30 July 2021

Brand Finance: valori dei marchi alberghieri a picco (-33%) ma Hilton mantiene la leadership

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Valori dei marchi a picco per il mondo dell’ospitalità. Un dato che non stupisce ma che ora viene certificato dalla consueta analisi dei 50 brand top dell’hotellerie globale condotta come ogni anno da Brand Finance: il loro valore complessivo è infatti sceso dai 70,2 miliardi di dollari del 2020 ai 47,2 miliardi di quest’anno.

“Il comparto degli hotel è stato colpito duramente dal lockdown. Lo dimostra il brusco calo registrato da quasi tutti i 50 più importanti marchi alberghieri al mondo – racconta il valuation director di Brand Finance, Savio D’Souza -. Tuttavia si tratta di un settore particolarmente resiliente. E con la progressiva apertura ai viaggi, stiamo già registrando forti incrementi delle prenotazioni e dei tassi di occupazione. Il che mostra la perdurante forza dei brand, nonostante la crisi dell’ultimo anno”.

Nel dettaglio, Hilton mantiene la propria posizione di leadership anche nel 2021, nonostante un calo del valore del marchio del 30%, fino a 7,6 miliardi di dollari. La compagnia omonima è anche quella che detiene il valore di gruppo più elevato, con i 13,8 miliardi di dollari dei suoi sette brand presi nel loro complesso.

Perdono invece decisamente posizioni i rivali di Marriott, che vedono scendere il proprio marchio dalla seconda alla quinta piazza della top 50, con un decremento del 60% rispetto all’anno scorso fino a quota 2,4 miliardi. Il loro posto sul podio è stato quindi preso da Hyatt, il cui marchio è tra gli unici due della top 50 ad aver messo a segno una seppur breve crescita di valore (+4% a 4,7 miliardi). Nonostante la crisi, l’espansione del brand è rimasta infatti sostenuta, traducendosi in ben 72 nuove aperture e in 27 esordi in nuovi mercati nei 12 mesi intercorsi tra le due rilevazioni.

Ma Brand Finance ha analizzato anche la forza relativa dei vari brand, prendendo in considerazione vari fattori, tra cui gli investimenti in marketing, la visibilità tra i consumatori, il livello di soddisfazione degli staff e la reputazione corporate. E da questo punto di vista, sono gli indiani di Taj a detenere la leadership, grazie a un punteggio dell’indice Bsi (Brand strength index) pari a 89,3 su 100. Per contro il mero valore economico del loro marchio si ferma ad “appena” 296 milioni di dollari.




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