13 giugno 2022 09:00
Gli Stati Uniti spalancano le porte ai viaggiatori stranieri in aereo che, dalla mezzanotte di ieri 12 giugno, non dovranno più presentare l’esito negativo di un test Covid prima di imbarcarsi. L’Us Centers for Disease Control and Prevention ha spiegato che in base ai più recenti dati scientifici l’obbligo, in vigore dal gennaio 2021, non è più necessario.
Nei mesi passati sono state numerose le pressioni da parte dell’industria del turismo che chiedevano alla Casa Bianca di prendere una decisione in tal senso.
“L’abolizione di questa politica – ha dichiarato Nicholas Calio, presidente e ceo di Airlines for America -contribuirà a incoraggiare e ripristinare i viaggi aerei negli Stati Uniti, a beneficio delle comunità di tutto il Paese che dipendono fortemente dai viaggi e dal turismo per sostenere le loro economie locali”.
Un funzionario dell’amministrazione Biden ha comunque sottolineato che il Cdc rivaluterà la necessità di effettuare i test entro 90 giorni, riconoscendo la possibilità di ripristinarli qualora emergesse una nuova variante di Covid.
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[post_content] => Hilton ha lanciato Apartment Collection by Hilton, un nuovo portfolio di appartamenti arredati.
Il marchio verrà inizialmente lanciato negli Stati Uniti tramite una partnership con l'operatore di residence-hotel Placemakr, mentre le prime offerte Apartment Collection by Hilton saranno prenotabili tramite i canali Hilton nella prima metà di quest'anno.
Le prime strutture
Le proprietà inaugurali del portafoglio saranno situate in mercati come New York City, Washington e Atlanta. Le unità Apartment Collection by Hilton varieranno per dimensioni, spaziando da monolocali ad appartamenti arredati con quattro camere da letto, e saranno dotate di comfort come cucine, zone soggiorno separate e lavanderia in loco. Le proprietà includeranno centri fitness e, in alcune location, piscine e terrazze panoramiche, aree comuni di ritrovo e spazi di lavoro, nonché ristoranti e negozi in loco.
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Si prevede che la partnership con Placemakr aggiungerà fino a 3.000 appartamenti arredati all'attuale offerta globale di Hilton, che conta circa 10.000 unità abitative. Hilton ha affermato che prevede di ampliare ulteriormente il proprio portfolio tramite Placemakr e ulteriori accordi di franchising con proprietari nel segmento multifamiliare.
In una dichiarazione riportata da TravelWeekly, il ceo di Hilton, Chris Nassetta, ha affermato che il concetto di Apartment Collection by Hilton "rappresenta il prossimo capitolo nella storia di crescita di Hilton e il modo in cui ci stiamo evolvendo per soddisfare la crescente domanda degli ospiti in direzione di questo dinamico segmento dell'ospitalità».
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[post_content] => Ventisei anni dopo l'ultimo volo per New York effettuato da Luxair, l'aeroporto di Lussemburgo avrà un nuovo volo intercontinentale: un collegamento proveniente da Abu Dhabi, operato da Etihad Airways.
Etihad diverrà così la prima compagnia aerea del Medio Oriente a servire lo Stato del Lussemburgo. E quando i servizi inizieranno, il 29 ottobre 2026, il vettore sarà anche l'unico a offrire voli diretti tra Lussemburgo e Abu Dhabi, creando un nuovo collegamento aereo diretto tra due importanti centri europei e mediorientali.
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[post_content] => Air India ha preso in consegna il suo primo Boeing 787-9 e prevede di ricevere altri widebody, tra cui il suo primo Airbus A350-1000, entro la fine dell'anno.
Il 787-9 è atterrato all'aeroporto di Delhi dopo un volo di consegna di quasi 17 ore dagli stabilimenti Boeing di Everett. È il primo dei 20 B787 ordinati dalla compagnia aerea nel 2023 e fa parte di un ordine record di quasi 500 nuovi aeromobili.
Il vettore ha configurato il 787-9 per ospitare 296 passeggeri in tre classi - business, premium economy ed economy - e fa riferimento agli “interni della cabina personalizzati” che sono stati installati durante la produzione.
I dettagli dei prodotti della cabina saranno rivelati “nelle prossime settimane”, aggiunge Air India. Il nuovo velivolo entrerà in servizio commerciale il prossimo 1° febbraio sulla rotta fra Mumbai e Francoforte, con cinque voli alla settimana.
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Air India prevede di prendere in consegna altri cinque widebody entro la fine del 2026, tra cui 787-9 e il primo dei 20 A350-1000.
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[post_content] => Nuovo logo, partnership tv e Alaska nel mirino: la compagnia presenta strategie e destinazioni inedite per il mercato italiano
Msc Crociere ha scelto una location insolita per annunciare le novità 2026: gli studi di Cologno Monzese dove si registra La Ruota della Fortuna. Una scelta strategica, visto che da lunedì 19 gennaio la compagnia sarà protagonista del game show condotto da Gerry Scotti con clip dedicate e, soprattutto, crociere come premio speciale per i concorrenti.
«Crediamo fortemente nell'opportunità di sviluppo di questa industria, tanto da investire massicciamente nella costruzione di nuove navi», ha dichiarato Leonardo Massa, vp Sud Europa del gruppo durante la presentazione. Il terzo gruppo crocieristico al mondo punta a raggiungere 35 navi Msc entro il 2035 (ad oggi sono 23) e 6 (ad oggi sono 2) navi Explora Journeys entro il 2028, per coprire tutti i segmenti di mercato: contemporaneo, premium con lo Yacht Club e lusso con Explora.
Alaska
Sul fronte destinazioni, la grande novità 2026 è l'Alaska, che diventa accessibile agli ospiti italiani. «Inizia una nuova storia», ha sottolineato Massa. L'inverno 2026/27 vedrà invece una nave posizionata tutto l'anno a Santo Domingo, con itinerari settimanali variabili per stagione. Nei Caraibi si rafforza l'offerta con navi a Fort de France, Guadalupe, Martinica e La Romana.
Il Mediterraneo resta core business: per l'estate 2026 MSsc Divina toccherà Marmaris e Syros, mentre aumenta la disponibilità su Canarie e Madeira con navi di maggiore capacità.
Da questa sera va in onda la nuova campagna brand con payoff "Msc Best Holiday Ever" che accompagna un cambio identitario significativo: il logo diventa semplicemente Msc, abbandonando la dicitura "Msc Crociere".
Alesssndra Favaro
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[post_content] => Gli Stati Uniti sospendendo il rilascio dei visti di immigrazione per i richiedenti provenienti da 75 paesi: secondo quanto riferito da Reuters, che cita un portavoce del Dipartimento di Stato Usa, la nuova mossa mira a contenere i flussi di immigrazione e non riguarda i visti turistici.
La sospensione, che interesserà i viaggiatori provenienti da alcuni paesi dell'America Latina, tra cui Brasile, Colombia e Uruguay, dai paesi balcanici come Bosnia e Albania, dai paesi dell'Asia meridionale come Pakistan e Bangladesh e da molte nazioni dell'Africa, del Medio Oriente e dei Caraibi, sarà in vigore dal prossimo 21 gennaio.
Tale misura non ha però alcun impatto sul rilascio dei visti turistici, o sulle richieste di lavoro temporanee: elemento non da poco considerando che gli Stati Uniti si preparano ad ospitare eventi di grande richiamo, come i Mondiali di calcio di quest'anno e le Olimpiadi nel 2028.
La decisione fa seguito a una direttiva emanata a novembre ai diplomatici statunitensi in cui si chiedeva loro di garantire che i richiedenti il visto fossero finanziariamente autosufficienti e non rischiassero di diventare dipendenti dai sussidi governativi durante il loro soggiorno negli Stati Uniti, secondo quanto specificato allora dal Dipartimento di Stato in un documento visionato da Reuters.
Tuttavia, all'inizio di dicembre, l'amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe studiato nuove misure di screening per i turisti provenienti da decine di paesi, tra cui l'Unione europea, il Regno Unito, l'Australia e il Canada.
“Il Dipartimento di Stato userà la sua autorità di lunga data per considerare non idonei i potenziali immigrati che potrebbero diventare un onere pubblico per gli Stati Uniti e approfittare della generosità del popolo americano”, ha dichiarato Tommy Pigott, vice portavoce principale del Dipartimento di Stato.
“L'elaborazione dei visti di immigrazione provenienti da questi 75 paesi sarà sospesa mentre il Dipartimento di Stato rivaluta le procedure di elaborazione delle domande di immigrazione per impedire l'ingresso di cittadini stranieri che potrebbero usufruire di assistenza sociale e benefici pubblici”, ha aggiunto.
Il Dipartimento di Stato ha revocato più di 100.000 visti da quando Trump è stato eletto presidente e la sua amministrazione ha adottato una politica più rigorosa in materia di concessione dei visti, con controlli più severi sui social media e screening più approfonditi.
L'elenco dei 75 Paesi include: Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Moldavia, Montenegro e Russia; Algeria, Camerun, Capo Verde, Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Ghana, Guinea, Costa d'Avorio, Liberia, Libia, Marocco, Nigeria, Repubblica del Congo, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Togo, Tunisia e Uganda.
Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Brasile, Colombia, Cuba, Dominica, Grenada, Guatemala, Haiti, Giamaica, Nicaragua, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine e Uruguay; isole Fiji; Afghanistan, Armenia, Azerbaigian, Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Georgia, Iran, Iraq, Giordania, Kazakistan, Kuwait, Kirghizistan, Laos, Libano, Mongolia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Siria, Tanzania, Thailandia, Uzbekistan e Yemen.
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[post_content] => Evolution Travel network sta aprendo le porte a nuove affiliazioni. Con un investimento iniziale si può avviare un’attività imprenditoriale, che comprende un percorso formativo completo e professionalizzante che non richiede alcuna esperienza pregressa nel turismo.
Oltre 950 consulenti di viaggio online in Italia e all'estero, un fatturato che ha raggiunto 43 milioni di euro, una crescita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2024: i numeri confermano che si tratta di una svolta del settore. I valori medi per pratica hanno raggiunto 4.892 euro, con un aumento del 6,86%, mentre il valore per passeggero è salito a 1.841 euro, segnando un +8,20%.
Era il 2000 quando il network ha introdotto in Italia la figura del consulente di viaggio online. «Siamo stati i primi a promuovere questa figura professionale - sottolinea Tamara Magarotto - responsabile commerciale - e oggi dimostriamo la nostra capacità di continuare a innovare implementando il personale e dando supporto all'attività del consulente. Essere stati i primi non significa vivere di passato, ma aver costruito uno standard che oggi definisce il mercato, essere un punto di riferimento».
In un settore oggi caratterizzato da numerose realtà concorrenti, ciò che fa davvero la differenza è l’affidabilità dei processi, supportata da strumenti di gestione sviluppati appositamente per un modello di business allora inesistente e affinatisi nel tempo. A questo si aggiungono rapporti consolidati con fornitori e partner in tutto il mondo, che garantiscono condizioni vantaggiose e margini superiori. Questo è ciò che significa essere leader.
Ma è la formazione a caratterizzare Evolution Travel. «La maggior parte dei nostri consulenti non ha esperienza nel settore turistico. Parte da zero - spiega Francesco Schettini, responsabile commerciale - Attraverso il nostro metodo non solo si forma, ma costruisce un portafoglio clienti e diventa un riferimento per chi viaggia». Il percorso formativo, dalla teoria alla pratica fino a coaching online personalizzato è intenso ma accessibile.
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Se si decide di entrare nel Network si attiva il percorso formativo obbligatorio, che dura mediamente un mese e mezzo. Al termine si è consulenti di viaggi abilitati, pronti a fare preventivi e prenotazioni. Ma il supporto continua con la formazione e con l'affiancamento delle figure di riferimento, acquisendo sempre maggiore sicurezza e competenze.
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[post_content] => Azul Linhas Aéreas ha scelto Mst - Marketing Servicing and Trading come nuovo gsa in Italia. La compagnia aerea brasiliana dispone attualmente di una flotta di 196 aeromobili, tra cui Airbus A320neo, Airbus A321LR, Atr72-600, Embraer 195 per le rotte interne, Airbus A330-200 e il nuovo Airbus A330-900neo, utilizzato per i voli più lunghi, inclusi quelli verso l’Europa e gli Stati Uniti.
Azul opera 1.000 voli giornalieri verso 155 destinazioni nazionali, 300 connessioni dirette e 7 internazionali. Dall’Europa i collegamenti diretti partono da Lisbona, Porto e Madrid. In particolare, sono 17 le frequenze settimanali dal Portogallo: nel dettaglio, 12 frequenze settimanali da Lisbona per l’aeroporto Viracopos di San Paolo e 5 frequenze settimanali da Porto, 3 per San Paolo Viracopos e 2 per Recife. Dalla Spagna sono 8 frequenze alla settimana, 5 da Madrid per Viracopos San Paolo e 3, sempre da Madrid, per Recife.
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[post_content] => Sempre più spesso, il viaggio nasce così, prima ancora della partenza. E c’è un turismo che prende forma davanti a uno schermo.
Si scrive set-jetting, si legge cineturismo: non più tendenza emergente, ma fenomeno strutturale capace di orientare immaginari, desideri e scelte di viaggio. Film, serie TV e piattaforme non si limitano a raccontare luoghi: li rendono riconoscibili, desiderabili, memorabili, trasformandoli in destinazioni.
Il cineturismo intercetta un cambiamento profondo nei comportamenti dei viaggiatori, che cercano esperienze capaci di farli “entrare” nelle storie viste sullo schermo. Non solo visitare un luogo, ma viverne l’atmosfera, riconoscerne i paesaggi, camminare dentro un racconto già familiare. Un processo emozionale, sì, ma che ha effetti sempre più concreti sui flussi turistici.
Quando una serie accende una destinazione
Racconta bene questa dinamica il caso della Thailandia, dove la terza stagione di The White Lotus ha acceso l’attenzione internazionale su destinazioni come Koh Samui, trasformandole in icone contemporanee del turismo esperienziale. La serialità globale e la distribuzione sulle piattaforme streaming amplificano l’impatto di questi racconti, rendendo immediata la connessione tra immaginario e scelta di viaggio.
Lo stesso meccanismo agisce anche in Italia, che si conferma sempre più come un set diffuso. Set che rafforzano la narrazione dei territori e contribuiscono a costruire nuove immagini del Paese: dalla Bari vivace e mediterranea che anima Le indagini di Lolita Lobosco al fascino senza tempo della Matera dove indaga Imma Tataranni, dai misteri d’epoca nella Torino de La legge di Lidia Poët fino alla Roma anni Settanta raccontata da Il Falsario.
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Dallo schermo al marketing territoriale
BIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi, intercetta questo fenomeno per valorizzarlo in chiave professionale. Nell’analisi di esperti e operatori, da semplice effetto collaterale del successo mediatico il cineturismo si trasforma in vera e propria leva di marketing territoriale, in grado di costruire posizionamento e ottimizzare flussi e stagionalità, generando valore lungo la filiera del turismo.
Nel Travel Makers Fest, cuore culturale della manifestazione, cinema e serie TV diventano strumenti per comprendere come nasce oggi l’attrattività di una destinazione. Appuntamenti come This must be the place: la potenza del cinema nella narrazione dei territori mettono al centro il ruolo dell’audiovisivo e delle Film Commission nel trasformare città, borghi e paesaggi in destinazioni riconoscibili e competitive.
Accanto a questo, il tema della narrazione come leva di rigenerazione emerge anche in Far diventare grandi le cose piccole: il potere della narrazione per rigenerare luoghi e comunità, che allarga lo sguardo oltre il grande schermo e riflette su come storie, linguaggi creativi e cultura possano ridisegnare l’immagine di territori meno noti.
Dai contenuti e business: il ruolo di BIT 2026
Una ricerca di Future Markets Insights stima il mercato globale del cineturismo in oltre 66 miliardi di dollari nel 2025, che si prevede diventeranno più di 145 miliardi entro il 2035 grazie a una crescita annua (CAGR) dell’8,2%. E in Italia, secondo la ricerca Il cineturismo in Italia di JFC Tourism & Management, il settore vale quasi 600 milioni di euro.
Ma il successo del cineturismo porta con sé anche nuove sfide. Per questo è necessaria una visione a 360 gradi, che BIT 2026 offrirà completando i contenuti del Travel Makers Fest con le proposte del percorso espositivo, che mette in relazione destinazioni, operatori, competenze e modelli di sviluppo. Qui il cineturismo si traduce in progettualità concreta, diventando terreno di dialogo tra chi racconta i territori e chi li commercializza.
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[post_content] => Ci sono luoghi in cui la natura non è solo uno scenario, ma una presenza viva, che accompagna il viaggio passo dopo passo. Il Montenegro è uno di questi.
Qui l’outdoor non è una parentesi dell’esperienza turistica, ma il suo cuore pulsante: un Paese compatto, attraversabile in poche ore, che concentra in uno spazio ridotto montagne imponenti, canyon profondissimi, laghi glaciali e fiumi color smeraldo. Un territorio che invita a muoversi lentamente o a mettersi alla prova, a camminare, esplorare, respirare, seguendo il ritmo della natura.
È questa l’anima più autentica del Montenegro, quella che si rivela lontano dalle città, nei parchi nazionali e nelle aree montane, dove l’avventura convive con il silenzio e ogni attività all’aria aperta diventa un modo per entrare in contatto con il paesaggio e con sé stessi. Un outdoor accessibile, mai estremo per forza, capace di parlare sia agli amanti dello sport sia a chi cerca un rapporto più intimo e contemplativo con l’ambiente.
Durmitor: canyon, laghi glaciali e spazi senza confini
Nel nord del Paese, il Parco Nazionale del Durmitor rappresenta una delle espressioni più spettacolari della natura montenegrina.
Dichiarato Patrimonio UNESCO, è un territorio aspro e maestoso, modellato dal ghiaccio e dall’acqua, dove le vette calcaree si alternano a vaste distese verdi e a laghi glaciali incastonati tra le montagne. Camminare qui significa attraversare paesaggi sempre diversi: boschi di conifere, altipiani aperti, sentieri panoramici che conducono a punti di osservazione da cui lo sguardo si perde.
Il Durmitor è una destinazione ideale per l’escursionismo, con percorsi adatti a diversi livelli di preparazione, ma anche un luogo che invita alla contemplazione. Il celebre Lago Nero, con le sue acque scure che riflettono i profili delle montagne, è uno dei simboli del parco e incarna perfettamente l’equilibrio tra forza e quiete che caratterizza questa regione. Qui l’outdoor diventa esperienza profonda, fatta di silenzi, di aria sottile e di una natura che impone rispetto.
Il fiume Tara: l’avventura che scorre nel canyon più profondo d’Europa
Se il Durmitor racconta la verticalità della montagna, il fiume Tara ne rappresenta l’anima dinamica. Le sue acque limpide scorrono attraverso il canyon più profondo d’Europa, scavando una gola spettacolare che accompagna il viaggiatore lungo uno dei tratti naturali più impressionanti dei Balcani. È qui che il Montenegro rivela il suo lato più avventuroso, offrendo esperienze di rafting tra le più iconiche del continente.
Il rafting sul Tara non è solo adrenalina, ma anche immersione in un ambiente incontaminato, protetto come Patrimonio UNESCO. Tra rapide e tratti più tranquilli, il fiume attraversa foreste, pareti rocciose e spiagge naturali, regalando un punto di vista privilegiato su un territorio rimasto intatto. È un’esperienza che unisce sport e paesaggio, ideale per chi cerca un’avventura autentica, lontana da infrastrutture invasive e a stretto contatto con la natura.
Kolašin e Žabljak: la montagna che vive tutto l’anno
Nel cuore montuoso del Montenegro, Kolašin e Žabljak rappresentano due volti complementari del turismo attivo. In inverno diventano centri di riferimento per gli sport sulla neve, con stazioni sciistiche immerse in un contesto naturale ancora poco antropizzato, lontano dalle grandi folle alpine. Le piste si snodano tra boschi e panorami aperti, offrendo un’esperienza raccolta e autentica, ideale per chi cerca la montagna in una dimensione più umana.
Ma è nelle stagioni intermedie che queste località rivelano tutta la loro versatilità. In primavera ed estate, Kolašin e Žabljak diventano basi perfette per trekking, mountain bike, escursioni nei parchi nazionali e attività all’aria aperta. La montagna montenegrina non impone un solo modo di viverla: si adatta, accoglie, invita a tornare in momenti diversi dell’anno, offrendo sempre nuove prospettive.
I parchi nazionali: un outdoor che è identità
Il Montenegro conta cinque parchi nazionali, ognuno con una propria identità, ma uniti da una visione comune: proteggere la natura e renderla fruibile in modo sostenibile. Qui l’outdoor non è consumo, ma relazione. Camminare, sciare, navigare un fiume o semplicemente osservare un paesaggio significa entrare in sintonia con un territorio che ha scelto di preservare la propria autenticità.
In questo senso, il Montenegro si propone come una destinazione outdoor diversa: non gridata, non sovraffollata, ma intensa e vera. Un Paese che invita a rallentare o ad accelerare, a seconda del proprio passo, e che trova proprio nella natura il filo conduttore della sua identità turistica. Tra laghi glaciali, canyon vertiginosi e montagne che cambiano volto con le stagioni, l’avventura qui non è mai fine a sé stessa, ma diventa parte di un racconto più ampio, fatto di equilibrio, rispetto e scoperta.
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