17 March 2026

Tahiti: la Polinesia della capitale, un tesoro nascosto da non sottovalutare

Fiere & Eventi

Gabriele Cavallotti, Tahiti tourisme Italia (Aviareps)

L’isola di Tahiti è il gateway di ingresso nella Polinesia Francese, 118 isole divise in 5 arcipelaghi su una superficie vasta come l’Europa.
Quando vi si arriva con i voli di Air Tahiti Nui, siano essi dalla Nuova Zelanda, da Tokyo o da Los Angeles, la tendenza è di fermarsi una notte e poi proseguire per Bora Bora, Moorea, Rangiroa, o le più lontane Marchesi, salvo tornarci per imbarcarsi nuovamente per tornare a casa. Ci piacerebbe che accoglieste un nostro suggerimento: fermatevi a Papeete ed esploratela, è piena di sorprese piacevoli.
«Il medium stay a Papeete è di 1.2 giorni – spiega Gabriele Cavallotti, Tahiti Tourisme Italia (Aviareps) – e sono certo che è davvero basso, poiché c’è molto da fare e da vedere. Meriterebbe, la capitale, più attenzione ed è per questo che stiamo cercando di sensibilizzare chi la propone per dare spunti per un soggiorno più circostanziato».

Tramonto su Moorea dalla piscina del Manava

Le prime cose che ci sentiamo di consigliare, sono vedere l’isola dal mare e dall’aria.
Vi sono moltissime compagnie di crociere attorno all’isola in catamarano, si naviga fuori dalla passe e si ammira un panorama incantevole, che attrae come attrasse i naviganti nel XXVII secolo, o addirittura il pittore Gauguin più di recente.
Un sorvolo in elicottero (Air Tahiti Nui helicopter) per scoprire il verde e montuoso centro dell’isola, le cascate, le ripide pareti che lo nascondono all’azzurro oceano, vale la pena cosi come una escursione alla scoperta della valle interna Papenoo, cascate, corsi d’acqua con gigantesche trote, scorci panoramici primordiali.

L’interno vulcanico dell’isola di Tahiti

La qualità alberghiera dell’Isola è alta, come per esempio in un luogo distante dal caos, il Manava Suite resort, che dalla infinity pool vanta una vista spettacolare sul tramonto a Moorea, o il Ia Ora Tahiti beach Resort (Sofitel) nascosto nel cuore di un magnifico e rigoglioso giardino botanico, è ubicato sull’unica spiaggia di sabbia bianca con accesso alla laguna di Papeete.
Insomma molto da fare, come ad esempio una cena vicino al porto dove una ventina di “food cart” (Roulotte), vi allieteranno con manicaretti locali o esotici per ogni gusto o nei tantissimi ristoranti dai più semplici ai gourmand.

Le perle grigie di Tahiti

Un must polinesiano sono le perle, splendide, grigie, opache o lucide, che si vendono in ogni luogo, ma vale la pena visitare il museo di Robert Wan, che vi spiegherà esattamente il complicato processo di formazione di una ostrica perlifera. E poi shopping in vari negozi, per esempio quelli con il marchio della birra locale, Hinano, con abbigliamento brandizzato, o il mercato locale, “Municipal Market” enorme e pieno di ogni bene possibile e immaginabile, bello da visitare per la policromia e allegria che ispira. La cultura indigena la si può, invece, comprendere, al Museo di Tahiti e le sue Isole, completo di interessanti reperti per compenetrarsi con la cultura isolana.
E se non vi bastasse, sunset cruise, sport acquatici, osservazione, in stagione, delle balene megattere. Tahiti ha da offrire molto di più di quello che pensate.

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Bayreuth si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto; dalla verde collina dove si trova il teatro prenderà il via il Richard Wagner Street Festival, un percorso di musica, arte e cultura che arriverà fino in centro città e proprio per questo il New York Times ha inserito Bayreuth nei “52 places to go” per il 2026.\r\n\r\nQuest’anno ricorrono anche i 50 anni del Museo di Wagner: allestito all’interno di Villa Wahnfried, già residenza della famiglia Wagner e ultima dimora del compositore e della moglie Cosima, che sono qui sepolti. L'edificio è un centro di ricerca internazionale: ospita l'archivio nazionale della Fondazione Richard Wagner, la più grande collezione al mondo di manoscritti, partiture e lettere dell’artista. Anche la villa diventerà un palcoscenico per esperienze musicali di altissimo livello, offrendo l'occasione di ascoltare la musica proprio dove Wagner la scrisse. 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