13 gennaio 2009 09:59
Il Jordan Tourist Board ha lanciato un sito dedicato agli estimatori di Petra. all’indirizzo www.friendsofpetra.com sarà possibile creare un proprio profilo ed entrare reciprocamente in contatto con altri amanti della Città Rosa. Il sito non solo nasce per dar vita ad una comunità di amanti di Petra, ma anche per offrire una selezione di informazioni per quanti desiderano organizzare una visita al gioiello della Giordania. Un altro sito dai contenuti più tradizionali, ma altrettanto ricco di informazioni soprattutto di carattere archeologico, è www.petrapark.com, che propone tutta l’area intorno a Petra. Secondo i dati diffusi dal ministero del turismo, 100 mila turisti hanno visitato Petra nel solo ottobre 2008, con un totale di 645 mila visitatori nei primi 10 mesi dell’anno. Petra rappresenta la principale fonte di introiti dal turismo di tutta la Giordania ovvero l’82% del totale, equivalenti a oltre 13 milioni di euro.
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[post_content] => Si è tenuta a Parma la nona edizione di Shopping Tourism, il forum italiano nato su iniziativa di Risposte Turismo.
«Ci occupiamo delle dinamiche legate al turismo, un vasto macro comparto all’interno del quale sin dal 2016 seguiamo il tema dello Shopping Tourism. - ha esordito Francesco Di Cesare, presidente della società di ricerca e consulenza Risposte Turismo, che proprio nel 2026 ha raggiunto i 25 anni di attività. - La prima edizione del forum venne realizzata a Venezia.
Quest’anno ci troviamo a Parma, che ospita questa importante iniziativa così come sa rispondere alle esigenze del turista dello shopping. Il forum è nato a partire da una considerazione semplice ma centrale: lo Shopping Tourism è un fenomeno originato dall’intersezione di due macro comparti, da una parte ci sono i criteri del commercio, dall'altra il turismo.
È un’iniziativa di approfondimento e discussione, di networking e dialogo che permette a questi due mondi di confrontarsi. L’anno prossimo è in programma la decima edizione e siamo arrivati a questo primo traguardo grazie all’aiuto di molti professionisti - che sono con noi sin dall'inizio - e all’entusiasmo e alla partecipazione di nuovi professionisti, nuovi operatori e nuovi amici. Il fenomeno dello Shopping Tourism va studiato, organizzato e presidiato.
Noi diamo il nostro contributo con una giornata ricca di presentazioni con dati inediti e tavole rotonde dedicate al presente e al futuro dello shopping tourism in Italia, alla presenza di 150 operatori del turismo e del retail da tutta Italia. I risultati di questo lavoro di analisi confluiranno poi all'interno del volume “Shopping Tourism Italian Monitor”».
Il forum si è sviluppato a partire da alcune domande: Qual è il ruolo dell’Italia nella geografia mondiale dello shopping tourism? Quali strategie e azioni è possibile adottare per consentire al nostro Paese di esprimere pienamente il proprio potenziale e competere con le grandi shopping destination internazionali?
La giornata ha ospitato dei panel che hanno indagato il tema da diversi punti di vista per poi concludersi parlando proprio di Parma, una città che - come ha affermato Roberta Frisoni, assessore a turismo, commercio e sport dell’Emilia Romagna - «ha tanto da dire sullo Shopping Tourism insieme con tutta la regione e con il Fidenza Village, che è un punto di eccellenza a livello nazionale.
Parma è una destinazione assolutamente attrattiva che ha investito su tante opportunità: il tema dello Shopping Tourism si unisce ad altre motivazioni di viaggio che sono quello dell’enogastronomia - siamo nel cuore della Food Valley - e l’unicità della Motor Valley: il distretto industriale, culturale e turistico dell’Emilia Romagna che ci rende attrattivi a livello internazionale».
Chiara Ambrosioni
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Adalte incrementa il numero dei fornitori e aggiunge Planet Tours, dmc specializzato nella destinazione Egitto. La dmc porta con sé plus quali una flotta di oltre 80 veicoli e la proprietà/gestione della Esmeralda Nile Cruises.
Le nuove partnership
La proposta ora disponibile sulla piattaforma Adalte combina la programmazione classica e con proposte meno note, innovative ed esperienziali come, per citarne una, la spedizione nel deserto. «Siamo soddisfatti di aver intrapreso questa collaborazione con Adalte - afferma Nicole Wallbridge, sales director product management di Planet Tours dmc -. Sin dall’inizio abbiamo ravvisato nel team Adalte una professionalità e una dedizione notevoli; senza dimenticare che l’ingresso nella “grande famiglia Adalte” è stato semplice ed è avvenuto senza alcun intoppo. Il team che ci ha supportato è stato molto attento alle nostre esigenze e dunque posso confermare la nostra soddisfazione. Siamo convinti di aver trovato finalmente il partner che ci aiuterà a proseguire nelle vendite online».
Altro dmc & tour operator da menzionare è Meridian Tours, specializzato in esperienze in Turchia. «La partnership con Adalte segna un importante traguardo per la nostra realtà, sia in termini di investimenti tecnologici che in innovazione - commenta Aslan Levanta, co-fondatore e general manager di Meridian Tours -. Adalte è in grado di supportarci in aspetti quali efficienza, flessibilità e servizi ad hoc per i nostri partner internazionali, con un occhio di riguardo sempre attento alla promozione della Turchia nei mercati globali». Nell’ambito dell’area mediterranea,nel circuito di Adalte entra anche Athens Express (Grecia). Insieme a Meridian Tours, questi dmc raccontano un rapporto di collaborazione che dura da oltre 25 anni.
«Athens Express ha scelto Adalte per potenziare uno strumento digitale modulabile che ottimizzi le operazioni, migliori le costumer experience e alimenti la crescita senza il peso di complessità aggiuntive. Grazie a forti basi digitali, Athens Express è pronto a disegnare il future del destination management in Grecia, mixando competenze locali con innovazione digitale così da fornire esperienze uniche per i viaggiatori e per i travel partner» fanno sapere da Athens Express.
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La Premium economy piace ai passeggeri italiani: parola di Marco D'Ilario, country manager di Emirates per il nostro Paese, che illustra in esclusiva a Travel Quotidiano la performance di questa tipologia di cabina sulle rotte italiane.
«Abbiamo introdotto la Premium Economy in Italia nel giugno 2025, con l’arrivo del nostro primo Airbus A350 a Bologna. È stato un debutto particolarmente significativo: Bologna è stata scelta tra le prime dieci destinazioni al mondo servite da questo aeromobile di ultima generazione, a conferma dell’importanza strategica che il mercato italiano riveste per Emirates. Da Bologna, l’offerta della Premium economy si è rapidamente estesa anche a Milano. Con la nuova configurazione sull’Airbus A380 introdotta a luglio, mettiamo oggi a disposizione quasi 200 posti al giorno».
D'Ilario spiega come l'ingresso di Emirates in questo segmento non si sia limitato a «seguire il mercato. Volvevamo - e abbiamo - ridefinito la categoria. Per noi, la Premium economy non è un posto in Economy con più spazio per le gambe: è una cabina con una propria identità, pensata in ogni dettaglio per offrire quella che definiamo un’esperienza di lusso accessibile».
Sedili in pelle color crema, ispirati al design Mercedes-Benz, maggiore reclinazione, ampio spazio per le gambe, poggiatesta regolabili e poggia polpacci integrati. Ancora, un’esperienza gastronomica dedicata, con menu d’ispirazione regionale e una selezione curata di vini e bevande premium. In altre parole, l'attenzione maniacale a «comfort, servizio e attenzione ai dettagli». Un'impostazione di offerta che ha decisamente fatto presa sui viaggiatori di casa nostra, alla ricerca «di un’esperienza più confortevole e ricercata rispetto all’Economy, senza necessariamente scegliere la Business Class.
«In poco più di un anno, quasi 50.000 passeggeri hanno viaggiato nella nostra Premium economy sui voli da e per l’Italia e, tra luglio 2025 e luglio 2026, abbiamo più che triplicato la capacità disponibile, passando da circa 3.400 a oltre 9.000 posti».
Dal suo debutto in Italia, la Premium economy Emirates «ha superato le nostre aspettative, sia in termini di domanda sia di risultati commerciali. Dal punto di vista economico, i risultati sono molto incoraggianti e il mercato italiano è in linea con le performance registrate nel resto del network Emirates. Un segnale interessante è rappresentato anche dalla crescita degli upgrade effettuati a ridosso della partenza: molti passeggeri, dopo aver verificato la disponibilità e la differenza di prezzo, scelgono di migliorare la propria esperienza passando alla Premium economy».
Da notare come tra i segmenti di traffico, «la componente premium leisure è particolarmente rilevante» conclude il manager: famiglie, coppie, viaggiatori senior e persone che desiderano concedersi qualcosa in più in occasione di una vacanza o di un viaggio speciale. A questi si affianca «una quota significativa di professionisti, imprenditori e dipendenti di piccole e medie imprese, che scelgono questa cabina per trasferte regionali e di lungo raggio».
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Un viaggio non comincia mai al momento della partenza. Prenotare un volo o un soggiorno, organizzare gli spostamenti e scegliere i servizi da utilizzare sono tutte decisioni che precedono il giorno in cui prepariamo la valigia. Anche alcuni vantaggi di cui si può beneficiare viaggiando possono però essere ottenuti molto prima: a seconda del tipo di carta per viaggiare e del programma associato, determinate spese della vita quotidiana possono consentire di accumulare punti o miglia o di ottenere altri benefici.
Per chi viaggia con una certa frequenza, conoscere questi meccanismi può essere utile per valutare non soltanto quanto costa una carta, ma anche quali opportunità offre e quanto siano coerenti con le proprie abitudini. Ecco perché il nuovo comparatore di carte per viaggiare lanciato da The Flight Club, noto progetto di Matteo Rainisio, sta già riscuotendo un grande successo.
Dalle spese quotidiane ai vantaggi per chi viaggia: The Flight Club lancia un nuovo strumento per confrontare le carte
I programmi associati alle carte possono funzionare in modi differenti. Alcuni consentono di accumulare punti o miglia attraverso le spese, altri prevedono forme di cashback o bonus, mentre determinate soluzioni comprendono servizi più direttamente legati al viaggio, come coperture assicurative o accessi alle lounge degli aeroporti.
Concentrarsi su un singolo vantaggio, però, può restituire una visione parziale. Insieme alla possibilità di accumulare punti e miglia vanno valutati anche elementi come il canone, le eventuali commissioni sulle operazioni in valuta estera e le condizioni previste per l’utilizzo dei diversi servizi.
La valutazione dipende quindi anche dal modo in cui la carta verrà utilizzata e dalla possibilità di sfruttare concretamente i vantaggi che mette a disposizione.
Da tutto ciò deriva la grande utilità di questo nuovo comparatore di carte di The Flight Club, attraverso il quale è possibile restringere la ricerca delle carte di pagamento sulla base delle caratteristiche considerate più importanti e mettere direttamente a confronto i prodotti selezionati.
I filtri disponibili riguardano diversi aspetti: dai costi alla presenza di cashback, fino a benefit come assicurazione, lounge aeroportuali e fast track.
È possibile inoltre distinguere le proposte in base alla tipologia di carta (credito, debito e prepagata) e al circuito.
Una volta individuate le soluzioni di interesse, il comparatore consente di selezionarne più di una e visualizzarne le caratteristiche affiancate. Chi vuole approfondire un singolo prodotto può invece accedere alla relativa scheda, dove sono raccolte ulteriori informazioni insieme a una sintesi dei punti di forza e degli aspetti da considerare con maggiore attenzione.
Punti e miglia rimangono dunque uno degli elementi che possono interessare chi viaggia, ma non necessariamente quello decisivo per tutti. Metterli in relazione con costi, condizioni e altri servizi permette di valutare le carte da una prospettiva più ampia, tenendo conto delle proprie abitudini di spesa e di viaggio.
Matteo Rainisio e la nascita di The Flight Club
Punti, miglia e programmi fedeltà sono temi strettamente legati alla storia di The Flight Club e del suo fondatore Matteo Rainisio, oggi CEO del progetto. Prima ancora della nascita del suo sito, Rainisio aveva iniziato ad approfondire questo mondo consultando forum e portali statunitensi specializzati, dove questi argomenti erano già trattati diffusamente.
Da quell’interesse è nato The Flight Club, online dal 1° novembre 2020 e sviluppatosi come progetto editoriale dedicato al mondo dei viaggi. Il sito si occupa oggi di compagnie aeree, programmi frequent flyer, punti e miglia, carte, offerte, guide e recensioni.
L’attenzione dedicata alle carte di pagamento si inserisce quindi in un percorso che parte proprio dall’interesse del fondatore per i programmi fedeltà e si è progressivamente esteso a numerosi aspetti dell’esperienza di viaggio.
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[post_content] => Explora Journeys ha celebrato il ritorno a casa dell’Explora Journeys Swiss SailGp Team a Ginevra, in occasione del ritorno sul lago di Ginevra del campionato mondiale di vela ad alta velocità, il Rolex Switzerland Sail Grand Prix.
La filosofia alla base della partnership si è rivelata significativa quando l’Explora Journeys Swiss SailGp Team ha portato la collaborazione a Ginevra, città in cui ha sede Explora Journeys e dove è stata concepita per la prima volta la sua visione di una nuova categoria di viaggi oceanici.
«Vedere l’Explora Journeys Swiss SailGp Team gareggiare qui a Ginevra è stato un momento speciale per noi. È qui che Explora Journeys è nata e le nostre radici svizzere rappresentano una parte importante della nostra identità - ha dichiarato Anna Nash, president di Explora Journeys -. Ci sono molti aspetti di SailGp che rispecchiano i nostri valori: precisione, innovazione, lavoro di squadra e prestazioni umane straordinarie. Vedere il nostro brand sull’F50, in gara qui sul lago di Ginevra davanti al pubblico di casa, ha reso la partnership davvero concreta. È stato un momento di grande orgoglio per tutti noi».
La gara
L’Explora Journeys Swiss SailGp Team, guidato dal pilota svizzero Sébastien Schneiter, ha gareggiato a bordo del proprio catamarano F50 interamente brandizzato Explora Journeys, proseguendo il suo percorso nel SailGp Championship 2026. Il team ha ottenuto un’ottima prestazione nelle acque di casa, conquistando un posto nella gara finale di domenica.
«Ciò che rende SailGp così avvincente è quello che accade dietro lo spettacolo. La velocità è evidente, ma il livello di precisione, tecnologia e lavoro di squadra necessario per raggiungere queste prestazioni è straordinario - ha aggiunto Sébastien Schneiter, pilota dell’Explora Journeys Swiss SailGp Team -. Gareggiare a Ginevra, circondati dai nostri amici, partner e sostenitori, ha reso questo fine settimana speciale. Abbiamo percepito l’energia del pubblico di casa, che ha dato a tutto il team un’ulteriore motivazione per esprimersi al meglio».
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La collaborazione
I due marchi, insieme per la prima volta, sono pronti a conquistare i propri follower con quattro creatività dirompenti, che animeranno i canali social, Instagram di Taffo - Tanuba e di Eden Viaggi da oggi.. I contenuti della campagna, realizzati in stile "dark humor" di Taffo, esprimono curiosità, originalità, libertà e voglia di viaggiare attraverso headline come "Visita le Maldive, ti sembrerà di stare già in paradiso", "Divertiti in Repubblica Dominicana, per riposare hai l'eternità", "In Kenya vedrai la vita passarti davanti" e "Mauritius, ti toglierà il fiato".
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[post_content] => Lvg Hotel Collection, brand di ospitalità di Lvg Group, e Maio Group, realtà attiva nell’alta ristorazione, puntano su Alagna Valsesia con Cascata d’Otro, nuovo progetto dedicato al turismo alpino premium. L’operazione, avviata lo scorso luglio, nasce con l’obiettivo di sviluppare un modello di ospitalità in grado di superare la tradizionale stagionalità della montagna e valorizzare la destinazione anche nei mesi estivi.
Per Lvg Hotel Collection si tratta del debutto nel segmento leisure di montagna. Il gruppo ha scelto Alagna, ai piedi del Monte Rosa e storicamente legata al freeride invernale, per sperimentare una formula di ospitalità “ibrida”, che combina l’indipendenza di una residenza privata con servizi e standard alberghieri di fascia alta.
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Dalla varietà del prodotto, in tutte le sue accezioni, alle opportunità offerte dalla stagione di spalla. Nel mezzo un ruolo sempre più di primo piano per il mercato Italia, «che in linea con gli altri mercati europei, mantiene da anni un trend di crescita positivo»: Vaihere Lissant, ceo di Tahiti Tourisme, in carica da maggio 2025 e al suo primo viaggio in Italia, sintetizza il messaggio centrale della strategia promozionale 2027, oltre a delineare i contorni dell’andamento della destinazione regina del Sud Pacifico.
A livello globale «registriamo tre anni consecutivi di crescita in termini di arrivi, con i mercati europei che trainano questa performance. In questo quadro il mercato Italia segna un andamento nettamente positivo e dopo un 2025 da record, nei primi sei mesi 2026 vede un’ulteriore crescita del 9%».
In attesa dei dati dell’alta stagione, le stime sono altrettanto positive e, per il 2027 l’attesa cresce ancora, «considerando che Air Tahiti Nui opererà annualmente la rotta per Tokyo Narita, e aprirà i voli per Sydney dal prossimo dicembre: due alternative interessanti per gli italiani che intendono raggiungere Tahiti, che si sommano ai classici voli via Los Angeles o San Francisco».
Mercati, quello europeo e italiano in particolare, «che rappresentano oggi il nostro target perfetto: parliamo di visitatori che provengono da lontano e dunque si fermano piuttosto a lungo, apprezzando ciò che trovano e prendendosi il tempo di scoprirlo. Combinano diverse isole e altrettante sistemazioni, passando da una guest house all’hotel di lusso, con un impatto economico positivo per tutta la destinazione».
Parola chiave, quindi, varietà: «Di paesaggi, di isole, di esperienze non solo per gli honeymooners, ma per una platea diversificata di viaggiatori, «per chi cerca avventura, per chi ama lo sport, per le famiglie e i gruppi di amici. C’è davvero un’isola di Tahiti per tutti. Tante destinazioni all’interno della stessa destinazione: insomma 118 isole, 5 arcipelaghi sparsi in una porzione di oceano vasta quanto l’Europa occidentale».
E il viaggiatore italiano sempre più spesso guarda anche oltre le classiche mete di Bora Bora o Moorea: ad esempio, «Rangiroa oppure Tikehau, nelle Tuamotu» osserva Matteo Prato, ceo di Tourisme Hub, rappresentano l’immagine ideale del sogno polinesiano, quindi sabbia borotalco, acque turchesi, e palme che lambiscono le lagune. «Ma anche Raiatea, che all’esperienza balneare abbina quella naturalistica e culturale. In crescita poi l’interesse verso le Marchesi, per l’aspetto culturale che le rende un luogo estremamente suggestivo: distano ben 4 ore di voli da Tahiti, ma una volta arrivato a destinazione il viaggiatore si sente privilegiato di essere in un luogo che consente di entrare in contatto con l’anima stessa del Pacifico».
Una diversità che si estende a tutti i mesi dell’anno: «L’alta stagione raccoglie inevitabilmente un maggior numero di visitatori, ma teniamo molto a promuovere la ‘bassa’» prosegue Vaihere Lissant, sottolineando che non ha nulla da invidiare ai mesi di luglio e agosto: «In realtà, dal punto di vista culturale e anche per altri aspetti sarebbe la stagione migliore quella che va da novembre fino a marzo. Per i polinesiani culturalmente rappresenta il periodo dell’abbondanza: di tempo libero, di cibi tropicali, di eventi culturali e sportivi».
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La digitalizzazione delle strutture ricettive non riguarda più soltanto la possibilità di ricevere prenotazioni online. Negli ultimi anni il vero cambiamento si è spostato all’interno dell’organizzazione: disponibilità, tariffe, prenotazioni, soggiorni, servizi e attività operative devono essere gestiti in modo sempre più coordinato.
Per molti hotel e soprattutto B&B e strutture indipendenti il punto di partenza è ancora composto da strumenti diversi: fogli di calcolo, calendari condivisi, posta elettronica, portali OTA e applicazioni verticali che comunicano poco tra loro. È una configurazione che può funzionare con volumi ridotti, ma diventa rapidamente difficile da controllare quando aumentano camere, canali di vendita o complessità delle tariffe.
È proprio in questo passaggio che il PMS assume un ruolo diverso rispetto al semplice software di prenotazione.
Dal calendario al centro operativo della struttura
Un moderno gestionale per hotel non dovrebbe limitarsi a registrare chi arriva e chi parte. Il suo valore deriva soprattutto dalla capacità di mantenere coerenti informazioni che appartengono a momenti differenti del ciclo di soggiorno.
Una prenotazione, per esempio, nasce come accordo commerciale: date, tariffa, condizioni, eventuali promozioni e servizi inclusi. Successivamente diventa un problema operativo: disponibilità reale, assegnazione della camera, check-in, presenze effettive, cambi di unità, servizi consumati e check-out.
Quando queste informazioni vengono gestite da sistemi separati aumenta inevitabilmente il numero di verifiche manuali. Il personale deve controllare più fonti e diventa più difficile capire quale rappresenti il dato realmente aggiornato.
Il principio alla base dei PMS più recenti è invece quello di costruire una continuità tra la parte commerciale e quella operativa, mantenendo allo stesso tempo separate le rispettive responsabilità.
Cloud non significa soltanto “accessibile da Internet”
La diffusione delle soluzioni cloud ha ulteriormente accelerato questo cambiamento. Il vantaggio più evidente è l’accesso da dispositivi e postazioni differenti, ma la trasformazione più interessante riguarda l’architettura del lavoro.
Un sistema centralizzato consente infatti di aggiornare disponibilità, prenotazioni e informazioni operative in un unico ambiente, riducendo il rischio di versioni differenti dello stesso dato.
Questo diventa particolarmente importante quando più persone lavorano contemporaneamente sulla struttura o quando entrano in gioco canali esterni, preventivi, promozioni e modifiche alle prenotazioni.
Il cloud permette inoltre di spostare parte della complessità tecnica fuori dalla struttura ricettiva: aggiornamenti, backup e manutenzione dell’infrastruttura possono essere gestiti centralmente, evitando che ogni hotel debba mantenere autonomamente server e software locali.
Le piccole strutture hanno esigenze diverse, ma non necessariamente più semplici
Un errore abbastanza comune è pensare che B&B, affittacamere e piccoli residence abbiano bisogno soltanto di un calendario.
In realtà la scala è inferiore, ma molti problemi restano gli stessi: prenotazioni provenienti da canali differenti, periodi tariffari, servizi aggiuntivi, ospiti con esigenze diverse, cancellazioni, disponibilità e comunicazioni.
Un gestionale B&B deve quindi riuscire a mantenere la semplicità d’uso senza rinunciare alle funzioni che diventano necessarie quando l’attività cresce.
La differenza rispetto a strutture più grandi riguarda soprattutto il modo in cui queste funzioni vengono presentate. Un piccolo gestore difficilmente vuole affrontare decine di configurazioni prima di poter creare una tariffa o registrare una prenotazione. Il software dovrebbe proporre una configurazione adatta alla maggior parte dei casi, lasciando comunque la possibilità di intervenire quando servono regole più specifiche.
Automazione sì, ma con controllo umano
L’evoluzione più recente riguarda l’introduzione dell’intelligenza artificiale e di sistemi capaci di proporre automaticamente azioni o interpretare grandi quantità di dati.
Nel settore alberghiero questa evoluzione può essere utile soprattutto nelle attività ripetitive: analisi dei dati, suggerimenti operativi, supporto alla configurazione, individuazione di anomalie o preparazione delle comunicazioni.
Il punto centrale, però, rimane il controllo dell’operatore.
Una struttura ricettiva gestisce continuamente eccezioni: una camera indisponibile per un guasto, un cambio richiesto dall’ospite, una promozione particolare, un preventivo modificato o una situazione di overbooking.
L’automazione può proporre una soluzione, ma la decisione commerciale o operativa dovrebbe rimanere comprensibile e controllabile da chi gestisce la struttura.
Dati più granulari per capire realmente l’attività
La centralizzazione delle informazioni apre anche possibilità che vanno oltre la normale gestione quotidiana.
Registrare in modo strutturato eventi, servizi e consumi permette infatti di costruire indicatori molto più precisi rispetto ai tradizionali dati di occupazione e fatturato.
Diventa possibile, per esempio, analizzare il costo operativo di un soggiorno, comprendere quali servizi incidono maggiormente o confrontare categorie di ospiti e periodi differenti.
Questa evoluzione trasforma progressivamente il PMS da semplice strumento amministrativo a piattaforma capace di supportare anche le decisioni gestionali.
Il PMS come infrastruttura, non come semplice programma
Il cambiamento più importante è probabilmente culturale.
Il software gestionale non è più soltanto il programma utilizzato dalla reception per registrare le prenotazioni. Sta diventando l’infrastruttura attraverso cui passano gran parte dei processi della struttura ricettiva.
Da questa idea nasce anche Hotellerie, piattaforma cloud pensata per hotel, B&B e altre strutture ricettive con l’obiettivo di integrare progressivamente gestione commerciale, disponibilità e attività operative in un unico ambiente.
La direzione del settore sembra quindi abbastanza chiara: meno strumenti isolati, maggiore continuità tra i processi e automazione utilizzata per ridurre il lavoro ripetitivo senza togliere all’operatore il controllo delle decisioni.
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Negli ultimi anni il vero cambiamento si è spostato all’interno dell’organizzazione: disponibilità, tariffe, prenotazioni, soggiorni, servizi e attività operative devono essere gestiti in modo sempre più coordinato.\r\n\r\nPer molti hotel e soprattutto B&B e strutture indipendenti il punto di partenza è ancora composto da strumenti diversi: fogli di calcolo, calendari condivisi, posta elettronica, portali OTA e applicazioni verticali che comunicano poco tra loro. È una configurazione che può funzionare con volumi ridotti, ma diventa rapidamente difficile da controllare quando aumentano camere, canali di vendita o complessità delle tariffe.\r\n\r\nÈ proprio in questo passaggio che il PMS assume un ruolo diverso rispetto al semplice software di prenotazione.\r\nDal calendario al centro operativo della struttura\r\nUn moderno gestionale per hotel non dovrebbe limitarsi a registrare chi arriva e chi parte. Il suo valore deriva soprattutto dalla capacità di mantenere coerenti informazioni che appartengono a momenti differenti del ciclo di soggiorno.\r\n\r\nUna prenotazione, per esempio, nasce come accordo commerciale: date, tariffa, condizioni, eventuali promozioni e servizi inclusi. Successivamente diventa un problema operativo: disponibilità reale, assegnazione della camera, check-in, presenze effettive, cambi di unità, servizi consumati e check-out.\r\n\r\nQuando queste informazioni vengono gestite da sistemi separati aumenta inevitabilmente il numero di verifiche manuali. Il personale deve controllare più fonti e diventa più difficile capire quale rappresenti il dato realmente aggiornato.\r\n\r\nIl principio alla base dei PMS più recenti è invece quello di costruire una continuità tra la parte commerciale e quella operativa, mantenendo allo stesso tempo separate le rispettive responsabilità.\r\nCloud non significa soltanto “accessibile da Internet”\r\nLa diffusione delle soluzioni cloud ha ulteriormente accelerato questo cambiamento. Il vantaggio più evidente è l’accesso da dispositivi e postazioni differenti, ma la trasformazione più interessante riguarda l’architettura del lavoro.\r\n\r\nUn sistema centralizzato consente infatti di aggiornare disponibilità, prenotazioni e informazioni operative in un unico ambiente, riducendo il rischio di versioni differenti dello stesso dato.\r\n\r\nQuesto diventa particolarmente importante quando più persone lavorano contemporaneamente sulla struttura o quando entrano in gioco canali esterni, preventivi, promozioni e modifiche alle prenotazioni.\r\n\r\nIl cloud permette inoltre di spostare parte della complessità tecnica fuori dalla struttura ricettiva: aggiornamenti, backup e manutenzione dell’infrastruttura possono essere gestiti centralmente, evitando che ogni hotel debba mantenere autonomamente server e software locali.\r\nLe piccole strutture hanno esigenze diverse, ma non necessariamente più semplici\r\nUn errore abbastanza comune è pensare che B&B, affittacamere e piccoli residence abbiano bisogno soltanto di un calendario.\r\n\r\nIn realtà la scala è inferiore, ma molti problemi restano gli stessi: prenotazioni provenienti da canali differenti, periodi tariffari, servizi aggiuntivi, ospiti con esigenze diverse, cancellazioni, disponibilità e comunicazioni.\r\n\r\nUn gestionale B&B deve quindi riuscire a mantenere la semplicità d’uso senza rinunciare alle funzioni che diventano necessarie quando l’attività cresce.\r\n\r\nLa differenza rispetto a strutture più grandi riguarda soprattutto il modo in cui queste funzioni vengono presentate. Un piccolo gestore difficilmente vuole affrontare decine di configurazioni prima di poter creare una tariffa o registrare una prenotazione. Il software dovrebbe proporre una configurazione adatta alla maggior parte dei casi, lasciando comunque la possibilità di intervenire quando servono regole più specifiche.\r\nAutomazione sì, ma con controllo umano\r\nL’evoluzione più recente riguarda l’introduzione dell’intelligenza artificiale e di sistemi capaci di proporre automaticamente azioni o interpretare grandi quantità di dati.\r\n\r\nNel settore alberghiero questa evoluzione può essere utile soprattutto nelle attività ripetitive: analisi dei dati, suggerimenti operativi, supporto alla configurazione, individuazione di anomalie o preparazione delle comunicazioni.\r\n\r\nIl punto centrale, però, rimane il controllo dell’operatore.\r\n\r\nUna struttura ricettiva gestisce continuamente eccezioni: una camera indisponibile per un guasto, un cambio richiesto dall’ospite, una promozione particolare, un preventivo modificato o una situazione di overbooking.\r\n\r\nL’automazione può proporre una soluzione, ma la decisione commerciale o operativa dovrebbe rimanere comprensibile e controllabile da chi gestisce la struttura.\r\nDati più granulari per capire realmente l’attività\r\nLa centralizzazione delle informazioni apre anche possibilità che vanno oltre la normale gestione quotidiana.\r\n\r\nRegistrare in modo strutturato eventi, servizi e consumi permette infatti di costruire indicatori molto più precisi rispetto ai tradizionali dati di occupazione e fatturato.\r\n\r\nDiventa possibile, per esempio, analizzare il costo operativo di un soggiorno, comprendere quali servizi incidono maggiormente o confrontare categorie di ospiti e periodi differenti.\r\n\r\nQuesta evoluzione trasforma progressivamente il PMS da semplice strumento amministrativo a piattaforma capace di supportare anche le decisioni gestionali.\r\nIl PMS come infrastruttura, non come semplice programma\r\nIl cambiamento più importante è probabilmente culturale.\r\n\r\nIl software gestionale non è più soltanto il programma utilizzato dalla reception per registrare le prenotazioni. 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