11 April 2026

Confindustria: il turismo tiene a galla l’economia italiana

Confindustria e turismo. L’inflazione è rientrata, ma i tassi sono ancora alti e l’economia si conferma debole. Lo conferma Confindustria nel consueto rapporto Congiuntura Flash, da cui emerge che il credito è troppo caro e frena gli investimenti ed il mercato del lavoro non riesce a spingere i consumi. Ma c’è una voce che salva l’economia italiana: il turismo.

Infatti – sempre secondo Confidustria – il turismo da record tiene a galla l’economia italiana. C’è una voce tra le componenti del Pil italiano (appena +0,1% tendenziale nel 3° trimestre 2023) che è andata molto bene nei primi nove mesi di quest’anno e sta sostenendo la dinamica complessiva: fa parte dell’export di servizi (+4,1%) ed è la spesa degli stranieri in viaggio in Italia, ovvero gran parte del valore economico diretto del turismo nel Paese.

Il contributo degli stranieri al boom turistico è stato cruciale: a settembre 2023 è proseguita l’espansione della spesa dei viaggiatori esteri in Italia: +11,8% sul 2022 (a prezzi correnti); il record è stato toccato a luglio. Questa spesa, se comparata con i livelli pre-pandemia, mostra un +24,5% sul 2019. Che è solo in piccola parte dovuto all’aumento dei prezzi dei servizi turistici (circa +6% nel 2023).

Margine di crescita

Complessivamente, a fine 2023 gli introiti dal turismo straniero arriveranno oltre i 50 miliardi di euro, superando ampiamente i 30 miliardi relativi al turismo italiano all’estero. Nonostante i recenti record, rimane ancora un margine di crescita nel settore dell’alloggio in Italia: l’utilizzazione dei letti negli esercizi alberghieri è risalita al 48,3% nel 2022, rispetto al 49,0% nel 2019 e dovrebbe essere cresciuta ancora nel 2023, ma comunque su valori che possono salire ulteriormente.

Il rilancio del turismo è compiuto in termini di livelli, ma il ritorno sulla traiettoria di crescita pre-pandemia potrebbe essere ritardato dalla fase di stagnazione che coinvolge l’economia italiana e mondiale. Decisivo sarà cogliere i cambiamenti in atto nel settore, che le imprese italiane sembrano aver ben individuato: preferenze dei viaggiatori più orientate ad esperienze di lusso (+57% nell’ultimo decennio il numero di alberghi a 5 stelle); nuove destinazioni e cambiamento climatico; nuove tecnologie “virtuali”, per preparare (sostituire?) i viaggi “in presenza”.

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