni e mezzo di transazioni vengono processate in maniera elettronica. - prosegue di Pasquale - Guardando poi le logiche del self booking tool: la nostra piattaforma interna per la pianificazione e gestione dei viaggi d’affari BizTravel Evolution è attiva da 15 anni e sui nostri sistemi raggiungiamo anche picchi dell'85% di transazioni processate. Questi dati dimostrano che l'innovazione ci aiuta a ridurre i tempi delle operazioni, rende i processi sempre più efficienti e consente ai nostri operatori di concentrarsi su attività più complesse.\r\n\r\nNegli ultimi mesi abbiamo migrato la nostra piattaforma telefonica verso una soluzione totalmente digitale e conversazionale e questo ci permetterà di integrare sistemi di voicebot e di chatbot con l'utilizzo dei massimi sistemi di intelligenza artificiale, facilitando la conversazione verso l'esterno.\r\n\r\nIl 28 settembre abbiamo rilasciato una versione aggiornatissima della nostra app e il 15 ottobre lanceremo al suo interno BizTravel Sos: un nuovo servizio di geolocalizzazione che permetterà alla security o al travel manager di capire dov’è geolocalizzato un passeggero in difficoltà, allestendo il processo di assistenza necessario. Infine il 15 novembre sulle piattaforme di BizTravel Evolution uscirà BizTravel Map, che garantirà sempre maggiore sicurezza localizzando rapidamente tutti i dipendenti, secondo un concetto di duty of care».\r\nChiara Ambrosioni","post_title":"Uvet Global Business Travel: visione e strategia nel turismo d’affari","post_date":"2026-10-05T10:20:26+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1791195626000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523433","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Dal 1° ottobre 2026 le Maldive hanno esteso l'applicazione della Tourism goods and services tax (Tgst), con aliquota del 17%, anche ai prodotti turistici inbound e ai relativi servizi di intermediazione e prenotazione forniti da operatori esteri, inclusi i tour operator, anche in assenza di una sede operativa stabile nel Paese.\r\n\r\n\r\n[caption id=\"attachment_471241\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Pier Ezhaya presidente Astoi[/caption]\r\nLa novità, introdotta con l'ottavo emendamento alla normativa sulla Gst (Goods and services tax), determina per le imprese internazionali interessate nuovi obblighi fiscali e amministrativi e un impatto operativo ed economico insostenibile.\r\nPer i tour operator italiani la questione assume un peso significativo anche alla luce dell'importanza della destinazione: l'Italia è il terzo mercato e muove circa 153.000 passeggeri l'anno, la maggior parte dei quali acquista la propria vacanza proprio attraverso il canale del turismo organizzato.  \r\n Astoi, in data 7 settembre, ha scritto una prima lettera al presidente della Repubblica delle Maldive, Mohamed Muizzu, e al ministro del turismo e dell'aviazione civile, Mohamed Ameen e, in data 25 settembre, l'Associazione è tornata a scrivere alle suddette autorità e al Mira (Maldives inland revenue authority), ente governativo responsabile dell'amministrazione e della riscossione delle imposte alle Maldive, per evidenziare le numerose criticità economiche, amministrative e commerciali legate all'attuazione delle nuove disposizioni ed avanzare le proprie richieste.\r\n\r\nMancata definizione\r\nNelle due lettere sono stati affrontati i seguenti temi: il primo: assenza di un quadro operativo e onerosità dell'adempimento.Alcuni aspetti essenziali del nuovo regime rimangono ancora non definiti. La nuova normativa impone infatti alle imprese non residenti obblighi immediati di registrazione, rendicontazione, fatturazione e pagamento delle imposte, senza al contempo fornire il quadro normativo, operativo e amministrativo necessario per consentire l'adempimento di tali obblighi.\r\nPer un tour operator internazionale l'adempimento richiede attività molto onerose, come l'integrazione nei propri sistemi di procedure specifiche per individuare le transazioni rilevanti, ricostruirne gli elementi, documentarne il trattamento fiscale e rendere disponibili le informazioni (anche in lingue diverse) in caso di eventuali verifiche;\r\nIl secondo: difficoltà nella determinazione del valore imponibile. I tour operator vendono pacchetti che combinano servizi turistici forniti alle Maldive con servizi forniti in altre giurisdizioni, tra cui voli internazionali, prodotti assicurativi, trasferimenti, servizi accessori e altre componenti del viaggio. La guida del Mira prevede che le componenti non riconducibili al prodotto turistico inbound, vengano escluse dal relativo trattamento; tale attività è particolarmente complessa e richiede agli operatori di individuare e documentare nel dettaglio le diverse componenti della vendita e di allocarle correttamente secondo le categorie richieste dal nuovo regime, che differiscono peraltro da quelle utilizzate nei sistemi degli operatori;\r\n Terzo:  molteplicità di player nella catena distributiva. La vendita di un prodotto delle Maldive può coinvolgere, a seconda del modello commerciale, resort, tour operator, grossisti, banche letti, Aaenzie di viaggio, ota, dmc e altri intermediari. La presenza di più soggetti nella catena distributiva rende particolarmente importante comprendere in modo chiaro e coerente come le norme debbano essere applicate quando la stessa transazione coinvolge più livelli distributivi; in tali casi si rischia un trattamento difforme tra soggetti che operano in modi diversi e si determina un doppio o triplo pagamento della Gst, a seconda degli intermediari coinvolti;\r\n\r\nImpatto economico\r\nQuarto:  tempistica di attuazione e impegni commerciali già assunti. La data di entrata in vigore della Goods and Services Tax è stata fissata al 1° ottobre 2026; tuttavia i tour operator hanno già negoziato contratti, pubblicato prezzi, assicurato disponibilità, distribuito prodotti attraverso i propri canali di vendita ed accettato prenotazioni dei clienti per la prossima stagione turistica, sulla base del quadro normativo esistente prima dell'adozione dell'Emendamento. La guida del Mira ha chiarito che una transazione conclusa prima del 1° ottobre può essere soggetta a Gst qualora il momento della fornitura ricada in tale data o successivamente. Sarebbe stato invece auspicabile fare riferimento ai contratti conclusi dopo il 1° ottobre per evitare rilevanti conseguenze sulle attività commerciali già in corso;\r\nQuinto: impatto economico e sulla competitività. E' stato sottolineato che l'aumento dei costi e la maggiore complessità nella vendita della destinazione, unite all'incertezza normativa, influenzeranno la pianificazione dei prodotti, le decisioni di investimento e le attività promozionali dei tour operator e produrranno, nel tempo, conseguenze estremamente negative per l'intera economia turistica locale.  Ancor più grave è che un ricavo, fatturato all'estero e già sottoposto ad un'imposizione fiscale nel paese nel quale si realizza, debba essere tassato anche in un altro paese. In nessun'altra destinazione del mondo esiste una tassa così strutturata, che crea una situazione altrettanto paradossale e ingiusta. La percentuale della tassazione è persino più alta del margine operativo lordo che normalmente i tour operator conseguono. Anche per questa ragione quasi tutti gli operatori associati ad Astoi si sono rifiutati di iscriversi al registro Gst volendo manifestare, in questo modo, il pieno dissenso verso questa nuova normativa.\r\n\r\nAbrogazione\r\nAlla luce delle criticità evidenziate, Astoi ha quindi chiesto alle autorità maldiviane di valutare l'abrogazione delle disposizioni che hanno esteso il regime Gst delle Maldive ai soggetti non residenti o, quantomeno, di riconsiderare modalità e tempistiche di attuazione.\r\nLa combinazione tra l'incompletezza delle disposizioni attuative e l'assenza di metodologie chiare per la determinazione del valore imponibile crea una situazione nella quale l'adempimento diviene ragionevolmente irrealizzabile ed è per questo che Astoi ha comunicato alle autorità maldiviane che i tour operator, nelle attuali circostanze, saranno impossibilitati ad iscriversi al registro Gst del Mira.\r\nL'Associazione auspica che le istituzioni maldiviane ripristinino quanto prima le condizioni che consentono agli operatori italiani di continuare a programmare e vendere la destinazione in modo stabile e sostenibile.\r\n ","post_title":"Astoi chiede di abrogare la nuova tassa delle Maldive per i tour operator","post_date":"2026-10-02T13:52:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1790949172000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523402","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il mercato alberghiero italiano si conferma motore trainante dell’ospitalità di lusso europea per il 2026. La formula vincente risiede nel perfetto equilibrio tra l'identità unica degli hotel indipendenti e la potenza commerciale del network. Ne abbiamo parlato con Ron Pohl, presidente di WorldHotels, che ha tracciato il bilancio dell’anno in corso e svelato le strategie di espansione del brand upper-upscale del gruppo Bwh Hotels.\r\n\r\nItalia regina di resilienza nel contesto europeo\r\n\r\nNel 2026 l'industria alberghiera italiana ha dimostrato una straordinaria capacità di generare valore. Secondo Ron Pohl, l’Italia ha registrato un eccellente inizio d'anno e una crescita costante, confermandosi come uno dei mercati più performanti d'Europa. La solida domanda interna ed europea, unita a un forte potere di prezzo, ha permesso al Paese di superare i competitor continentali dimostrandosi così più resiliente rispetto a mercati legati alle fluttuazioni di calendario o dinamiche temporanee.\r\n\r\nLe tensioni geopolitiche e i grandi eventi estivi, come i mondiali di calcio, hanno frenato i viaggi dal Nord America, causando una contrazione del 12% dei pernottamenti a lungo raggio dagli Stati Uniti a partire da marzo 2026, come spiegato da Pohl. Nonostante questa flessione, la crescita dei prezzi medi in Italia è stata compensata dalla domanda domestica e intra-europea, supportata dalla capacità del network Bwh Hotels di generare flussi da mercati alternativi. Le previsioni a medio termine restano ottimistiche, trainate da una domanda costante di viaggi esperienziali e di alta qualità.\r\n\r\nRisultati 2026: ricavi in crescita del 4% e occupazione stabile\r\n\r\nNel 2026 gli hotel italiani vedono ricavi in crescita del 4% e un'occupazione stabile in tre quarti delle destinazioni su oltre il 75% delle destinazioni nazionali. Il gruppo conferma, così, l'Italia come mercato prioritario con 11 hotel in via di sviluppo e l'obiettivo di raggiungere quota 20 strutture per WorldHotels nell'area Italia e Sud-Est Europa entro la fine dell’anno. «La nostra ambizione è crescere in modo selettivo, - sottolinea Pohl -. Puntiamo su strutture con un'identità forte nel Sud Italia, nelle città d'arte principali come Roma e in mete secondarie ad alto valore culturale». Il portfolio del brand si arricchisce con importanti novità in Italia, tra cui l'Hotel Savoia e Jolanda a Venezia, l'Horizon Wellness & Spa a Varese e la dimora storica Villa La Personala a Mirandola. Queste strutture ampliano ulteriormente la presenza del gruppo nel Paese, affiancandosi ai recenti ingressi del Sublimis Boutique Hotel a Camogli e dell'Hotel Terme San Michele & Spa a Ischia.\r\n\r\nLa rivoluzione del Glamping con il marchio \"Backdrop\"\r\n\r\nIl debutto italiano di WorldHotels Backdrop nell'ospitalità open-air di lusso intercetta una domanda di viaggiatori premium orientati a un contatto profondo con la natura senza rinunciare ai comfort. Secondo Ron Pohl, l'Italia rappresenta il terreno ideale per questo modello grazie alla varietà dei suoi paesaggi, offrendo agli albergatori indipendenti l'opportunità di valorizzare concetti non convenzionali.\r\n\r\nIl concetto di lusso sta vivendo una profonda metamorfosi orientandosi sempre più verso autenticità, personalizzazione, benessere e immersione culturale. La clientela di fascia alta cerca oggi un legame profondo con le comunità locali e la natura circostante, premiando i soft brand e le collezioni di alberghi indipendenti. «La capacità di preservare l'unicità e la storia di una proprietà alberghiera offrendo al contempo gli standard di sicurezza, visibilità e tecnologia di una grande piattaforma mondiale è la vera chiave per conquistare l'ospite del futuro», conclude Pohl.\r\n\r\n(Anna Morrone)","post_title":"WorldHotels: l’Italia dell’hotellerie indipendente vola nel 2026. Parla Ron Pohl","post_date":"2026-10-02T13:47:35+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["bwh-hotels","hotellerie-indipendente","in-evidenza","ron-pohl","worldhotels"],"post_tag_name":["Bwh Hotels","hotellerie indipendente","In evidenza","Ron Pohl","WorldHotels"]},"sort":[1790948855000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523428","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Parabola ascendente per l'industria turistica della Malesia, che continua a mostrare un trend positivo, con 28,8 milioni di visitatori internazionali tra gennaio e agosto 2026, pari ad un incremento dell'1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.\r\n\r\nIl vicedirettore generale (promozione) di Tourism Malaysia, Mohd Akbal Setia, ha affermato che questi risultati positivi riflettono il costante fascino della Malesia come destinazione turistica e l'importanza di rafforzare le partnership internazionali nel settore.\r\n\"Questo sviluppo è particolarmente significativo mentre il Paese continua a potenziare il comparto nell'ambito della campagna 'Visit Malaysia 2026-2027'\".\r\n\r\nMohd Akbal Setia ha fatto le veci del ministro del Turismo, dell'Arte e della Cultura, Datuk Seri Tiong King Sing, in occasione dell'inaugurazione della fiera e conferenza internazionale sul turismo, l'arte e la cultura (Intact) 2026, presso il Kuala Lumpur Convention Centre. Mohd Akbal ha sottolineato che il turismo rappresenta \"oltre il 15% al ​​prodotto interno lordo della Malesia; i suoi benefici si estendono lungo l'intera filiera turistica, sostenendo imprese e mezzi di sussistenza che spaziano dagli hotel e dai servizi di trasporto tramite app (e-hailing) agli artigiani locali e ai ristoranti a gestione familiare\".\r\n\r\n\"Giunta appena alla sua seconda edizione, Intact ha riunito 154 espositori provenienti da 35 Paesi, a testimonianza dell'impegno degli organizzatori e dei partner del settore nel consolidare questo evento come piattaforma internazionale per i comparti del turismo, dell'arte e della cultura\".","post_title":"Malesia: 28,8 mln di visitatori internazionali tra gennaio e agosto 2026","post_date":"2026-10-02T13:19:56+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1790947196000]}]}}