17 May 2026

Bluserena: al via una collaborazione con Savills sui temi esg

Creare un framework che integri i criteri di governance, gli aspetti operativi della società alberghiera e gli impatti ambientali dei resort. Bluserena ha avviato una collaborazione per lo sviluppo della strategia esg corporate in collaborazione con la società di consulenza immobiliare Savills. “La sostenibilità è uno dei pillar più importanti per noi ed è al centro delle nostre operazioni – spiega il ceo di Bluserena Hotels & Resorts, Marcello Cicalò -. Siamo perciò entusiasti della nostra partnership con Savills, che rafforzerà ulteriormente la nostra azione in questo campo. Insieme, ci impegniamo a implementare iniziative ecologiche e socialmente responsabili per ridurre l’impatto ambientale e creare un ambiente lavorativo sostenibile”.

Il team building & project consultancy, coadiuvato da Savills Earth per i profili economici e ambientali, sta ora esaminando le diverse aree tematiche per ottenere una lista di azioni secondo un ordine di priorità di impatto, che permetterà di erigere la esg Strategy e il conseguente action plan. L’impegno di Bluserena su tali temi è peraltro già stato avviato a inizio 2023, con una serie di azioni concrete. Tra queste, la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso nei resort del 50% nel corso dell’anno, con un risparmio di 43 quintali di plastica; l’utilizzo anche di energia prodotta da pannelli fotovoltaici, che forniscono già oggi il 30% del fabbisogno degli indirizzi della compagnia, con l’obiettivo di dotare tutte le strutture di energia prodotta dal fotovoltaico entro il 2027. Inoltre, Bluserena ha messo in atto una politica di diminuzione degli sprechi alimentari sensibilizzando i propri ospiti a un consumo consapevole.

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Fin dalla prima edizione, il Summit ha ampliato il proprio sguardo oltre la nautica ampliandolo ai waterfront e al cruise design».\r\n\r\nPromosso dal Comune della Spezia e organizzato dalla Fondazione Promostudi e Clickutility Team, il Blue Design Summit si conferma punto di riferimento per i protagonisti della filiera nazionale e internazionale del design di alta gamma, affrontando i temi più innovativi e strategici del settore.\r\n\r\n«Il Blue Design Summit rappresenta una vetrina internazionale straordinaria per la Liguria e per il distretto nautico spezzino, eccellenza mondiale capace di coniugare innovazione, design e cultura del mare - continua l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana - Regione Liguria sostiene convintamente questa manifestazione anche attraverso Liguria International, per accompagnare la crescita e l’internazionalizzazione delle nostre imprese e rafforzare il posizionamento del territorio sui mercati globali».\r\n\r\nIl contesto di mercato conferma la solidità del comparto: l'Italia rafforza la propria leadership globale, raggiungendo il 53% del portafoglio ordini mondiale, nonostante una riduzione degli ordini complessivi da 1.138 a 978 unità secondo le anticipazioni sul Global Order Book 2026. In questo scenario, il settore superyacht chiude il 2025 con il 50% delle aziende che prevede una crescita del proprio fatturato.\r\n\r\n«Questa terza edizione del Blue Design Summit - sottolinea  Federica Montaresi, Segretario Generale dell’Adsp Mar Ligure Orientale - conferma il successo di un’iniziativa dedicata all’industria nautica e al design navale che, come Autorità di Sistema Portuale, insieme agli altri attori istituzionali e agli operatori coinvolti, abbiamo sostenuto e condiviso sin dall’inizio, riconoscendone il valore strategico per un settore che nel nostro territorio rappresenta un’eccellenza di primissimo piano e che, negli ultimi vent’anni, ha conosciuto uno sviluppo straordinario. Ancora una volta La Spezia e il suo Golfo si confermano quindi protagonisti ai vertici del panorama nazionale e internazionale. 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Ma già allora era evidente quanto il mare e l'acqua fossero elementi capaci di connettere mondi differenti: dall'ospitalità alle crociere, dal waterfront design al lifestyle.Abbiamo scelto dunque di costruire un evento che non fosse un riferimento per un settore isolato, ma che potesse diventare un think tank di un ecosistema culturale, industriale e progettuale molto più ampio, in cui le diverse competenze e professionalità fossero accomunate dalla centralità dell'acqua, come driver economico del made in Italy. 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