25 August 2026

Gebta: guerra al fuel surcharge

Gebta vuole riscrivere le regole del "fuel surcharge". I vettori hanno definito questo costo come “tassa” equiparandola alle tasse e diritti aeroportuali che una compagnia aerea paga per l’approdo in aeroporto e per l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri, e l’ha detratta dalla base imponibile per il calcolo delle commissioni da pagare agli agenti di viaggio. Secondo Gebta, se le agenzie di viaggi possono far poco, certamente possono fare molto per i propri clienti. Infatti se il fuel surcharge è una tassa un viaggiatore ha sempre diritto al rimborso di quella parte del prezzo di un biglietto costituita dalla componente "tasse", anche quando la tariffa è dichiarata come non rimborsabile. Gebta Italia apre il dialogo con i viaggiatori e si rende disponibile a collaborare per le richieste di rimborso del fuel surcharge di tutti i biglietti aerei a tariffa non rimborsabile, a meno che i vettori ci ripensino e ripaghino agli associati Gebta le commissioni su questa componente negli ultimi 5 anni. Delle due l’una: o è una tassa ed è quindi rimborsabile, o non lo è e quindi le commissioni devono essere pagate a tutti.

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