4 December 2022

Ho Collection nuovamente sopra i 20 mln di fatturato. Marginalità superiori al 2019

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Smart working e flessibilità sul lavoro spingono le performance del gruppo Ho Collection, che questa estate ha beneficiato di una domanda non più concentrata solo ad agosto ma meglio spalmata su tutti i mesi della stagione più calda dell’anno. La compagnia, che gestisce cinque proprietà in Puglia e una a Roma, ha in questo modo registrato una incremento del giro d’affari del 50% a giugno, luglio e settembre, rispetto agli stessi mesi del 2021, nonché del 10% ad agosto.

“Siamo molto felici di questo trend – dichiara Mattia De Gennaro, managing director di Ho Hotels Collection – anche perché con la fine dell’anno prevediamo di superare nuovamente i 20 milioni di fatturato complessivo, con un incremento prossimo al 90% rispetto al 2021 e valori di redditività superiori al 2019. Nei mesi scorsi abbiamo investito in modo cospicuo sulle nostre proprietà con importanti restyling. Per il futuro desideriamo continuare a crescere in territorio pugliese ma non solo, includendo nuove destinazioni, con l’obiettivo di arrivare a disporre di 1.500 camere entro il 2025“.

Molto positivo anche il dato relativo agli arrivi internazionali. Nel 2021 il mercato italiano rappresentava infatti oltre l’80% del totale, con la restante parte europea principalmente francese. Quest’anno invece i mercati esteri sono tornati a occupare una fetta intorno al 50% del fatturato della compagnia, con la presenza importante di americani, inglesi, olandesi e altri arrivi di lungo raggio (Brasile, Australia).

“E’ prematuro fare previsioni per l’inverno ma siamo fiduciosi – conclude De Gennaro -. Il tema del pricing rappresenterà una costante nel trade off tra incremento dei costi operativi e pressione sulla potenzialità di spesa di aziende e clienti individuali. Sicuramente ci sarà una fase di transizione complessa fino all’assestamento dell’economia in funzione della crescente inflazione. In tale contesto, il settore del lusso sarà poco coinvolto, mentre corporate e leisure diventeranno mercati più volatili, in cui la qualità e la flessibilità saranno come sempre fattori determinanti”.




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