24 April 2026

L’Austria riparte dal trade e lancia la scommessa sull’inverno

Austria Turismo riparte dal trade, “partner strategici che ci aiutano a comprendere come gestire al meglio la situazione, quali nuove opportunità di business da sviluppare insieme”: Oskar Hinteregger, direttore dell’ente in Italia (nella foto), sottolinea la valenza di questo rapporto in grado di valorizzare al meglio un prodotto che, durante i lunghi mesi di empasse a causa della pandemia, è stato sviluppato in maniera ancora più autentica, sostenibile e creativa. “La pandemia non è finita, ma con collaborazione e con i partner le sfide si affrontano più facilmente. Vogliamo essere vostri partner di fiducia”.

Tre gli appuntamenti che nella scorsa settimana hanno visto protagonista Austria Turismo: a Trieste, Padova e Milano, con una selezione di partner significativa: Tirolo, Carinzia, Salisburgo, Graz, Hello Salzburg, Cultura della Wien Holding, Concerti del Palazzo di Schönbrunn, Castello di Hochosterwitz, Abbazia di Klosterneuburg, Mondi di Cristallo Swarovski, oltre alla partecipazione di Interrail.

Riflettori puntati sulla stagione autunnale e sul prossimo Avvento, periodi clou per il Paese in cui il settore turistico rappresenta “il 15% del Pil”. Riprende Hinteregger “Più individuale, più outdoor, più valore aggiunto: oggi le persone sono disposte a spendere di più per godere di una vera vacanza, di un prodotto diverso e meno conosciuto in Italia. Ad esempio le nostre baite, isolate, immerse nella natura più vera. Di forte tendenza anche il segmento benessere e spa”.

Intanto, un primo bilancio della stagione estiva “pur mancando i dati di agosto” vede il mercato italiano raggiungere “il 50% circa dei risultati abituali, risultato decisamente migliore rispetto a quanto da noi preventivato. A livello globale la Germania e i paesi dell’Europa centrale che confinano con Austria, hanno registrato performance molto positive, oltre poi a un sorprendente risultato da Polonia e Romania”. Dati orfani chiaramente dei flussi lungo raggio, che comunque “rappresentano soltanto l’8% del totale”. Complessivamente, a fine luglio, i dati mostrano “che siamo ad un -28% rispetto allo stesso periodo del 2019. Stimiamo il ritorno ai livelli pre-crisi al 2023”.

Silvia Festa, business and growth manager Interrail, sottolinea proprio la performance positiva dell’Austria tra le scelte dei viaggiatori nei mesi estivi: “Tra i pass venduti nel 2021 – tenendo conto che la stagione è stata limitata e ha preso slancio tra giugno e agosto e con paesi overseas fermi – l’Austria ha superato valori del 2019 e, benché Italia, Germania e Svizzera restino le mete più gettonate, il Paese si posiziona molto bene tra le destinazioni top.

“La nostra collaborazione con Austria Turismo è di lunga data e recentemente, sulla scia della nuova spinta green, questo connubio si è rafforzato, promuovendo un viaggio sostenibile che parte direttamente dall’Italia”. Tante le opportunità fornite dall’itinerario in treno, “dalla riscoperta delle mete più conosciute alle gemme ancora nascoste, che regalano un’esperienza di viaggio unica e diversa. E con vantaggi anche per gli agenti di viaggio, che possono creare pacchetti completi da proporre ai propri clienti, con prenotazione di servizi aggiuntivi a destinazione”.

 

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Non a caso, anche il trade continua a valorizzare questo immaginario, come dimostra il focus dedicato a gli Stati Uniti nascosti, sempre più rilevanti nel racconto della destinazione.\r\nIl road trip evolve: più comfort, più regia, più esperienza\r\nAnche il road trip sta cambiando pelle. Per molto tempo è stato percepito come formula libera, autonoma, quasi spontanea.\r\n\r\nOggi, nel segmento tailor-made, diventa invece un prodotto ad alta regia, dove la libertà resta importante ma viene sostenuta da una struttura più accurata. Cambiano la selezione delle tappe, la tipologia degli hotel, la distribuzione delle notti e la gestione dei tempi di guida. Il viaggio su strada non perde fascino, ma guadagna qualità.\r\n\r\nQuesto spostamento è rilevante perché rende il road trip pienamente compatibile con la domanda premium.\r\n\r\nNon più improvvisazione, ma esperienza costruita in modo intelligente, con più comfort e maggiore attenzione al ritmo. È proprio qui che si misura la differenza tra un itinerario generico e un prodotto ben progettato: nella capacità di fare della strada non una fatica da gestire, ma una parte qualificante del viaggio. Un’impostazione che si inserisce bene anche nel rinnovato interesse per l’on the road, rilanciato da iniziative come The Great Usa Road Trip.\r\nEsperienze premium e nuovi comportamenti del viaggiatore\r\nNel prodotto Usa di fascia alta, il concetto di lusso si è allontanato da una logica puramente materiale per avvicinarsi a una dimensione più relazionale ed esperienziale. Il cliente premium non chiede solo belle strutture o servizi inclusi, ma una qualità complessiva del viaggio fatta di accesso, fluidità, riservatezza e migliore utilizzo del tempo.\r\nQuesto produce un comportamento di acquisto più consapevole, in cui la destinazione resta importante, ma è il “come” a determinare la scelta finale.\r\n\r\nSi osserva così una maggiore attenzione alla privacy, all’evitare la congestione, alla possibilità di vivere esperienze meno omologate.\r\n\r\nEscursioni fuori orario, visite private, lodge in posizioni privilegiate, quartieri meno scontati, attività costruite su interessi reali: il valore dell’esperienza si sposta in questa direzione. 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