21 September 2021

Taglio del nastro per l’associazione ‘Città dell’aria’. Jelinic: «Turismo di nicchia sì, ma occasione di rilancio»

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La nuova associazione ‘Città dell’aria’ ha preso forma concreta lo scorso weekend all’aeroporto di Pavullo nel Frignano, in occasione dei festeggiamenti per i 110 anni dell’Aero Club d’Italia. L’associazione riunisce oltre un centinaio di amministrazioni comunali che nel proprio territorio abbiano aeroporti, aviosuperfici e campi volo e che, oltre a vivere l’opportunità del volo da diporto e sportivo, si fanno portatori di un nuovo progetti di avio turismo.

Obiettivo di Città dell’aria è quello di creare un’offerta strutturata, destinata ai possessori di piccoli aeromobili da turismo sia italiani sia europei per poter conoscere, visitare le bellezze italiane attraverso pacchetti ad hoc: al loro interno suggerimenti, indicazioni e servizi per l’aeromobile uniti a quelli tipicamente turistici come pernottamenti, visite guidate e ristorazione.

Presente all’evento la presidente di Fiavet nazionale, Ivana Jelinic (nella foto), che ha sottolineato come «il progetto Città dell’aria sia neonato, ma già un’opportunità di rilancio. Anche se si tratta di un turismo di nicchia, è in grado di muovere e sensibilizzare persone appassionate del genere, con una capacità di spesa medio-elevata. Un’opportunità anche per le agenzie di viaggio quindi, con la possibilità di creare e offrire pacchetti inclusivi di servizi a 360 gradi. Il vantaggio della creazione dell’associazione Città dell’aria dà ai nostri operatori un interlocutore che possa trasmettere quelle informazioni di base rispetto ai territori e soprattutto alle piste dove è possibile far atterrare gli aerei e costruire una gamma di servizi pacchettizzati, rendendoli fruibili al turista: non solo italiano ma anche e soprattutto straniero».

Ospite d’eccezione il ministro del turismo, Massimo Garavaglia: “Siamo il paese più bello del mondo ma a furia di dirlo per anni non abbiamo fatto niente. Siamo il primo paese nei click (delle ricerche online, ndr) a gennaio, ma a consuntivo finiamo quinti o sesti. E questo non va bene. Per migliorare le parole chiave sono tre: promozione, organizzazione e qualità. Dobbiamo avere la massima qualità a tutti i livelli di servizio e fascia di prezzo. Il turismo alto spendente, quell’1% che rappresenta il 15% del 13% di Pil prodotto dal turismo, se diventasse anche solo il 2% creerebbe 40 miliardi in più. Per la promozione vi diamo una mano inserendo il progetto dell’avioturismo, come per altre realtà come le città dei motori, in un ‘hub nazionale’ sulla falsariga di quanto fatto da Spagna, Giappone o Svizzera”.

 




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