16 October 2021

Chaabani, Tunisia: “Ripartiamo con un protocollo per la sicurezza dei turisti”

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La Tunisia affida la ripartenza turistica post Covid-19 ad un protocollo che codifichi passo a passo l’esperienza del viaggiatore, dall’istante in cui metterà piede nel Paese. Lo spiega Souheil Chaabani, direttore per l’Italia dell’Ente nazionale tunisino per il turismo (nella foto), a margine della videoconferenza che ha visto protagonista la splendida offerta archeologica romana del Paese maghrebino.

“Entro una settimana al massimo presenteremo un protocollo che toccherà tutti gli aspetti del viaggio, dall’arrivo in aeroporto, ai trasferimenti, al check-in e check-out in hotel: tutto quello che concerne il viaggio sarà assicurato attraverso procedure precise, che illustreremo nel corso di una conferenza stampa con il ministro. Sarà importantissimo per garantire la sicurezza dei nostri ospiti in Tunisia”.

L’industria turistica “è fondamentale per l’economia del Paese” con un’incidenza “del 14% sul Pil nazionale”,  per circa 500.000 posti di lavoro diretti e 1,5 milioni di posti nell’indotto. “Al momento qui, come nella gran parte del mondo, non c’è attività aerea, con una crisi gravissima per i vettori che chiedono aiuti ai governi. Ma senza trasporto aereo non esiste turismo… Vedremo l’andamento dei prossimi mesi, anche durante la bassa stagione, ma per una vera ripresa dovremo attendere il 2021”.

In attesa di tornare in Tunisia, a Moncef Ben Moussa, ex direttore del Museo del Bardo di Tunisi, attuale direttore del Centro delle Arti, della Cultura e delle Lettere (Ministero della cultura tunisino) il compito di condurci per mano attraverso i secoli, fino all’epoca di massimo splendore dell’Impero romano sulla costa africana. Cominciando dall’anfiteatro di El Jem, patrimonio Unesco: “Questo momento di pausa forzata anche per tutti i musei e siti archeologici – ha sottolineato Moussa – è un’occasione per riflettere e preparaci al domani. La Tunisia, dalle sue coste all’interno, è una sintesi perfetta della storia del Mediterraneo e delle sue civiltà,  che da qui sono passate lasciando tracce giunte fino ai giorni nostri. Il nostro Paese è un museo a cielo aperto, uno specchio per ciascuno di noi, dove scoprire sempre qualcosa di nuovo”.




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