27 June 2026

Liguria, riapertura a rischio per bagni marini e pubblici esercizi

La Camera di Commercio Riviere di Liguria esprime forte preoccupazione sulla fattibilità della riapertura per pubblici esercizi e bagni marini, sulla base delle recenti normative inerenti la gestione operativa delle attività connesse al settore della balneazione, contenute in particolare nelle correlate direttive Inail.

Ferma restando l’assoluta necessità di mantenere prioritari i principi di sicurezza sanitaria, i vincoli che sono stati definiti rendono praticamente impossibile una riapertura effettiva delle attività, in quanto al di là di tutte le procedure e dei lavori in continuità per la sanificazione, il numero dei clienti sarebbe assolutamente poco significativo, potendo arrivare a poco oltre il 25% di quelli normalmente disponibili, con ricadute dunque assai significative sull’intera economia dei territori. La gestione economica ed operativa sarebbe totalmente impossibile, e si potrebbero aprire anche situazioni difficilmente contenibili in termini di code, ordine pubblico e quant’altro, ancor più evidenti se si considera la problematica delle spiagge libere.

La Camera di Commercio ritiene che le necessarie garanzie sanitarie possano essere rispettate anche con una normativa meno stringente di quella attuale, in modo da consentire una reale e compiuta riapertura di un settore che per molte aree territoriali, Liguria tra queste, è assolutamente determinante per la propria situazione economica e sociale. Il settore è in grave fermento e vi saranno iniziative significative in merito. L’ente camerale ha inviato una nota indirizzata al presidente della regione, all’assessore regionale  all’urbanistica, pianificazione territoriale ed edilizia Marco Scajola, al presidente dell’unioncamere Carlo Sangalli e al segretario generale dell’unioncamere Giuseppe Tripoli per chiedere di promuovere presso tutte le sedi competenti ed interessate ogni attività possibile per una rivisitazione delle normative definite, in funzione di un coerente rispetto degli aspetti sanitari e di quelli economico-sociali.

 

 

 

 

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Questo è lo schifo dell'eccesso di capitalismo che fa ricche 3 persone e ne danneggia migliaia.\r\n\r\nInfatti il 50% delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei settori del terziario, del turismo e dei servizi percepisce una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro, soglia di povertà salariale che sale al 60% della retribuzione media,  14.800 euro per chi ha lavorato almeno dodici settimane nell’anno.\r\n\r\nÈ quanto emerge dal focus sul lavoro povero commissionato da Filcams, anticipazione di un Report sull’occupazione di prossima pubblicazione.\r\n\r\nCirca il 70% di chi lavora nel settore resta sotto la soglia di povertà, percentuale che al Sud e nelle Isole sale oltre l’80%, quattro lavoratori su cinque. Seguono i servizi, dove pulizie, multiservizi e ristorazione collettiva portano l’incidenza a oltre il 50%, anche tra chi lavora con continuità, e il terziario, superiore al 30%. “Il part-time involontario è ormai una condizione strutturale -dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil- che impone salari bassi e una condizione di precarietà costante”. \r\nEmergenza\r\n“Siamo davanti a una vera e propria emergenza - aggiunge Fabrizio Russo - quasi una persona su due guadagna meno di 15mila euro l’anno, un dato che rivela scelte organizzative precise, modelli d’impresa tarati sulla compressione del costo del lavoro e un’assenza di presidio contrattuale che dura da troppo tempo. È troppo facile sbandierare numeri e proclami nei contesti pubblici, se poi ai tavoli negoziali si lasciano milioni di lavoratrici e lavoratori senza adeguamenti salariali adeguati al costo della vita\".\r\n\r\nSecondo Russo, \"Cgil Cisl e Uil stanno discutendo con le associazioni datoriali per giungere a un modello contrattuale e di rappresentanza che innovi e garantisca la tenuta dei salari. Il rinnovo dei contratti nazionali resta infatti il primo argine contro il lavoro povero: è da lì che ripartiamo nella prossima stagione contrattuale, che nel 2027 ci vedrà al tavolo per tutto il settore del terziario distributivo e dei servizi, con la responsabilità di restituire dignità e riconoscimento alle persone che rappresentiamo\". ","post_title":"Il 70% dei lavoratori del turismo guadagna 14,800 euro. Povertà!","post_date":"2026-06-24T12:43:52+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1782305032000]}]}}