16 ottobre 2008 10:14
L’industria dei viaggi e del turismo di New York continua a crescere. In termini di spesa gli italiani si posizionano ai primi posti tra i "big spender" con una spesa media giornaliera di 381 dollari per persona. Nel mese di giugno il sindaco Bloomberg ha annunciato che l’obiettivo di 50 milioni di visitatori all’anno previsto per il 2015 sarà anticipato al 2012, poichè i visitatori a New York sono aumentati notevolmente raggiungendo il record dei 46 milioni già lo scorso anno. Gli arrivi internazionali a New York nella prima metà del 2008 sono aumentati del 10% . New York rimane anche la destinazione con la spesa turistica più elevata negli Stati Uniti (superando Las Vegas e Orlando), che nel 2007 ha generato un impatto economico di 28 miliardi di dollari e creato più di 370 mila posti di lavoro.
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[post_content] => Per le agenzie di viaggio l'estate 2026 si è chiusa sotto i livelli dello scorso anno, ma meglio di quanto si temesse. A marzo, in piena crisi in Medio Oriente, l'84% prevedeva una stagione in calo; a consuntivo ha venduto meno del 2025 il 67%, per lo più con flessioni contenute, mentre un'agenzia su tre ha chiuso stabile o in crescita. È il bilancio dell'Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria, che tra settembre e ottobre ha interpellato 230 agenzie associate, distribuite sul territorio nazionale.
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«Una stagione in chiaroscuro, con un consuntivo meno grave delle premesse», commenta Domenico Pellegrino, presidente di Aidit. «La differenza l'ha fatta il lavoro delle agenzie: voli cancellati a cui trovare un'alternativa, clienti da spostare su altre destinazioni, emergenze legate al caldo da risolvere in poche ore. È quando qualcosa va storto che si capisce a cosa serve un agente di viaggio. Oggi il cliente decide tardi e vuole poter cambiare idea: non è un effetto passeggero della crisi, è il mercato con cui dovremo lavorare».
Egitto
Ad aprile il 78% delle agenzie indicava il Nord Africa, Egitto compreso, tra le aree più penalizzate dalla crisi. A fine estate l'Egitto è la destinazione più venduta: lo indica tra le aree più vendute il 68% delle agenzie. Seguono l'Italia (57%), Spagna e Mediterraneo occidentale (56%), quindi Grecia, Croazia e Turchia (39%). Più staccati Giappone e Asia (28%) e il Nord Europa (19%), scelto anche per il clima più fresco. Emirati, Qatar e Oman sono invece l'unica area che non ha recuperato: il 72% delle agenzie la indica come quella con il calo più evidente.
Last minute
Sono cambiati anche i tempi della vacanza: sette agenzie su dieci (70%) hanno visto i clienti prenotare più a ridosso della partenza. Le formule andate meglio sono il mare all'estero nel Mediterraneo (57%) e le crociere (51%), davanti al mare in Italia (48%) e ai viaggi a lungo raggio (38%).
Emergenze dell'estate
Più di un'agenzia su due (52%) ha dovuto gestire cancellazioni di voli e riprotezioni, cioè la ricollocazione dei passeggeri su altri collegamenti. La novità è il clima: il 35% delle agenzie è intervenuto per problemi legati al caldo estremo e ai cambiamenti climatici, la seconda voce dopo i voli. Seguono i disservizi nelle strutture, come l'overbooking, e gli scioperi (21% ciascuno), poi gli adeguamenti carburante, cioè gli aumenti di prezzo applicati dopo la conferma del viaggio (19%). Quasi un'agenzia su cinque segnala anche interventi legati al sovraffollamento delle destinazioni e agli scali negli aeroporti del Golfo. A fine stagione l'82% delle agenzie dà comunque un giudizio molto positivo sulla soddisfazione dei propri clienti.
Inverno e 2027: si riparte con prudenza
Le prime prenotazioni per l'inverno sono in linea con lo scorso anno o migliori per il 46% delle agenzie, ma è presto per consolidare una tendenza. La spesa tiene: per circa metà delle agenzie una prenotazione vale in media più di 2.500 euro, in inverno (52%) come in estate (49%).
Sul 2027 prevale comunque la cautela: oltre quattro agenzie su dieci ritengono prematura ogni previsione, una su tre si aspetta stabilità. Preoccupa soprattutto il quadro geopolitico (75%), seguito dal potere d'acquisto delle famiglie e dal costo dei voli, indicati da circa sette agenzie su dieci.
Le richieste per il prossimo anno guardano al Mediterraneo occidentale e all'Egitto e, sul lungo raggio, a Giappone e Corea del Sud. In crescita i viaggi in solitaria, indicati dal 43% delle agenzie, e le destinazioni dal clima più fresco (36%), dai Paesi nordici all'Islanda; tra le mete emergenti c'è anche Capo Verde.
L'intelligenza artificiale è già in agenzia
L'81% delle agenzie dichiara di usare già l'intelligenza artificiale, soprattutto per approfondire le destinazioni, creare contenuti e preparare preventivi. I clienti sono più indietro: gli itinerari costruiti con un assistente di IA restano un'eccezione e la principale fonte di ispirazione sono ancora i social. Due agenzie su tre chiedono ora formazione specifica.
[post_title] => Aidit, agenzie in difficoltà con leggero recupero. Una stagione complicata
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[post_content] => Secondo il Wttc si prevede che il settore dei viaggi e del turismo in Europa crescerà del 3,1% nel 2026, accelerando rispetto al 2,6% dell'anno scorso e continuando a sovraperformare l'economia generale.
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La previsione è stata diffusa mentre oltre 1.000 leader governativi e del settore si riunivano a La Valletta per l'apertura del 26° Global Summit del Wttc.
L'organizzazione prevede un'espansione del 2,5% del settore viaggi e turismo a livello globale per quest'anno, ma per l'Europa si stima una performance decisamente migliore. Si prevede che la spesa dei visitatori internazionali nella regione aumenterà del 5,8%, mentre la spesa per i viaggi di piacere dovrebbe crescere del 3,1% e quella per i viaggi d'affari del 4,2%.
Il settore dei viaggi e del turismo sostiene già circa un posto di lavoro su dieci in Europa, sottolineando la sua importanza per le economie e le destinazioni della regione.
Un settore forte
"Il settore dei viaggi e del turismo continua a dimostrare una notevole forza", ha affermato Gloria Guevara, ceo del Wttc. "In Europa le prospettive sono ancora più solide, con una crescita prevista del settore pari al 3,1% nel 2026".
Guevara ha sottolineato la necessità che i governi creino le condizioni per l'espansione del settore, favorendo viaggi più agevoli, una migliore connettività, lo sviluppo della forza lavoro e investimenti sostenibili.
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[post_content] => È un Oman che investe e diversifica quello presentato a Roma dal ministro del patrimonio e del turismo del Sultanato, Sayyid Ibrahim bin Said Al Busaidi, alla presenza dell’ambasciatore dell’Oman in Italia, Sayyid Nazar bin Al Julanda Al Said, e con il contributo di Massimo Tocchetti, presidente di Aigo, rappresentante per l’Italia del Ministero del patrimonio e del turismo dell’Oman.
Dalla presentazione emerge una strategia orientata allo sviluppo di nuova ricettività, infrastrutture, sostenibilità ed esperienze legate a territori differenti, dalla montagna alla costa, fino al sud del Paese.
Al Jabal Al Akhdar guarda al 2027
Tra i progetti presentati c’è Al Jabal Al Akhdar, indicata nella presentazione con l’obiettivo 2027 di diventare una “Capital of the Gulf” e come modello di riferimento per lo sviluppo turistico integrato. Nel 2025 l’area ha accolto 222.151 visitatori, rispetto ai 203.629 del 2024, con una crescita del 9%.
Sono 95 le strutture alberghiere e oltre 1.060 le camere, insieme a interventi sulle infrastrutture chiave e alla realizzazione di un parco pubblico di 20.000 metri quadrati. Il valore dei progetti montani proposti per Al Jabal Al Akhdar raggiunge 1,2 miliardi di rial omaniti.
Dhofar punta sul Khareef
Nel sud del Paese, Dhofar e Salalah rappresentano un altro asse dello sviluppo turistico, con particolare attenzione all’eco-tourism e alla Khareef Season, la stagione dei monsoni che caratterizza la regione, momento apprezzato soprattutto dai locali e dai viaggiatori del Golfo.
In fieri un +36% per gli hospitality projects, accompagnato da nuovi interventi destinati a sostenere la domanda in vista della stagione del Khareef. Tra i progetti citati figura il Mirbat Resort, struttura cinque stelle, insieme ad altri interventi di sviluppo dell’offerta nella regione meridionale.
Muscat, tra waterfront e luxury
Anche Muscat è al centro di nuovi progetti urbani e costieri. Sul Muttrah Waterfront è prevista entro la fine del 2026 l’apertura di una cable car che collegherà il porto di Muttrah con una stazione panoramica e l’area di Rose Bay.
Ad Al Bustan è previsto un nuovo complesso turistico integrato con un investimento di circa 150 milioni di rial omaniti. Prosegue inoltre lo sviluppo di Yiti, insieme al completamento del Nikki Beach Resort.
Il segmento ultra-luxury comprende inoltre un progetto con ville sul fronte della scogliera e utilizzo di energia rinnovabile.
Botanic Garden e nuova ricettività
Tra i progetti più distintivi figura l’Oman Botanic Garden, a Muscat, che si estenderà su circa 500 acri. Il progetto comprende una raccolta di specie vegetali provenienti dalle diverse aree del Paese, una banca dei semi con milioni di semi e circa 11.000 pannelli solari.
Parallelamente continua l’espansione della capacità ricettiva: sono 28 i nuovi hotel in sviluppo, per un totale di circa 4.800 camere, con completamento previsto entro il 2027. Il piano coinvolge anche brand internazionali dell’hospitality, tra cui The Chedi, DoubleTree e Mandarin Oriental.
Eventi e mercato italiano
La strategia di sviluppo passa anche attraverso un calendario di eventi internazionali, dall’arte allo sport. Tra gli appuntamenti citati il Muscat Art, con oltre 200 artisti e gallerie internazionali, insieme a eventi di triathlon, trail running e ciclismo.
Per il mercato italiano, i dati presentati confermano un andamento positivo. Nel 2025 gli arrivi dall’Italia hanno raggiunto quota 80.769. Nei primi tre mesi del 2026 il mercato ha registrato una crescita del 10,38%, portando l’Italia al terzo posto tra i mercati europei. La dinamica è stata particolarmente positiva a gennaio e febbraio, mentre a marzo si è registrata una flessione, in un contesto condizionato dalla situazione internazionale.
Nuove opportunità per il trade
Il quadro presentato a Roma mostra un Oman impegnato ad ampliare il proprio prodotto attraverso nuove strutture ricettive, infrastrutture, destinazioni montane e costiere, eco-tourism e luxury hospitality.
Per il trade italiano si amplia così il ventaglio di prodotti e territori da proporre al mercato: non solo Muscat, ma anche montagna, natura, Khareef, wellness, resort di fascia alta ed eventi, in un’offerta sempre più articolata.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Con 65 club affiliati alla Federazione Italiana Golf, la Lombardia si conferma il principale polo golfistico italiano: concentra il 18% dei campi nazionali e oltre il 29% dei tesserati. Un patrimonio sportivo che rappresenta anche una significativa leva di attrattività turistica ed economica: l’indotto complessivo del golf in regione è stimato in oltre 160 milioni di euro, mentre la sola componente turistica vale tra 103 e 118 milioni.
Il golf può così diventare uno strumento per valorizzare non solo le destinazioni più conosciute, ma l’intero territorio lombardo. Dai campi del territorio comasco, tra cui Villa d’Este, Menaggio e Monticello, alle strutture di Monza e della Brianza, l’offerta golfistica si intreccia con paesaggio, cultura, enogastronomia e ospitalità, contribuendo a prolungare la permanenza dei visitatori e a destagionalizzare i flussi.
«La Lombardia è oggi il motore del golf italiano», ha sottolineato il sottosegretario regionale allo sport e giovani Federica Picchi, evidenziando l’impegno di Regione Lombardia a sostenere la crescita del comparto attraverso iniziative di valorizzazione dei club, dei territori e dei giovani.
In questa direzione si inserisce anche Open Horizons, progetto promosso da Assolombarda con Federgolf Lombardia e Confindustria Lombardia, nato per posizionare la regione come destinazione golfistica internazionale e mettere in rete sport, turismo e sistema produttivo.
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[post_content] => Riflettori puntati sulla programmazione primavera-estate 2027 per Mayfair Jets, dopo un 2026 dai risultati soddisfacenti. «L’estate ha dato risultati molto positivi e anche l’autunno sta andando bene - commenta Ramon Parisi, business development Italia e Spagna di Mayfair Jets –. Particolarmente significativo è il dato relativo alle festività: le vendite per Natale e Capodanno stanno raggiungendo una percentuale altissima di conferme. È un andamento che ci permette di guardare con fiducia ai prossimi mesi e, soprattutto, alla programmazione del 2027».
La società parteciperà al prossimo Ttg Travel Experience (padiglione A5 - stand 310) dove concentrerà gli incontri col trade su due temi principali: la nuova programmazione 2027, con le soluzioni di volo e le opportunità commerciali che saranno sviluppate per la prossima stagione, e il segmento dei voli con jet privati, un comparto sul quale Mayfair Jets punta a rafforzare la propria presenza e a sviluppare nuove opportunità anche attraverso il canale agenziale.
«La possibilità di organizzare un volo privato consente di costruire il viaggio sulla base delle esigenze del cliente, individuando la soluzione più adatta in termini di aeroporto di partenza, destinazione, date, orari e numero di passeggeri».
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Lusso sì, ma su basi differenti: si basa su questo presupposto la proposta di Ja Manafaru Maldives, presentata recentemente dal general manager Roberto Garrone.
Non soltanto ville sull’acqua e spiagge bianche. Per Roberto Garrone la sfida è costruire un prodotto riconoscibile in una destinazione dove l’offerta luxury è ormai molto ampia. Una filosofia che il general manager di Ja Manafaru Maldives riassume nel concetto di “servizio intuitivo”: anticipare le esigenze dell’ospite, con un’attenzione che deve apparire naturale e mai artificiale. Un approccio maturato attraverso una lunga esperienza internazionale nell’hotellerie e fondato su un principio preciso: standard elevati e costanti, ma anche attenzione alle persone che quegli standard sono chiamate a garantire.
Destinazione nella destinazione
Situato nell’atollo di Haa Alifu, nell’estremo nord dell’arcipelago, Ja Manafaru conta 84 ville tra spiaggia e acqua, distribuite su un’isola naturale di grandi dimensioni e caratterizzata da una bassa densità di costruzione. La posizione, a circa 60 minuti di idrovolante da Malé, rappresenta una delle caratteristiche distintive del resort. Il trasferimento stesso diventa parte dell’esperienza e contribuisce a creare quella che Garrone definisce una “destinazione nella destinazione”. Spazio, privacy e contatto con la natura sono quindi elementi centrali del posizionamento, insieme a una dimensione più intima rispetto a molte altre proposte luxury dell’arcipelago.
La filosofia di Garrone parte da tre punti fermi: ospite, collaboratore e proprietà. Il risultato deve essere un equilibrio tra qualità dell’esperienza, attenzione alle persone e sostenibilità del business. È in questo contesto che si inserisce il concetto di servizio intuitivo: non una semplice applicazione di procedure, ma la capacità del personale di comprendere le esigenze dell’ospite e, quando possibile, anticiparle. Oggi il resort conta oltre 300 collaboratori, con una forte componente maldiviana e uno staff internazionale che permette di seguire una clientela proveniente da diversi mercati.
La gastronomia è un altro degli elementi su cui Ja Manafaru costruisce la propria identità. Il resort propone diverse esperienze ristorative, dalla cucina italiana a quella asiatica, fino alle proposte legate al mare. Un dettaglio significativo è la scelta di non utilizzare il buffet: l’obiettivo è privilegiare qualità e preparazione espressa rispetto alla quantità. Per il nostro mercato, particolare rilievo ha il ristorante dedicato alla cucina italiana, con pasta e pizza, mentre tra le esperienze più esclusive figurano le cene sulla spiaggia e nella cantina sotterranea del resort.
Js Manafaru non si rivolge soltanto alle coppie. Una parte dell’offerta è dedicata alle famiglie e al segmento multigenerazionale, con attività per bambini e ragazzi e servizi pensati per permettere anche ai genitori di vivere il soggiorno con maggiore libertà. Completano l’offerta le attività sportive e marine e le escursioni sulle isole vicine, pensate per entrare in contatto con una dimensione più autentica della vita maldiviana.
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Nel corso dell’incontro si è parlato anche della nuova tassa del 17% applicata agli operatori turistici esteri, che aveva suscitato qualche perplessità nel mercato per il possibile impatto sui prezzi e sulla programmazione. La decisione del governo maldiviano di rinviare l’entrata in vigore della misura al 1° aprile 2027 rappresenta in questo senso un segnale positivo per il settore, perché offre agli operatori maggiore tempo per adeguarsi e riduce, almeno nell’immediato, l’incertezza sulla destinazione.
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(Quirino Falessi)
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[post_content] => Una serata esclusiva nella rinomata Location di Palazzo di Varignana, nel cuore dell’Emilia Romagna, dove Azemar ha incontrato le migliori agenzie emiliane.
Nel corso della serata l'operatore ha presentato il nuovo Catalogo (Azemar Travel Collection 2027-28), sia il punto forza di Zanzibar, Bawe Island, inaugurato a luglio 2024.
Il catalogo
Il nuovo Catalogo ‘Azemar Travel Collection 2027-28’, già in distribuzione da metà settembre, è ovviamente anche consultabile e richiedibile sul sito di azemar.com.
La copertina del nuovo catalogo, è rappresentata da una sfera d’acqua, che racchiude tutte le sfumature e i movimenti dell’Oceano Indiano, con un’identità precisa, fatta di esperienze, emozioni, destinazioni e persone.
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Azemar sta portando avanti il piano di espansione che procede su più fronti: l'attività di t.o. sull’Oceano Indiano prosegue in parallelo a quella di gestore dei ‘The Cocoon Collection’, ovvero il brand che racchiude 6 proprietà alle Maldive e Zanzibar.
Tra le novià il lancio della prima edizione di ‘Berton & Friends’, il nuovo format gastronomico ideato da ‘The Cocoon Collection’ insieme al rinomato e stellato Chef Andrea Berton. Dal 22 al 29 novembre 2026, l’esclusiva Bawe Island, diventerà il punto d’incontro tra alta cucina, creatività, musica e ospitalità d’eccellenza. Per un’intera settimana, gli ospiti avranno l’opportunità di vivere un’esperienza irripetibile insieme a tre grandi protagonisti della gastronomia italiana contemporanea: Andrea Berton, Cristina Bowerman ed Ernst Knam.
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[post_content] => L'aeroporto di Genova chiude i primi 9 mesi dell'anno con 1,3 milioni di passeggeri, il 7% in più sul 2025.
Il trimestre luglio - settembre si è chiuso con un traffico passeggeri in crescita del +2% (oltre 500mila passeggeri movimentati), grazie ai risultati positivi di luglio e settembre che hanno più che compensato il lieve rallentamento registrato ad agosto.
Il contributo maggiore alla crescita si deve all’andamento del traffico internazionale che, da gennaio a settembre, ha fatto registrare un incremento del +11% sul medesimo periodo del 2025, per un totale di 662.927 passeggeri movimentati. Positivo anche l’andamento del traffico domestico (624.418 mila passeggeri movimentati, +5% sul 2025).
La partenza di nuovi collegamenti con Alghero e Salerno e il rafforzamento dei voli per Olbia e Tirana hanno contribuito ai risultati.
«I numeri evidenziano come l’Aeroporto di Genova stia proseguendo il percorso di crescita nonostante un contesto geopolitico complesso che genera ormai da tempo incertezza, in primo luogo per i vettori aerei, chiamati a far fronte a un costo particolarmente elevato del carburante - sottolinea Francesco D’Amico, direttore generale Aeroporto di Genova - Occorre guardare con realismo al futuro. Come molti qualificati operatori hanno osservato, per il trasporto aereo europeo i prossimi mesi non saranno semplici per l’effetto combinato di fattori esterni che riguardano l’intero settore, di cui il rincaro del jet fuel è il principale».
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[post_content] => Flessibilità. Questa la parola chiave che sta indirizzando l’attività di marketing di Alpitour World, costretto come tutti gli altri operatori del comprato a fare i conti con una situazione estremamente fluida e incerta. «Abbiamo dovuto rimodulare le campagne che avevamo programmato per il 2026 alla luce degli eventi internazionali – conferma Tommaso Bertini, chief corporate & tour operating marketing officer di Alpitour Word, incontrato in occasione della presentazione della mostra dedicata a Matisse al Mudec, di cui il gruppo Alpitour è sponsor -. Per questo abbiamo proposto un’immagine che richiamasse a quel concetto di serenità che oggi rappresenta uno dei valori più preziosi da associare alla vacanza». Serenità nel sapere che è sempre possibile far riferimento a persone in carne e ossa nel caso di qualsiasi disguido possa verificarsi durante il viaggio, e serenità di poter contare su un gruppo che grazie alla sua integrazione verticale offre una gamma di soluzioni amplissima.
«In questa fase, stiamo ancora ragionando sulle prossime mosse da compiere. Nel prossimo anno finanziario, in avvio il 1° novembre, dal punto di vista del marketing prevedo sosterremo in modo particolare i brand Bravo ed Eden, andando a sollecitare una fascia di mercato che ultimamente sta prenotando più sotto data».
Un altro aspetto segnalato dal manager è quello relativo al marchio-ombrello del gruppo. «Ci concentreremo anche sulla promozione del brand Alpitour World, in quanto vogliamo trasmettere in questa fase di incertezza il valore aggiunto che risiede nel gruppo. Questo perché il vero problema oggi è l’indecisione, l’attendismo di chi aspetta a prenotare perché teme che la situazione possa cambiare all’improvviso».
Inoltre, nel prossimo anno finanziario, i canali digitali cresceranno ed è in pista anche un importante progetto relativo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
La chiusura dell'anno
Le stime sulla chiusura dell’anno finanziario si mantengono comunque positive. «Penso archivieremo un anno su valori simili a quelli del 2025 – spiega Bertini -. Un risultato assolutamente soddisfacente, considerato il delicato contesto internazionale in cui si inserisce. Paradossalmente, il fatto di avere al nostro interno marchi affermati sia sul fronte trade sia su quello consumer potrebbe avvantaggiarci in un clima di generale insicurezza».
Per il futuro, molto dipenderà dal caro fuel: «Il costo del carburante è quasi raddoppiato. Se non intervengono novità, questo andrà a influire sul futuro costo dei pacchetti, con un rincaro di qualche punto percentuale e un inevitabile abbassamento della nostra marginalità».
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