17 March 2026

Iniziano le proteste dei lavoratori licenziati dagli alberghi di Roma

Il Governo, almeno fino ad ora, non si è interessato del turismo. Dicono che stanno arrivando le risorse, ma fino a quando non vediamo scritto nero su bianco non ci crediamo. Comunque, di fronte a questa inerzia gli alberghi di Roma hanno iniziato a licenziare. E di fronte ai licenziamenti i lavoratori hanno iniziato a protestare. Ma non era proprio il conflitto sociale che questo “magnifico” governo voleva evitare?

Infatti, come riporta RomaToday.it, tra i lavoratori degli hotel di Roma sta montando la protesta: mercoledì 19, in occasione dell’incontro tra sindacati e proprietà dello Sheraton, è previsto un presidio sotto la sede di Federalberghi.

«Le procedure di licenziamento dello Sheraton, del Cicerone e del Majestic qualificano la scelta imprenditoriale delle imprese che decidono di scollinare la crisi pandemica con la solita ricetta che rischia di portare la nostra città, il nostro Paese, ad una crisi sociale con impatto devastante sui lavoratori del turismo: ossia licenziare», tuona ai microfoni di RomaToday Roberta Valenti della Uiltucs.

Rilanciare il turismo a partire dai lavoratori

«A nulla sono serviti allora i ristori già riconosciuti alle aziende in difficoltà e le risorse del PNRR in arrivo. Quei lavoratori che hanno sostanziato negli anni l’eccellenza dell’offerta turistica romana non servono più ed anzichè rappresentare, attraverso la loro professionalità il punto da cui ripartir, sono considerati come zavorra di cui liberarsi. Nessuno – prosegue la sindacalista – può rimanere indifferente di fronte a questo rischio sociale che,se non arginato, può comportare il rischio occupazionale di più di 8000 lavoratori che operano nel turismo romano. Qui si tratta di scegliere il proprio campo: rilanciare il turismo partendo dai lavoratori oppure sacrificarli».

L’appello della sindacalista Uiltucs, sempre riportato da RomaToday.it, è che tutti gli attori coinvolti, le associazioni e le istituzioni, «assumano un ruolo attivo anche attraverso consigli comunali straordinari o attivazione di tavoli di crisi in cui le parti coinvolte lavorino esplicitamente alla condivisione di un patto comune: preservare l’occupazione dei lavoratori a Roma».

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